Tag Archive lazio

Tar blocca aumento tariffe ZTL. Legambiente: “limitazione traffico sia obiettivo strategico”

Il tar del Lazio blocca l’aumento della tariffe della ZTL. Legambiente: “Limitazione del traffico veicolare nel centro storico è il percorso giusto, torni ad essere obiettivo strategico riformulato della giunta”

IL tar del Lazio ha accolto il ricorso per la revoca della delibera numero 119 del 30 aprile 2014 con la quale si aumentavano le tariffe per l’ingresso nella ZTL. L’obiettivo era quello di scoraggiare il traffico veicolare nel centro della capitale. 

“Il pgtu di Roma seppur poco intraprendente, va comunque nella direzione giusta – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – Sono certo tanti i punti che andrebbero rafforzati, a cominciare dalla ciclabilità, ma cercare di eliminare le macchine dal centro storico è giustissimo e deve rimanere comunque un obiettivo strategico della giunta. In questo senso il rafforzamento della ZTL svolge un ruolo centrale fino anche all’allargamento oltre gli attuali confini e l’aumento delle tariffe è funzionale proprio all’allontanamento delle auto dal centro. I fondi non siano poi acquisiti nell’ottica di fare cassa, ma vengano utilizzati per potenziare il trasporto pubblico. Per cambiare davvero questa città occorre prendere decisioni coraggiose in grado di migliorare in tempi brevi la qualità della vita nella capitale, dove le automobili che sono numericamente più dei residenti, stringono in una morsa di smog i cittadini e l’immenso patrimonio storico culturale di Roma.”

SCARICA IL PDF

Tags, , , , , , ,

Maxi-emendamento del Piano Casa, Legambiente chiede di scongiurare in aula l’impatto sulla Città Storica

Maxi-emendamento del Piano Casa, Legambiente chiede di scongiurare in aula l’impatto sulla Città Storica, la deroga alla scadenza, l’applicabilità nelle aree a rischio idrogeologico e il diluvio di cemento.
“Il Piano sia volano di recupero, riqualificazione, riuso dell’esistente e rigenerazione urbana e si dia possibilità ai comuni di selezionare gli ambiti di applicabilità successivamente all’applicazione”

In attesa di valutare i contenuti dell’annunciato maxi-emendamento sul testo in discussione presso il Consiglio regionale del Piano Casa, Legambiente torna a ribadire quelli che sono i punti “irrinunciabili” e le auspicabili modifiche da farsi al testo attualmente in discussione.

