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Legambiente ammessa come parte civile nel processo Cerroni

Legambiente è stata ammessa come parte civile nel processo che vede imputato tra gli altri Manlio Cerroni, proprietario della discarica di Malagrotta, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Insieme all’associazione ammessi anche il ministero dell’Ambiente, la Regione Lazio, Roma Capitale e altre associazioni e comitati.

Gli avvocati che seguiranno il processo per Legambiente saranno Mariadolores Furlanetto e Mario Cevolotto.

“Siamo soddisfatti che la nostra associazione sia stata ammessa come parte civile in un procedimento che deve essere l’occasione per chiudere definitivamente anni e anni di pessime scelte sulle politiche dei rifiuti nel Lazio – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – C’è bisogno di chiarire infatti le responsabilità del passato e lanciare contemporaneamente, quei meccanismi virtuosi che porteranno ad una vera svolta sui rifiuti a Roma e in tutta la regione.”

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Aperto processo Cerroni: Legambiente chiede di essere ammessa come parte civile

Legambiente ha chiesto di potersi costituire parte civile nell’ambito del procedimento penale contro Cerroni e altre sei persone, accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico dei rifiuti. Richiesta presentata anche dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Lazio, dal Comune di Roma e da alcune amministrazioni comunali e semplici cittadini.

“Grazie ad un lavoro lungo e certosino, sono davanti agli occhi di tutti fatti descritti minuziosamente che lasciano poco spazio a dubbi: carte falsificate, foto taroccate, atti dettati dal privato alle istituzioni -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Per questo la nostra associazione ha chiesto di essere ammessa come parte civile nel processo che ci auguriamo consegni rapidamente i responsabili alla giustizia e dia soddisfazione ai cittadini affianco ai quali abbiamo sempre lottato. Nella gestione dei rifiuti del Lazio c’è stato un cancro criminoso gravissimo che oggi sembra essere scoperto con chiarezza e che va subito debellato, dando una svolta definitiva alla gestione dei rifiuti a Roma e nel Lazio, puntando davvero su riciclaggio, riuso e riduzione.”

La prossima udienza, nella quale Legambiente sarà rappresentata dagli avvocati Maria Dolores Furlanetto e Mario Cevolotto, è fissata al 23 giugno.

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Le 10 proposte di Legambiente per liberare Roma e il Lazio dalla dittatura delle discariche

Roma può e deve uscire dalla dittatura delle discariche, una soluzione al caos immondizia che regna nella Capitale c’è e Legambiente la articola in 10 proposte che Roma Capitale può mettere in campo per dare un volto nuovo e pulito alla gestione dei rifiuti. E’ questo il senso della conferenza cittadina “Fuori dalla palude del sistema Malagrotta” che si è svolta questa mattina presso la Sala Conferenze Università E-Campus, alla quale hanno partecipato, tra gli altri Estella Marino, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma; Roberto Scacchi, Direttore di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, Consigliera Regionale, componente Commissione Ambiente, Rifiuti, Mobilità; Gianfranco Bongiovanni, Occhio del Riciclone; Athos De Luca, Presidente Commissione Ambiente di Roma Capitale; Maurizio Melandri, Comitato Malagrotta; Eugenio Stanziale, Segretario CGIL Roma e Lazio; Adriano Travaglia, Comitato Spontaneo Cittadini di Villa Spada.

Roma ha bisogno di una raccolta differenziata porta a porta secco/umido in tutta la città. Il modello a cassonetto va superato e abbandonato, servono investimenti per diffondere il sistema domiciliare in tutta la città con un forte coinvolgimento dei cittadini. Se sono stati firmati contratti per l’acquisto dei cassonetti della tradizionale raccolta stradale si valuti la rescissione del contratto per evitare di ingessare su questo modello la raccolta dei rifiuti dei prossimi anni in città. Serve un mandato chiaro ad AMA che indichi compiti e responsabilità dell’azienda per puntare tutto su riduzione, riciclaggio e riuso. Vanno riscritti il contratto di servizio e il piano industriale dell’azienda per puntare su impianti e servizi necessari per poter riciclare organico, carta, vetro, metalli, e sugli spazi per il riuso nelle vecchie e nuove isole ecologiche. AMA dovrà anche definire nuovi accordi con i sindacati e i lavoratori che prevedano più efficienza per superare gli enormi limiti dell’azienda.

