Tag Archive lazio

“Città Clima 2019”, il dossier di Legambiente lancia un’emergenza su Roma

Legambiente ha presentato il dossier “Città Clima 2019, Roma tra le città maggiormente in emergenza per impatti e danni da eventi climatici estremi”.

“Nel Lazio il cambio di clima è evidente e le conseguenze sono sempre più violente soprattutto nella Capitale. La posta in gioco è troppo alta e la risposta di tutte le politiche deve essere all’altezza: abbattere le emissioni, curare e valorizzare il verde e i fiumi, sviluppare un trasporto pubblico efficace e sostenibile”.

Tags, , , , , Read More

GOLETTA DEI LAGHI 2018 PRESENTA I RISULTATI NEL LAZIO

5 PUNTI INQUINATI NEL LAGO DI BOLSENA E 4 NEI LAGHI PONTINI SUI QUALI PARTONO GLI ESPOSTI DI LEGAMBIENTE ALLE PROCURE COMPETENTI

“Ancora troppe criticità nei laghi del Lazio, siamo a disposizione dei Comuni purché si intervenga fermando gli scarichi fognari che segnaliamo” 

A conclusione dei campionamenti e delle analisi sui laghi laziali, sono stati presentati i risultati del monitoraggio microbiologico effettuato dai tecnici della Goletta dei Laghi. 12 punti risultano inquinati o fortemente inquinati su 22 prelievi, nei laghi di Bolsena, Bracciano, Vico, Canterno, Albano, Paola, Fondi e Fogliano. 5 punti critici nel Lago di Bolsena su 6 prelievi, 4 nei laghi pontini di Paola, Fogliano e Fondi su 6 prelievi, 3 a Bracciano su 4 prelievi. Sul lago di Bracciano e sul lago di Paola a Sabaudia (LT) inoltre, i tecnici di Legambiente inisieme a quelli di Enea, hanno svolti i monitoraggi delle microplastiche in acqua, i risultati in termini di presenza e caratterizzazione dei frammenti di plastica, verranno presentati dopo le dovute analisi nel prossimo autunno.

“Le analisi della Goletta dei laghi confermano nuovamente la presenza di troppi punti critici nei laghi del Lazio, straordinarie risorse naturali da preservare con molta più cura e maggior impegno – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – ai comuni e agli enti territoriali interessati chiediamo di intervenire sui luoghi che segnaliamo, per risolvere le criticità puntuali emerse con evidenza incontrovertibile; non diamo alcun giudizio sullo stato di salute complessivo tantomeno patenti di balneabilità per la quale ci sono i controlli di Arpa Lazio, ma segnaliamo che nei laghi entrano troppi scarichi fognari non depurati che ne mettono a rischio la salute, il più delle volte peraltro, in punti non campionati dalle autorità competenti. Nello splendido scenario naturale del Lago di Bolsena, le amministrazioni comunali, devono intervenire dove continuiamo a segnalare risultati pessimi, riconducibili inequivocabilmente alla presenza di fogne non depurate. Nei laghi pontini, molto più piccoli e fragili, i comuni e gli enti parco devono monitorate più e meglio gli scarichi fognari che dalla città di Sabaudia sversano nel Lago di Paola e quelli che da Fondi arrivano all’omonimo lago, ma anche frenare gli scarichi fecali che entrano nel lago di Fogliano. Per questi motivi abbiamo deciso di inviare esposti alle procure competenti per il Lago di Bolsena e per i Laghi pontini, chiedendo che si possano così individuare le responsabilità degli scarichi fognari e di eventuali mancati controlli da chi avrebbe dovuto farne”.

Nel lago di Bolsena (VT), su 6 punti campionati, 5 risultano fuori dai limiti. La Foce del Torrente nei pressi del Parco giochi a Montefiascone è risultata fortemente inquinato come peraltro da oltre un decennio Goletta dei Laghi segnala, così come l’acqua del lago della spiaggia in fondo a Via Cava a Marta. Anche i due punti campionati a San Lorenzo Nuovo e Grotte di Castro – il Fosso Ponticello e il canale della località Prati Renari – risultano fortemente inquinati. Se il primo è così già dal 2015, il secondo punto di rilevamento vede invece un peggioramento – da inquinato a fortemente inquinato – rispetto all’anno scorso. Risulta infine inquinato il punto di Foce del Fosso Cannello (o Fosso Rigo) a Gradoli, con un miglioramento relativo rispetto al 2016 quando era risultato fortemente inquinato.

