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Ennesimo atto vandalico al Villaggio della Legalità di Latina, Legambiente: le intimidazioni non fermeranno il lavoro al fianco di Libera

Ennesimo atto vandalico al Villaggio della Legalità di Latina,
Legambiente: le intimidazioni non fermeranno il lavoro al fianco di Libera
L’ennesimo atto vandalico che si è consumato presso il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino nel Comune di Latina, con la distruzione delle quattro telecamere di videosorveglianza che monitorano gli ingressi e la struttura, non fermerà in alcun modo il lavoro al fianco di Libera portato avanti dalle associazioni e dai cittadini per far rinascere la splendida area del territorio pontino.

“Le intimidazioni non fermeranno il lavoro dei cittadini, le nostre attività per far rivivere il territorio di Borgo Sabotino, insieme a Libera e alle altre associazioni continueranno sempre più intensamente –hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Alessandro Loreti, presidente del Circolo Legambiente Arcobaleno di Latina-. Abbiamo intenzione di lavorare per portare là centinaia di ragazzi
con i nostri campi di volontariato ambientale e vorremmo realizzare proprio al Villaggio della Legalità Serafino Famà la nostra prossima Festambiente Latina. E’ fondamentale che le istituzioni diano al più presto un segnale di impegno concreto che rafforzi e sostenga il lavoro dei cittadini a favore del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Siamo fiduciosi che la Magistratura individuerà al più presto i responsabili di questi vandalici atti e la loro matrice.”

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Borgo Montello, Legambiente in audizione in Commissione Sicurezza

Borgo Montello, Legambiente in audizione in Commissione Sicurezza: Regione si costituisca parte civile nel procedimento e disponga indagine conoscitiva.

La Regione Lazio si costituisca parte civile nell’udienza preliminare del processo contro i veleni di Borgo Montello, in corso innanzi al GUP di Latina. La Commissione Sicurezza si faccia promotrice di un’indagine conoscitiva e di un sopralluogo aperto ad associazioni e comitati dei cittadini. Sono queste le richieste che Legambiente Lazio ha presentato nell’ambito dell’audizione presso la “Commissione Sicurezza ed integrazione sociale, lotta alla criminalità” della Regione Lazio, che si è tenuta stamattina.

“L’audizione presso la Commissione è stata utile, ora dalla Regione ci aspettiamo fatti concreti per rispondere alle sollecitazioni dei cittadini -ha affermato Valentina Romoli, responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, partecipando all’audizione-. La discarica di Borgo Montello potrebbe nascondere anche rifiuti tossici, come sembra emergere dalle parole del pentito di mafia Carmine Schiavone. Non possiamo accettare che i veleni rimangano nella discarica, si faccia subito chiarezza sulla vicenda. Il Lazio è al primo posto per i reati legati al ciclo dei rifiuti, lo abbiamo denunciato anche nell’ultimo rapporto Ecomafie, serve una reazione forte.”

All’audizione ha preso parte tra gli altri, Marco Omizzolo, coordinatore provinciale di Legambiente Latina.

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Nuovo blitz della Goletta Verde di Legambiente ad Anzio: stop al cantiere dei “pennelli” antierosione

Stop al cantiere dei pennelli anti-erosione, Legambiente Lazio torna con un blitz della Goletta Verde ad Anzio. Nonostante l’esposto di Legambiente Lazio dell’estate scorsa, dove veniva evidenziata la mancanza della Valutazione di Impatto Ambientale del progetto, nei giorni passati sembra che il cantiere abbia ripreso a lavorare.

“Le 15 opere frangiflutti lunghe 100 metri, poste a 200 metri l’uno dall’altro, sarebbero una vera e propria trappola per il mare -affermano Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio, e Anna Tomassetti, presidente del Circolo Legambiente Le Rondini-. Il progetto è privo della Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Lazio e va fermato subito, per verificare fino in fondo la fattibilità di questa inutile e impattante opera, secondo le normative di tutela ambientale. Visto le poche risorse disponibili, pensiamo che la Regione debba valutare opere di minore impatto, in stretto accordo con cittadini, associazioni e imprese. Le istituzioni non possono rimanere mute di fronte a questo abuso.”

