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Goletta Verde di Legambiente Il business dei nuovi porti: fermare un’inutile e dannosa colata di cemento sul litorale laziale

Goletta Verde di Legambiente
Il business dei nuovi porti: fermare un’inutile e
dannosa colata di cemento sul litorale laziale

Piano Porti della Regione Lazio: previsto un assurdo raddoppio dei posti
barca che segnerebbe un + 5.000 tra ampliamenti delle strutture
esistenti e nuove infrastrutture

Legambiente: “La nuova giunta riveda subito il piano portualità deciso dalla Polverini tenendo conto delle reali esigenze e caratteristiche dei territori. Stop ai faraonici progetti, e di quelli realizzati in zone a rischio erosione e di frane” Navi e cemento. Il business dei nuovi porti corre a ritmi forsennati sulla costa laziale. Uno sviluppo insensato che non tiene conto né dei reali traffici, né delle distanze tra un’infrastruttura e un’altra e che molto spesso, vedi il caso di Fiumicino, è frutto di una mera speculazione finanziaria. I
numeri della portualità laziale sono da capogiro: 9402 gli attuali posti barca stimati, cioè 26 posti barca per ogni chilometro di costa, di cui 4.597 disponibili nella rete delle grandi infrastrutturazioni portuali ed i restanti 4805 disponibili in canali, darsene e ormeggi. Per la Regione Lazio, però, non bastano: a questi, secondo i piani regionali, andrebbero aggiunti infatti altri 4551 nuovi posti barca, nella rete delle grandi infrastrutture portuali, fra ampliamenti ed opere ex novo. Una scellerata politica che non tiene conto del grande problema dell’erosione costiera e dei territori a forte rischio idrogeologico in cui molto opere andrebbero ad insistere. Per questo Legambiente chiede un chiaro cambio di rotta alla nuova giunta Regionale, fermando i piani faraonici immaginati dalla Polverini, inutili e dannosi, e
dando il via ad un ripensamento urgente del piano della portualità che metta un freno alle nuove opere e si attivi piuttosto per adeguare e sistemare le infrastrutture già esistenti, più che sufficienti per le reali esigenze del Lazio.

Numeri e storie della “portualità laziale” raccontati da un dossier di Legambiente che saranno presentati oggi pomeriggio a Fiumicino (ingresso imbarchi Sardegna) alle ore 16, nell’ambito degli appuntamenti laziali del tour di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente a difesa dei mari e delle coste italiane. Saranno presenti Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Serena Carpentieri,
responsabile Goletta Verde; Valentina Romoli, vice presidente Legambiente Lazio e i volontari del nuovo circolo di Legambiente “Volontari per la tutela del territorio di Fiumicino”.

“Sull’intera costa italiana si assiste ormai ad un situazione caotica, con un crescendo di smaniosi progetti di nuovi inutili porti e approdi, magari a pochichilometri di distanza l’uno dall’altro, porti che, se arrivano a un completamento, restano spesso deserti e provocano danni al territorio – dichiara Serena Carpentieri, responsabile di Goletta Verde. Il dossier sulla portualità del Lazio mette in risalto anche su questa costa la stessa identica situazione. Si parla di pianificazione dello sviluppo della nautica delle esigenze di posti barca, ma la sensazione è che in realtà più che ai metri lineari delle imbarcazioni si guardi ai metri cubi degli immobili da realizzare sulle banchine dei porti, magari non previsti dai piani regolatori, ben camuffati dietro la scusa di realizzare nuovi posti barca. Nuovi posti barca che
innanzitutto non servono. Non servono nuove colate di cemento, basterebbe razionalizzare e riqualificare i bacini già esistenti, quelli utilizzati poco e male. Da uno studio di Ucina e Legambiente nascerebbero cosi 39mila nuovi posti barca a disposizione del nostro Paese, senza consumare suolo, sottrarre ingenti risorse economiche inutilmente e cedere il passo alla speculazione”. Non parliamo di numeri di poco conto. Secondo le linee guida approvate dalla Regione Lazio nella passata legislatura, il cui scopo dovrebbe essere quello di mirare ad una pianificazione integrata e sostenibile delle aree costiere, andrebbero aggiunti 4551 nuovi posti barca, nella rete delle grandi infrastrutture portuali della Regione, fra ampliamenti ed opere ex novo. In sostanza, quasi il doppio di quelli esistenti, numeri che se confermati porterebbero la disponibilità totale di posti barca nelle sole grandi infrastrutture a 9148.

