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Settimana della Legalità – Il premio “Amico della legalità” di Legambiente

Dal 26 al 29 novembre la Regione Lazio promuove l’iniziativa “Lazio Senza Mafie”, un evento in cui confluiranno tutte le realtà del territorio che si dedicano assiduamente alla lotta all’illegalità.

Anche Legambiente parteciperà organizzando l’incontro di apertura previsto per il 26 Novembre alle ore 11.00 presso il Liceo Scientifico Plinio Seniore. In questa occasione verrà consegnato il premio “Amico della legalità”.

All’evento parteciperanno:

Luca Ramacci – Magistrato III Sez. Penale della Corte di Cassazione
Ermete Realacci – Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati
Fabio Refrigeri – Assessore Infrastrutture e Ambiente Regione Lazio
Cristiana Avenali  – Commissione Ambiente Consiglio Regionale del Lazio
Stefano Ciafani – Vicepresidente Nazionale Legambiente
Roberto Scacchi – Presidente Legambiente Lazio

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Terra dei Fuochi, anche dal Lazio alla manifestazione nazionale a Napoli

Terra dei Fuochi, anche dal Lazio domani alla manifestazione nazionale a Napoli

Domani anche dal Lazio partirà una delegazione di Legambiente per la manifestazione nazionale che si terrà a Napoli, promossa dal movimento #fiumeinpiena insieme a comitati, associazioni e studenti per l’ecocidio che si sta consumando nella “Terra dei Fuochi”.

“Sono importanti i momenti di partecipazione popolare come questo, per sollecitare risposte concrete da parte degli amministratori locali e del governo nazionale e affrontare il dramma che si sta consumando in quelle terre –ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio, che sarà domani a Napoli per il corteo-. Anche nel Lazio dobbiamo tenere alta la guardia, per questo torniamo a chiedere investimenti in termini di mezzi e uomini alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura anche per poter svolgere indagini patrimoniali sempre più penetranti su tutto il territorio e l’apertura degli uffici giudiziari della Dda a Latina, una delle zone più critiche in tutta la regione. Va sostenuto il grande lavoro che ha permesso di individuare responsabili e aziende coinvolte nei traffici, proseguendo le attività di mappatura dei siti contaminati, la loro bonifica e predisponendo un piano di riconversione che guardi al futuro sostenibile dei territori.”

Nel Lazio il ciclo dei rifiuti è uno dei settori in cui la criminalità organizzata è più profondamente radicata. Secondo l’ultimo rapporto Ecomafie di Legambiente, gli illeciti commessi nella nostra regione in questo settore sono 277, il 5,5% del totale nazionale. Grave la situazione nel territorio pontino, dove anche a seguito delle recenti dichiarazioni desecretate del boss Carmine Schiavone sulla discarica di Borgo Montello si rende sempre più urgente il rafforzamento delle attività di controllo, prevenzione e contrasto delle attività illegali.

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Dichiarazioni Schiavone, Legambiente: “Trasparenza amministrativa ed efficiente gestione dei rifiuti per fermare l’illegalità”

Dichiarazioni Schiavone, Legambiente: “Trasparenza amministrativa ed efficiente gestione dei rifiuti per fermare l’illegalità”
Le recenti dichiarazioni del pentito del clan dei casalesi Carmine Schiavone sono la drammatica conferma del livello di compromissione ambientale e istituzionale operata da decenni di dominio della malavita anche nella provincia pontina. Occorre un’opera di trasparenza nelle amministrazioni per fermare la commistione fra criminalità organizzata e pezzi deviati dello Stato e ristabilire una situazione di legalità a beneficio dei cittadini e dell’ambiente, ormai al centro nelle mire del sistema criminale delle mafie.

