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“Puliamo il Mondo 2013”: con Legambiente 11mila volontari, raccolte 40 tonnellate di immondizia, 100 iniziative in 50 comuni

“Puliamo il Mondo 2013”, Roma e Lazio più pulite e belle Con Legambiente 11mila volontari, raccolte 40 tonnellate di immondizia, 100 iniziative in 50 comuni

A Roma 40 appuntamenti, grande partecipazione di studenti di tutte le età

Roma e Lazio sono più pulite e belle dopo il passaggio degli undicimila volontari che si sono rimboccati le maniche per la ventunesima edizione di Puliamo il Mondo, la più grande campagna di
volontariato ambientale che si inserisce nell’iniziativa mondiale Clean Up The World, coordinata in Italia da Legambiente e realizzata nel Lazio grazie alla collaborazione del TGR Lazio della RAI, e nella Capitale di RomaNatura e Ama Spa, e il contributo dell’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma. Sono state raccolte 40 tonnellate di rifiuti nelle 100 iniziative realizzate in 50 comuni laziali, che hanno visto coinvolti più di 3.000 studenti, tante associazioni e comitati per spazzare dal degrado parchi, piazze, strade e giardini.

Nella Capitale grande pulizia del Pratone delle Valli nella Riserva Naturale Valle dell’Aniene, alla quale ha partecipato anche il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, oltre all’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale Estella Marino, all’Assessore all’Ambiente della  Regione Lazio Fabio Refrigeri, al presidente del Municipio Roma III Paolo Marchionne e al commissario di RomaNatura Maurizio
Gubbiotti. Decine i sacchi dell’immondizia raccolti tra bottiglie di plastica, cicche di sigarette ma anche sedie abbandonate e materassi. Grande partecipazione, grazie alla collaborazione con l’Ente Regionale RomaNatura che ha coinvolto i più piccoli in momenti di  educazione ambientale e dispensato informazioni ai cittadini. Durante la mattinata sono state realizzate vere opere d’arte assemblando in un mosaico frammenti di materiali che altrimenti sarebbero finiti nella spazzatura, sotto la guida dell’ “Occhio del Riciclone”;  Laboratorio di reinvenzione creativa a cura di RiscARTI Festival, che ha mostrato come realizzare una lampada con materiali recuperati; con la Cooperativa “Il T-Riciclo” sono stati realizzati accessori di ecomoda a partire da una bottiglia di plastica. Molte altre le iniziative che si sono svolte durante il weekend ambientalista: pulizie al Parco della Cellulosa, alla Riserva dell’Insugherata e lungo l’argine del Tevere sotto al ponte della Magliana, dune rimesse a nuovo alla spiaggia di Capocotta sul litorale romano, scout in azione a Piazza dei Decemviri, ma anche operazione nell’Ateneo di Tor Vergata, pulizia del parco a Spinaceto e bottiglie di vetro ritirate dal piazzale della stazione della metropolitana Anagnina.

“Migliaia di persone fanno un’azione concreta e importante con Puliamo il Mondo, rimettendo a nuovo parchi, piazze, giardini -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Sono cittadini che le amministrazioni devono coinvolgere con iniziative  continuative di adozione di questi spazi. C’è una grande voglia di cambiamento e occasioni come queste lo dimostrano, ora sta alle istituzioni battere con forza il sentiero giusto per una corretta gestione dei rifiuti e una maggiore attenzione al decoro delle città. A Roma e nel Lazio serve subito un programma per la differenziata porta a porta, la riduzione e il riuso per battere discariche e inceneritori.”

Tanti appuntamenti anche nel Lazio: a Cassino (Fr) il fiume Rapido è stato liberato dai rifiuti riportando in buone condizioni la flora e fauna rigogliosi nell’area del bacino principale; a Castelnuovo di Porto (Rm)giornata di pulizia, baratto ed eco-ncerto; a Fiumicino (Rm) pulizia della pineta e del litorale in zona “Coccia di Morto”; a Santa Maria delle Mole (Rm) attività dei volontari all’area archeologica dell’Appia Antica; a Manziana (Rm) pulizia del bosco di Macchiagrande; ordine nell’area giochi del quartiere San Liborio a Civitavecchia (Rm). In questa edizione, inoltre, i centri storici di Velletri e Tolfa (Rm) sono stati rimessi a nuovo dopo il passaggio dei volontari. Non sono mancati momenti di riflessione e SEnsibilizzazione a Sabaudia (Lt) con il convegno “Puliamo il mondo…dalle guerre” e a Genzano (Rm) con una giornata di informazione e dimostrazione sulla corretta raccolta dei rifiuti.