Ed in questo scenario è necessario che le Linee guida pongano l’attenzione sulla gravità del fenomeno dell’erosione costiera generato proprio da fenomeni di origine antropica. Secondo gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio dei Litorali Laziali, infatti, nel 2008 il fenomeno dell’erosione interessa un quarto delle coste laziali e complessivamente sono circa 76 i km di costa laziale colpiti dal fenomeno su 361 totali. I Comuni più colpiti sono quelli di Montalto di Castro e Tarquinia per quanto riguarda il viterbese, con circa il 50% delle coste in erosione, quelli di Sabaudia, Fondi e Sperlonga con una percentuale che si attesta fra il 47% e il 50% per il litorale
pontino e Fiumicino, Fregene e Ladispoli per quanto concerne il litorale romano con una percentuale che raggiunge addirittura il 67%.

“Le linee guida sui porti varate dalla giunta polverini ci consegnano uno scenario fortemente preoccupante per le coste della nostra regione ,con inutili e pericolose gettate di cemento da nord a sud del litorale,fra nuovi faraonici porti,ampliamenti di quelli esistenti ed approdi – dichiarano Valentina Romoli e Roberto Scacchi, rispettivamente, vice presidente e direttore di Legambiente Lazio -. È fondamentale quindi invertire la rotta bloccando questa inutile e pericolosa nova colata di cemento, rivedendo radicalmente il piano  presentato dalla precedente giunta della Regione Lazio, per investire, piuttosto, nell’unica vera grande opera che serve alla nostra regione, quella della messa in sicurezza del territorio, attuando politiche volte a perseguire con determinazione la piaga dell’urbanizzazione selvaggia e dell’abusivismo edilizio sulle nostre coste, portando avanti acquisizioni al pubblico patrimonio e abbattimento dei manufatti abusivi”.

Tra i maggiori scempi che si è cercato di portare avanti lungo le coste laziali, c’è da citare certamente l’ampliamento del porto nuovo porto di Fiumicino: un vero e proprio gigante di cemento con una capacità ricettiva di 1.500 posti barca, alla foce del fiume Tevere, ricadente tra l’altro in un’area soggetta a tutela orientata alla sistemazione paesaggistica e funzionale di una delle aree potenzialmente più interessanti e attualmente più depresse e degradate di tutto il litorale laziale, oltre ad
essere un’area a rischio idrogeologico r4, ovvero ad altissimo rischio. A bloccare la mega struttura per ora ci ha pensato la magistratura, che contesta all’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone una maxi frode del valore di 35 milioni di euro. Lavori realizzati in modo non appropriato.

Ma sono numerosi in tutta la regione i casi da segnalare per opere di ampliamento di infrastrutture esistenti e progetti di nuovi porti. Sempre alla Foce del Tevere, è in programma l’ampliamento del porto turistico di Ostia. Un progetto faraonico, che sostanzialmente triplica la superficie dello specchio acqua del porto che passerà da 206.000 metri quadrati a 733.000. I posti barca passeranno da 808 a 1.419.

Buone nuove, invece, da Anzio: Lo scorso 9 marzo, infatti, la gara per l’affidamento delle opere per la realizzazione del nuovo Porto Turistico di Anzio è andata deserta e l’amministrazione comunale si è vista costretta a rinunciare al progetto. Tramonta così, finalmente, un’opera che nelle intenzioni dei concessionari si presentava con numeri decisamente eco-insostenibili. Il progetto, infatti, prevedeva l’occupazione di 136.000 mq di specchio acqueo, 38.000 metri quadri per la nautica da diporto, 44.000 mq per il cosiddetto waterfront ovvero gli usi cittadini. Inoltre sarebbe  disposto ad accogliere 791 barche con lunghezza compresa fra 8 e 50 mt, 475 parcheggi a servizio della nautica da diporto (60% dei posti barca) e 215 parcheggi pubblici. Per Gaeta, invece, i progetti prevedono lo scavo dei fondali per portarli ad una profondità di 12 metri, per consentire ai giganti del mare di attraccare in sicurezza a Piazzale Nord. Il materiale dragato verrà utilizzato come precarica nella vasca di colmata già in essere, accelerando il processo di consolidamento necessario alla creazione dei futuri piazzali da 80mila metri quadrati accanto la nuova banchina. Verrà poi realizzata la nuova rotonda di accesso all’area portuale.

Ed è arrivato anche lo stop definitivo del Consiglio di Stato per il progetto del raddoppio del porto di San felice Circeo, che con 5000 nuovi posti barca, a fronte dei 250 già esistenti, se portato a termine avrebbe comportato una gravissima compromissione allo splendido ecosistema del Parco Nazionale del Circeo. Lo scorso 18 marzo, i lavori di ampliamento del Porto Turistico di Gaeta, sono invece finiti sotto la lente di ingrandimento dei Carabinieri. Gli inquirenti stanno scandagliando i passaggi amministrativi relativi alle procedure di richiesta e installazione delle nuove strutture, un progetto di ampliamento dell’ approdo turistico Base Nautica Flavio Gioia, che prevedrebbe la realizzazione di 215 posti barca, da realizzarsi nella parte interna Ovest di porto S. Antonio, in corrispondenza della torre municipale. Un nuovo diluvio di cemento è in programma a Formia, per il nuovo porto turistico che dovrebbe ospitare circa 628 imbarcazioni, per lo più di grandi dimensioni. Una speculazione immobiliare pari 38.000 metri. Il costo dell’operazione si aggira sui 75 milioni di euro.

