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DOSSIER MAL’ARIA 2015

“Mal’aria” è la storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile ed anche quest’anno abbiamo fatto un bilancio per le polveri sottili PM10.

La presenza di inquinamento atmosferico nelle città del Lazio non sembra essere in diminuzione e anzi resta in molti casi ben oltre i livelli di attenzione. I valori che vengono registrati periodicamente mostrano andamenti poco rassicuranti e soprattutto in linea con le serie storiche, senza sensibili cambiamenti di rotta. La qualità dell’aria è un elemento fondamentale per garantire la salute umana ed è per questo che è necessario un monitoraggio continuo in grado di tenere sotto controllo le sostanze che possono interferire e danneggiare l’organismo. L’elevata esposizione agli agenti inquinanti, frutto soprattutto della combustione, possono causare diverse disfunzioni e malattie, in particolare legate al sistema respiratorio, che oltretutto vanno ad incidere sulla spesa sanitaria. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea l’inquinamento atmosferico ha causato oltre 400mila morti premature con costi ingentissimi per i vari sistemi sanitari che oscillano tra i 330 e i 940 miliardi di euro all’anno nella sola Europa.

Nel rapporto redatto dall’ISPRA “X Rapporto Aree Urbane, anno 2014” viene analizzata infatti anche “l’esposizione della popolazione di città e aree metropolitane agli inquinanti atmosferici”, in cui emerge con chiarezza come milioni di persone sono esposte a concentrazioni medie annuali di PM10, PM2,5, NO2 ed O3 superiori, e di molto, ai valori di riferimento forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; l’analisi si basa sui dati di concentrazione rilevati nel 2013 nelle aree urbane e metropolitane rispetto al numero di cittadini presenti in quelle stesse aree e mostra come per il PM10 la quasi totalità delle città abbia registrato concentrazioni superiori a quelle indicate dall’OMS.

Non solo, gli elevati livelli di inquinamento atmosferico in Italia sono alla base di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea a causa della “Cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente – Superamento dei valori limite di PM10 in Italia” . Queste violazioni, che riguardano anche la regione Lazio, porteranno, se l’Italia non riuscirà a porre rimedio, ad una condanna con conseguenti sanzioni, come già avvenuto nel 2012. L’Italia infatti era stata già stata condannata tre anni fa relativamente ai superamenti di PM10 per il periodo 2006-2007 in 55 diverse zone ed agglomerati italiani. Il dato più scoraggiante e preoccupante in merito alla nuova procedura di infrazione è che 13 delle 55 aree già condannate hanno continuato a superare costantemente i limiti per il PM10 anche nel periodo 2008-2012 e si ritrovano per questo di nuovo sotto indagine, insieme ad altre 6 nuove zone.

In città la fonte principali di inquinamento atmosferico è il trasporto su strada, dove i passi avanti fatti sull’efficienza dei motori non ha consentito di ottenere risultati evidenti nel miglioramento della qualità dell’aria, visto l’elevato numero di veicoli in circolazione e l’incremento dei diesel; segue il riscaldamento domestico, prevalentemente derivante dall’uso di legna o combustibili fossili particolarmente inquinanti come l’olio combustibile o il gasolio.

Ma non è solamente l’ambiente urbano delle grandi città a destare preoccupazioni. Significative sono anche le emissioni in atmosfera derivanti dalle fonti industriali, che spesso vanno a sommarsi con quelle urbane, e specialmente nell’aerea meridionale della regione fanno riportare considerevoli concentrazioni di polveri e altre sostanze ritenute pericolose.[…]

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Mal’Aria di Città Inquinamento atmosferico e acustico a Roma e nel Lazio

