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Mobilità Pubblica a Roma, Legambiente: nel 2015 ben 40 giorni con Metro ferme e capitale ultima in Europa per mobilità sostenibile

“Anche per questo Roma sta soffocando nello Smog. Il rilancio vero del trasporto pubblico deve essere al centro dell’azione amministrativa presente e futura”

Legambiente pubblica i dati sulla mobilità pubblica romana, nel 2015, considerando metropolitane e la Roma-Lido ci sono stati ben 40 giorni di stop al servizio per le metro, provocati per 29 volte da guasti tecnici; da giugno in poi il bilancio è disastroso con 29 stop in 6 mesi; una media di circa uno stop ogni 6 giorni, tra le peggiori della storia delle metro romane. Tra le tratte la maglia nera va alla Metro B con 14 giorni di chiusura. Ultima giornata a far aumentare tali numeri è stata quella dello scorso Natale, quando tutte le metro si sono fermate dalle 13 in poi.

Secondo lo studio di Legambiente, la capitale offre poi una media per ogni 1000 abitanti di 0,077 km di trasporto su ferro (tra metro, suburbane e tram) dotazione più bassa in assoluto al confronto di tutte le grandi città europee. Conseguentemente il possesso di automobili a Roma è pari a 71 auto ogni 100 abitanti, (contro le 35 di Berlino e le 36 di Londra). Una situazione del TPL che non cambierà nei prossimi anni per Roma, visto che non ci sono in cantiere nuovi tram e che per le linee metropolitane è stato finanziato il solo prolungamento della Metro C (3,6 chilometri in più rispetto alla situazione attuale).

Roma è ultima in Europa per mobilità sostenibile e quest’anno la metro ha fatto registrare record negativi di giorni fuori servizio, anche per questo la capitale sta soffocando nello Smog – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e a conclusione di questo annus horribilis è arrivata addirittura la sciagurata scelta di chiudere il servizio metro dalle 13 in poi per l’intera giornata di Natale, una decisione senza precedenti e che ha lasciato appiedati decine di migliaia di romani e turisti nei primi giorni del Giubileo. Il confronto con le altre grandi città del continente è poi impietoso se si tiene in considerazione il trasporto pubblico su ferro”.

Intanto anche ieri le centraline di monitoraggio del PM10 hanno registrato valori negativi: la peggiore continua ad essere quella di Cinecittà con 79 ug/m3 e che ha raggiunto un totale di 61 giorni con polveri oltre il limite nel 2015; ieri smog oltre i limiti anche nelle centraline di Preneste, Bufalotta, Cipro e Tiburtina e sono ormai 5 i punti di monitoraggio che hanno superato per oltre 35 giorni (limite di legge) il valore massimo consentito di 50 ug/m3.

“Bisogna continuare ancora con le targhe alterne, provvedimento utile e positivo che evita emissioni, per poi passare a blocchi totali e ampliamento della ZTL, per tornare ad avere un’aria respirabile. Al fianco di tutto ciò bisogna rilanciare con forza il ruolo del trasporto pubblico; negli ultimi anni a Roma abbiamo sentito dell’arrivo di nuovi tram, di imminenti prolungamenti delle metro, della mitologica chiusura dell’anello ferroviario, della progettazione di nuove piste ciclabili, ma niente di tutto ciò è avvenuto; ora bisogna mettere in cantiere questi progetti per dare una risposta concreta al drammatico inquinamento dell’aria che stiamo vivendo – conclude Scacchi – insieme a corsie preferenziali per i bus, car e bike sharing, Grab. Chiediamo che tra le priorità per tutti coloro che hanno responsabilità amministrative presenti e future ci sia tutto questo, insieme all’idea che possa rifiorire la bellezza a Roma e che la capitale possa tornare ad essere una città a misura d’uomo e di bambino”.

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2014/03/05 – Trofeo Tartaruga, slalom nel traffico ma la bici è il mezzo più veloce

Legambiente: “Servono scelte e risorse per rendere sicuro l’uso di questo
mezzo. L’obiettivo del PGTU di arrivare al 4% di mobilità ciclabile è troppo
arretrato, spostarsi in bici è ancora impresa per pochi in città, chiediamo nuovi
percorsi e piste ciclabili lungo le arterie più importanti”.