E colate di cemento sarebbero previste anche ai danni del già fragile equilibrio delle coste delle isole Pontine. Nell’Isola di Ventotene, sarebbe previsto un aumento di 150 unità nautiche, passando così da 30 a 180 posti barca con un incremento pari al 500% in più dell’attuale. Una cifra sconsiderata tenendo presente la già enorme pressione antropica alla quale è soggetta l’isola in estate e tenendo conto del delicatissimo equilibrio ambientale a cui è legata. Nell’Isola di Ponza, infine, sarebbe addirittura prevista la realizzazione di un nuovo porto turistico a Cala dell’Acqua per 500 imbarcazione, in un’area classificata ad alto rischio ambientale. A questo si andrebbe a sommare l’ampliamento dell’attuale porto turistico (450 posti).

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La Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio

La Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio
Da lunedì a mercoledì tappe a San Felice al Circeo,
Fiumicino e Ostia
Tre giorni per discutere con esperti e amministratori di
cementificazione della costa, qualità delle acque, scarichi
fognari e accessibilità ai servizi turistici per i disabili
Primo appuntamento lunedì, alle ore 11 a San Felice al Cireo, con la
presentazione del dossier sul consumo di suolo delle coste laziali

Da lunedì 29 luglio arriva nel Lazio la Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate realizza un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Per il ventottesimo anno consecutivo, la storica imbarcazione ambientalista, realizzata anche con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati, è tornata a navigare per schierarsi contro i “pirati del mare”. Un viaggio si concluderà il 18 agosto in Toscana, dopo più di 30 tappe da nord a sud della Penisola per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando, coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi positivi all’insegna della sostenibilità ambientale. La Goletta Verde porterà avanti anche nel Lazio la sua battaglia contro la mancata depurazione, l’abusivismo, la speculazione edilizia e il consumo di suolo, la privatizzazione del demanio, l’illegalità e le spiagge negate.
Nel Lazio la Goletta verde farà tappa a San Felice a Circeo, Fiumicino e Ostia, da lunedì 29 luglio a mercoledì 31 luglio. Gli ultimi
dati pubblicati sulle acque di balneazione in Italia e in Europa, che testimoniano la buona salute del mare italiano, non devono far abbassare la guardia sul rischio di inquinamento ancora presente, a partire dagli scarichi non depurati che continuano a confluire in mare. A tutt’oggi in Italia il 25% delle acque di fogna viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato e tante sono le situazioni critiche di depuratori malfunzionanti o scarichi abusivi. Per questo motivo con la Goletta viaggia un team di biologi che conducono il monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici riguardo la mancata depurazione; raccolgono le  segnalazioni dei cittadini denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le nostre acque. Primo appuntamento del tour laziale sarà a lunedì a San Felice Circeo, presso l’Hotel Maga Circe, con la presentazione del dossier di Legambiente sul consumo del paesaggio e delle coste del Lazio.Partecipano, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente; Serena Carpentieri, responsabile Goletta Verde, Gaetano
Benedetto, Commissario Ente Parco nazionale del Circeo, Maurizio Lucci, Sindaco del Comune di Sabaudia; Eleonora Brionne; Comunicazione e relazioni esterne Corepla.

L’arrivo nel Lazio dell’imbarcazione ambientalista, sarà però anche l’occasione per ribadire contrarierà di Legambiente al faraonico progetto del Porto della Concordia, con la presentazione un dossier sulla portualità nel Lazio che sarà illustrato martedì a Fiumicino.
Il programma di Goletta Verde nel Lazio Lunedi 29 luglio, ore 11.00 a San Felice Circeo, presso Hotel Maga Circe Presentazione del dossier di Legambiente sul consumo del paesaggio e delle coste del Lazio Partecipano:
Edoardo Zanchini – vicepresidente nazionale Legambiente
Roberto Scacchi – direttore Legambiente Lazio
Marco Omizzolo – coordinatore provinciale Legambiente
Serena Carpentieri – responsabile Goletta Verde
Gaetano Benedetto – Commissario Ente Parco nazionale del Circeo
Maurizio Lucci – Sindaco del Comune di Sabaudia
Eleonora Brionne – Comunicazione e relazioni esterne Corepla
Martedì 30 luglio, ore 16 Fiumicino
Presso imbarchi Sardegna. Legambiente manifesta contro il faraonico progetto del Porto della Concordia e presenta un dossier “Portualità nel Lazio”.

