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L’odissea dei pendolari: aumentano i viaggiatori, ma il servizio peggiora nonostante le tariffe in crescita.

Pendolari, Legambiente: “Trofeo Caronte” ex-equo alla Roma – Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti per i peggiori viaggi monitorati. L’odissea dei pendolari: aumentano i viaggiatori, ma il servizio peggiora nonostante le tariffe in crescita.
Legambiente: a chi si candida a governare la Regione Lazio chiediamo subito una legge regionale per la moltitutine dei 540 mila pendolari che ogni giorno usano il treno. Nuovo anno, vecchi disagi sui treni, ma Legambiente non ci sta e apre il 2013 assegnando il “Trofeo Caronte” alle tre ferrovie metropolitane Roma-Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti (le cosiddette ex concesse), le peggiori tratte ferroviarie per i pendolari, secondo la nuova analisi con la quale Legambiente rilancia nel Lazio “Pendolaria”, la campagna dell’associazione al fianco di chi viaggia ogni giorno. Tra le undici linee monitorate per l’assegnazione del premio, sulle quali viaggiano nel complesso ogni giorno 540 mila persone, compaiono tutte le 8 linee ferroviarie regionali da FL1 a FL8 e le 3 linee ex concesse.

“Treni sovraffollati all’inverosimile, frequenze di passaggio ridicole in aree altamente popolose, informazioni zero, bagni inagibili, problemi al condizionamento: è infernale il viaggio quotidiano delle centinaia di migliaia di pendolari del Lazio che devono raggiungere Roma per motivi di lavoro o di studio -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ passato un altro anno, ma sembra non importare a nessuno della moltitudine di 540 mila pendolari che viaggiano ogni giorno in treno, chiediamo a chi si candida a governare la Regione Lazio una precisa strategia regionale per il trasporto ferroviario locale, una legge regionale e un fondo pari all’un per cento del bilancio della Regione per più binari e più treni, una riorganizzazione della rete su gomma e servizi di qualità.”

Sono quattro i parametri che Legambiente ha utilizzato per valutare il viaggio dei pendolari, con un monitoraggio compiuto a metà dicembre per verificare lo stato delle ferrovie a Roma e nel Lazio: sotto la lente di ingrandimento sono finiti lo stato delle vetture, le indicazioni e l’assistenza ai viaggiatori, l’accesso e la discesa dalle carrozze, i minuti di ritardo accumulati. I pendolari volontari di Legambiente coinvolti nella gara sono partiti da Monterotondo (Rm), Roviano (Rm), Anguillara (Rm), Velletri (Rm), Marina di Cerveteri (Rm), Frosinone, Monte San Biagio (Lt), Nettuno (Rm), Castelnuovo di Porto (Rm) e nella Capitale da Acilia e Giardinetti, con l’obiettivo di raggiungere il centro di Roma entro le ore 8.30. Per la categoria “stato delle vetture”, la situazione peggiore è stata riscontrata sulla linea FL2 Tivoli – Roma Tiburtina per le condizioni esterne e interne delle carrozze, arredi, servizi igienici e condizionamento ai quali corrisponde una valutazione insufficiente per ogni voce del questionario. Per il parametro “indicazioni e assistenza” è la tratta FL3 Viterbo – Roma Ostiense a guadagnare il podio, per indicazioni vocali ed display spesso del tutto assenti oppure sbagliate perché non corrispondono alle fermate, tabelloni elettronici non funzionanti e soppressione di corse non segnalata, nella totale assenza del personale ferroviario. Per il parametro “accesso e discesa dai treni”, importante per la sicurezza dei passeggeri, la linea peggiore è la FL4 Velletri – Roma Termini dove diverse porte che dovrebbero assicurare l’uscita dei passeggeri non funzionano e il sovraffollamento rende estremamente difficile entrare e uscire dalle carrozze. Per il parametro “ritardi” è la linea FL2 Velletri – Roma Termini a distinguersi con ben 47 minuti di ritardo accumulati sull’orario previsto di arrivo.