Nel caotico e pericoloso traffico romano chi sceglie di spostarsi in bicicletta lo fa a suo rischio e pericolo, vista le pochissime piste ciclabili a disposizione. Nonostante ciò la bici è riuscita comunque a tagliare per prima il traguardo del “Trofeo Tartaruga”, aggiudicandosi così la medaglia d’oro del premio ideato da Legambiente che mette in competizione i vari mezzi di trasporto per scoprire il modo più veloce, economico e meno inquinante per muoversi in città. Un trofeo che è in realtà l’occasione per rinnovare l’appello di Legambiente agli amministratori locali affinché venga messa in atto una seria strategia sul tema della mobilità sostenibile in città con più servizi e maggiore offerta di trasporto pubblico per cittadini e pendolari. Questo anche alla luce dei dati elaborati dall’associazione ambientalista che vedono Roma ancora indietro nella classifica dell’offerta di trasporto pubblico, di isole pedonali, piste ciclabili e sicurezza stradale. Il Trofeo Tartaruga si è tenuto questa mattina in occasione della tappa a Roma del Treno Verde, la campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico delle maggiori città italiane, in sosta al binario 1 della stazione Termini fino a venerdì 7 marzo. Il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 10.55) da Viale Marconi, all’incrocio Piazza Fermi con arrivo al binario 1 della stazione Termini dov’è in sosta in convoglio ambientalista. Un percorso di circa 10 km, intervallato da due tappe: la prima all’edicola della stazione Roma Trastevere, dove i partecipanti hanno dovuto acquistare un giornale, e la seconda all’ufficio postale di Largo Argentina per ritirare un conto corrente. Matteo Nardi, giornalista di “Eco delle città” è riuscito
a tagliare per il primo il traguardo in sella alla sua bici, impiegando 40 minuti per raggiungere il binario 1 della stazione Termini; a seguire Alan Terraciano, volontario di Legambiente Lazio, che si è spostato in scooter impiegando 46 minuti. Ultimi, con un tempo di 49 minuti Guido Improta, assessore ai Trasporti e Mobilità del comune di Roma e Danilo Broggi amministratore delegato di Atac S.p.A, che hanno viaggiato
con i mezzi pubblici. Squalificata l’auto con a bordo Nazario Basili, giornalista del Tgr Lazio, che non si è fermato – causa mancanza di parcheggio libero -alla tappa prevista all’ufficio postale di Largo Argentina.

“La bici vince ancora una volta, sugli spostamenti brevi è la migliore soluzione, servono allora scelte e risorse per rendere sicuro l’uso di questo mezzo – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio–. L’obiettivo del PGTU di arrivare al 4% di mobilità ciclabile è troppo arretrato, spostarsi in bici è ancora impresa per pochi in città, servono subito nuovi percorsi e piste ciclabili lungo le arterie più importanti. Abbiamo deciso di partire da viale Marconi per affrontare il tema dell’inquinamento atmosferico del traffico nell’area, va rilanciato il progetto di moderna linea tramviaria del quale si parlava diversi anni fa, che potrebbe cambiare volto a quella parte di città. Servono anche investimenti certi sui mezzi pubblici, Comune e Regione definiscano in modo chiaro le risorse per il TPL per i prossimi anni”. Al suono della sveglia, per spostarsi e raggiungere il luogo di lavoro o la scuola, la maggior parte delle persone sceglie di muoversi con la propria auto privata, con evidenti disagi sia in termini di aumento del traffico che di inquinamento. Auto che invadono, così come testimoniato dagli stessi partecipanti alla gara, anche le corsie preferenziali. Chi si sposta in bici, invece, lo fa a suo rischio: praticamente assenti lungo i circa dieci chilometri di percorso piste ciclabili e segnaletica adeguata. Stando ai dati di Ecosistema Urbano di Legambiente a Roma ci sono soltanto 1,08 metri equivalenti di pista ciclabile per cento abitanti, rispetto ad una media delle grandi città di 4,23 m_eq/100. Bassi anche i dati sull’estensione pro capite della superfice stradale pedonalizzata in città: 0,18 metri quadrati per abitante rispetto ad una media italiana di 0,68 mq/ab. Per l’Agenzia della Mobilità di Roma, almeno il 60% degli spostamenti dall’Area metropolitana al centro della città oggi avviene ancora con il mezzo privato: 2,8 milioni di veicoli potenzialmente circolanti, inclusi moto e motorini, con un tasso di motorizzazione che nel 2011 era di 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi.