Saranno presenti Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Serena
Carpentieri, responsabile Goletta Verde; Valentina Romoli, vice presidente
Legambiente Lazio, i volontari del nuovo circolo di Legambiente “Volontari per
la tutela del territorio di Fiumicino” .
Mercoledì 31 luglio, ore 11 Ostia
Piazza dei Ravennati. Iniziativa “Ostia. Basta Lungomuro”
Sarà l’occasione per presentare i dati dell’indagine di Legambiente sugli
accessi negati alle spiagge: tutti i numeri dell’inaccessibilità del lungomare
romano.Giovedì 1 agosto, ore 11 Roma
Presso la sede di Legambiente Lazio, Via Regina Margherita 157.

Conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio scientifico di
Goletta Verde nel Lazio.

Goletta Verde è una campagna di Legambiente
Main partner: COOU
Partner tecnici: Corepla, Nau, Novamont, Solbian
Media partner: La Nuova Ecologia, PescaTv – canale Sky 236, Rinnovabili.it
Ufficio stampa Goletta Verde
Luigi Colombo – 347/4126421
stampa.golettaverde@legambiente.it
Segui il viaggio di Goletta Verde
sul sito www.legambiente.it/golettaverde
blog http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblica.it
e su www.facebook.com/golettaverde

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Un’infrazione su venti è sul mare del Lazio

Un’infrazione su venti è sul mare del Lazio
Tra abusivismo edilizio, cattiva depurazione, pesca di frodi e violazioni al codice della navigazione, ecco tutte le illegalità secondo “Mare Monstrum” di Legambiente. E dal 5 Luglio la Goletta Verde torna nel Lazio, tappe a Ostia, Ardea, Anzio, Ponza, Fondi e Gaeta.

Una illegalità su venti ai danni del mare italiano si compie nel Lazio. Collezionando 1,8 infrazioni per ognuno dei 361,5 chilometri di costa, la nostra regione ne assomma 659, pari al 5% del totale italiano, con 762 tra denunce e arresti e 196 sequestri, e si piazza all’ottavo posto nella classifica nazionale “Mare Monstrum 2012” di Legambiente, basata sul lavoro delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto –migliorando di una posizione rispetto allo scorso anno quando era settimo con 732 infrazioni.

Sul fronte dell’abusivismo edilizio in aree demaniali calano le infrazioni accertate, che nel 2011 sono state 141, ma cresce molto il peso degli abusi nel Lazio rispetto al totale nazionale dall’1,8% al 4,4%, con un totale di 202 persone denunciate o arrestate e 69 sequestri. Nel 2011 sono stati molteplici i casi di indagini, abusi e sequestri, soprattutto nell’area romana. Il caso più eclatante è certamente quello del ribattezzato “Porto della discordia” a Fiumicino (Rm) – oggetto di un’ indagine condotta dal Procuratore di Civitavecchia Amendola e dai suoi sostituti – che al momento non hanno iscritto nessuno nel registro degli indagati e stanno vagliando le possibili ipotesi di reato. Ma intanto per ben due volte l’indagine ha già portato la polizia giudiziaria ad acquisire nella sede del Comune gli atti dell’appalto. Altre vicende hanno riguardato una lottizzazione abusiva alla luce del sole su un’area di quattro ettari a Pomezia (Rm), con  un’indagine condotta dalla Procura di Velletri, che ha anche disposto ad Ardea (Rm) il sequestro di un’area agricola di circa 35 mila metri quadri sulla quale sono stati realizzati 168 manufatti destinati ad abitazioni civili. Dopo l’abbattimento dei 21 scheletri di villette all’Isola dei Ciurli a Fondi (Lt), vecchi e nuovi ecomostri continuano a deturpare la provincia di Latina, colpa della forte presenza della criminalità organizzata che sta trasformando il sud del Lazio in una nuova frontiera criminale, con tanto di proiettili recapitati all’ex Questore di Latina, al capo della Squadra Mobile, Tatarelli, e al sostituto procuratore Miliano: sigilli a San Felice Circeo a una villa del valore di 400 mila euro a quanto pare senza nessuna concessione, sequestro a Sabaudia di 10 ettari di terreno agricolo, dove secondo l’accusa venivano sversati fanghi biologici; a Formia, sigilli a 16 appartamenti del valore di circa cinque milioni di euro sorti in violazione dei piani territoriali a due passi dal mare dello splendido Golfo, in località Acquatraversa. Ferme le ruspe di fronte a diversi ecomostri, primo tra tutti le 285 unità abitative della lottizzazione abusiva Bella Farnia a Sabaudia in attesa del giudizio della Cassazione, così come i dieci villini della lottizzazione abusiva nella piana di Sant’Agostino a Gaeta (Lt) e gli abusi del camping Santa Anastasia di Fondi, come i casi già noti del parcheggio sulla spiaggia a Lavinio (Rm) abbandonato da molti anni.