Il progetto dell’Ardis, l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo, prevede iniziative simili un po’ ovunque oltre ad Anzio, anche Nettuno, Latina, Fondi, Minturno, Terracina, Torvajanica e Ladispoli. Oltre all’impatto paesaggistico e sull’apporto solido nei mari, le opere frangiflutti, i cosiddetti “pennelli” sono pericolose per diversi motivi, tra i quali il mancato ricambio idrico tra la zona protetta ed il largo e la difficile, se non impossibile, accessibilità nautica della costa soprattutto a mezzi di soccorso.

Hanno partecipato alla conferenza rappresentanti del Green Ocean Surfing e associazioni locali. La Goletta “Catholica” rimarrà ad Anzio fino al 12 ottobre, quando il viaggio riprenderà per toccare San Felice Circeo (13-15) e Gaeta (16-19), prima della tappa conclusiva di Ventotene, in programma il 21 ottobre.

Per conoscere tutti gli appuntamenti della Goletta Verde è possibile consultare la pagina web www.legambientelazio.it

La campagna “Goletta Verde nel Lazio” è realizzata con il contributo della Regione Lazio – Assessorato all’Ambiente e Sviluppo Sostenibile.

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AAA… cercasi terreno per discarica abusiva Discariche illegali a Latina, Legambiente: sconcertante società immobiliare per ricerca terreni

“E’ sconcertante, stavolta gli ecomafiosi cercavano terreni per piazzare rifiuti pericolosi addirittura con una apposita società immobiliare, e individuavano anche terreni di proprietà pubblica. Grazie alla Guardia di Finanza, l’imbroglio è bloccato ma sono troppi i casi che si moltiplicano specie nella provincia di Latina, dilaniata da episodi sempre più frequenti di ecomafie – hanno commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Marco Omizzolo, responsabile provinciale di Legambiente a Latina-. Questi atti sono ancor più gravi vista la forte vocazione agricola e le tante attività di allevamento della provincia, una minaccia per l’economia del territorio, oltre che soprattutto per la salute delle persone che ci abitano. Servono norme più incisive, i criminali devono pagare, anche sopportando le spese di bonifica delle zone inquinate, ma soprattutto deve finalmente entrare in funzione il sistema di tracciabilità Sistri, risolti i suoi problemi, per identificare i troppi rifiuti pericolosi che spariscono ancora nel nulla.” Così Legambiente commenta il sequestro di sette discariche disposte su 15mila mq di terreno per un totale di 4mila quintali di rifiuti, per la maggior parte tossici e pericolosi. Un ricco bottino per la Guardia di Finanza di Latina, che ha scoperto un traffico illecito di rifiuti e loro sversamento illegale in terreni di proprietà di una S.r.l. nella zona tra Pontinia e Priverno, nei pressi del fiume Ufente. Le indagini, ancora in corso, stanno valutando, tra l’altro, l’ipotesi di infiltrazione mafiosa legata al clan dei Casalesi. Non è il primo caso di ecomafia legata al ciclo dei rifiuti che si verifica nell’agro pontino: pochi anni fa, grazie alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone recentemente ripetute, si è scoperto che anche a Borgo Montello – la discarica di Latina- sarebbero arrivati numerosi contenenti rifiuti di ogni sorta, comprese pericolose scorie radioattive.

D’altronde i dati del Rapporto Ecomafie 2011 di Legambiente confermano questo trend negativo legato ai rifiuti: Latina è seconda nella classifica regionale, con 64 infrazioni accertate, 73 denunce e 40 sequestri. Il Lazio è quinta regione in Italia (era sesta l’anno precedente) per ecomafie nei rifiuti, dopo le quattro regioni storicamente caratterizzate da infiltrazioni mafiose, con un incremento del 30% dei reati accertati, che arrivano ad essere 376, pari al 6,3% del totale nazionale.

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Incendio Parco Circeo, interrogazione Realacci, su sollecitazione Legambiente: azioni urgenti antimafia e a protezione dei lavoratori, risorse per azione anti-abusivismo, sede D.I.A e D.D.A. presso Tribunale di Latina, verifica rispetto vincoli Legge incendi boschivi.