La necessità di un drastico cambio di rotta nella politica della mobilità urbana nella città di Roma è evidenziata anche dagli altri dati raccolti da Legambiente nella ventesima edizione del rapporto “Ecosistema Urbano”. La capitale spicca nella classifica relativa al tasso di motorizzazione auto posizionandosi tra le peggiori della penisola: con 67 auto circolanti ogni 100 abitanti Roma è penultima in Italia; migliore soltanto di Catania con 73 auto. Anche sul tasso di motorizzazione moto la situazione non è delle migliori con 15 motocicli ogni 100 abitanti. Vita non facile per i pedoni, se si valuta anche il tasso di incidentalità stradale che vede a Roma 0,7 vittime ogni 10mila abitanti rispetto alla media tra le grandi città di 0,5 (dati Istat 2011).

Proprio per i ciclisti urbani oggi, alle 18.00, il Treno Verde in collaborazione con ZioBici organizza un aperi-bici a bordo delle carrozze del convoglio ambientalista.

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Partner: Ecolamp, Renovo, Weber – Saint Gobain Media Partner: La Nuova Ecologia, MiniMega Pubblicità, Rinnovabili.it Si ringraziano il Museo A come Ambiente di Torino per le installazioni interattive e l’ Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma (Corso di Interior and Industrial Design / AAnt Factory) per aver progettato la mostra del Treno Verde 2014.
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Traporto pubblico, dal Treno Verde una nuova alleanza tra sindaci, amministratori e pendolari

Legambiente: “Il rinnovo del contratto tra Regione e Trenitalia sia l’occasione per un
rilancio del servizio che abbia al centro l’attenzione ai pendolari e un sistema davvero
integrato di trasporti. Più investimenti e subito un’agenzia pubblica per la mobilità”

I numeri, le criticità e le proposte del trasporto pubblico nel Lazio nel dossier “Siamo tutti sullo
stesso treno”

Una nuova politica regionale per i pendolari, una nuova attenzione al nodo di Roma e un rilancio del servizio che abbia al centro l’attenzione ai pendolari e l’integrazione con le altre reti su ferro, con la metro e il trasporto su gomma. Interventi da attuare con un “fondo regionale per il trasporto locale”, nel quale confluisca subito almeno l’1% del bilancio regionale (e in prospettiva il 5%), 200 milioni all’anno vincolati a obiettivi  precisi (per migliorare quantità e qualità del servizio, incrementare l’offerta dei servizi), un miliardo di euro nei cinque anni di governo, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e il potenziamento strutturale della rete.

È quello che chiede Legambiente che dal Treno Verde rilancia una nuova alleanza tra comitati, Sindaci e Amministratori, in vista soprattutto in questo momento nel quale si stanno redigendo i nuovi strumenti di pianificazione della mobilità e del trasporto ed è in scadenza il contratto di servizio con Trenitalia. Alla Regione nei prossimi mesi spetta il compito più delicato, definire scelte, priorità, garantire la qualità del servizio, distribuire le risorse rispetto agli obiettivi fissati. Legambiente ha promosso per oggi alle 17, presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini, l’incontro “Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio” alla quale prenderanno parte: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Aniello Semplice, direttore Regionale di Trenitalia Lazio; Daniele Moretti, RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione, rappresentanti dei comitati di pendolari e Nicola Passanisi dell’assessorato regionale alle Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti.

Una “nuova alleanza” che parte dai numeri dei pendolari nella capitale e nel Lazio che Legambiente presenta nel dossier “Siamo tutti sullo stesso treno”. A Roma il numero di spostamenti pendolari giornalieri sono cresciuti dal 2004 del 50%, passando da 550mila a oltre 820mila nel 2013. Nel Lazio viaggia un quinto dei pendolari d’Italia: 560mila cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 km delle ferrovie laziali, un numero che è quasi raddoppiato rispetto al 2008, quando erano 400mila (+40%), e che fanno piazzare la regione al secondo posto della classifica per numero di pendolari subito dopo la Lombardia. Una cifra che nel 2015, se non prima vista la crisi, stimiamo diventerà di quasi 700mila persone al giorno, ai quali si aggiungono già oggi 104 milioni di viaggiatori annui dei mezzi regionali su gomma per 9.000 corse al giorno.