“Per liberare Roma e il Lazio dalla dittatura delle discariche serve il coraggio e la volontà politica che sono mancati fino ad oggi –afferma Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente.- Per ridurre i conferimenti in discarica la Regione utilizzi la leva economica, rendendo più costosa questa modalità di smaltimento, come fatto con successo negli ultimi anni nelle Marche e in Sardegna. Il Comune invece deve domiciliarizzare la raccolta differenziata in tutta la città, come sta avvenendo a Milano. Solo così, e con una rete di impianti di riciclaggio ancora tutta da costruire, potremo lasciarci alle spalle la lunga stagione delle mega discariche del sistema Malagrotta. Attendiamo su questo fronte un segnale di forte discontinuità rispetto al passato dalla politica locale.”

Servono nuovi impianti per il trattamento della frazione organica. L’organico va raccolto in maniera differenziata piuttosto che trattato e mandato in discarica, e Roma ha una clamorosa carenza in tal senso. Nel 2012 sono state 1.753.782 le tonnellate di rifiuti urbani e assimilati nella Capitale e oltre 500mila di queste sono rifiuti organici. Per questo Legambiente chiede che si estenda la raccolta dell’organico a tutta la città e ci si doti dei necessari impianti per il trattamento. Allo stesso modo non è necessaria la costruzione di nuovi impianti di trattamento meccanico biologico, Roma ne ha ben 4 e i numeri della differenziata in crescita non richiedono affatto investimenti in questa direzione.

Oggi i TMB sono pensati però con una logica vecchia, devono essere trasformati in vere e proprie “fabbriche di materiali” che, potenziando le fasi di selezione, aumentano le rese di recupero del 20%.

Prevenire la produzione dei rifiuti è un obiettivo fondamentale, entro cinque anni i rifiuti si possono ridurre del 10%. Promuovere l’acqua del rubinetto, il compostaggio domestico, stringere accordi con i commercianti e la distribuzione sulla riduzione degli imballaggi, stabilire una tariffazione puntuale, creare centri del riuso, pensare sagre e feste in maniera sostenibile con l’uso di stoviglie riutilizzabili. Bisogna realizzare isole ecologiche e punti di raccolta in tutti i Municipi e nei quartieri anche prevedendo spazi all’interno esclusivamente dedicati al riuso e alla preparazione al riutilizzo per favorire il riuso e il recupero di materiali senza alcun trattamento industriale. Secondo uno studio condotto da Occhio del Riciclone il 52% dei rifiuti che attraversano le isole ecologiche romane, è potenzialmente riusabile e più della metà ha una propria filiera di riferimento nei circuiti del riuso.

Stop a inutili commissariamenti. I rifiuti prodotti da Roma Capitale non possono essere seppelliti fuori città, implica emissioni inquinanti dovute al trasporto, è costoso e incide ingiustamente su una comunità che quei rifiuti non li ha prodotti. Serve un siting serio per valutare quali spazi idonei si possano trovare all’interno del Comune di Roma, con un percorso trasparente che riporti legalità in un settore così delicato. Legambiente propone anche gli “Stati generali per il futuro della Valle Galeria” da lanciare con associazioni, comitati e cittadini della zona e insieme a Regione, Comune, Municipi, perché ora che Malagrotta è chiusa, bisogna andare avanti. Servono tempi certi per il capping e le operazioni di bonifica del sito, la post gestione, con spese che devono essere tutte a carico del gestore senza alcun cofinanziamento pubblico.