Introduzione
Il 2012 è appena passato e ancora una volta si è chiuso con una conferma sugli elevati livelli di inquinamento atmosferico nelle centraline del Lazio, ma lo smog, come abbiamo visto in questi giorni caratterizza anche l’anno appena cominciato. Il problema è elevato soprattutto nelle aree urbane per gli elevati livelli di particolato, infatti a far scattare l’emergenza smog durante i mesi invernali sono sempre le polveri fini, ovvero il PM10 e il PM2,5 (particolato formato da particelle con dimensioni inferiori rispettivamente ai 10 e ai 2,5 micron (μm), unità di misura che corrisponde a 1 millesimo di millimetro). Proprio per le loro dimensioni così piccole e per il fatto che sono costituite da una miscela di sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera, questo inquinante risulta molto pericoloso per la salute dei cittadini e il rischio aumenta al diminuire delle dimensioni delle particelle. Più sono piccole e maggiore è la capacità di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio o addirittura in quello circolatorio e cardiovascolare. La fonte principale è costituita dai processi di combustione, scarichi delle autovetture, impianti di riscaldamento e processi industriali, che costituiscono la fonte primaria principale. Il PM però, soprattutto le frazioni più fini (dal PM2,5 in giù) può formarsi anche per origine secondaria, ovvero per reazioni tra i diversi inquinanti presenti in atmosfera. Tra i principali precursori della formazione di PM secondario ci sono gli ossidi di azoto.
L’elevata presenza di polveri fini nell’aria delle città (PM10), è ancora oggi uno dei problemi principali per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico.
Il Decreto Legislativo 155/2010 pone come limite per la concentrazione di PM10 il valore di 50 μg/m3 come media giornaliera da non superare per più di 35 volte in un anno.
Oltre al PM10, con l’entrata in vigore del Decreto legislativo 155/2010, le città sono obbligate a monitorare anche la frazione più leggera e più pericolosa delle polveri, ovvero il PM2,5; ma nonostante il monitoraggio sia obbligatorio già dal 2011 e sia fissato il valore obiettivo di 25 microgrammi/metro cubo come media annuale, ancora oggi sono disponibili i dati in pochissime città.
Da non sottovalutare il Biossido di Azoto – NO2 è un inquinante secondario che risulta tossico per l’uomo per le sue capacità irritanti per le vie respiratorie che si forma per reazione chimica in atmosfera dall’ossidazione del monossido di azoto (NO), le cui fonti principali sono il trasporto su strada, il riscaldamento e i processi di combustione industriali. Gli ossidi di azoto nell’aria sono, inoltre, i principali precursori dell’inquinamento atmosferico secondario, i cui prodotti sono ad esempio l’ozono o il particolato ultrafine.
I limiti stabiliti nel D.Lgs. 155 del 2010 prevedono un limite medio annuo di 40 μg/m3 ed una concentrazione media oraria di 200 μg/m3 da non superare per più di 18 giorni all’anno

SITUAZIONE NEL LAZIO
Analizzando i dati forniti dall’Arpa Lazio al 31/12 del 2012 per polveri sottili e anche per il biossido di azoto la situazione risulta preoccupante.
Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono sempre presenti sia nella Capitale che in alcune zone del Lazio, la maglia nera spetta alla provincia di Frosinone con in totale 539 episodi di superamento dei limiti di legge, seguita dalla Capitale con 366 e dalle Provincia di Roma con 148….

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Blitz di Legambiente a Via Salaria: torna “Mal’aria”, la campagna contro lo smog.

Blitz di Legambiente a Via Salaria per chiedere la protezione delle corsie preferenziale dei bus: torna “Mal’aria”, la campagna contro lo smog.
Nel 2012 nuovo allarme polveri sottili a Roma e nel Lazio: a Roma ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge –Francia la centralina peggiore con 57 giorni di superamento-, maglia nera a Frosinone con 120 sforamenti e Ceccano con 118; dati elevati a Cassino con 68 superamenti, Ferentino con 65, Colleferro con 54 giorni fuori norma, Ciampino con 43 e Latina con 41.

