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Tunnel Ventotene, Legambiente: opera inutile e dannosa, valuteremo ricorso.

Tunnel Ventotene, Legambiente: opera inutile e dannosa, valuteremo ricorso.
“Il nuovo tunnel a Ventotene è un’opera inutile e dannosa, in queste ore faremo accesso agli atti per valutare lo stato delle autorizzazioni, fino ad arrivare al ricorso per fermare questa assurdità -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commentando la notizia pubblicata sulle pagine online di roma.corriere.it-. In un’isola che misura meno di due chilometri quadrati, non si capisce proprio a che dovrebbe servire un tunnel per facilitare l’accesso alle auto, l’idea va assolutamente nella direzione sbagliata.”

Secondo quanto emerge dall’articolo, lunedì scorso (17 settembre) sarebbe stato deciso l’affidamento del maxi tunnel da 6 milioni di euro -stanziati dalla Regione Lazio per il collegamento tra il porto nuovo e il campo sportivo- alla società Sacem di Napoli. Un’opera stradale di 259 metri, per buona parte in galleria, con una porzione scavata di 65 metri circa e una parte artificiale di circa
120.

“Se non bastasse, va ricordato che l’ecosistema ha già dimostrato in modo drammatico di essere molto delicato e fragile, per cui l’azzardo dello scavo va oltre la più fervida immaginazione -conclude Parlati-. Dopo la bandiera nera, abbiamo provato a dialogare con l’amministrazione per rilanciare un’idea di sostenibilità per l’isola, in particolare proprio sull’area marina protetta, sul dissesto idrogeologico e la mobilità sostenibile, ma ormai è chiaro che il Comune ha ben altri obiettivi, altro che Ventotene a ’emissioni zero’.”

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Trofeo Tartaruga: sul podio la bicicletta elettrica, scooter al secondo posto e mezzi pubblici terzi.

Auto non si classifica perché non riesce a parcheggiare.

La bicicletta elettrica vince il Trofeo Tartaruga svoltosi questa mattina a Roma, con un’ottima performance, portando a termine in soli 22 minuti il percorso da Via Boccea alla Stazione San
Pietro, con il ciclista d’eccezione Marco Visconti, Assessore all’Ambiente del Comune di Roma. A seguire lo scooter, secondo classificato, guidato da Alessandro Castiello, giornalista di Radio Popolare Roma. In 34 minuti arrivano anche i mezzi pubblici, sui quali viaggiava Francesco Lollobrigida, Assessore alle Politiche della Mobilità e del Trasporto Pubblico Locale della Regione, che, con un percorso combinato tra autobus e treno FR3, avvalendosi del biglietto integrato dal costo di un euro, raggiunge, però per ultimo, il podio della gara. L’automobile, con a bordo il cronista Antonio Scoppettuolo e la troupe del TGR Lazio, si è arresa di fronte al groviglio di lamiere della doppia fila, che ha reso impossibile parcheggiare regolarmente, e quindi è arrivata al Treno Verde senza riuscire a entrare nella classifica.

Questo il risultato del Trofeo Tartaruga organizzato oggi a Roma in occasione della sosta nella capitale dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power. L’equipaggio a bordo del convoglio ambientalista, punta oggi i riflettori sul tema della mobilità romana e delle infrastrutture e dei servizi ad essa collegati.