“Dopo le positive modifiche intercorse rispetto al devastante testo prodotto dalla precedente consigliatura regionale – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – sono almeno cinque i punti tuttora critici su cui chiediamo un vero impegno e un cambio di rotta: l’impatto del piano casa e sulla Città Storica individuata dal prg di Roma, ma più in generale sull’insieme del “bel costruito” che caratterizza le città e i “borghi” del Lazio ; il rapporto tra il piano casa e la gestione ordinaria da parte dei Comuni degli strumenti urbanistici vigenti; l’utilizzo a fini edificatori/residenziali delle aree attualmente disciplinate dai prg dei Comuni per ospitare servizi, sia pure in dimensioni ridotte rispetto al testo precedente; la possibilità di accedere al Piano casa anche agli immobili ricadenti in aree con rischio idrogeologico; la ventilata deroga alla durata del piano casa inizialmente prevista a scadenza per gennaio 2015, ma che si vorrebbe promulgare ben oltre. Naturalmente ce ne sono altri, ma ci sembrano questi i punti irrinunciabili perché il piano sia volano di recupero, riqualificazione, riuso dell’esistente e rigenerazione urbana”.
Su Piano Casa e Città Storica, in assenza di specifici vincoli del Mibac sui singoli edifici, il Piano casa è applicabile in quartieri come Garbatella, San Lorenzo, sui villini di Via Nomentana e su quelli di Ostia/lungomare Toscanelli solo per fare alcuni esempi in riferimento a Roma. Questi quartieri, che il Prg di Roma ha classificato come componenti della Città Storica, che ricoprono più di 6.000 ettari, raddoppiando così la tutela che nel prg del ’65 era limitata alla città interna alle Mura Aureliane. La delibera del 2009 della Giunta Alemanno, n. 9., approvata dal consiglio comunale, limita la non applicabilità del piano casa agli immobili ricadenti nei tessuti T1, T2, T3, e T10 come già specificato nel dossier prodotto sul tema dall’associazione ambientalista. Tutto il resto, in attesa di specifici vincoli, può essere oggetto del piano casa: il che vuol dire che gli edifici ricadenti nei Tessuti T4, T5, T6, T7, T8 e T9 possono essere oggetto del piano casa. Occorre quindi tutelare la Città Storica di Roma e ambiti urbani Regionali, come le “Città di Fondazione” – comprendenti parti di Latina, Aprilia, Guidonia – caratterizzate dalla qualità del costruito e dal suo paesaggio urbano storico.
In questo contesto, una buona notizia dagli attivisti del cigno verde, l’edificio del Cinema America, in Via Natal del Grande a Trastevere, giustamente difeso dalle ragazze e dai ragazzi che hanno dato vita ad una esperienza culturale dal basso per difendere un pezzo dell’identità di Roma non può essere oggetto del piano Casa, perché quell’edificio ricade nei tessuti T3, e quindi, “coperti” dalla citata delibera Comunale. Dopodiché, al fine di “integrare” le tutele, ben venga per Legambiente il vincolo che il Mibac sta per emettere sull’edificio.
Per l’utilizzo a fini edificatori/residenziali delle aree attualmente disciplinate dai prg, va ricordato che il Piano casa agisce in deroga ai piani e quindi l’effetto della sua applicazione si aggiungerà al già notevole dimensionamento degli stessi: per questo Legambiente chiede che il Piano casa contenga uno specifico articolo che preveda la possibilità per i Comuni di “selezionare”, rispetto alle previsioni dei propri Prg, gli ambiti territoriali dove applicarlo e naturalmente, gli ambiti territoriali dove al contrario inibire l’uso di questo strumento, poiché già in essere previsioni e attuazioni “ordinarie”. L’associazione ambientalista aveva chiesto che il Piano casa tornasse preventivamente al vaglio dei Consigli Comunali, ma tale vaglio può essere anche di natura “a posteriori”.
Sul rapporto tra il piano casa e la gestione ordinaria Legambiente individua attualmente nel testo un doppio rischio: l’aumento indiscriminato del dimensionamento dei prg – a Roma Legambiente ha stimato da 2,9 a più di 4 milioni di metri cubi – e l’evidente rischio di dare vita ad ambiti urbanizzati “fatti solo di case”, con conseguenze sulla precaria qualità urbana dei quartieri, infatti il Piano prevede la possibilità di cambiare la destinazione d’uso delle aree da servizi a residenziale. “L’idea che ogni metro quadro di suolo, seppur non a destinazione agricola, debba ospitare soltanto case – commenta Scacchi – è un’idea di città che appartiene alla cultura urbana degli anni ’50/60 – Piano Casa dell’On. Fanfani -. Tra l’altro, in questo punto si è al surreale: il piano casa si applica su aree dove attualmente non esistono edifici, alla faccia della sacrosanta rigenerazione urbana.”
Sulla possibilità di accedere al Piano casa anche a immobili ricadenti in aree a rischio idrogeologico c’è poco da dire: i drammi che sta provocando l’incuria nella manutenzione del territorio e la cultura della crescita urbana indiscriminata, dovrebbero sconsigliare l’applicazione del piano casa in ambiti a rischio. Uno degli atti più significativi del Governo del presidente Zingaretti è stato il recupero dei fondi stanziati per la messa in sicurezza delle aree a rischio di Ostia, sciaguratamente cassati dal precedente Governo Polverini. Legambiente chiede che si usino quei fondi per iniziare a mettere in sicurezza un territorio che vede, solo a Roma, ben 1.135,6 ettari ad elevato rischio idrogeologico, aree dove vive una popolazione di 17.757 abitanti (dati Autorità di Bacino Tevere).
Infine per Legambiente va assolutamente scongiurata la deroga alla scadenza del Piano Casa, perché lo stesso sia una “parentesi”, quindi nessun Piano Casa oltre gennaio 2015.