“Pericolose illegalità e veri e propri reati su abusivismo e mare inquinato compromettono il fragile
equilibrio del nostro mare – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio –
Sull’abusivismo edilizio, esclusa Ardea che sta compiendo un lavoro importante nonostante si segnalano
comunque nuovi casi di abusi, non si vede da troppo tempo una ruspa in azione per gli abbattimenti e la
Regione non ha riattivato il sostegno ai Comuni con il fondo di rotazione, né i poteri sostitutivi. Piccole e
grandi criminalità si vincono con gli abbattimenti. Le forze dell’ordine e le procure lavorano molto, ma
serve poi il colpo finale dei Comuni. Così come sulla depurazione preoccupano le illegalità legate spesso
alla mala gestione degli impianti e agli scarichi illeciti che portano poi alle macchie scure che i cittadini
trovano in mare come anche di recente; anche in questo caso serve un rilancio del piano della qualità delle
acque della Regione Lazio, che ha perso però per il debito della sanità molti degli investimenti sul fronte
delle fognature e della depurazione.”

Sul fronte del mare inquinato il Lazio si piazza, infatti, all’undicesimo posto: tra scarichi illegali e cattive depurazioni, il mare laziale è vittima di 103 infrazioni all’anno, il 3,9% del totale nazionale, e 128 sono state le persone denunciate o arrestate mentre i sequestri sono stati 69. Da segnalare il caso di una lavanderia industriale a Fondi: dopo le denunce di Legambiente circa i cattivi odori provenienti dal Fosso San Giovanni e le evidenti schiume biancastre, la Provincia di Latina ha sospeso l’autorizzazione allo scarico per le acque industriali. La depurazione migliora nella nostra regione, anche se i numeri sono ancora molto preoccupanti, visto che solo il 65,4% degli abitanti equivalenti serviti effettivi (AES) ha impianti di depurazione delle acque reflue urbane con trattamento secondario e terziario. Tra i capoluoghi le peggiori performance si registrano a Frosinone, dove l’efficienza è ferma all’80%, Rieti all’83% e Latina all’84%; a Roma l’efficienza tocca il 90%, ma i numeri in ballo sono molto grandi e quindi c’è molto da fare, mentre Viterbo si attesta al 95%. Non migliora la situazione per quanto riguarda la pesca di frodo, per la quale il Lazio scala la classifica e si piazza al quinto posto quadruplicando in pratica le infrazioni accertate fino a 240, il 5% del totale nazionale, con 250 tra denunce e arresti e 9 sequestri effettuati, con 1.206 kg totali di sequestri, dei quali 694 kg sono stati di molluschi e 462 kg di pesce. E il Lazio entra ancora nella top ten per le violazioni al codice della navigazione, stabile al sesto posto rispetto alla classifica 2011: le infrazioni al codice sono state 175, con 182 denunce e arresti e 50 sequestri.

“Nel Lazio continuano a essere troppi i casi di illegalità che si abbattono sull’ecosistema marino – ha
dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – i dati rimangono preoccupanti sia per
l’abusivismo che per la depurazione, ma anche per la pesca di frodo e le infrazioni al codice della
navigazione. Se da un lato servono nuove politiche regionali per tutelare una delle risorse più importanti
sul fronte ambientale ma anche su quello economico, dall’altro è altrettanto importante il ruolo dei
cittadini, sentinelle che possono segnalare i casi di illeciti sul mare alla nostra Goletta Verde che tra pochi
giorni arriverà nel Lazio.”

Il Rapporto è ricco di altre segnalazioni: sul fronte dei ripascimenti, ad esempio, si evince che i più
importanti sono stati realizzati proprio lungo le coste del Lazio, attingendo alle ingenti riserve identificate
sulla piattaforma dalla Regione, con prelievi di sabbia dai fondali marini che hanno superato i 7 milioni di
metri cubi di sedimenti; torna anche ad evidenziarsi il muro invalicabile lungo 17,5 chilometri che occupa
il litorale del Lido di Ostia, con tanto di discoteche, ristoranti e palestre, piuttosto impenetrabile
all’accesso gratuito alla battigia. Per monitorare tutto ciò, torna la Goletta Verde di Legambiente,
con la XXVII edizione della campagna di monitoraggio ed informazione sullo stato di salute del
mare e delle coste, realizzata anche con il contributo di COOU Consorzio Obbligatorio Oli Usati.
Le tappe laziali di quest’anno saranno Ostia (5 luglio), Ardea (6 luglio) con serata in porto ad
Anzio, Ponza (7 luglio), Fondi (8 luglio) con serata in porto a Gaeta.