Azioni urgenti contro l’azione di gruppi criminali e per tutelare le lavoratrici e i lavoratori che operano nel Parco del Circeo; sostegno all’Ente Parco con risorse economiche e umane nell’azione anti-abusivismo e di ripristino della legalità, soprattutto in relazione all’abbattimento delle opere abusive presenti nel territorio; sede distaccata della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Latina e verifica della corretta applicazione da parte dei Comuni coinvolti della Legge 353/2000, rispetto ai vincoli temporali per l’utilizzo delle aree interessate dal fuoco, basandosi sui rilievi effettuati dal Corpo Forestale dello Stato. Sono queste le richieste che Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e parlamentare PD, ha rivolto quest’oggi con un’interrogazione ai Ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e dell’Interno, su sollecitazione del Circolo Larus Legambiente di Sabaudia e di Legambiente Lazio, dopo i gravi incendi divampati nel Parco nazionale del Circeo.

Un punto centrale dell’interrogazione è la richiesta al Ministro dell’Interno di allestire “una sede distaccata della Direzione Investigativa Antimafia e della Direzione Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Latina”, visto che “nella Provincia di Latina si è costituito e ramificato un vero sistema criminale che ha soprattutto nel ciclo del cemento la sua manifestazione più eclatante, con una pressione sempre crescente della criminalità organizzata mafiosa, soprattutto di origine campana”. A tal proposito si chiede di “sapere per quali ragioni non siano state sinora predisposte e attuate adeguate politiche antimafia, capaci di contrastare, fornendo uomini, mezzi, organizzazione il radicamento della criminalità organizzata in provincia di Latina, nonostante le ripetute e puntuali denunce presentate da diversi parlamentari italiani, associazioni come Legambiente e Libera ed esponenti delle forze dell’ordine e della Magistratura, relativamente alla pressione criminale che alcuni gruppi mafiosi (…)”. E si ricordano “i livelli di abusivismo edilizio denunciati dall’Ente Parco nazionale del Circeo e dal dossier Ecomafia 2011 di Legambiente, tali per cui esisterebbero ben 1 milione e 200mila metri cubi di cemento abusivo all’intero dell’area protetta” e i “progetti di dubbia legittimità e necessità, come il raddoppio del Porto del Comune di San Felice Circeo, il progetto di riqualificazione ambientale sul Lago di Paola della Provincia di Latina e del Comune di Sabaudia, le opere di urbanizzazione primaria in zona a tutela integrale”.
Visti i recenti gravi incendi, si chiede poi di verificare la corretta applicazione da parte dei Comuni coinvolti della Legge quadro in materia di incendi boschivi 353/2000, rispetto ai vincoli temporali da apporre per regolare l’utilizzo delle aree interessate dal fuoco, in particolare circa l’impossibilità di cambiare destinazione d’uso rispetto a quella preesistente all’incendio per almeno quindici anni, al divieto di realizzare edifici nonché strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive per dieci anni e al divieto per cinque anni di attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche.

E ancora, si chiede se non si ritenga opportuno “agevolare, considerando la particolare condizione di sofferenza e pericolo nella quale si trova ad operare l’Ente Parco nazionale del Circeo, fornendo risorse economiche, personale e mezzi, l’azione anti-abusivismo intrapresa e di ripristino della legalità, in particolare coadiuvando operativamente l’Ente nell’azione di abbattimento delle opere abusive presenti nel suo territorio”.
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Goletta dei Laghi di Legambiente a Sperlonga

Il Lago Lungo e il Lago di San Puoto minacciati da imbarcazioni a
motore, allevamenti mitili e attività improprie

Legambiente: “Questi laghi costieri sono una rarità da tutelare:
chiediamo l’istituzione di un Monumento Naturale”

Il Lago Lungo e il Lago di San Puoto sono minacciati dalle imbarcazioni a motore, da allevamenti di mitili e da altre attività improprie È questa la denuncia di Legambiente in occasione del passaggio della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio e la tutela dei bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per le tappe laziali dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma.