“Anche quest’anno c’è stata una gran bella partecipazione in tutta la Regione, tanti volontari contemporaneamente in 50 comuni laziali si sono rimboccati le maniche per diventare protagonisti del cambiamento – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio. Quando i cittadini si mettono insieme e scendono in campo con entusiasmo, riescono a portare a casa grandi risultati come questo.”

Erano presenti  all’iniziativa finale alla Riserva Valle dell’Aniene anche: Cristiana Avenali, consigliera Regione Lazio; Piergiorgio Benvenuti, presidente AMA SpA; Stefano Ciafani, vice presidente nazionale Legambiente; Gianna Le Donne, vice presidente Municipio Roma III; Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati. Puliamo il Mondo è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero della Pubblica Istruzione dell’Università e della Ricerca, dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall’UPI (Unione Provincie Italiane), Federparchi, Uncem (Unione Nazionale Comuni, Comunità, Enti Montani), Unep (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite). Con il contributo di Snam, Coop, Federambiente e Ikea sono partner tecnici. In collaborazione con Fiseassoambiente e Anci (Associazione Comuni Italiani). La Nuova Ecologia e RDS (Radio Dimensione Suono) sono i media partner.

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Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma

Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma
Sono Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma, secondo la prima indagine sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti in questo territorio sul modello del famoso premio nazionale, presentata stamattina a Palazzo Valentini e realizzata con il contributo dell’Amministrazione provinciale. Sono questi i tre Comuni dell’ambito provinciale a superare nel 2012 l’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata fissato dalla legge. Nel dettaglio Castelnuovo di Porto guadagna il podio con una percentuale di raccolta differenziata pari al 79,42%, seguito da Cave con il 66,02% e da Allumiere con il 65,4%. Premio “Start Up” per aver implementato un nuovo sistema di raccolta di rifiuti urbani nel corso del 2012 con ottimi risultati fin da subito a Castel Madama (passato in tre mesi dal 51 al 73%) e Morlupo (passato in tre mesi dal 17,4 al 74,02%).

Hanno preso parte all’indagine, fornendo su base volontaria i dati richiesti relativi all’anno 2012, circa un quarto dei Comuni (23,14%, ossia 28 amministrazioni su 121), di un territorio nel quale vive la maggior parte della popolazione residente in provincia (3.392.651 abitanti sui complessivi 4.194.068, l’80,9%), e si producono complessivamente ben 1.990.589 tonnellate di rifiuti urbani, il 75% sulla produzione dell’intero territorio provinciale e il 58% di quello regionale, ossia una produzione pro capite media di 586,74 chilogrammi per abitante di immondizia, ben al di sopra della produzione nazionale. I Comuni partecipanti all’indagine nel 2012 hanno avviato a riciclaggio 512.154 tonnellate di materiali, nella maggior parte dei casi attraverso il sistema domiciliare.

“Si moltiplicano le esperienze di buona gestione dei rifiuti, di porta a porta per la differenziata con risultati ottimi, ma c’è davvero ancora molto da fare, serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il nuovo governo della Regione Lazio può fare molto esportando il modello virtuoso maturato in questi anni nella Provincia di Roma, investendo i 130 milioni di euro fermi nelle casse regionali su progetti mirati con i Comuni e le province. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che
batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata.”

Un riconoscimento “Sulla strada giusta!” è stato, poi, assegnato da Legambiente ad altri 13 Comuni che, pur non rispettando gli obiettivi di legge, hanno intrapreso una buona strada attestandosi attorno al 50% di raccolta differenziata: Sacrofano (63,9%), Anguillara Sabazia
(59,8%), Ariccia (59,13%), Ciampino (58,56%), Canale Monterano (57,4%), Monte Porzio Catone (56,5%), Campagnano di Roma (55,13%), Trevignano Romano (54,62%), Zagarolo (52,73%), Castel Madama (52,07%), Guidonia Montecelio (50,75%), Formello (50,36%) e Montelanicoappena sotto (49,11%).

Non tutto è solo raccolta differenziata, anzi i sistemi di riduzione dei rifiuti contano molto. Nel 70% dei Comuni partecipanti sono state distribuite compostiere da giardino per incentivare la corretta gestione dei rifiuti organici, anche se l’intervento ha riguardato solo lo 0,94% delle utenze domestiche totali presenti nei comuni partecipanti. Il 92% dei Comuni ha una piattaforma ecologica a supporto del sistema di raccolta dei rifiuti urbani, mentre solo il 57,14% dei Comuni è dotato di punti di erogazione di acqua alla spina, solo per 3 Comuni è presente quello del latte. Il 17,86% dei Comuni ha incentivato l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili presso le mense comunali o
distribuisce sporte riutilizzabili e compostabili. Solo il 7,14% dei comuni usa stoviglie riutilizzabili a feste e sagre e ha sottoscritto accordi con rivenditori per il recupero di alimenti freschi. Male sull’approvvigionamento dei prodotti: in soli 6 comuni sono  regolamentati gli acquisti verdi, acquisti di beni e servizi a ridotto impatto ambientale, nei capitolati e bandi di gara.