“Sugli spostamenti brevi la bicicletta non ha rivali, bisogna mettere i cittadini in condizione di poterla usare in modo sicuro, con nuovi percorsi, piste, rastrelliere, a partire dalle grandi arterie, la Boccea, la Salaria, la Tuscolana -ha dichiarato, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Oltre ad approvare il piano quadro, il Comune deve mettere i 40 milioni necessari. Così come va posto al centro dell’azione comunale la mobilità sostenibile, come il car sharing, il bike sharing, servizi che funzionano ovunque e anche a Roma, dove però rimangono eternamente sperimentali e circoscritti in poche aree e la grande domanda non riesce a essere soddisfatta. In questa situazione di crisi economica, spingere sulla mobilità sostenibile e collettiva è fondamentale, i cittadini ci stanno arrivando prima delle Istituzioni.”
Interventi strutturali quanto mai urgenti in una città che, come questa mattina, è bloccata dal traffico
automobilistico, devono necessariamente accompagnare un’inversione di tendenza per quanto concerne la destinazione di fondi e risorse economiche. A livello regionale i finanziamenti da parte delle amministrazioni che si sono succedute nell’ultimo decennio hanno premiato per il 72,2% gli investimenti in strade e autostrade.

Il Trofeo Tartaruga è partito dall’ingresso del parcheggio fantasma sotterraneo di piazza Giureconsulti, inaugurato nel 2002 e chiuso ora da molti anni, un silos di 7 piani sotterranei, che ha fatto finire nel nulla 50 milioni di euro di fondi pubblici.

“Serve una concreta inversione di rotta che punti alla riduzione del traffico veicolare privato, sostenga il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile – dichiara Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio- Cittadini e associazioni denunciano disservizi, tagli, accesso negato per i disabili, costanti pericoli per pedoni e ciclisti, soprattutto nei quartieri meno centrali, dove bisogna mettere a regime un efficace sistema intermodale a beneficio di pendolari e cittadini, parcheggi di interscambio con mezzi pubblici, come quello da 650 posti auto collegato alla fermata metro Cornelia, che va rimesso in funzione. Ci preoccupano gli aumenti delle tariffe in questo senso, chiediamo più treni, più bus, un servizio pubblico migliore.”

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Ciclabilità: Roma ultima tra le grandi città italiane con lo 0,4% di spostamenti in bicicletta.

Ecco i risultati della nuova indagine di Fiab,
Legambiente e CittàinBici
Legambiente: entro una settimana Assemblea capitolina approvi piano
ciclabilità investendo 40 milioni per primi interventi

A Roma solo lo 0,4% degli spostamenti avviene in bicicletta e in condizione troppo spesso del tutto insicure: è questo il dato che porta la Capitale a classificarsi ultima tra le grandi città italiane, secondo la nuova indagine nata dalla collaborazione tra Fiab, Legambiente e CittàinBici, presentata oggi a Bologna. L’approccio è semplice e orginale. Se una città è ciclabile basta chiederlo a chi pedala, se in tanti scelgono la bici per gli spostamenti quotidiani, allora quel centro urbano è a misura di due ruote, altrimenti è chiaro che l’amministrazione locale privilegia i mezzi a motore.

“E’ uno scandalo, in quattro anni Roma non ha fatto nulla per i ciclisti, l’Assemblea capitolina non è stata nemmeno in grado di approvare il piano della ciclabilità, ora è molto debole il generico appello ai capigruppo del Sindaco Alemanno, per aderire a ‘salva i ciclisti’ lanciato dal Times di Londra e ripreso da migliaia di utilizzatori delle due ruote a Roma e in tutta Italia -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il piano è stato presentato più volte, approvato in Giunta il 24 marzo di un anno fa, presentato in pompa magna il 9 maggio alla giornata della bicicletta, che altro dobbiamo aspettare per vederlo approvato e soprattutto finanziato, per far partire gli interventi per realizzare nuove corsie, piste, itinerari ciclabili, per mettere ovunque rastrelliere, per smetterla di contare i morti sulle due ruote ammazzati dalle automobili, per dotare Roma di un bike sharing come quello di tutte le altre città italiane ed europee? Vanno subito reperiti i 40 milioni necessari ad anticipare la realizzazione degli interventi a breve e medio periodo, con priorità decise tramite un confronto serrato con i ciclisti, i comitati e le associazioni, recuperando il tempo perduto. Sono passati 345 giorni dall’approvazione in Giunta, l’Assemblea capitolina buttasse nel cestino le numerose indecenti delibere urbanistiche da campagna elettorale e si occupasse della
città, approvando entro una settimana il biciplan.”