SCARICA IL COMUNICATO STAMPA

Tags, , , , , , ,

Giovani esperti per giovani sicuri

Bando per la selezione di una masterclass in materia di progettazione, realizzione e gestione di percorsi ciclo – pedonali

ART 1 “FINALITA’”
Legambiente Lazio ed il CRISS, Centro Interuniversitario di Ricerca per gli studi sulla Sicurezza Stradale, con il contributo della Regione Lazio, promuovono il progetto “GIOVANI ESPERTI PER GIOVANI SICURI” finanziato nell’ambito del bando “Iniziative della Regione Lazio in materia di educazione alla sicurezza stradale. Bando per la selezione di iniziative in materia di promozione della sicurezza stradale da realizzarsi a cura di Associazioni operanti sul territorio della Regione Lazio”, e intendono favorire azioni di miglioramento dei livelli di sicurezza stradale dell’utente debole;
la finalità principale è la formazione di una figura professionale esperta nella pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di percorsi ciclopedonali, incoraggiando ed incentivando così l’incontro tra domanda ed offerta in questo settore e la collaborazione fra le Amministrazioni locali ed i professionisti.

ART 2 “OGGETTO”
Legambiente Lazio ed il CRISS, con il contributo della Regione Lazio, realizzano un corso intensivo gratuito finalizzato alla formazione di una nuova figura professionale capace di poter assistere tipicamente le Amministrazioni Comunali della Regione, ma anche associazioni, comitati, istituzioni di vario livello e soggetti privati, per analisi di fattibilità di percorsi ciclabili, ciclopedonali e pianificazione degli interventi in questo ambito;
il corso avrà ad oggetto tematiche inerenti specificamente la sicurezza dell’utente debole della strada, prioritariamente ciclista e pedone, con un approccio didattico particolarmente orientato a profili pratici e operativi e finalizzato all’acquisizione da parte dei partecipanti di solide basi tecniche per la pianificazione e progettazione, ovvero individuazione ed identificazione di percorsi ciclopedonali funzionali e sicuri.

ART 3 “SEDE, MODALITA’ DI SVOLGIMENTO E DURATA DEL CORSO”
Il corso si svolgerà nella città di Roma presso locali dotati delle necessarie infrastrutture tecnologiche, la cui puntuale ubicazione sarà comunicata ai vincitori a seguito della formazione della graduatoria di cui all’ art. 6 del presente bando;
il corso sarà erogato a titolo gratuito ai partecipanti ritenuti idonei nella fase di selezione;
la durata del corso sarà di una settimana, per una durata complessiva di 15 ore di apprendimento di didattica frontale, comprensive di presentazioni di casi di studio ed esercitazioni progettuali;
le tematiche oggetto del percorso formativo saranno così organizzate e distribuite: mobilità ciclopedonale, aspetti principali di funzionalità e sicurezza (3 ore); pianificazione e progettazione di nuovi itinerari ciclopedonali (6 ore); individuazione di percorsi ciclopedonali sicuri (3 ore);
presentazione di casi di studio (3 ore) tramite la partecipazione di Legambiente.

ART 4 “DESTINATARI”
Il presente bando di selezione è rivolto a neolaureati che, in via preferenziale, dovranno essere in possesso di una laurea di primo o secondo livello in Ingegneria Civile o Architettura;
costituirà inoltre elemento di merito nella formazione della graduatoria per l’ammissione al corso l’aver sostenuto esami nei Settori Scientifici Disciplinari ICAR04 (Strade Ferrovie Aeroporti) e ICAR05 (Trasporti) per almeno 20 CFU complessivi.