“L’unico modo per combattere le discariche è renderle l’opzione più dispendiosa per le amministrazioni attraverso un uso migliore dello strumento dell’eco tassa regionale – ha dichiarato Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente-. Dobbiamo ridurre i costi del ciclo
dei rifiuti potenziando la raccolta differenziata, implementando l’impiantistica a livello regionale e attivando strumenti di condivisione delle decisioni con la cittadinanza locale.”

Hanno preso parte all’incontro, tra gli altri: Clara Vaccaro, Sub Commissario Vicario Provincia di Roma; Michele Civita, Assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti della Regione Lazio; Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio; i Sindaci e Assessori all’ambiente dei Comuni Ricicloni; Stefano Ciafani, Vice Presidente Legambiente; Gianluca Bertazzoli, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di Corepla; Gianluca Cencia, Direttore Federambiente; Sara Dello Ioio, Responsabile COMIECO Regione Lazio; Demetrio De Stefano, Direttore Generale A mbi.en.te SpA; Marta Giovanna Geranzani, Servizio Recupero e riciclaggio
rifiuti Comune di Roma; Maddalena Gesualdi, responsabile energia e rifiuti Legambiente Lazio; Claudio Vesselli, Dirigente Dipartimento IV Provincia di Roma.

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Legambiente Lazio: “Basta con le discariche, servono soluzioni moderne e la volontà politica”

Centinaia di cittadini e di comitati sono scesi in Piazza Santi Apostoli a Roma questa mattina per manifestare contro il piano rifiuti della Regione Lazio e chiedere nuove politiche che guardino finalmente al futuro del nostro territorio.

La decisione di spostare la discarica da Malagrotta a Corcolle e Riano, prima dell’apertura del sito definitivo a Fiumicino, senza il confronto con associazioni, cittadini ed enti locali alla base di queSta manifestazione. Ma soprattutto tanta voglia di far sentire la propria voce e il deciso dissenso verso politiche scellerate, segno di una volontà politica da ormai troppo tempo latitante. “Basta con la gestione dei rifiuti con le discariche, per troppi anni a Roma e nel Lazio sono stati seppellite migliaia di tonnellate di immondizia”, l’appello di Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “E’ il momento di scegliere la via moderna della riduzione, del riuso, della differenziata. Non si può dopo decenni chiudere Malagrotta aprendo nuove mega discariche, senza un piano concreto, con obiettivi, tempi e investimenti per il porta a porta. Roma deve abbandonare modelli astrusi di raccolta duale e passare alla differenziata domiciliare, basterebbero tre mesi per cambiare volto alla città. Alemanno e Polverini non possono nascondersi dietro al Prefetto Pecoraro, per fare queste scelte serve solo la loro volontà politica, che sembra proprio mancare”.

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RAPPORTO ANNUALE DI LEGAMBIENTE, AMBIENTE ITALIA E SOLE 24 ORE

Ecosistema Urbano 2011: immondizia, traffico e smog, consumi idrici e cattiva depurazione frenano Roma e il Lazio.

Roma a fondo classifica tra le grandi città italiane, 10a su 15. Latina penultima tra le medie città, al 42° posto. Frosinone al 41° posto tra le 45 piccole città, Viterbo in 31a posizione e Rieti 21a. Legambiente Lazio: “Per vincere sfida sulla qualità della vita a Roma e nei capoluoghi del Lazio puntare su sostenibilità ambientale. Roma arranca: ricette note, metterle in pratica con fatti concreti.” Soprattutto immondizia, ma anche traffico e smog, cattiva depurazione: continuano a frenare Roma e i capoluoghi del Lazio sul fronte ambientale, secondo il XVIII Ecosistema urbano di Legambiente, realizzato con il contributo  scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore. La Capitale si piazza a fondo classifica tra le grandi città italiane, in 10a posizione su 15; tra le medie città, Latina è addirittura penultima, al 42° posto; Frosinone a fondo classifica tra le 45 piccole città, al 41°; Viterbo oltre la metà classifica in 31a posizione ma anche per trovare Rieti bisogna arrivare fino al 21° posto. Grandi, medie e piccole. E’ questa la novità del Rapporto, decisa per confrontare gruppi di città più omogenei: città grandi (con popolazione superiore ai 200.000 abitanti), città medie (popolazione tra 80.000 e 200.000 abitanti) e città piccole (popolazione inferiore a 80.000 abitanti), rendendo “tridimensionale” la classifica della qualità ambientale. Modifica che rende però impossibile un confronto diretto di “posizione” con le precedenti edizioni del Rapporto.

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