“A Roma, e in generale nel Lazio, c’è in questo momento una grande occasione che non bisogna lasciarsi sfuggire: il rinnovo del contratto di servizio della Regione con Trenitalia – dichiara Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente –. Per scriverlo proponiamo un percorso di condivisione e partecipazione di sindaci e pendolari, a partire dai bacini delle linee principali verso Roma, per capire esigenze da fissare anche in una carta dei “diritti dei pendolari. Dal Treno Verde rilanciamo la necessità di istituire un’agenzia per la mobilità in ogni regione: bisogna superare l’attuale situazione di confusione di ruoli e responsabilità riguardo ai treni in circolazione. Come negli altri paesi europei deve essere una struttura pubblica, un’agenzia regionale o metropolitana, l’interlocutore di chi viaggia in treno. E’ evidente che ci troviamo di fronte a una questione nazionale e a una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini”.

Per dare risposta ai temi della mobilità urbana occorre porsi obiettivi ambiziosi, nell’interesse dei cittadini e del paese e coerenti con gli impegni imposti dall’Unione Europea al 2020 anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Le nostre città sono attanagliate dallo smog: anche nel 2013, nonostante pioggia e vento, l’aria a Roma e nel Lazio è stata per molti giorni irrespirabile,
fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10, con 350 sforamenti registrati nel complesso nella Capitale, 112 a Frosinone, ma anche 97 a Ceccano (Fr)e 84 a Colleferro (Rm).

Secondo i più recenti dati dell’Agenzia della Mobilità di Roma, almeno il 60% degli spostamenti dall’Area metropolitana al centro della città oggi avviene ancora con il mezzo privato: 2,8 milioni di veicoli potenzialmente circolanti, inclusi moto e motorini, con un tasso di motorizzazione che nel 2011 era di 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi.
“Il trasporto pubblico su ferro è una nuova grande utile opera pubblica del secolo, contro traffico ed inquinamento e per ridurre le emissioni di CO2 e battere il riscaldamento globale, basta soldi alle strade e autostrade – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Per attuare questi obiettivi Legambiente chiede un progetto di mobilità unitario e condiviso all’interno del Piano Regionale dei Trasporti e una politica pluriennale di distribuzione delle risorse finanziarie disponibili, sia con fondi regionali, che attraverso l’utilizzo di risorse europee della programmazione 2014-2020. È fondamentale l’istituzione di un “Fondo regionale per il trasporto locale”. La situazione è ormai sempre più difficile, il sistema è saturo, servono risposte ai treni stracolmi, alle carrozze vecchie, alle biglietterie scomparse nelle fermate mai presidiate”.

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Blitz di Legambiente a Via Salaria: torna “Mal’aria”, la campagna contro lo smog.

Blitz di Legambiente a Via Salaria per chiedere la protezione delle corsie preferenziale dei bus: torna “Mal’aria”, la campagna contro lo smog.
Nel 2012 nuovo allarme polveri sottili a Roma e nel Lazio: a Roma ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge –Francia la centralina peggiore con 57 giorni di superamento-, maglia nera a Frosinone con 120 sforamenti e Ceccano con 118; dati elevati a Cassino con 68 superamenti, Ferentino con 65, Colleferro con 54 giorni fuori norma, Ciampino con 43 e Latina con 41.

Con un blitz per proteggere la corsia preferenziale di Via Salaria nella Capitale, Legambiente rilancia “Mal’aria di città”, la storica campagna contro l’inquinamento atmosferico: tutti per mano a delimitare la strada riservata ai bus, oggi dimenticata dopo che i lavori di riasfaltatura si sono portati via il cordolo di protezione. Nell’occasione un dossier illustra tutti i dati 2012 e 2013 sullo smog a Roma e nel Lazio. Nel 2012 Roma ha confermato una presenza costante di polveri PM10 nell’aria, con ben 366 episodi di superamento dei limiti di legge nelle 13 centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio: è la centralina Francia ad aver registrato il più alto numero di sforamenti dei limiti con ben 57 giorni di superamento, seguita da Magna Grecia con 53 giorni, Tiburtina con 50 e Preneste con 45. Anche le concentrazioni di biossido di azoto risultano superiori ai limiti di legge nella centralina di Fermi con 27 ore fuorilegge e in quella di Tiburtina con 22 ore.