Con un blitz per proteggere la corsia preferenziale di Via Salaria nella Capitale, Legambiente rilancia “Mal’aria di città”, la storica campagna contro l’inquinamento atmosferico: tutti per mano a delimitare la strada riservata ai bus, oggi dimenticata dopo che i lavori di riasfaltatura si sono portati via il cordolo di protezione. Nell’occasione un dossier illustra tutti i dati 2012 e 2013 sullo smog a Roma e nel Lazio. Nel 2012 Roma ha confermato una presenza costante di polveri PM10 nell’aria, con ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge nelle 13 centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio: è la centralina Francia ad aver registrato il più alto numero di sforamenti dei limiti con ben 57 giorni di superamento, seguita da Magna Grecia con 53 giorni, Tiburtina con 50 e Preneste con 45. Anche le concentrazioni di biossido di azoto risultano superiori ai limiti di legge nella centralina di Fermi con 27 ore fuorilegge e in quella di Tiburtina con 22 ore.

“A Roma e nel Lazio non ci si può ricordare di tutelare i polmoni dei cittadini dalla cattiva qualità dell’aria solo quando è necessario fissare le targhe alterne, serve una nuova politica per fermare le auto private e far camminare i mezzi pubblici, a partire almeno dalla protezione di vecchie e nuove corsie preferenziali –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servono pedonalizzazioni estese, a partire dal Colosseo come hanno chiesto i cittadini, ricacciando via i pullman turistici dalla città e ripensando la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, con una vera rete di corsie preferenziali per potenziare il mezzo pubblico.”

Nel Lazio la situazione è altrettanto allarmante. La maglia nera va al territorio della provincia di Frosinone dove si sommano ben 539 episodi totali di superamento dei limiti di legge: ad eccezione della centralina di Fontechiari, un piccolo paese a 357 metri di altezza utilizzato per misurare la situazione di “fondo regionale”, Frosinone è in testa alla classifica con 120 sforamenti, seguito da Ceccano con 118, ma i dati sono alti anche a Cassino con 68 e Ferentino con 65. In provincia di Roma, i valori più alti sono stati registrati in una delle centraline di Colleferro con 54 giorni di superamento dei limiti -dovuti in parte alla presenza dell’area industriale, dell’arteria autostradale oltre che al traffico cittadino- seguita poi da Ciampino, che si attesta a quota 43 -con il traffico aereo che rende la situazione ancor più complicata-. Viterbo risulta la provincia meno inquinata con 21 sforamenti totali tra il capoluogo e Civita Castellana, segue Rieti con 22 superamenti, mentre in provincia di Latina si arriva a 81 giorni di superamento con la centralina di Latina Romagnoli che ha registrato il maggior numero di sforamenti con 41 giorni.

“A Roma e nel Lazio c’è un’emergenza sanitaria legata allo smog, servono nuovi provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini, coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto serve una politica per il trasporto pubblico –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali, le zone a 30 chilometri all’ora e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla. Nel Lazio serve una legge per i pendolari, che istituisca un fondo regionale per il trasporto su ferro e dedichi l’1% del bilancio regionale a questa priorità.”

La difficile situazione di Roma e del Lazio è ancora più evidente nei primi dati del 2013. Le belle giornate assolate dell’inizio di quest’anno hanno fatto schizzare in alto i valori della concentrazione media di polveri sottili, facendo registrare alle centraline numerosissimi superamenti: a Roma al 10 gennaio erano già 58 gli episodi di superamento nelle centraline e anche il biossido di azoto supera il limite già per 8 giorni nella centralina di Arenula e per 5 giorni a Tiburtina. Nella provincia di Frosinone, il 2013 si apre con una situazione che continua ad essere sempre più allarmante arrivando già ad un totale di 65 superamenti, con i limiti superati un giorno su due (50%) nei primi dieci giorni di gennaio. La situazione non migliora nemmeno a Colleferro, Ciampino e Guidonia che registrano alte concentrazioni di sostanze inquinanti, con dati analoghi anche nelle province di Viterbo e Rieti, mentre a Latina sono stati raggiunti già 21 giorni di superamento.