Se le linee ferroviarie regionali gestite da Trenitalia presentano un’infinità di criticità, carrozze e servizi offerti dalle tre ferrovie metropolitane gestite da Atac sono più che vetusti: Roma-Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti sono le tre “cenerentole” del trasporto su ferro, vista la totale mancanza di informazioni, l’antichità della maggior parte delle carrozze e dei treni, i servizi igienici assenti o inutilizzabili sia in stazione che a bordo treno, il condizionamento inesistente, il sovraffollamento e la mancanza di indicazioni. La situazione è indecente sulla Roma – Giardinetti, la linea ferroviaria con 35.000 passeggeri trasportati ogni giorno con 256 corse, assolutamente insufficienti, vetture reperti museali freddi d’inverno e caldi d’estate, attese interminabili senza pensiline per ripararsi e nemmeno avvisi: Gravi carenze che non si affrontano, forse pensando in modo sbagliato che la linea possa essere dismessa quando arriverà la metro C, o rinviando all’ipotesi al momento futuribile della trasformazione in tranvia, come pure Legambiente da tempo sostiene. Situazione insostenibile sulla linea da Ostia, 90.000 passeggeri trasportati quotidianamente con 150 corse su treni stracolmi che a volte addirittura non riescono a chiudere le porte e senza la fortuna di ascoltare una qualche comunicazione di avviso ai viaggiatori. Sulla Roma Nord, 75.000 passeggeri trasportati ogni giorno con 188 corse urbane e 43 extraurbane, si accumulano ritardi incredibili di decine e decine di minuti, vetture antiche e sporche, parcheggi del tutto inadeguati alle stazioni.

Situazioni che si scontrano con gli enormi aumenti dei numeri degli utenti del trasporto pubblico su ferro, cresciuti moltissimo negli ultimi dieci anni: i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187mila a quasi 360mila, ai quali si aggiungono gli oltre 180mila degli altri servizi ferroviari metropolitani, portando il numero delle persone che usano il ferro ogni giorno all’immensità di 540 mila. E secondo le stime di Legambiente, continueranno a crescere: attestandosi ad un incremento del 35%, nel 2015 si arriverà a oltre 472mila passeggeri trasportati ogni giorno, solo sulle ferrovie regionali.

“Il Comune di Roma la smetta di gridare ai sabotaggi e dia risposte concrete ai pendolari del trasporto pubblico in città. La situazione di stallo del trasporto su ferro deve terminare e le prossime elezioni saranno un appuntamento importante per poter rispondere alle richieste di chi viaggia – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sporcizia, disservizi, condizionamento inefficiente e mancanza del personale in stazione e sulle carrozze non è accettabile in un paese che deve confrontarsi con le altre grandi capitali europee nell’offerta di
servizi ai cittadini ma anche agli altri utenti che visitano Roma ed il Lazio. Sulle linee ferroviarie verso Ostia, verso Roma Nord e sull’asse della Casilina si viaggia in condizioni inaccettabili,
bisogna smetterla di discutere e lavorare per la qualità del servizio. Serve un lavoro congiunto tra le diverse aziende del trasporto, Trenitalia, Atac e Cotral, sotto la regia della Regione Lazio.”

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Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia.

Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia. Nel 2012 taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti. Legambiente lancia settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre.

Fare il pendolare tra Roma e Viterbo rappresenta ormai un’avventura sia che si scelga la linea ATAC Roma Nord, sia che si prenda la ferrovia regionale FR3 di Trenitalia. La situazione peggiore la vivono i passeggeri sulla linea ATAC, 75.000 ogni giorno, che si ritrovano con treni sovraffollati, vecchi e in ritardo. E’ la Roma Viterbo a rappresentare il Lazio tra le peggiori tratte ferroviarie d’Italia, con la Circumvesuviana, la Padova-Venezia, la Palermo-Messina, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. Una triste classifica presentata da Legambiente, che lancia una settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori.
“La vita dei pendolari non migliora, anzi si fa sempre più incerta, tra tagli del servizio, aumenti dei biglietti e disattenzione -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio i pendolari si trovano troppo spesso a piedi, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti, con disagi che aumentano di giorno in giorno. Da tempo diciamo che bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, ora è venuto il momento di scegliere di investire in questa direzione. La Regione ha un ruolo fondamentale, chiediamo a gran voce che gli investimenti per i pendolari siano al centro dei programmi di governo di chi si candida a governare.”

Nel 2012 nel Lazio abbiamo registrato un tagli al servizio del 3,7%, mentre nel frattempo il prezzo del biglietto, invece, è cresciuto del 15%. Aumenti che in Toscana sono stati del 20% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti e che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato. Complici i mancati trasferimenti da parte del Governo, il Lazio ha accumulato un debito di 220-230 milioni nei confronti delle Ferrovie.

“Torniamo a lanciare un grido dall’allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, si tratta di scegliere in favore dei pendolari e spostare gli investimenti -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La Regione deve mettere in atto un programma per aumentare i servizi, con risorse aggiuntive, ridefinendo le priorità e trovando le soluzioni. Bisogna ripensare la mobilità in favore del mezzo pubblico, puntare sui nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creare subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato. Per la Regione, ormai definita la data delle elezioni, è ora che si incominci a parlare delle cose da fare, questi temi devono essere la priorità dei programmi di chi si candida a governare.”

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