“A Roma e nel Lazio non ci si può ricordare di tutelare i polmoni dei cittadini dalla cattiva qualità dell’aria solo quando è necessario fissare le targhe alterne, serve una nuova politica per fermare le auto private e far camminare i mezzi pubblici, a partire almeno dalla protezione di vecchie e nuove corsie preferenziali –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servono pedonalizzazioni estese, a partire dal Colosseo come hanno chiesto i cittadini, ricacciando via i pullman turistici dalla città e ripensando la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, con una vera rete di corsie preferenziali per potenziare il mezzo pubblico.”

Nel Lazio la situazione è altrettanto allarmante. La maglia nera va al territorio della provincia di Frosinone dove si sommano ben 539 episodi totali di superamento dei limiti di legge: ad eccezione della centralina di Fontechiari, un piccolo paese a 357 metri di altezza utilizzato per misurare la situazione di “fondo regionale”, Frosinone è in testa alla classifica con 120 sforamenti, seguito da Ceccano con 118, ma i dati sono alti anche a Cassino con 68 e Ferentino con 65. In provincia di Roma, i valori più alti sono stati registrati in una delle centraline di Colleferro con 54 giorni di superamento dei limiti -dovuti in parte alla presenza dell’area industriale, dell’arteria autostradale oltre che al traffico cittadino- seguita poi da Ciampino, che si attesta a quota 43 -con il traffico aereo che rende la situazione ancor più complicata-. Viterbo risulta la provincia meno inquinata con 21 sforamenti totali tra il capoluogo e Civita Castellana, segue Rieti con 22 superamenti, mentre in provincia di Latina si arriva a 81 giorni di superamento con la centralina di Latina Romagnoli che ha registrato il maggior numero di sforamenti con 41 giorni.

“A Roma e nel Lazio c’è un’emergenza sanitaria legata allo smog, servono nuovi provvedimenti per tutelare la salute dei cittadini, coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto serve una politica per il trasporto pubblico –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali, le zone a 30 chilometri all’ora e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla. Nel Lazio serve una legge per i pendolari, che istituisca un fondo regionale per il trasporto su ferro e dedichi l’1% del bilancio regionale a questa priorità.”

La difficile situazione di Roma e del Lazio è ancora più evidente nei primi dati del 2013. Le belle giornate assolate dell’inizio di quest’anno hanno fatto schizzare in alto i valori della concentrazione media di polveri sottili, facendo registrare alle centraline numerosissimi superamenti: a Roma al 10 gennaio erano già 58 gli episodi di superamento nelle centraline e anche il biossido di azoto supera il limite già per 8 giorni nella centralina di Arenula e per 5 giorni a Tiburtina. Nella provincia di Frosinone, il 2013 si apre con una situazione che continua ad essere sempre più allarmante arrivando già ad un totale di 65 superamenti, con i limiti superati un giorno su due (50%) nei primi dieci giorni di gennaio. La situazione non migliora nemmeno a Colleferro, Ciampino e Guidonia che registrano alte concentrazioni di sostanze inquinanti, con dati analoghi anche nelle province di Viterbo e Rieti, mentre a Latina sono stati raggiunti già 21 giorni di superamento.

Sul fronte sanitario, Legambiente ricorda lo studio Aphekom: se nella Capitale la concentrazione media annuale di polveri sottili PM 2,5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate un incredibile numero di 1.278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.

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Preferenziali, Legambiente: si chiude oggi fallimentare sperimentazione di tre mesi, provvedimento da eliminare

Non se n’è accorto nessuno, ma si conclude oggi la fallimentare sperimentazione dell’utilizzo delle corsie preferenziali da parte delle moto. Era il 2 maggio quando in pompa magna entrò in vigore la “rivoluzione alla romana” per le due ruote, con ben quattro corsie preferenziali messe a disposizione dei centauri dal Sindaco Alemanno. Ridicole per essere vere, visto che si trattava di qualche decina di metri a Lungotevere Sangallo, viale Marconi, via Cristoforo Colombo e largo di Torre Argentina, ma comunque pericolose per il principio di apertura ai veicoli privati di quei pochi luoghi destinati al trasporto pubblico. E il bilancio è tutt’altro che positivo: utilizzo pari quasi a zero, ostacoli comunque al trasporto pubblico protetto nella Capitale, pericoli per i motociclisti nel transito misto. “Un provvedimento inutile e di facciata, il Sindaco avrebbe potuto risparmiarlo ai romani, ma ora va eliminato subito. Dialogando con associazioni e motociclisti, Alemanno avrebbe facilmente compreso i veri problemi, le buche, la sicurezza stradale, i parcheggi mancanti ma preferisce ascoltare i comici. È ora di smetterla con queste politiche alla giornata del Sindaco che a giorni alterni una volta regala uova e un’altra fa il direttore dei lavori delle piazze da pedonalizzare. Viene spontaneo chiedersi quand’è che il primo cittadino si dedicherà effettivamente al suo mandato -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nella Capitale serve una forte iniezione di trasporto pubblico nelle periferie, con corsie protette su tutte le consolari e le vie principali come avviene nelle altre città europee, anziché una stessa corsia per mezzi di trasporto così diversi tra loro.”