Il piccolo Lago di acqua dolce di San Puoto ha un perimetro di appena 2400 metri e una profondità media di 19,47 metri, ed è integralmente compreso nella Zona di Protezione Speciale ZPS IT6040043 “Ausoni -Aurunci”, che si caratterizza per la presenza di specie  ornitiche oggetto di particolari forme di tutela, come il Tarabusino (Ixobrychus minutus), piccolo airone migratore, oltre a numerosi rapaci e anche orchidee. Il livello del Lago è regolato da un canale emissario artificiale, dotato di paratie mobili, che lo mette in comunicazione con il vicino Lago Lungo. Il Lago Lungo, che deve il nome alla forma allungata fino a circa 1,8 Km, è situato in una splendida posizione parallela al mare dal quale è separato da un importante cordone di dune, dove fiorisce il raro Giglio di mare (Pancratium maritimum). L’area è Sito di
Importanza Comunitaria SIC IT6040011 “Lago Lungo”, unica stazione di salicornie perenni del Lazio meridionale, fondamentale luogo di sosta per l’avifauna migratrice acquatica, ospita tra gli uccelli migratori il Martin pescatore (Alcedo atthis), tra gli anfibi la Rana verde (Rana bergerii), tra le numerose specie di farfalle l’Esperide nano (Gegenes umilio) oltre alla rara libellula Lindenia tatraphylla.

“Gli splendidi laghi costieri Lago Lungo e Lago di San Puoto rappresentano luoghi unici nel Lazio e in Europa, una rarità per la quale servono politiche attive di tutela che riducano criticità ed eliminino attività improprie –commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Qualche tempo fa sono stati sequestrati capanni abusivi, abbiamo anche sollecitato da tempo la verifica delle autorizzazioni di una strada realizzata bell’area, ma oggi permangono pericoli che  derivano soprattutto dalle imbarcazioni a motore e dagli allevamenti di mitili. Per questo Legambiente nelle prossime settimane proporrà alla Regione Lazio e ai Comuni l’istituzione di un Monumento Naturale del Lago Lungo e del Lago di San Puoto, in gestione agli enti locali. Non si tratta di aggiungere nuovi vincoli, queste aree sono già super protette, quanto piuttosto di scommettere sul futuro del territorio, affrontando la fragilità dell’ecosistema, che altrimenti in pochi anni rischia di perdere la sua bellezza e unicità.”

“Legambiente torna a ribadire che ad oggi, secondo le verifiche effettuate, la navigazione a motore dei due laghi è vietata, come stabiliscono molteplici norme, a partire dal Piano  Territoriale Paesistico che definisce le aree a tutela integrale -afferma Marco Omizzolo,coordinatore provinciale di Legambiente per Latina-. Allo stesso modo non risulta rinnovata né rinnovabile, a nostro avviso, sia per preesistenti diritti di pesca che per le modalità di affidamento, la concessione scaduta nel 2007 per un allevamento di mitili sul Lago Lungo.” “La tutela e la salvaguardia della biodiversità e del paesaggio sono elementi imprescindibili per un sano sviluppo del territorio –aggiunge Giorgio Zampetti, portavoce della Goletta dei Laghi–. La particolarità di questi laghi ne fanno aree protette e vincolate, ed è per questo che chiediamo alle istituzioni di credere nella qualità ambientale che questi luoghi hanno e di puntare  sulla loro valorizzazione come carta vincente per scommettere sul futuro.” All’iniziativa di questa mattina hanno preso parte i ragazzi della scuola del Centro Velico Base 41 di Sperlonga.

I partner della Goletta dei laghi
Main partner
COOU Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati
Partner tecnico: Consorzio Ecogas, Novamont, Stamperia Romana
Media partner: Radio Kiss Kiss e La Nuova Ecologia
Lo staff di Goletta Verde sceglie i veicoli Peugeot ® con filtro antiparticolato FAP® .
Per i nostri veicoli utilizziamo Revivoil, l’olio rigenerato di Viscolube
Per le tappe laziali la campagna è sostenuta
dall’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma
Ufficio stampa Goletta dei laghi
Francesca Pulcini 347 9894525 – stampa.golettadeilaghi@legambiente.

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