Sui laghi pontini costieri, su 6 prelievi effettuati, ben 4 punti risultano con valori fuori dai limiti per presenza di organismi microbiologici di origine fecale. Nel Lago di Fogliano tra Latina e Sabaudia (LT) il punto di campionato sul Canale sulla Strada Litoranea 626 è risultato fortemente inquinato, punto che si trova peraltro all’interno dell’area dell’Ufficio Territoriale della Biodiversità – Parco Nazionale del Circeo – Località Cicerchia. Sul lago di Paola a Sabaudia (LT) è risultato entro i limiti il monitoraggio nei pressi della Strada di Selva Piana ma il Canale su Via Orsolini Cencelli è risultato fortemente inquinato, così come il Canale su Via dei Bersaglieri, entrambi provenienti da aree antropizzate. Più a sud è stato campionato in due punti anche il Lago di Fondi (LT): il prelievo sul Canale su Via Acquachiara, proveniente dalla città di Fondi (LT) è risultato fortemente Inquinato, entro i limiti il Lago alla foce del canale Portella che arriva da Monte San Biagio (LT).

“Da questi giorni di campagne e approfondimenti emergono anche aspetti positivi come la costruzione di molti Contratti di Lago, ed è importante e giusta l’istituzione da parte della Regione dell’ufficio di scopo per i Contratti di Fiume che ha un compito strategico da portare avanti in tutto il territorio laziale. Veniamo anche dalla sentenza emessa dal tribunale delle acque che, respingendo il ricorso di Acea e Comune di Roma, ha fermato le captazioni del gestore idrico nel Lago Bracciano, siamo a disposizione – conclude Scacchi – dei comuni del lago contro futuri tentativi di emulgimento, ma anche per fermare gli sversamenti di reflui che i nostri tecnici hanno rintracciato. Tutelare la ricca biodiversità degli ecosistemi lacustri del Lazio, continuerà ad essere prioritario per Legambiente e indispensabile per lo sviluppo ecosostenibile delle comunità locali: torneremo a dare il nostro contibuto nei prossimi mesi quando presenteremo i risultati dei monitoraggi che con Enea in questi giorni sono stati svolti per analizzare, oltre agli scarichi fecali, anche la presenza di microplastiche nei laghi”.

 

Nel lago di Bracciano (RM), è risultato entro i limiti il prelievo nei pressi dell’incile dell’Arrone ad Anguillara Sabazia (RM), fortemente inquinata la Foce del fosso della Lobbra, così come è fortemente inquinato il lago, allo sbocco del Fosso di Grotta Renara. Anche il Canale presso incrocio tra Via della Rena e Via San Pietro a Trevignano Romano (RM) è risultato doppiamente fuori dai limiti.

Il Lago di Bracciano inoltre è stato oggetto di un nuovo tipo di analisi relativa alla ricerca di micro plastiche anche nella colonna d’acqua. “Grazie alla collaborazione tra Enea e Legambiente è stato possibile inserire nel programma del lago laziale un ulteriore attività – dichiara Loris Petrelli, ricercatore Enea – dalla prossima edizione questo ulteriore indicatore sarà inserito in modo permanente nel programma di analisi di ogni lago”.

Entro i limiti, per presenza di microrganismi fecali, i 2 prelievi sul Lago Albano, i 2 sul Lago di Canterno a Fiuggi (FR) e i 2 prelievi sul Lago di Vico a Ronciglione (VT) e Caprarola (VT).

“La Goletta dei Laghi da tredici anni attraversa il Paese alla ricerca delle principali criticità che affliggono i bacini lacustri italiani non solo relative alla cattiva o mancata depurazione delle acque, ma all’intero sistema territoriale che insiste sui bacini – spiega Simone Nuglio, responsabile della Goletta dei laghi – quest’anno la campagna di Legambiente ha scelto di fare i campionamenti non in relazione ai chilometri di costa ma concentrandosi sui “malati cronici”, cioè i punti dove la contaminazione derivante da mancata depurazione è sempre risultata dalle nostre analisi ben oltre i limiti di legge”.