Il Parlamento Europeo già nel 2002 ribadiva la necessità di incrementare le modalità di spostamento con bicicletta e il piano quadro si pone obiettivi condivisibili e ambiziosi: passare da 225 km a 1.200 km di rete ciclabile (oggi 115 km sono nel verde e solo 110 su strada), da 26 a 350 stazioni per il bike sharing, con tanti nuovi parcheggi nei nodi di scambio. Ad oggi risultano già finanziati solo 65 km di nuovi itinerari e quindi servono altrettanto ambiziose scelte di investimento, per raggiungere questi traguardi. Tra il breve e il medio periodo sarebbero necessari circa 40 milioni di Euro per realizzare molti degli interventi ma nemmeno tutti. Nel piano la rete ciclabile principale, che interessa i grandi assi di spostamento, è fatta di 361 km di piste, dei quali 70 esistente, 50 finanziata e il resto da finanziare. La rete ciclabile locale ha invece circa 40 km di piste già realizzate di cui 17 già finanziate e circa 550 pianificate. Accanto a queste abbiamo quasi 150 km di corridoi verdi, che dovrebbero garantire il collegamento tra Roma e la campagna. Un’attenzione particolare è rivolta alle scuole dove verranno realizzate delle rastrelliere per il parcheggio all’interno degli edifici scolastici. Per Fiab Legambiente e Citta in Bici, la città ottimale ha almeno un 15% di spostamenti in bici  allo stesso tempo una mobilità in auto e moto minore del 50%. Secondo lo studio “Città in bici”, Roma è ultima tra le grandi città italiane per l’indicatore del modal split (spostamenti modali), con un totale del solo 34% di “spostamenti sostenibili”, ossia realizzati in bici (0,4%), a piedi (6,1%) o con il mezzo pubblico (27,7%), e ben il 66% di “spostamenti insostenibili”, ossia realizzati in auto o moto. Tra le grandi città, le eccellenze si riscontrano a Milano con 15mila cicloparcheggi e a Padova con la bicistazione da 900 posti; tra le città medie a Reggio Emilia con 56 chilometri di zone 30 e 175 chilometri di rete ciclabile, a Parma con la bicistazione da 3.400 posti, a Piacenza con il 33% di Modal Split per le bici; tra le città piccole a Cremona con gli oltre 2.000 cicloparcheggi, ad Asti con i 28 chilometri di zone 30, a Biella con il 28% di Modal Split per le bici, a Campobasso con il 20% di Modal Split per le auto e per il Tpl.

“Basta soffrire nel traffico e nello smog e morire in bicicletta, Roma deve fermare l’impazzimento di auto in giro e se vuole dare un contributo alla campagna ‘salva i ciclisti’ deve subito realizzare gli itinerari ciclabili leggeri e in sicurezza del piano della ciclabilità, lungo tutte le strade che lo consentano, la Nomentana, e tutte quelle individuate dai Municipi e riportate nel piano -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio- Nella Capitale tutte le opere pubbliche che si realizzano dimenticano le ciclabili, l’ampliamento della Tiburtina, la riqualificazione di viale Aventino dove il coordinamento Roma ciclabile sta tentando un recupero in extremis, addirittura con i lavori assurdi del Ponte della musica la ciclabile e stata chiusa ed è ancora stupidamente bloccata dal cantiere nove mesi dopo l’inaugurazione. Sul bike sharing il bando è fermo pare per un ricorso di una ditta della casbah delle pubblicità romane e dell’utilizzo dei soldi delle multe per il finanziamento della ciclabilità non ne parla più nessuno. Bisogna sbrigarsi, smetterla di perdere tempo, all’Assessore Visconti chiediamo interventi forti, l’obiettivo finale di 986 Km di piste
al 2020 è lontanissmo.”