Sul fronte sanitario, Legambiente ricorda lo studio Aphekom: se nella Capitale la concentrazione media annuale di polveri sottili PM 2,5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate un incredibile numero di 1.278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.

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Smog a Roma, emergenza sanitaria: nei primi giorni del e del 2012 polveri sottili fuori legge due giorni su tre

A Roma nel 2011 raddoppiano sforamenti per PM10, ma va male anche per Frosinone con 108 sforamento, Ceccano con 109, Colleferro con 74, Ciampino con 58, Latina con 35

Legambiente consegna “Cigno Nero” per smog al sindaco Alemanno: targhe alterne e blocchi necessari ma ora subito pedonalizzazione Colosseo, stop ai pullman in centro e alle doppie e triple file, rete corsie preferenziali per mezzo pubblico. Dalla Regione politiche coordinate antismog e poteri sostitutivi, sbagliati aumenti tariffe trasporto pubblico

Al via “Mal’Aria”, la campagna di Legambiente contro smog e traffico

Dall’inizio dell’anno le micidiali polveri sottili sono fuorilegge nella Capitale due giorni su tre (66,7%) nella centralina a Corso Francia e circa nella metà dei casi a Tiburtina (55,6%), Largo Preneste e Cinecittà (50%), con picchi incredibili misurati il 18 gennaio di 133 microgrammi per metro cubo (μg/mc) a Tiburtina, 109 μg/mc a Cinecittà e 100 μg/mc a Preneste, il doppio del limite di 50 μg/mc per la concentrazione media di PM10 nelle 24 ore. Tra il 2010 e il 2011, i giorni di superamento per il PM10 sono più che raddoppiati in quasi tutte le centraline, mentre sono triplicate nel complesso le ore di superamento del limite di legge per il biossido di azoto NO2. Ecco i dati principali del nuovo dossier di presentato questa mattina a piazza del Campidoglio da Legambiente
Lazio, ed elaborati sulla base delle rilevazioni della rete Arpa Lazio, in occasione del lancio di “Mal’aria”, la campagna ambientalista per battere l’inquinamento atmosferico e il traffico.

“Roma ha raddoppiato nel 2011 i giorni fuorilegge per le polveri sottili rispetto all’anno
precedente, unica a peggiorare tra i capoluoghi laziali, per questo assegniamo al Sindaco
Alemanno il nostro “Cigno nero” di smog, una sorta di “tapiro ambientalista” per la cattiva qualità dell’aria –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nella Capitale è sempre più difficile muoversi e respirare, la ZTL è un provvedimento più restrittivo dell’area C milanese e va rafforzata riducendo i permessi mentre si potrebbe applicare in un’area più estesa un pedaggio di ingresso per allontanare le auto dal centro e avere un beneficio nell’intera città, pedonalizzando subito l’area del Colosseo che si sgretola e ricacciando via anche i pullman turistici che scorrazzano ovunque, eliminando le tariffe agevolate per la sosta tariffata e creando una vera rete di corsie preferenziali per
potenziare il mezzo pubblico. Il Sindaco non se ne può infischiare, dopo essere stato costretto ad adottare targhe alterne e blocchi, necessari in questa situazione di emergenza smog, ora sarebbe bene per la salute dei cittadini che si convincesse pure a limitare il traffico privato impazzito.”