 

Tags, , , , , , , , Read More

Giornata mondiale vittime amianto. Legambiente “Nel Lazio un giorno della memoria verso futuro libero dall’amianto”

L’amianto, simbolo della società consumistica, sembrava potesse essere un materiale rivoluzionario per l’edilizia dei secoli a venire, ma il miraggio, come un boomerang, è tornato sulle teste di migliaia e migliaia di persone. Sono spaventosi i numeri che emergono oggi dal Dossier nazionale di Legambiente “Liberi dall’Amianto” secondo il quale, ogni anno, muoiono almeno 4000 persone per tutte le malattie collegate all’asbesto (la fibra dell’amianto) e dal 1993 al 2008 sono oltre 15mila casi di mesotelioma maligno diagnosticati, inoltre su scala nazionale sono stati individuati oltre 230mila siti contaminati (di cui 188.000 privati) con delle coperture in cemento amianto di estensione approssimativa di oltre 12 milioni di mq. Per quanto riguardo il Lazio parliamo di un milione di tonnellate e dal 2001 al 2014 sono 1042 i casi accertati di morte per esposizione alla fibra.

“Il Lazio è ancora molto indietro nella rimozione dell’amianto ma non possiamo più attendere – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – sia subito approvata la legge regionale sull’amianto. Questa giornata serve per ricordare tutte le vittime di una strage silenziosa e sollecitare le amministrazioni ad un impegno risolutivo immediato. Servono aiuti per la micro-rimozione e investimenti per i grandi quantitativi, finanche la costruzione di centri di smaltimento sul nostro territorio”.

Il Lazio non è tra le 10 regioni italiane che secondo il dossier di Legambiente hanno fatto il piano e completato lo smaltimento, e la norma regionale per la bonifica dell’amianto è attesa da 23 anni. La legge, di cui prima firmataria è la consigliera Avenali con tanti altri consiglieri regionali che l’hanno poi firmata, è stata depositata e attende di essere discussa nelle commissioni competenti; gli attivisti del cigno verde chiedono, oggi più che mai, con forza, che sia fatto immediatamente. Una delle principali voci di costo dello smaltimento è poi il trasporto per l’assenza in tutta la regione di centri specializzati, cosa che fa lievitare i costi, scoraggiando i privati che non hanno le risorse per bonificare da soli i propri tetti o rivestimenti.”

“Rinnoviamo in questa giornata, il nostro impegno nel restare al fianco degli esposti e delle loro famiglie. – conclude Scacchi – La battaglia contro l’amianto deve essere vinta per chi ne ha subito le drammatiche conseguenze e per tutte le generazioni future”

CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOSSIER NAZIONALE 

Tags, , , , , ,

Nuovo piano energetico del Lazio. Legambiente: “Bene impegno, ora obiettivi alti e azioni concrete” 

Presentato nuovo piano energetico della regione Lazio. Legambiente: “Bene impegno della Regione, ora si individuino obiettivi alti e subito piani per riqualificazione energetica degli edifici nelle periferie e sostituzione dei tetti in amianto con il fotovoltaico”
 
È stato presentato questa mattina il piano energetico della Regione Lazio, un passo avanti per tutti i territori che arriva dopo 14 anni dal vecchio piano. Legambiente, ha chiesto con forza che non sia un piano accademico e con inutili proiezioni al 2030, piani di questo tipo ci sono già stati anche nel Lazio e non affrontano realmente le criticità, non concretizzano le politiche né tanto meno, rispondono con decisione alle necessità ambientali del territorio. 
 
“Il piano deve lavorare su regole certe su tutte le fonti rinnovabili a nostra disposizione e sull’efficienza energetica – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio-. Aspettavamo questo piano da tanto tempo e ora dobbiamo poter immaginare il futuro energetico della regione fatto di fonti rinnovabili ed efficenza energetica, fuori dal fossile, puntando ad un panorama senza più mega impianto come Montalto di Castro o la centrale a carbone di Civitavecchia. Puntare sulle rinnovabili significa infatti creare un futuro più sostenibile e nuove opportunità di lavoro. La regione individui ora un’agenda dei primi 100 giorni in cui concretizzare obbiettivi veloci per dare il vero input al piano, passando dalla sostituzione dei tetti in amianto con il fotovoltaico, ad un piano pluriennale per l’acquisto di treni e bus ecologici che elimino auto dalle strade, ad un corpo di provvedimenti straordinari per l’efficientamento energetico degli edifici nelle periferie delle città. Il piano regionale individui poi regole chiare e veloci per l’istallazione di impianti anche di piccola entità, con meccanismi di gratuità e snellimento burocratico per aumentare la quota di energia ottenuta da fonti alternative.”