I Partner di Goletta Verde:
Main partner: Coou
Partner Tecnici: Corepla, Nau!, Novamont
Radio ufficiale: RDS
Media partner: La Nuova Ecologia
Si ringrazia la Sala Balena del Museo Civico di Zoologia ospita la mostra fotografica di Alberto Muro Pelliconi “Dai più
piccoli ai più grandi – Meraviglie nei mari del mondo”.
L’Ufficio stampa Legambiente Lazio
06.85358051 – stampa@legambientelazio.it
www.legambientelazio.it

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Goletta dei laghi 2011 di Legambiente: buona la condizione di salute dei laghi del Lazio, ma affrontare subito le diverse criticità

Inquinati tre punti sul Lago di Bolsena, ma attenzione anche sul Lago di Fondi e sul Lago Albano dove i risultati sono di poco al di sotto delle soglie di legge
Legambiente Lazio: basta con gli accessi negati ai laghi e al mare, istituire monumento naturale per il Lago Lungo e quello di S.Puoto, preservare laghi con sviluppo agricolo e turistico a basso impatto.

E’ buona la condizione di salute dei laghi del Lazio ma sono diverse le criticità che vanno affrontate subito per proteggere i delicati ecosistemi lacustri. Questa la fotografia scattata dalla sesta edizione della Goletta dei Laghi-Cigno Azzurro, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio scientifico delle bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per le tappe laziali dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma, i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Roma, durante una conferenza stampa  presso la sede della Provincia di Roma, alla quale hanno partecipato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente; Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico e portavoce della Goletta dei Laghi; Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Marco Paolilli, coordinatore rete raccolta COOU e Michele Civita, assessore alla Tutela Ambientale della Provincia Roma.

Inquinati tre punti sul Lago di Bolsena, ma attenzione va posta anche sul Lago di Fondi e sul Lago Albano pur se i risultati, in questi casi, sono al di sotto delle soglie di legge. Ecco quanto emerso dal monitoraggio effettuato dai biologi di Goletta dei laghi sui principali laghi laziali controllando la qualità delle acque e delle coste. In particolare sono risultati inquinati i prelievi sul lungolago in corrispondenza della foce del Fosso Cimitero a Bolsena, e in località La Grata alla foce del Fosso Cannelle a Gradoli, mentre è fortemente inquinato invece, il punto alla foce del torrente in prossimità del parco giochi sul lungolago di Montefiascone. Ma i campionamenti sono stati eseguiti anche sui laghi di Bracciano, Albano, Nemi, Salto, Turano, Posta Fibreno e Fondi, con risultati sempre al di sotto delle soglie stabilite dalla legge. Anche se in alcuni casi la carica batterica riscontrata nei campioni prelevati è comunque indicativa di scarichi non depurati o corsi d’acqua inquinati che si riversano nello specchio lacustre. Ne è un esempio il prelievo eseguito presso il lago di Fondi in corrispondenza del Fosso San Vito a Monte San Biagio (Lt), in cui la concentrazione di Escherichia coli registrata è stata di 900 ufc/100ml., su un massimo di 1.000 consentito dalla legge, o la spiaggia presso via spiaggia del lago sul lago di Albano a Castel Gandolfo con valori di Enterococchi intestinali di 375 UFC/100ml su un massimo di 500 UFC/100ml stabiliti dalla soglia normativa.

Valori che rientrano nei parametri previsti per la balneazione, ma sui quali richiamiamo l’attenzione. “Serve grande attenzione per i laghi del Lazio, dove lo stato ecologico è ancora buono ma non possono perdurare nel tempo le criticità dovute a fossi e scarichi, sono necessari interventi definitivi per completare le condotte fognarie circumlacuali e la depurazione -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’inquinamento non può assolutamente riversarsi negli ecosistemi lacustri, che sono troppo delicati e incapaci di autodepurarsi, pena il rischio di accumulo dei nutrienti e la conseguente autrofizzazione e morte della vita nell’ecosistema. Con la Goletta dei Laghi torniamo ad affrontare i diversi punti di criticità, dall’abbassamento dei livelli delle acque, all’abusivismo che deturpa i territori, alla depurazione, con l’intento di chiedere risposte. Servono segnali forti da parte delle istituzioni, delle Province che presiedono le Autorità d’ambito del Servizio Idrico Integrato e decidono con tutti i Sindaci le priorità degli investimenti. Scelte che devono puntare sulla qualità di una risorsa bene comune, ancor di più dopo i referendum che hanno avuto un esito chiarissimo.”