Fenomeni non casuali, dettati dalla disastrosa politica sulla mobilità della Giunta Alemanno esplosi in tutta la loro evidenza visto che guarda caso i 50 giorni di pioggia dell’anno 2011 sono quasi esattamente la metà dei 50 che ci furono nel 2010, mentre i giorni di superamento per le polveri PM10 sono il doppio. Dall’inizio dell’anno, in soli diciotto giorni, sono già 70 nel complesso gli episodi di superamento dei limiti di legge, con il primato a Corso Francia, con già 12 superamenti, ossia due giorni su tre fuorilegge (66,7% dei giorni), seguito da Tiburtina con 10 (55,6% dei giorni), Largo Preneste e Cinecittà con 9 superamenti ciascuna (50% dei giorni). Complessivamente tra il 2010 e il
2011, gli episodi di superamento dei limiti di legge per il PM10 passano da 239 a 513 (+114,6%), con 69 giorni fuorilegge a Tiburtina (erano 39 nel 2010), 68 a Francia (erano 38 nel 2010) e 62 a Preneste (erano 35 nel 2010). L’incremento maggiore si registra a Malagrotta, dove i superamenti passano da 4 a 27 (+575%) e Bufalotta (+362,5%). Segue Villa Ada (+200%), che preoccupa molto, visto che è la centralina che registra il fondo urbano e conferma, quindi, un peggioramento complessivo della qualità dell’aria in città. Anche i valori del biossido di azoto NO2 non sono da meno, il valore limite fissato dalla normativa è di 200 μg/mc come concentrazione massima oraria, mentre a Fermi è arrivata pochi giorni fa a 336 μg/mc, Magna Grecia a 324 μg/mc e Tiburtina a 308 μg/mc, e tra il 2010 e il 2011, nel complesso sono triplicate le ore di superamento del limite di legge per il biossido di azoto NO2.

Nel resto della Regione non si può certo sorridere. Nella provincia di Frosinone nel 2011 gli episodi di superamento sono giunti a quota 529, ad eccezione della centralina di Fontechiari in tutte le altre il limite è stato superato per decine di giorni: a Ceccano gli sforamenti sono stati incredibilmente ben 109 e a Frosinone scalo 108, ad Alatri 77, a Cassino 68 e a Ferentino 65. Nella provincia di Roma. la situazione più preoccupante si registra a Colleferro con 74 giorni fuorilegge, grazie al mix tra le emissioni industriali e stradali, ma è da evidenziare anche la situazione dei 58 superamenti di Ciampino,
dove il traffico aereo fa la sua parte. Rieti rimane la provincia meno inquinata, con 25 sforamenti totali tra il capoluogo e Leonessa. Segue Viterbo, dove Civita Castellana svetta con 29 superamenti, mentre la provincia di Latina continua nel suo trend negativo arrivando a 70 giorni di superamento nel complesso dei quali 35 a Latina. Anche fuori dalla Capitale il 2012 si apre male: il 18 gennaio a Frosinone scalo si registravano ben 172 μg/mc di PM10 nella media sulle 24 ore e a Ceccano ben 170 μg/mc, con un continuo superamento dei limiti di legge che a Ceccano nel 2012 sono già 16 (88,9%) e a Frosinone scalo già 15 (83,3%).

“Con Mal’aria chiediamo nuovi provvedimenti per contrastare i picchi di PM10 e tutelare la salute dei cittadini, l’emergenza è grave ed è tipo sanitario, colpisce i cittadini grandi e piccoli. Targhe alterne e blocchi totali sono giusti e necessari, vanno coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto servono inserirsi in una politica quotidiana di riduzione delle auto in circolazione a Roma e nel Lazio –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per questo ci preoccupano molto gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico dell’Atac, delle ferrovie, del Cotral, sono una scelta sbagliata proprio nel bel mezzo della crisi e non è nemmeno certo che almeno tutti i maggiori introiti vadano a coprire investimenti per
migliorare il servizio. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie e dell’8 a Termini s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla.”

Sul fronte sanitario, il recente studio Aphekom evidenzia che se nella Capitale la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate un incredibile numero di 1.278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.