I prossimo appuntamento con Legambiente e Fiab sarà la seconda edizione del Giretto d’Italia, il Campionato nazionale della ciclabilità urbana che si terrà in 25 città italiane l’11 maggio alla vigilia
della Giornata nazionale della Bicicletta, promossa dal Ministero dell’Ambiente.

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Tridentino, Legambiente: ridicolo ulteriore rinvio Alemanno, subito pedonalizzazione.

Era il gennaio del 2002 quando Legambiente con l’associazione degli abitanti e dei commercianti di Via Vittoria lanciò la campagna Mal’aria, con le lenzuola bianche antismog, proprio dal
cuore del Tridente, per chiedere che finalmente la meravigliosa area tra piazza del Popolo e Via del Tritone fosse chiusa al traffico e pedonalizzata.

“Sono passati dieci anni dalle lenzuola bianche antismog di Legambiente al Tridente, nel corso del tempo diverse cose furono fatte dopo la prima delibera del 2003, ma con Alemanno tutto si è
fermato rinviando a promesse future -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Ormai via del Babuino è tornata ostaggio delle auto, nelle vie interne capita sempre più spesso e
specialmente di sera di trovare automobili parcheggiate, la stessa via del Corso diventa un luogo per la sosta illegale. In tal senso, anche la positiva isola ambientale per le strade a pettine da via Ripetta a via del Babuino rischia di essere pressata dalle automobili, per questo l’unica risposta vera è la pedonalizzazione, che va fatta subito, senza scuse, continui rinvii, serve il coraggio di  scegliere che questo Sindaco non ha, forse scontentando qualcuno ma rendendo un servizio a molti.” “Il nuovo piccato rinvio del Sindaco Alemanno per la pedonalizzazione del Tridente è ridicolo,
altro che 2013 come aveva promesso –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. A Roma i livelli di smog continuano ad essere allarmanti, ma il Sindaco continua a rinviare
anche le scelte più semplici, che i residenti e gli stessi commercianti chiedono da anni. Di fermare l’invasione delle auto private al centro e in periferia non se ne parla, il Colosseo rimane spartitraffico e anzi si programmano nuovi inutili PUP come a Fermi, Giulio Agricola e tanti altri, sui provvedimenti strutturali a favore del trasporto pubblico nessuna novità ma sono di nuovo sparite di nuovo le domeniche a piedi e le targhe alterne, non si punta sul car sharing per la mobilità sostenibile e il bike sharing è in silenzioso fallimento come le ciclabili.”
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Dossier MAL’ARIA 2012

Riparte “Mal’aria di città”, l’ormai storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile ed anche quest’anno abbiamo fatto un bilancio per le polveri sottili PM10 e il biossido d’azoto.
Analizzando i dati dell’Arpa Lazio del 2011 per polveri sottili e anche per il biossido di azoto la situazione risulta assai preoccupante. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nella Capitale e non solo, complici anche le condizioni meteo che in mancanza di pioggia hanno favorito il ristagno dei gas inquinanti; risultati inquietanti che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma. Nel 2011 il livello di polveri sottili in atmosfera ha superato per moltissimi giorni il limite di legge (50 microgrammi per metro cubo μg/mc per la concentrazione media nelle 24 ore), così come è molto elevato il numero di ore fuorilegge per il biossido di azoto (200 microgrammi per metro cubo μg/mc per la concentrazione massima oraria), come si evidenzia in tabella…

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A Roma il 5% degli spostamenti si fa in bici: incoraggianti risultati dal Giretto d’Italia di Legambiente, FIAB e Cittainbici