ART 5 “PRESENTAZIONE, MODALITA’ E SCADENZA DELLA DOMANDA”
La domanda di ammissione, allegata al presente bando, redatta in carta semplice, dovrà essere consegnata a mano o fatta pervenire, entro e non oltre le ore 12 del 27 Ottobre 2014 al seguente indirizzo: Legambiente Lazio, via Firenze 43 cap 00184 Roma;
nella domanda di ammissione andranno indicati specificatamente ed a pena di esclusione:
a) Nome e cognome del candidato, indirizzo di residenza e, se diverso, indirizzo di domicilio, numero telefonico ed indirizzo di posta elettronica per la notifica di eventuali comunicazioni;
b) Titolo di diploma di laurea, oppure dichiarazione sostitutiva attestante l’Università presso la quale si è conseguita la laurea e il tipo di laurea, con l’indicazione della data, del voto, ed eventualmente la certificazione dei CFU conseguiti nei settori ICAR04 e ICAR05;
c) Curriculum degli studi, delle attività professionali e di ricerca svolte dal candidato;
d) Autocertificazione di conoscenza della lingua italiana per gli studenti stranieri e di almeno un’altra lingua dell’Unione Europea,
per i cittadini italiani;
e) Saranno considerate prodotte in tempo utile le domande di ammissione consegnate o pervenute per posta o a mezzo fax, entro il termine indicato nel presente articolo.

ART 6 “COMMISSIONE GIUDICATRICE”
La Commissione giudicatrice è composta da membri di Legambiente Lazio e del CRISS, e formulerà apposito giudizio di idoneità dei candidati; qualora il numero delle domande di partecipazione al corso dovesse risultare superiore al numero dei posti messi a disposizione con il presente bando, l’ammissione al corso sarà subordinata ad una graduatoria per titoli e, ove ritenuto utile dalla Commissione, ad un colloquio.

ART 7 “NOMINA DEI VINCITORI ED ACCETTAZIONE”
La Commissione giudicatrice di cui all’ art. 6 del presente bando, concluse le operazioni di valutazione di idoneità dei candidati, procederà alla stesura di apposita graduatoria della quale verrà data comunicazione con esposizione della stessa presso la sede di Legambiente Lazio, sita in Roma presso via Firenze 43 e tramite il sito internet della medesima all’indirizzo www.legambientelazio.it ; all’atto dell’accettazione da parte del candidato del diritto di partecipare al corso, ogni partecipante dovrà sottoscrivere un impegno deontologico nel quale dichiarerà che presterà il proprio servizio, con riferimento alle attività per cui è stato formato nel corso, per conto di terzi a tariffa già preventivamente pattuita ed esclusivamente con ruolo di consulenza specialistica, senza poter svolgere, nell’ambito dello specifico incarico, ulteriori attività di progettazione, pianificazione, o calcolo o qualunque compito tipicamente svolto da professionisti appartenenti a specifici ordini.

ART 8 “DISPOSIZIONI FINALI
”Per quanto ivi espresso e contenuto, si potrà fare riferimento a Valentina Romoli, presso la sede di Legambiente Lazio ai seguenti contatti: 06 85358051-77 mail v.romoli@legambientelazio.it dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 10 alle ore 18.

SCARICA IL BANDO

SCARICA IL MODULO DI PARTECIPAZIONE

Tags, , , , , , , ,

Nuovo Stadio della Roma. Metro B, riduzione delle previsionia e somma zero nel PRG, sicurezza idrogeologica sono le condizioni indispensabili: Legambiente presenta le osservazioni al progetto dello Stadio.