Alla Regione Lazio Legambiente chiede nuovo serio e concreto piano rifiuti regionale, ora che la Regione ha abolito una parte del vecchio piano rifiuti e stanziato fondi per la differenziata. Obiettivi ambiziosi per la differenziata, la riduzione e il riuso, strategie concrete per il loro raggiungimento, piani specifici per il riciclaggio e la riduzione con tempi, azioni e sostegno economico per la realizzazione, promozione del compostaggio di comunità. La Regione deve anche elevare al massimo possibile la cosiddetta ‘ecotassa’, in modo che i Comuni che evitano l’interramento dei rifiuti siano premiati. Il tributo deve essere modulato in base ad un criterio di premialità/penalità. Se più di 2 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno sono stati conferiti in discarica, è anche perché è costato la cifra irrisoria tra i 40 e 70 euro a tonnellata.

“Il caos immondizia a Roma deve trovare una soluzione definitiva, per uscire dalla palude di Malagrotta e dal sistema illegale gravissimo portato alla luce dalla Procura, bisogna puntare tutto sul pezzo pulito del ciclo dei rifiuti, su riciclaggio, riduzione e riuso –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Serve entro pochi mesi una svolta nella gestione dei rifiuti nella Capitale, affidando un mandato chiaro ad AMA, con un nuovo contratto di servizio e un nuovo piano industriale, per togliere i cassonetti dalle strade di Roma e passare con decisione alla raccolta domiciliare in tutta la città, con un sistema omogeneo. Questo è il momento per battere discariche e inceneritori, le istituzioni devono fare la loro parte, ma serve un grande e allargato coinvolgimento dei cittadini per dare un volto nuovo alla Capitale su un servizio così importante e delicato come la gestione dei rifiuti”.

 

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Rifiuti: 7 arresti a Roma, anche patron Malagrotta

Rifiuti: 7 arresti a Roma, anche patron Malagrotta

Legambiente: “La politica fermi lo strapotere dei signori della discarica. In un Paese normale spetta alle amministrazioni il compito di dettare le politiche sui rifiuti nell’interesse della collettività”

“L’inchiesta sulla gestione dei rifiuti nel Lazio fa emergere l’area grigia che ha governato il ciclo dei rifiuti a Roma e nel resto della Regione in questi ultimi trent’anni. Secondo quanto emerge dall’indagine le politiche sui rifiuti sono state decise da un privato a beneficio dei suoi interessi, in un paese normale invece tali politiche vengono decise e stabilite dalle amministrazioni pubbliche nell’interesse della collettività e dei cittadini. Fino a quando la politica non deciderà di prendere le distanze dai signori della discarica, l’Italia rimarrà un paese colmo di buchi e di perenni emergenze da fronteggiare. È ora che la politica e le amministrazioni affrontino questa sfida senza più tentennamenti, perché il Paese ancora oggi è sotto procedura d’infrazione e non può più aspettare. Per combattere lo smaltimento in discarica servono concreti passi avanti e atti coraggiosi contro la lobby dei rifiuti e non passi indietro come rischia di fare l’attuale Governo con il condono sull’ecotassa per l’interramento dei rifiuti previsto nel ddl in materia ambientale, collegato alla legge di stabilità, in discussione in Parlamento nelle prossime settimane”, così Stefano Ciafani, vice-presidente di Legambiente commenta l’inchiesta che ha portato all’arresto di sette persone e del patron di Malagrotta.

“Nella gestione dei rifiuti del Lazio c’è un cancro criminoso gravissimo che oggi sembra essere scoperto con chiarezza e che va subito debellato – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Grazie ad un lavoro lungo e certosino del NOE di Roma e della Sezione Centrale dei Carabinieri, sono davanti agli occhi di tutti fatti descritti minuziosamente che lasciano poco spazio a dubbi: carte falsificate, foto taroccate, atti dettati dal privato alla Regione. Legambiente è costituita parte civile in molti dei processi già aperti nel Lazio sulla gestione dei rifiuti e se ci saranno le condizioni sarà al fianco della Procura di Roma anche in questo caso, una volta che le indagini avranno fatto il loro corso. Questi fatti così gravi richiedono però soprattutto una svolta definitiva sui rifiuti a Roma e nel Lazio, e tocca alla politica metterla in atto per voltare definitivamente pagina. La Regione ha abolito una parte del vecchio piano rifiuti, messo soldi sulla differenziata e col Comune chiuso Malagrotta, ora per battere il pezzo sporco della gestione della monnezza e puntare davvero su riciclaggio, riuso e riduzione servono subito un nuovo serio e concreto piano rifiuti regionale e un nuovo contratto di servizio con l’AMA, dopo la nomina odierna del nuovo management, al quale vanno i nostri migliori auguri”.