Tags, , , , ,

Presentazione dell’osservatorio Pendolari(a)Roma di Legambiente.

540mila pendolari al giorno sui treni del Lazio, tariffe aumentate del 15% e servizi tagliati del 3,7%; a Roma appena 40 km di tram, 112 di preferenziali, e soli 53 km di Metro per 760mila persone.

“A Roma e nel Lazio, dopo il buio degli ultimi anni, Regione Comune puntino tutto su treni regionali, metropolitane, tram, bici e preferenziali, per la nascita di una mobilità nuova, moderna e sostenibile”

Oggi a Roma Legambiente ha presentato l’osservatorio Pendolari(a)Roma per aprire un confronto di idee sui mezzi pubblici a Roma e nel Lazio che parta dai problemi dei cittadini e arrivi alle Giunte Marino e Zingaretti, perché aprano una fase di cambiamento reale, individuando scelte coraggiose, cancellando gestioni inadeguate, ascoltando finalmente la domanda di cambiamento che viene dai pendolari.

“Apriamo questo osservatorio perché siamo convinti che a Roma e nel Lazio, vi sia bisogno di far sentire forte la voce di chi ogni giorno si muove nel traffico, impiegando ore per giungere ai luoghi di lavoro in condizioni spesso inaccettabili.” – hanno dichiarato Roberto Scacchi presidente Legambiente Lazio e Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente – E’ il momento di cambiare la mobilità a Roma. Vogliamo combattere la rassegnazione di chi pensa che non vi sia niente da fare, tra le difficoltà delle casse pubbliche e delle aziende, i tempi biblici dei cantieri. Ma vogliamo anche combattere quella che oggi viene chiamata sindrome dell’ ”annuncite”, per cui ogni giorno vengono presentati meravigliosi progetti di tram e collegamenti, salvo poi scomparire una settimana dopo e non vedere alcun cambiamento.

Per cambiare questa situazione Legambiente ha presentato un Dossier che ha messo per la prima volta in evidenza un analisi dettagliata dello stato delle linee ferroviarie regionali, metropolitane e tramviarie, con i problemi che soffrono i pendolari. Con l’obiettivo di continuare i monitoraggi e le denunce è stato presentato anche il portale pendolariaroma.it. Per Legambiente l’imminente Giubileo, ma anche la candidatura per le Olimpiadi del 2024, possono essere affrontati solo se si punta sul serio tutto su più numerosi e nuovi treni regionali, metropolitane, tram, bici e preferenziali. In questi anni, al contrario si è assistito a un aumento dei costi dei biglietti a fronte di tagli nel servizio, a un degrado accresciuto dello stato delle stazioni. “E’ il momento che Regione e Comune lavorino finalmente assieme, per individuare priorità condivise e investimenti che permettano di realizzare le nuove linee dei Tram, porti ad un incremento deciso i chilometri di corsie preferenziali e metta in campo un serio sviluppo della ciclabilità. Le nostre proposte sono precise in questa direzione e insieme ai pendolari vogliamo far crescere la pressione nei confronti delle istituzioni” hanno continuato Scacchi e Zampetti.

Secondo il dossier “Pendolari(a)Roma), il Lazio è al secondo posto in Italia, dopo la Lombardia, per numero di pendolari su treno con 540mila viaggiatori pendolari (+35% rispetto al 2008) che ogni giorno transitano sui 1.379 km di rete ferroviaria, pari a 2,5 milioni di spostamenti giornalieri della popolazione residente (Roma con circa 1,8 milioni, Latina 227 mila, Frosinone 214 mila, Viterbo 125 mila e Rieti 64 mila). Sono poi 970 i treni regionali di Trenitalia che ogni giorno si muovono nel territorio del Lazio, a cui vanno aggiunti 88 treni di ATAC per un totale di 1.058 treni (mentre sono 2.116 in Lombardia). Tra il 2011 e il 2014 è stata effettuata una riduzione del servizio pari al 3,7% a seguito dei tagli nei trasferimenti da parte dello Stato alle Regioni, e un aumento del prezzo dei biglietti del 15%. La novità è che il contratto è scaduto nel 2014 e ora si dovrà realizzare una gara per la scelta dell’operatore (ma non se ne hanno fino ad oggi notizie) e arrivare a un contratto di servizio finalmente adeguato.