Le criticità sul fronte inquinamento vanno messe in relazione allo stato complessivo di salute dei laghi del Lazio e soprattutto dei fiumi che vi fanno confluire le acque. Secondo i dati ISPRA 2009, preoccupa ad esempio lo scarso Stato Ecologico (SECA) del fiume Fibreno, nel Comune di Sora (Fr) presso il Lago di Posta Fibreno (livello 4, in una scala da 1 a 5); risultati appena sufficienti (livello 3)  per il fiume Salto di Torano, nel Comune di Borgorose nei pressi del Lago Salto, e per il Marta, nelComune di Marta presso il Lago di Bolsena. Oltre al tema della salubrità delle acque, quest’anno Legambiente Lazio ha acceso i riflettori anche su diversi altri temi, tra i quali l’accessibilità e la fruibilità dei laghi, da parte di cittadini. Recinzion i e cancelli, qualche stabilimento balneare fuori norma, ma anche ville, club e Abusivismo si riscontrano in nove su tredici laghi monitorati (70%) dalla Goletta dei Laghi. Sul Lago di Bracciano (Rm) ci sono diversi tratti inaccessibili, a Martignano (Rm) c’è da pagare, sul Lago Albano (Rm) spuntano cancelli, a Nemi (Rm) le recinzioni sono molteplici, a Posta Fibreno (Fr) c’è una sola passeggiata abbandonata, sul Lago di Fondi (Lt) gli argini sono spesso occupati da capanni di ex cacciatori, sul Lago Lungo (Lt) i parcheggi ostruiscono la fruizione, mentre a Bolsena e Vico (Vt) ci sono alcuni limitati problemi di accessibilità. Solo tre laghi garantiscono piena fruibilità ai cittadini: il lago del Salto e il lago del Turano in provincia di Rieti e il piccolo lago di Canterno (Fr). Una situazione preoccupante che si aggiunge a quella degli accessi al mare, dove nel caso del “Lungomuro di Ostia”, così ribattezzato da Legambiente Lazio, nel 2010 i volontari avevano trovato impedimenti all’accesso nel 60% dei casi monitorati.

“Basta con gli accessi negati ai laghi e al mare, con la Goletta dei Laghi torniamo a porre all’attenzione delle istituzioni il tema della libera fruizione delle acque, vanno eliminati subito recinti, muri, che limitano il libero accesso -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Piuttosto che concessioni ventennali e inverosimili diritti di superficie, servono più controlli, fermando la privatizzazione strisciante dei litorali. I laghi sono importanti quanto poco considerati, vanno conservate e tutelate le molteplici meraviglie naturali e storiche, servono politiche forti sul ciclo delle acque, rifiuti e controllo della pressione turistica. Con le vele della Guida Blu abbiamo voluto lanciare un segnale proprio per far crescere l’attenzione su questi temi, in particolare con le nuove entrate nella classifica sul Lago del Turano e a Bolsena. Per preservare i laghi del Lazio si deve giocare una importante scommessa verso uno sviluppo agricolo e turistico a basso impatto, questi luoghi bellissimi lo meritano davvero.”

Paganico Sabino e Castel di Tora sul Lago del Turano (Ri) sono new entry della Guida Blu di Legambiente e Touring Club, assieme a Capodimonte (Vt) sul Lago di Bolsena, tutte con “due vele”. Nel Lazio sul fronte delle acque dolci quest’anno scende a “3 vele” Anguillara Sabazia (Rm) sul lago di Martignano, e si allinea a Trevignano Romano (Rm), Anguillara Sabazia (Rm) e Bracciano (Rm) per il lago di Bracciano, ma anche a Nemi (Rm) sul lago di Nemi e Montefiascone (Vt) sul Lago di Bolsena. “2 vele” vengono assegnate a Bolsena (Vt) sul lago di Bolsena, Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo (Rm) sul lago di Albano.  E per tutelare e valorizzare i laghi costieri del sud pontino, Legambiente con la Goletta deiLaghi ha presentato la proposta dell’istituzione di un monumento naturale per il Lago Lungo e quello di S.Puoto, ma ha anche organizzato una giornata alla scoperta del lago di Bracciano, con una visita guidata al Castello Odescalchi e una visita guidata in battello.

