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Metro C, Legambiente: no al taglio degli alberi di Villa Rivaldi

Villa Rivaldi, Legambiente: “No al taglio degli alberi e alla distruzione della terrazza, ridurre al minimo gli impatti di un’opera utile per Roma”
“Distruggere le alberature e la terrazza Rivaldi ai Fori Imperiali è un’operazione che può e deve essere evitata, per i container della Metro C occorre trovare immediatamente soluzioni alternative –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non c’è nessuna ragione di buon senso per scegliere proprio quel luogo e abbattere gli alberi della villa. Non stiamo parlando di un cantiere indispensabile al buon andamento dei lavori, dell’ingresso della talpa o di scavi nelle stazioni. In questo caso, diversamente da quanto successo per Via Sannio e Via Claudia dove pure anni fa durante le conferenze dei servizi si sarebbero potute trovare soluzioni alternative, si tratta di una mera questione logistica e in quanto tale può essere trovata agevolmente una soluzione diversa per salvare lo storico giardino romano a due passi dai Fori Imperiali. Rimaniamo convinti che la Metro C sia un’infrastruttura importante per Roma che deve essere portata avanti con forza e vedere la luce nel più breve tempo possibile, ma devono essere fatti assolutamente tutti gli sforzi per evitare impatti inutili e devastanti.”

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Colosseo, Legambiente: via le auto, impossibile convivenza con cantiere Metro C

Colosseo, Legambiente: via le auto, impossibile convivenza con cantiere Metro C, Comune ascolti allarme Soprintendenza.

“L’allarme della Soprintendenza è serissimo e va ascoltato, è assurdo che il Comune proponga di gestire sette anni di cantiere della Metro C senza togliere le auto da via dei Fori Imperiali, i danni per il turismo sono certi e non ce li possiamo proprio permettere, senza contare che il Colosseo si va sgretolando sotto l’attacco delle polveri e delle vibrazioni di migliaia di macchine, pullman, persino camion su quella strada -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Legambiente ha consegnato due mesi fa, seimilaquattrocento firme dei romani per una delibera popolare per pedonalizzare l’intera area, è ora che il Comune la metta all’ordine del giorno e ne tenga conto. Nelle ore di punta del mattino su Via dei Fori Imperiali transita un flusso di ben 3.400 veicoli all’ora, con un rumore assordante di 95,2 decibel e le vibrazioni che ne conseguono. Il Colosseo ha circa tremila lesioni costantemente monitorate, serve una risposta immediata, è indispensabile intervenire in modo profondo e definitivo con la pedonalizzazione dei Fori, altrimenti il monumento continuerà ad annerirsi e il rischio dei cedimenti non si fermerà e anche il fondamentale restauro rischierà di vedere vanificati i suoi effetti.”

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Vendita Acea, Legambiente: ecco i conti nascosti del Campidoglio.

Pazzesco proporre di vendere l’acqua per pagare la Metro C.

Dei 200 milioni della vendita Acea ben 150 sarebbero spesi per la metro C. Altri 35 milioni finirebbero ad una non meglio specificata “Manutenzione Straordinaria” in capo al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana, mentre 3,7 milioni servirebbero per il restauro del Mausoleo di Augusto, 4 per la Prenestina bis e addirittura 7,3 milioni sarebbero trasferimento alla stessa Acea per investimenti. Ecco i conti nascosti del Campidoglio, che Legambiente Lazio ha trovato spulciando il bilancio.

“Conti alla mano, è ancora più pazzesco proporre di vendere Acea in sostanza per pagare la metro C -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non solo Alemanno vuole in modo grave fare carta straccia del referendum e dell’espressione chiara di milioni di cittadini, ma addirittura contrappone l’acqua con un’opera fondamentale del trasporto pubblico, visto che tre quarti dei proventi dell’alienazione Acea andrebbero a finire là. Ma come pochi giorni fa il Sindaco dichiarava che i soldi per arrivare al Colosseo c’erano e si stava trovando una soluzione per arrivare almeno a piazza Venezia? La proposta è inaccettabile e va respinta al mittente, tanto più che la Procura regionale della Corte dei Conti ha avviato un’istruttoria sulla lievitazione dei costi di costruzione della metro C per accertare se siano stati provocati danni erariali derivanti dalla gestione dell’appalto e addirittura la Procura della Repubblica dovrà stabilire se aprire un fascicolo di indagine.”

“L’acqua non si tocca, è incredibile che contro i referendum e con queste proposte il Sindaco Alemanno abbia il coraggio di chiamare alla responsabilità -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Le voci del bilancio dimostrano le bugie, la privatizzazione di Acea non darà nessuna spinta all’economia e gli utili per le casse comunali sarebbero destinati a coprire la malagestione di questi anni. Per i restauri, le manutenzioni i finanziamenti richiesti sono così limitati che si possono ottenere semplicemente risparmiando in altri settori, mentre è sconcertante che 7,3 milioni dei 200 tornerebbero ad Acea per investimenti. In questi giorni è fondamentale l’opposizione in città, per questo Legambiente con il Coordinamento Acqua pubblica e tanti altri sta organizzando mobilitazioni e iniziative, così come è importante l’opposizione in aula, ci auguriamo allargata anche a consiglieri di maggioranza che possano respingere queste scelte assurde.”
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Metro C, Legambiente scrive lettera aperta ad Alemanno e Aurigemma: forte preoccupazione per stop talpe e avvio procedure licenziamento, Roma non può perdere tempo in partita determinante per futuro.

“Scriviamo con forte preoccupazione per lo stop alle talpe per lo scavo della Metro C e l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per i dipendenti, che sarebbero state avviate dalla società di progetto.” – scrive Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in una lettera aperta al Sindaco di Roma Gianni Alemanno e all’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma Antonello Aurigemma – Da quanto apprendiamo, infatti, secondo i sindacati territoriali di categoria (Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil), le macchine TBM, dopo aver raggiungo la Stazione di San Giovanni nel mese di giugno si fermeranno e verranno smontate e trasferite in un’altra città, a causa del dimezzamento dei finanziamenti necessari rispetto agli stanziamenti previsti dalla precedente progettazione, per proseguire l’opera pubblica fino al Colosseo, nonché dall’enorme ritardo accumulato nell’erogazione.”

“Lo scenario descritto determinerebbe in sostanza un arresto dei lavori per la più grande infrastruttura pubblica della nostra città – continua la lettera – destinata a collegare con la cura del ferro migliaia di persone che quotidianamente si spostano dalla periferia verso il centro. Un arresto inaccettabile per il futuro del trasporto pubblico a Roma, dove è fondamentale liberarsi dall’insostenibile groviglio di automobili e smog che attanagliano la città e rendono l’aria sempre più irrespirabile per i nostri polmoni.”

“Roma non può e non deve perdere tempo in una partita così determinante per il suo futuro.  Crediamo che il trasporto pubblico metropolitano debba rappresentare il principale provvedimento strutturale per cambiare finalmente il profilo di questa città e darle il volto di capitale europea sostenibile che merita. Per questo, le chiediamo immediati chiarimenti, anche con la convocazione di un tavolo con tutte le parti sociali, ritenendo fondamentale e prioritario trovare una soluzione per garantire il proseguimento in tempi certi dei cantieri” – conclude il testo.

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