Per questo Legambiente ha stimato che nella Capitale spostando 65mila passeggeri
dall’automobile alle ferrovie locali in ingresso a Roma, si otterrebbe una riduzione di ben 29,9 tonnellate di PM10 e di 343 tonnellate di ossidi di azoto Nox. Nel Lazio, con un incremento del 25% dei passeggeri (+133.635), le PM10 nel complesso si ridurrebbero di 61,5 tonnellate e fino a 102,7 tonnellate con un incremento del 40%, mentre per gli ossidi di azoto, la riduzione sarebbe di 705 tonnellate con un incremento del 25% dei passeggeri e di 1.779 tonnellate nel secondo scenario (+40%). Numeri molto realistici se dopo troppi anni, il famoso progetto nazionale dei “mille nuovi treni pendolari” andasse finalmente in porto. Per battere l’emergenza, infine, Legambiente rilancia la
ricetta da coordinare a scala regionale, e costituita da due giorni a settimana di targhe alterne fino a Marzo, nuovi blocchi totali della circolazione sia programmati che dopo cinque giorni consecutivi di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili, nel primo giorno utile (feriale o festivo che sia) e più controlli.

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Dossier MAL’ARIA 2012

Riparte “Mal’aria di città”, l’ormai storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile ed anche quest’anno abbiamo fatto un bilancio per le polveri sottili PM10 e il biossido d’azoto.
Analizzando i dati dell’Arpa Lazio del 2011 per polveri sottili e anche per il biossido di azoto la situazione risulta assai preoccupante. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nella Capitale e non solo, complici anche le condizioni meteo che in mancanza di pioggia hanno favorito il ristagno dei gas inquinanti; risultati inquietanti che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma. Nel 2011 il livello di polveri sottili in atmosfera ha superato per moltissimi giorni il limite di legge (50 microgrammi per metro cubo μg/mc per la concentrazione media nelle 24 ore), così come è molto elevato il numero di ore fuorilegge per il biossido di azoto (200 microgrammi per metro cubo μg/mc per la concentrazione massima oraria), come si evidenzia in tabella…

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In bici e in maschera continuano iniziative di Legambiente contro lo smog

In bici e in maschera, con striscioni e slogan continuano a Roma e nel Lazio le iniziative di “Mal’aria”, l’ormai storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile.

Dopo l’appuntamento in Viale Enrico Fermi (zona Marconi), dove le lenzuola bianche “No allo smog” di Legambiente quest’anno sventolano anche per dire no al progetto di parcheggio interrato previsto dal PUP Fermi, stamattina volontari in bici hanno percorso con il Circolo Legambiente “Città Futura” le vie del municipio Roma VI, da piazzale Prenestino passando per la via Casilina, Villa de Sanctis, Parco Somaini e Viale Agosta, per chiedere una nuova politica di mobilità ciclabile e sostenibile: più piste ciclabili, sicurezza stradale, aree pedonali contro l’inquinamento e le previsioni di cementificazione che minacciano la vivibilità del Municipio. Volontari del Circolo Legambiente “Mondi Possibili” hanno invece messo in scena una originale protesta in maschera anti-smog a Piazza Fiume con lo striscione “Io non traffico” per chiedere meno auto e smog.

A Frosinone il Circolo Legambiente “Il Cigno” per denunciare la preoccupante condizione dell’inquinamento – dovuto, oltre che allarteria autostradale e ad un caotico traffico cittadino, alla vasta area industriale – ha protestato con altre associazioni nel piazzale antistante la stazione ferroviaria, chiedendo che venga allontanato il deposito Cotral e che gli autobus in sosta spengano i motori.

“La partecipazione dei cittadini agli appuntamenti contro lo smog di Mal’aria conferma quanto Legambiente denuncia quotidianamente: servono risposte concrete dai Comuni e dalla Regione per battere l’inquinamento da PM10, con investimenti sul trasporto pubblico e azioni che limitino l’invasione delle auto” – con queste parole il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati commenta il lancio della campagna Mal’aria.

Il week end di Mal’aria continua domani, domenica 30 gennaio, con una biciclettata in mascherina anti-smog organizzata dal Circolo Legambiente Garbatella con appuntamento da Via C. Colombo per richiedere più piste ciclabili e meno automobili nel quartiere.

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