Legambiente “Trasformare il progetto Stadio in una operazione dove sia chiaro l’interesse pubblico e della città. Inaccettabile che si approfitti della fede dei tifosi per operazioni immobiliari altrimenti vietate”

Legambiente anticipa la Conferenza dei Servizi, convocata per domani in merito al progetto dello stadio ai sensi della nuova Legge per gli impianti sportivi, presentando le osservazioni che invierà a Comune e agli altri Enti competenti.
“Nella proposta presentata da Parsitalia, lo Stadio e le attività commerciali connesse rappresentano solo una minima parte degli interventi previsti. – ha commentato Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente – Non è consentito a nessuno di speculare sulla fede dei tifosi, facendosi scudo dello Stadio della Roma per dare il via libera a un intervento che, per come è proposto, aggraverebbe le condizioni di invivibilità della città, costringendo tifosi e cittadini a passare ore in auto e magari a non riuscire neanche a vedere la partita di calcio per la quale hanno comprato i biglietti, perché bloccati nel traffico o perché risulta inaccessibile con i mezzi pubblici, o perché a seguito di piogge improvvise, alle quali dobbiamo sempre più abituarci, l’intera zona è allagata o a rischio”.

Nelle osservazioni l’associazione ambientalista ha voluto evidenziare le questioni più rilevanti perché questo dibattito sia fatto realmente nell’interesse della città e dei suoi cittadini, a prescindere dall’essere tifosi o meno di una squadra di calcio. “Per un’enorme progettazione come quella della costruzione di un nuovo stadio, chiediamo con le nostre osservazioni il rispetto di poche e semplici regole– dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio –su cui non si dovrebbe neanche discutere: che sia servito da una rete di mezzi pubblici idonea; che si riducano le previsioni edificatorie che nulla hanno a che fare con lo stadio, senza appesantire neanche di un metro cubo il diluvio di cemento che ha fatto scempio di Roma negli anni, in ogni quartiere; che invece di distruggere si rispettino e valorizzino al meglio le risorse naturali dell’area prevista per l’intervento. Queste sono le condizioni minime in un area talmente delicata, per prendere in considerazione un progetto che, com’è presentato oggi, non possiede in alcun modo i necessari presupposti per l’interesse pubblico. Nella capitale siamo già tutti soffocati dal traffico, stretti dal cemento e con allerte meteo continue per poterci permettere il lusso di peggiorare ulteriormente la situazione, e ogni novità a Roma, non esclusa quella di un impianto sportivo come il nuovo Stadio della Roma, deve essere uno strumento per migliorare la vita dei romani”. Il Comune di Roma ha in mano tutti i poteri, proprio in virtù della Legge sugli stadi, per chiedere di modificare il progetto “indicando le condizioni necessarie per ottenere i successivi atti di assenso al progetto”. Su questi punti che Legambiente porta al dibattito cittadino è disponibile a un confronto trasparente che deve prescindere da ragioni di tifo o interessi che nulla hanno a che fare con il calcio.

Per Legambiente sono tre le condizioni fondamentali e non eludibili:

1) Un’accessibilità allo stadio degna di una città europea. I tifosi della Roma avrebbero diritto di andare allo stadio come quelli delle squadre che incontrerà in Champions League: Real Madrid (stazione Santiago Bernabeu), Bayern Monaco (stazione Frottmaning), Chelsea (stazione Fulham Broadway) o Arsenal (stazione Arsenal), Paris Saint Germain (stazione Port de Saint-Cloud)! Ossia prioritariamente attraverso un sistema di trasporto pubblico su ferro, con una stazione a non più di 500 metri a piedi, con una cadenza e una capienza adeguata a flussi di impianti con queste caratteristiche. Nell’area di Tor di Valle è presente una stazione della ferrovia Roma- Lido, che non garantisce in alcun modo tali standard di capienza e con problemi già oggi rispetto ai flussi esistenti. Per Legambiente il prolungamento della Metro B a Tor di Valle è una condizione non derogabile per il progetto dello Stadio, in assenza della quale andrebbe in crisi la viabilità nell’ambito in particolare per le partite serali. Il Comune deve scegliere di fare del prolungamento successivo verso Muratella (dove si incrocia la Linea FM3) e poi Corviale una priorità strategica per migliorare la mobilità a Roma. Legambiente evidenzia inoltre un errore nel progetto dei parcheggi, con un dimensionamento eccessivo e slegato dal “Business park” quando, come è evidente, siamo di fronte a un progetto che ha senso se risulta fortemente integrato. Per un ovvia ragione legata alla differente fruizione dei parcheggi per gli usi dello stadio e degli uffici (i primi nel weekend e nelle ore serali).