Sulle infrastrutture tra il 2003 e il 2014 la Regione Lazio ha privilegiato le strade con oltre 797 milioni (il 62,5%), poi le metropolitane con 424milioni (il 33,2%, infine la ferrovia con 55 milioni (il 4,3%).

A Roma poi, i servizi di trasporto ferroviario sono suddivisi tra un sistema di 8 linee denominate FL gestite da Trenitalia e 3 linee ferroviarie, normalmente chiamate “ex concesse” gestite da Atac, tra le quali c’è la Roma San Paolo-Ostia Lido che con i suoi 90 mila viaggiatori giornalieri è la tratta pendolare più frequentata d’Italia. Nel quadrante urbano poi la metropolitana è composta da tre linee per una lunghezza totale di 53,1 km per 67 stazioni e trasporta 762.000 passeggeri al giorno (450.000 la A, 300.000 la B, 12.000 la C). Mentre la rete dei tram è organizzata su appena 6 linee per solo 40 chilometri.

Le priorità per cambiare la mobilità a Roma secondo Legambiente sono: la realizzazione di una regia unica per ripartire con la cura del ferro; porre al centro delle priorità infrastrutturali la chiusura dell’anello ferroviario, raddoppi dei binari, prolungamenti Metro A e B, Linea C, chiarire la situazione della Linea D; acquistare nuovi mezzi, progettare un servizio di autobus e tram veloce, protetto, integrato; creazione di 1.000 chilometri di corsie protette (ora siamo fermi a 112 e nel 2002 erano addirittura 114); un piano per la riqualificazione delle stazioni e fermate; un centro storico pedonale e accessibile che passi dalla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e dell’intera area archeologica; la realizzazione dei nuovi tram come una linea portante quale Termini-San Pietro; una rete di percorsi ciclabili nella città (passando da 225 km a 1.200)

All’incontro hanno partecipato: Guido Improta – assessore alla mobilità del comune di Roma, Cristiana Avenali – consigliera Regione Lazio, Nicola Passanisi – Segreteria assessorato mobilità della regione Lazio, Emiliano Pretto – MetroxRoma, Simona Costamagna – Osservatorio regionale sui trasporti, Andrea Ricci – Pendolari FL5, Amedeo Trolese – Legambiente Lazio

SCARICA IL PDF

LEGGI IL DOSSIER COMPLETO

Tags, , , , ,

29 Comuni diffidati a cedere acqua ad AceaAto2. Legambiente “L’acqua è pubblica e bene comune”

29 Comuni del Lazio diffidati a cedere gestione della’acqua ad AceaAto2. Legambiente “L’acqua è pubblica e bene comune, si fermi la diffida”
 
Da pochi giorni, 29 comuni ricadenti nel territorio dell’Ato2 in provincia di Roma, si sono visti recapitare dagli uffici regionali una diffida a entrare nell’ambito territoriale ottimale, cedendo di conseguenza la gestione delle infrastrutture del servizio idrico comunale, ad AceaAto2 in concessione.
 
“L’acqua è pubblica perché l’hanno deciso anche 2,5 milioni di cittadini del Lazio nel referendum del 2011 – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – nella nostra regione poi, abbiamo visto approvata all’unanimità alla Pisana, la prima bella legge regionale sull’acqua pubblica che rispetta il mandato referendario. Ora, in attesa che legge regionale 5 sull’acqua, diventi attuativa con la definizione dei nuovi ambiti territoriali di gestione, la regione ritiri con urgenza le diffide inviate ai sindaci; richieste che vanno nella direzione diametralmente opposta sia rispetto al mandato referendario che alla legge regionale stessa”.
Entro il prossimo 31 marzo i comuni dovranno rispondere positivamente e in mancanza di tale risposta, è paventato il commissariamento del servizio nei comuni. “Chiediamo oggi, – conclude Scacchi – in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che entro fine Marzo sia ritirata la richiesta regionale e definiti i nuovi ambiti di gestione che attendono ormai da un anno di vedere la luce, per un uso sostenibile dell’acqua davvero bene comune”.
SCARICA IL PDF

Tags, , , , , , ,