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Malagrotta, Legambiente: “La discarica non è la soluzione, Roma punti su un serio piano per la differenziata porta a porta”

Legambiente stasera all’incontro con sindaco e cittadini a Malagrotta: “La discarica non è la soluzione, Roma punti su un serio piano per la differenziata porta a porta”

Legambiente questa sera parteciperà all’incontro a Malagrotta con il Sindaco Marino e i cittadini per chiedere una nuova gestione dei rifiuti nella Capitale, ora che la mega discarica è chiusa.

“Non ci sono dubbi che Malagrotta andasse chiusa, e sono stati coraggiosi Regione e Comune ad andare fino in fondo a questa scelta, ora a Roma serve una nuova gestione dei rifiuti tutta basata su differenziata porta a porta, riduzione e riuso -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Gli impatti nella Valle Galeria sono sotto gli occhi tutti, serve un serio piano rifiuti che faccia a meno delle discariche, adesso che il ‘buco’ è stato chiuso, un solo piccolo errore può davvero portare all’emergenza. Mandare i rifiuti fuori dalla Capitale e dalla Regione può essere una soluzione per qualche settimana, ma se si protraesse sarebbe sintomo di incapacità nella gestione, una cosa folle.”

Per questo, Legambiente continua a chiedere un tavolo di incontro  tra tutti i soggetti e le parti sociali che si occupano di differenziata e rifiuti: Comune di Roma, Ama, Municipi ma anche cittadini e associazioni che da anni trattano questi temi, l’unica strada per riuscire in una gestione partecipata e  funzionale. Al contrario di quanto sarebbe necessario, infatti, in queste settimane AMA sta estendendo ad altri 5 municipi lo stesso tipo di raccolta differenziata risultata inefficace nel terzo municipio dove ormai è già attiva da quasi un anno.
“A Roma serve un sistema efficiente di differenziata porta a porta, omogeneo in tutto il territorio e comunicato in maniera chiara ai cittadini per coinvolgerli in prima persona -dichiara Maddalena Gesualdi, responsabile rifiuti di Legambiente Lazio-. Il modello AMA con la raccolta dell’organico su strada senza alcun controllo porta a una scarsa qualità dei materiali raccolti, è un sistema che va fermato subito, altro che esteso. Per questo Legambiente ha iniziato e presenterà nei prossimi giorni un monitoraggio, municipio per municipio, per denunciare la farsa e chiedere al Comune di intervenire per bloccarla.”

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Malagrotta, Legambiente: “Chiusura è fatto importante, subito tavolo con associazioni per gestione nuova fase”

Malagrotta, Legambiente: “Chiusura è fatto importante, subito tavolo con associazioni per gestione nuova fase”
“La chiusura di Malagrotta è un fatto davvero importante, ora si apre una nuova fase altrettanto delicata, chiediamo subito un tavolo con associazioni e parti sociali per lanciare un grande programma per differenziata porta a porta, riduzione e riuso –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ora che la discarica più grande d’Europa sta definitivamente chiudendo, serve la massima chiarezza su come verrà gestito questo nuovo scenario. Vengano resi noti il cronoprogramma per il capping e la bonifica e i costi dell’operazione a carico del gestore. Chiarezza e trasparenza anche sull’utilizzo di Falcognana per 300 tonnellate al giorno e di Cupinoro, new entry nella lista dei papabili siti di smaltimento dei rifiuti della Capitale dopo l’indizione dell’asta pubblica per la messa in vendita di spazi di conferimento, per la quale è incomprensibile l’utilizzo fino a fine dicembre per 20mila tonnellate.”

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