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità). Il giudizio di Legambiente viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto Legislativo del 31 marzo 2010 nell’allegato A) e secondo i seguenti criteri

– INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000 ufc/100ml
– FORTEMENTE INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml

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Venticinque località guadagnano le Vele blu di Legambiente e Touring Club Italiano sui mari e i laghi del Lazio nel 2011

Montalto di Castro (Vt) unica località a 4 “vele”, si amplia sezione laghi con Paganico Sabino (Ri) e Castel di Tora (Ri) sul Lago del Turano e Capodimonte (Vt) sul Lago di Bolsena che entrano in classifica

Stessa spiaggia, stesso mare: questo il giudizio sui mari laziali che esce fuori dall’annuale classifica delle Vele Blu redatta da Legambiente e Touring Club italiano da ormai undici anni. Non ci sono grosse variazioni, infatti, rispetto ai dati del 2010: nessuna località laziale si aggiudica le “5 vele”, il riconoscimento massimo della classifica, e a difendere le “4 vele” conquistate l’anno scorso c’è solo Montalto di Castro (Vt), mentre l’isola di Ventotene (Lt) perde una vela e se ne aggiudica soltanto tre. “3 vele” anche per Sperlonga (Lt) e Tarquinia (Vt) che sale di un posto rispetto al 2010; a seguire con “2 vele” le stesse località dell’anno scorso: Sabaudia (Lt), San Felice Circeo (Lt), Nettuno (Rm), Santa Marinella (Rm), Gaeta (Lt), Ostia (Rm) e Ponza (Lt). Anzio (Rm) conferma la sua unica vela.

“C’è troppa inerzia sui mari del Lazio, si vivacchia sperando in un po’ di cemento in più o in assurde concessioni decennali per gli stabilimenti, senza puntare davvero su servizi innovativi e sostenibili, senza un piano serio che faccia migliorare il territorio e crescere il turismo – ha affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Tirare a campare può funzionare per un periodo visto che il Lazio e l’Italia sono famosi in tutto il mondo, ma la competizione in questi anni si va spostando sulla bellezza dei luoghi, sui servizi di qualità, sull’innovazione. È sbagliato, allora, puntare su megaprogetti che hanno come risultato finale solo lo sventramento del territorio, sul nucleare come sui waterfront cementificati, piuttosto che sulla privatizzazione dei litorali con incredibili diritti di superficie per costruire sulle spiagge. Preoccupano, in tal senso, i molteplici allarmi sull’inquinamento delle acque, con macchie scure che come ogni da un po’ di tempo tornano in diversi punti, evidenziando problemi alla depurazione o scarichi abusivi.” Sono di queste settimane gli allarmi per una vasta moria di pesci al Rio Tre Denari a Passoscuro a Fiumicino, con assurde schiume, ma anche svariati liquami al canale dei pescatori di Ostia, piuttosto che macchie scure a Ladispoli e ad Ardea. Situazioni nell’area romana, forse anche legate alla recente modifica della normativa sulla balneazione che ha innalzato i limiti di legge per diversi parametri ed eliminato il monitoraggio di altri, facendo diventare balneabili “per legge” luoghi che presentano problemi.

Si amplia la sezione laghi della Guida Blu, che nel Lazio sul fronte delle acque dolci vede perdere le “4 vele” ad Anguillara Sabazia (Rm) sul lago di Martignano, che scende a “3 vele” raggiungendo così Trevignano Romano (Rm), Anguillara Sabazia (Rm) e Bracciano (Rm) per il lago di Bracciano, ma anche Nemi (Rm) sul lago di Nemi e Montefiascone (Vt) sul Lago di Bolsena. Entrano per la prima volta in classifica due località sul Lago del Turano, Castel di Tora (Ri) e Paganico Sabino (Ri) con “2 vele”, che vengono assegnate anche a Bolsena (Vt) sul lago di Bolsena, dove entra nella classifica anche Capodimonte (Vt) sempre con “2 vele”; “2 vele” anche a Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo (Rm) sul lago di Albano che invece ne perde una.

“Sui laghi del Lazio si deve giocare una importante scommessa, per preservare questi luoghi bellissimi creando occasioni di sviluppo agricolo e turistico – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio –. Continua la discesa nella classifica di diverse località, mentre è evidente una certa stasi, segno dell’assenza di politiche forti sul ciclo delle acque, rifiuti e controllo della pressione turistica. Ci sono anche però delle nuove entrate nella classifica, sul Lago del Turano e a Bolsena, che speriamo servano a far crescere l’attenzione su questi temi, spesso troppo sottovalutati. Ci sono molteplici meraviglie naturali e storico archeologiche da conservare e tutelare, affrontAndo i diversi punti di criticità, dall’abbassamento dei livelli delle acque, all’abusivismo che deturpa i territori, alla depurazione.”

Complessivamente la “Guida Blu” presenta 367 località costiere di mare e di lago e 50 grotte marine. Non manca la sezione dedicata alle strutture ricettive e turistiche, con l’elenco aggiornato degli alberghi e strutture ricettive per l’ambiente che si fregiano dell’etichetta ecologica di Legambiente Turismo: più di 400 strutture per oltre 65mila posti letti e una stima di presenze che supera i 6 milioni l’anno. Le vele assegnate ai comuni e alle spiagge italiane sono il risultato di un attento e complesso bilancio di 128 parametri, racchiusi in 21 indicatori di qualità.

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