Già nel 1996 l’ex esponente del clan dei casalesi dichiarò in via ufficiale che la discarica di Borgo Montello sarebbe stata utilizzata per interrare rifiuti tossico-nocivi provenienti probabilmente dalle note “navi dei veleni” in maniera illegale. La proprietà degli stessi terreni adiacenti la discarica di Montello e relativi fabbricati, riconducibili ad esponenti del clan dei casalesi sono l’ennesima dimostrazione
dell’interessamento delle mafie per il business dei rifiuti e del loro capillare controllo del territorio. Tali proprietà terriere e fabbricati, peraltro, sono oggetto di sospetti giri di compravendite immobiliari sui quali è urgente indagare, nonostante risultino ancora oggi  registrati al Catasto come semplici terreni e fabbricati agricoli.

“Il ciclo dei rifiuti è da tempo uno dei più importanti business della malavita organizzata, bisogna ripartire da una gestione efficiente basata su riduzione, riutilizzo e riciclo per ristabilire il giusto regime di legalità- ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di  Legambiente Lazio-. Torniamo a chiedere provvedimenti urgenti a partire da adeguati investimenti in termini di mezzi e uomini alle
Forze dell’Ordine anche per poter svolgere indagini patrimoniali sempre più penetranti su tutto il territorio provinciale, il sostegno alla Magistratura e l’apertura degli uffici giudiziari della Dia e Dda.”

Legambiente si unisce alla richiesta già avanzata da Don Ciotti, presidente di Libera, e chiede la riapertura delle indagini relative all’uccisione di Don Cesare Boschin, che aveva più volte denunciato un traffico notturno di rifiuti tossici e freddato in modo barbaro e chiaramente mafioso.

“Le ormai numerose inchieste giudiziarie, i processi e le condanne emanate da Procure e tribunali dimostrano senza dubbio la drammatica pervasività delle mafie in provincia di Latina su cui le istituzioni devono intervenire ponendo fine alla strategica ignavia che ha dominato finora – ha dichiarato Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente Latina-. In provincia di Latina il ciclo illegale del cemento, dei rifiuti e le agromafie sono da decenni la via preferenziale attraverso la quale tutte le mafie si sono insediate e  radicate, spesso con conseguenze drammatiche per l’ambiente e la salute di migliaia di cittadini. Occorre un’assunzione di responsabilità comune ed atti conseguenti da parte di tutte le istituzioni interessate, a partire dalla Regione Lazio sino al Comune di Latina.”

20130905schiavone

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Pignatone su mafie, Legambiente: “Confische importantissime, ora istituire DDA nel basso Lazio per fermare illegalità”

Pignatone su mafie, Legambiente: “Confische importantissime, ora istituire DDA nel basso Lazio per fermare illegalità”
“Le confische operate dalle Forze dell’Ordine in queste ore sono importantissime, ci portano a tornare a chiedere che venga istituita una Direzione Distrettuale Antimafia nel basso Lazio dove ormai è evidente una grave infiltrazione mafiosa, come dimostrano proprio questi ultimi sequestri riconducibili al clan Mallardo –ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente e responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, commentando le parole del procuratore capo della Repubblica di Roma Giuseppe Pignatone-. La Direzione di Napoli compie un lavoro straordinario, che va valorizzato, approfondito e seguito ancora più da vicino. Il valore complessivo dei beni confiscati dalla guardia di finanza nell’ultima operazione è di oltre 65 mila euro e proprio la provincia di Latina ha rappresentato la base di questi investimenti illeciti. Lo abbiamo denunciato anche nell’ultimo rapporto Ecomafie, nel territorio della città di Sabaudia è stato sequestrato un lotto di 14 appartamenti e di quattro terreni per operazioni di compravendita immobiliare condotte direttamente da un imprenditore campano e dal genero, riconducibili al clan, e che hanno interessato un importante lotto all’interno del complesso
Consorzio Bella Farnia Mare. Su Roma è evidente che data l’alta concentrazione di cariche pubbliche, si radichi in modo molto preoccupante il problema della corruzione. Accanto a questo, preoccupa la crescita dei delitti di estorsione commessi nella Capitale, passati secondo i dati della Prefettura dai 291 del 2008 ai 231 del 2011, essendo una tipica attività illecita alla quale la criminalità  ricorre per attingere a capitali ingenti.”

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Legambiente: per sconfiggere il radicamento delle mafie servono strumenti per chi le combatte e iniziative per i cittadini.