Nel maggio scorso, Legambiente Lazio aveva effettuato un monitoraggio che aveva evidenziato gli scarsi risultati: nonostante il traffico intenso, in un’ora solo 6 motocicli erano passati nella corsia  riservata ai mezzi pubblici a Largo Argentina, contro i 30 autobus e 18 taxi transitati nella stessa parte della carreggiata. Allo scetticismo iniziale di Legambiente si è unito in questi tre mesi di sperimentazione lo scontento di tassisti, ciclisti e autisti degli autobus di linea, che a ragione temevano ulteriori disagi per il traffico già pesantemente congestionato e un forte aumento del rischio di incidenti. “Moto nelle preferenziali? Chi le ha viste? Per fortuna i centauri hanno evitato di mettersi in pericolo nelle poche corsie riservate al mezzo pubblico, anche questo provvedimento del Sindaco Alemanno si è rivelato del tutto demagogico -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nella Capitale le preferenziali arrivano appena a 120 chilometri su una rete per i mezzi pubblici di 2.180 chilometri, il 5,5% del totale, ma soprattutto ben il 28% delle corsie non è nemmeno protetto e anzi alcune di queste sono state cancellate dall’amministrazione, come a Via Salaria e Via di Val Melaina.”

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Legambiente su moto nelle preferenziali: chiudere la pericolosa farsa

Un nuovo monitoraggio: a Largo Argentina 6 moto in un’ora

“Basta, bisogna chiudere subito la pericolosa farsa delle moto nelle preferenziali – sbotta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Ci uniamo al dolore dei familiari della ragazza deceduta a Via Boccea, la magistratura chiarirà cosa è accaduto, ma intanto chiediamo che il Sindaco non aspetti un minuto di più per smetterla con una inutile operazione di facciata. Vanno ascoltate le vere esigenze dei motociclisti, dei pedoni, degli utenti del trasporto pubblico che sono quelle della sicurezza, delle strade colabrodo che vanno tappate da anni, delle nuove corsie preferenziali che invece questa amministrazione sta cancellando come è avvenuto a Via dell’Amba Aradam, dei parcheggi per le due ruote, delle piste ciclabili e del bike sharing, delle strisce per gli attraversamenti.”

Legambiente torna sulla ridicola sperimentazione che ha visto aprire alle motociclette alcune corsie preferenziali riservate al mezzo pubblico, rendendo noti i risultati di un nuovo monitoraggio realizzato nei giorni scorsi a Largo Argentina, nel piccolo tratto di preferenziale di fronte al teatro. “A Largo Argentina sono passate sei moto in un’ora in media, praticamente solo chi ha girato per
sbaglio in quel tratto, la scelta di aprire le preferenziali alle moto è tanto inutile quanto pericolosa, anche in quei pochi metri mezzi così diversi per dimensioni e per funzione come un autobus e  uno scooter rischiano incidenti anche gravissimi – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Bisogna smetterla con queste trovate ideologiche, a Roma bisogna proteggere il trasporto pubblico, sono proprio miseri i 120 chilometri di corsie preferenziali esistenti”. In media durante il rilevamento svolto dai volontari di Legambiente Lazio nella mattina dell’11 maggio
scorso, nonostante il traffico intenso, in un’ora solo 6 motocicli sono passati all’interno della corsia riservata ai mezzi pubblici a Largo Argentina, contro i 30 autobus e 18 taxi transitati nella stessa parte della carreggiata.

Nella Capitale le corsie preferenziali per i mezzi pubblici sono poche e del tutto inadeguate per essere transitate dalle moto, troppo strette e pericolose per permettere il transito dei veicoli a due, e spesso anche mal tenute, come all’altezza di Via dei Leuteri su Corso Vittorio dove le borchie stanno scomparendo perché non manutenute.

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