2) Un intervento a cubature zero per la città. Roma non ha bisogno di altro consumo di suolo, di ulteriori espansioni edilizie oltre a quelle realizzate in questi anni e ai 20milioni di metri cubi ancora edificabili secondo il Prg. Legambiente chiede al Comune di ridurre le previsioni edificatorie e di stralciare quanto verrà stabilito dal piano vigente. Tanti metri cubi si deciderà di realizzare a Tor di Valle, oggi a destinazione verde privato, tanti si taglieranno dalle previsioni di piano. Solo così si potrà infatti garantire l’interesse di una città che ha già troppi problemi urbanistici e deve puntare su politiche di rigenerazione urbana. Il Comune deve partire da una “operazione trasparenza” su volumetrie e urbanizzazioni del progetto Parnasi, per evitare che si crei un vantaggio evidente per questo intervento, rispetto a interventi analoghi ma slegati dallo stadio, per i quali valgono obblighi di Legge e costi conseguenti. La strada da percorrere secondo Legambiente è di “smontare” il progetto presentato: riducendo la cubatura del Business Park, considerando le urbanizzazioni dello stesso a suo carico, come avviene per ogni tipo di progetto urbanistico, e valutare in forma integrata le urbanizzazioni dello Stadio e del Business Park per ridurre spese, infrastrutture e volumetrie inutili. La stessa Legge 147/2013 è chiara nel sottolineare come “Lo studio di fattibilità non può prevedere altri tipi di intervento, salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa”.

3) Sicurezza per i cittadini e i tifosi dagli impatti climatici. L’intervento verrà realizzato in un area che rischia di mettere in pericolo cittadini e tifosi, perché posta in prossimità dell’ansa del Tevere, per la presenza di un fosso delicato come quello del Rio Vallerano, per le sue caratteristiche geologiche che hanno portato a diversi allagamenti in passato, per l’inadeguatezza della rete fognaria nei quartieri limitrofi, per la presenza del depuratore di Roma con diversi problemi aperti di gestione e smaltimento. Occorre ricordare che la stessa costruzione dell’Ippodromo di Tor di Valle, inaugurato nel 1959, incontrò rilevanti problemi proprio per le caratteristiche argillose del sottosuolo. Per risultare nell’interesse pubblico e della città, il progetto dello Stadio dovrebbe avere ben altro respiro da quello della proposta Parnasi, con obiettivi di sicurezza dai rischi idrogeologici, di recupero e riuso delle risorse idriche, di riqualificazione complessiva degli habitat e di creazione di un parco fluviale con obiettivi naturalistici e di fruizione per tutti i cittadini, che possa anche ammagliare insieme un impianto sportivo, un parco naturale e un corridoio ciclabile snodato lungo il percorso del Tevere; utile perché chi raggiunge lo stadio lo possa fare, oltre che con i mezzi pubblici come elemento portante, anche in bicicletta.

Per far comprendere l’impatto urbanistico del progetto Legambiente ha approfondito nelle sue osservazioni le ricadute urbanistiche del progetto mettendole a confronto con il Piano regolatore approvato nel 2008. Un analisi di dettaglio che ha permesso di evidenziare le previsioni nei Municipi IX, X, XI e i vincoli presenti nell’area, e che dimostra quanto un intervento di questo tipo non possa essere aggiuntivo rispetto al piano ma, se riconosciuto di interesse pubblico, portare a stralciare altrettante previsioni vigenti.