Latina, villaggio della Legalità, Legambiente per sconfiggere il radicamento delle mafie servono strumenti per chi le combatte e iniziative per i cittadini.

Si è svolta stamane presso il Villaggio della Legalità di Borgo Sabotino (LT ) la conferenza stampa di Legambiente e Libera, proprio all’interno del capannone oggetto del vile attacco intimidatorio  di inizio anno.Nel Lazio secondo i dati dell’ultimo rapporto Ecomafie di Legambiente, sono stati commessi 2.463 reati ambientali, ovvero 6,7 illegalità al giorno numeri che diventano ancora più drammatici nella provincia di Latina, che con 786 infrazioni è la settima provincia per numero di reati ambientali in Italia.

“E’ urgente intervenire con strumenti che siano in grado di restituire dignità ai territori, rafforzando l’azione della magistratura e stroncando sul nascere zone grigie di possibili infiltrazioni -ha dichiarato Valentina Romoli, Responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio. Auspichiamo al piu’ presto l’istituzione di una DDA anche a Latina e che legiferi al piu’ presto su temi delicati ed importanti come quello degli appalti .Accanto a questo è pero’ importante far vivere i territori e proprio per questo in estate porteremo proprio al Villaggio della Legalità la prima edizione della Festambiente Legalità nel Lazio ed i nostri campi di volontariato”.

“Questa iniziativa – dichiara Marco Omizzolo, coordinatore provinciale di Legambiente – è utile anche per ricordare che Legambiente Lazio si è costituita parte civile nel processo per inquinamento ambientale che vede tra gli imputati una delle due società che gestiscono la discarica di b.go Montello (LT) e che la stessa è circondata, da anni, da terreni, come dimostrano numerose inchieste giornalistiche, i cui titolari sono legati a clan della malavita. Per questa ragioni ipotesi di ampliamento della stessa, così da accogliere anche i rifiuti romani, stante la nostra solidarietà con i cittadini che combattono una dura battaglia contro la discarica di Malagrotta, non sono da prendere in considerazione e vanno rigettate con forza”. “È fondamentale tenere alta l’attenzione contro le mafie e soprattutto qui al villaggio della legalità oggetto di continue intimidazioni . Siamo presidio civile che risponde con la partecipazione alla aggressioni mafiose ” dichiara Fabrizio Marras , del Provinciale di Libera.

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Criminalità litorale, Legambiente: l’allarme è preoccupante

Criminalità litorale, Legambiente: preoccupante allarme, convocare seduta Comitato provinciale aperta a parti sociali.

“Sul litorale romano e laziale c’è un preoccupante allarme criminalità, condividiamo la richiesta del presidente della Provincia di Roma di convocazione del Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza, che speriamo sia aperto alle parti sociali -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. I più recenti episodi sconcertano, confermano purtroppo che le organizzazioni criminali si vanno radicando a Roma come nel Sud Pontino. Secondo le analisi del Rapporto Ecomafie, nella Capitale le cosche investono soldi sporchi in attività pulite, prevalgono reati compiuti da gruppi criminali organizzati, troppo spesso in combutta con pezzi corrotti delle amministrazioni, come testimoniano le preziose operazioni di polizia compiute dalle forze dell’ordine e dalla Magistratura e i sequestri effettuati. Il problema però è sul fronte della politica, serve una reazione forte, un cambiamento, una rinnovata azione amministrativa per la legalità e le buone politiche.”

Legambiente ricorda i dati recentemente resi noti del Rapporto Ecomafia. Nel Lazio nel 2011 sono state accertate 2.463 infrazioni, il 7,3% del totale nazionale, 6,7 illeciti al giorno, facendo piazzare la nostra regione stabile in quinta posizione nel Paese per numero assoluto di illegalità ambientali, appena sotto al podio nella triste classifica nazionale delle ecomafie, elaborata sulla base dei dati delle Forze dell’Ordine. Fondamentale per sventare i reati ambientali e colpire gli ecomafiosi, le segnalazioni dei cittadini alle Forse dell’ordine o anche al Numero Verde dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio 800-926248.

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