GLI ORGANIZZATORI: PIÙ SPAZIO E PIÙ SICUREZZA PER I TANTI ROMANI CHE SCELGONO DI MUOVERSI IN BICI

C’è un pezzo di romani disposto a mettersi alla prova in bicicletta: lo confermano i risultati del Giretto d’Italia diffusi oggi, a ridosso della seconda Giornata Nazionale della Bicicletta. Nel primo campionato della Ciclabilità Urbana, che a Roma è stato organizzato da Legambiente Lazio e Fiab Roma, in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma e con la partecipazione del Coordinamento Roma Ciclabile, la Capitale si è piazzata in sesta posizione nel girone delle Grandi città, con una percentuale di spostamenti in bici pari al 5%, dopo Torino (vincitrice con il 19%), Milano (18,7%), Verona (16,9%), Firenze (13,6%), Bari (5,4%), e subito prima di Genova (2,7%). Il monitoraggio del numero di biciclette in circolazione è stato effettuato dalle 8 alle 10 del mattino, il 3 maggio scorso, in tre check point posizionati in Viale Aventino, a Via Marcantonio

Colonna e a Valle Giulia dal Comune di Roma, e ha calcolato anche il numero delle automobili, dei ciclomotori, dei bus e dei pedoni, fornendo un quadro generale della mobilitànella città. “C’è una moltidudine silenziosa di romani che ha scelto di muoversi in bicicletta, che va sostenuta con più spazi e più sicurezza, con iniziative concrete e fondi per il piano della ciclabilità da approvare subito – dichiarano gli Organizzatori dell’evento. E ancora più grande è il numero dei pedoni e di coloro che usano mezzi pubblici, in termini di mobilità sostenibile la Capitale nei luoghi monitorati ha raggiunto una percentuale del 66% sul totale degli spostamenti. Sono dati incoraggianti, sui quali far avanzare politiche e scelte, per scalare la classifica dalla penultima posizione di oggi. I romani vogliono avere la possibilità di scegliere come muoversi e l’Amministrazione deve tenerne più conto e offrire risposte che rendano la mobilità ciclabile un’alternativa praticabile”.

A viale Aventino sono state 178 le biciclette transitate, 1.158 le auto, 602 i ciclomotori, ben 400 i bus e 540 i pedoni; a Via delle Belle Arti 41 biciclette, 980 auto, 406 ciclomotori, 57 bus e 87 pedoni; a via Marcantonio Colonna 32 biciclette, 73 auto, 13 ciclomotori, 49 bus e 434 pedoni. In totale sommando i 3 check point i risultati hanno visto 251 biciclette conteggiate, 2.211 auto, 1.021 motocicli e ciclomotori, 506 bus e 1.061 pedoni.

Per quanto riguarda gli altri gironi, tra le città piccole città ha trionfato Udine con il 39,8% degli spostamenti in bicicletta, mentre la maglietta rosa del girone delle città medie è andata a Ferrara, che ha superato di pochissimo Trento (38,2% e 36,7% i rspettivi risultati). In totale, nelle 27 cittàitaliane partecipanti alla speciale iniziativa, che ha visto anche la collaborazione di Cittainbici e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente,sono passati attraverso i check point circa 45mila ciclisti urbani. E’ d’obbligo ricordare il valore simbolico del monitoraggio, che in molti casi è stato effettuato in aree del territorio comunale dove spostarsi in bici è più agevole, ma proprio questo dimostra come contesti più favorevoli invoglino i cittadini a scegliere questa soluzione per i proprio spostamenti.

Il successo della prima edizione del Giretto d’Italia riporta alla ribalta l’urgenza del problema della promozione di forme di mobilità alternative ai veicoli a motore, anche a fronte del costante aumento del tasso di polveri sottili presenti nell’aria. Da tempo le associazioni chiedono, in particolare, un progetto a più ampio raggio che miri a sensibilizzare la popolazione romana sul tema e a rendere meno pericoloso spostarsi in bici per le strade romane. La speranza è che iniziative come queste servano a convincere le Amministrazioni locali ad incrementare gli sforzi nell’ambito della mobilità ciclabile, e più in generale della mobilità sostenibile, dimostrando un interesse reale per la tutela della salute e il miglioramento della qualità della vita della popolazione.

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