SCARICA IL PDF DEL COMUNICATO

SCARICA TUTTE LE OSSERVAZIONI

 

Tags, , , , , , ,

Roma allagata: basta aspettare, sui rischi idrogeologici a Roma e nel Lazio bisogna agire e in fretta

Le immagini ormai tristemente familiari delle strade allagate nella Capitale sono tornate in primo piano dopo una ennesima “bomba d’acqua” caduta su Roma; siamo troppo abituati a preoccuparci in questi casi perché ormai la pioggia fa paura e non si può più aspettare un minuto ad affrontare con interventi decisi i rischi idrogeologici. I comuni rendano operativi  piani di bacino approvati, una grande utile opera pubblica da realizzare per evitare drammi e sciagure che aumentano con i cambiamenti climatici e le stagioni dove si inaspriscono aridità e piovosità, fermando invece opere dannose come nuove colate di cemento. Sul fronte poi della prevenzione, gestione e informazione nell’emergenza il disastro è lampante, non è possibile che i piani di allertamento preventivo studiati spariscono sott’acqua, che si dissolva qualsiasi protocollo e che su mezzi pubblici in tilt, dove si rischia di rimanere per ore, salti ogni tipo di informazione.

Le motivazioni di quanto accade sono chiare: un incessante consumo di suolo che ha impermeabilizzato il terreno, lo stato in cui versano i sistemi idrici di raccordo delle acque, la condizione dei fiumi e dei fossi stretti dal cemento e senza zone di espansione naturale, in una città come Roma dove ci sono 552,66 ettari considerati R4 (rischio idrogeologico molto elevato) dal PAI – Piano di Assetto Idrogeologico, in una regione dove sono il 98,4% i comuni con aree a rischio frane e alluvioni.

Considerando poi il piano degli investimenti siamo di fronte ad una sproporzionata mancanza di fondi per sostenere le spese previste dallo stesso PAI, ne sono stati reperiti solo il 4% del totale e
cioè 60 milioni su 1,7 miliardi di Euro per la messa in sicurezza di aree a rischio frana e alluvioni, a fronte di una contemporanea crescita delle spese straordinarie per i danni che invece si moltiplicano per gravità e per frequenza.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , , ,

Legambiente a sostegno del presidio permanente ‘Per l’acqua pubblica e i beni comuni’ presso la Regione Lazio

“Subito approvazione legge per l’acqua pubblica nel solco del referendum e dell’impianto della legge di iniziativa popolare depositata più di un anno fa”

Legambiente Lazio sostiene il presidio permanente organizzato dal Coordinamento Romano Acqua Pubblica presso la Regione Lazio, da mercoledì scorso fino a oggi in mobilitazione per tre giorni il comitato dell’acqua a Via Rosa Raimondi Garibaldi dove una rappresentanza del comitato ha incontrato l’Assessore all’Ambiente Fabio Refrigeri e la Consigliera Cristiana Avenali per chiedere di approvare la legge regionale per la gestione pubblica del servizio idrico integrato e l’abolizione della remunerazione del capitale investito nella tariffa.

Le linee guida della Regione in merito alla nuova legge sull’acqua devono rimanere sul solco del referendum e dell’impianto di legge della proposta di iniziativa popolare, positiva la disponibilità dell’Assessore Refrigeri e della Consigliera Avenali a venire incontro alle istanze dei movimenti dell’acqua e la volontà di portare al più presto il testo in consiglio nel rispetto della volontà popolare che 2.485.334 cittadini laziali hanno inequivocabilmente espresso più di due anni fa – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. La legge di iniziativa popolare dei movimenti per l’acqua pubblica che è stata depositata in Regione quasi un anno fa e approvata da più di 20 comuni laziali, deve essere la pietra angolare della futura gestione del servizio idrico e sostanziarsi in Consiglio Regionale entro il 25 marzo prossimo, pena la decadenza della proposta e il mancato rispetto della volontà dei 37.000 cittadini che l’hanno firmata. Partire dalla ripubblicizzazione dell’acqua per dare una svolta sui diritti fondamentali spesso negati.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , , ,