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Green Mobility: 22 novembre 2018 a Roma

Oggi le opportunità offerte alle aziende di mobilità sostenibile, per gli spostamenti di lavoro, casa-lavoro e persino per la mobilità privata dei dipendenti, sono più articolate e convenienti del passato.

Abbonamenti con i mezzi pubblici, biciclette pieghevoli, auto in “corporate car sharing”, auto ibride, veicoli elettrici (bici, scooter, auto), in flotte aziendali anche in uso promiscuo, permettono ora ai mobility manager, responsabili del personale e agli uffici acquisti soluzioni economiche e facilmente gestibili.

Proprio per affrontare questi temi, il 22 novembre mattino a Roma, si terrà l’incontro “Green Mobility” presso la Biblioteca Altiero Spinelli all’interno della sede della Regione Lazio a Roma, Via Rosa Raimondi Garibaldi n. 7, Palazzina. C – piano terra.

L’iniziativa ha lo scopo di illustrare, ad aziende e mobility manager, le offerte di nuova mobilità, le modalità operative (contratti e convenzioni aziendali, servizi gestionali, amministrazione nella busta paga, detrazioni fiscali).

È necessario iscriversi per partecipare, a   questo link.

Green Mobility – Roma

22 NOVEMBRE, ORE 9.30 

presso REGIONE LAZIO, via Rosa Raimondi Garibaldi

 

Programma proivvisorio:

h. 09,30 – accoglienza e registrazione Saluti istituzionali

  • Mauro Alessandri – Assessore Mobilità Regione Lazio
  • Cristiana Avenali – promotrice legge mobilità nuova Regione Lazio

h. 09,45 – PUMS (Piano della Mobilità Sostenibile), la transizione mobilità zero emissioni.

  • Introduzione, Andrea Poggio
  • Alessandro Fuschiotto – Roma Servizi per la Mobilità
  • MotusE
  • Riprogettare lo spazio urbano: il GRAB, Alberto Fiorillo (Legambiente)

h. 11,00 – mobilità famiglie e stakeholders come welfare aziendale, oltre l’azione dei mobility manager. Case history.

  • Federico Caleno, EnelX – mobilità elettrica in azienda
  • Emanuele Lazzarini, RWA Consulting, Mobilità e welfare aziendale
  • Horatio Reartes, Car2go – uso aziendale car sharing
  • Alessandro Costelli, Jojob – il car pooling aziendale
  • Giovanni Gentile, FIGO – nuovi mezzi Free Intelligent Go

h. 12,30 – Conclusioni di Legambiente Lazio – Roberto Scacchi, presidente regionale

Ore 13.00 aperitivo networking

 

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|FOTO| Domenica Ecologica, Legambiente: “Straordinario successo per Roma e per i Parchi del Lazio”

Domenica ecologica, parchi in festa con prodotti tipici musica e allegria. Legambiente “Straordinario successo di iniziative e feste in tutta la città. Chiediamo nuove domeniche ecologiche e rilancio delle aree protette”
Ancora una volta migliaia di turisti e romani hanno affollato via dei Fori Imperiali per la domenica ecologica della capitale, giunta alla terza edizione del 2015. I volontari dell’associazione hanno animato la strada, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura di Roma Capitale e con la partecipazione dell’Ente Regionale RomaNatura e di Federparchi Lazio, dando la possibilità a migliaia di persone di partecipare ai laboratori per tutte le età e noleggiare gratuitamente biciclette per godere le bellezze del centro storico, senza dover ricorrere all’automobile. 
“Ancora una volta la domenica ecologica si dimostra un momento bello e fondamentale per tutta la città – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – Giornate come questa dovrebbero essere calendarizzate sistematicamente per far scoprire a romani e turisti il piacere di vivere la bellezza della città eterna in un modo diverso, sostenibile e senza la morsa del traffico. Dopo le 4 edizioni invernali chiediamo al comune di individuare nuove date per la prossima primavera.” 
La giornata si è poi arricchita grazie alla festa dei parchi di Roma e del Lazio che con stand gastronomici ed informativi hanno raccontato le bellezze naturali del nostro territorio ai romani e ai turisti di passaggio. Tante realtà provenienti dalla rete delle aree protette di RomaNatura ma anche buone pratiche da parchi del Lazio presenti, come il Parco dei Monti Simbruini, quello dei Lucretili, quello della Riserva Naturale del Lago di Vico e quello di Nazzano Tevere Farfa. 
“I Parchi della nostra regione sono un bene inestimabile che dobbiamo preservare ed incentivare – prosegue Scacchi – Un parco significa biodiversità, ma anche meno cemento e al contempo più occupazione, turismo e sviluppo economico sostenibile”.
Ai Fori Imperiali la giornata è stata animata dai volontari di Legambiente Lazio e dei circoli Ecoidea e Cellulosa, dagli stand dei parchi ma anche dall’associazione Gropius e Faramelli con la giocoleria per i piu piccoli. Hanno raccontato le tradizioni musicali e culturali del Lazio gli spettacoli degli Sbandieratori dei 7 Rioni Storici di Carpineto Romano e la splendida musica della Banda Musicale “Ponte sull’Aniene” di Roviano e Anticoli Corrado. Nel resto della città il circolo Legambiente Mondi Possibili ha animato la giornata in Piazza dell’Immacolata e Piazza Grecia, il circolo Città Futura ha realizzato una biciclettata da Villa Gordiani al Parco di Centocelle ed il circolo Monteverde Ilaria Alpi ha infine animato Piazza Ottavilla.
Hanno partecipato, tra gli altri: Estella Marino (assessore all’Ambiente di Roma Capitale), Maurizio Gubbiotti (commissario Ente Regionale RomaNatura), Enrico Panzini (commissario Parco Regionale dei Monti Simbruini), Cristiana Avenali (consigliere regionale del Lazio).
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Presentato dossier Mal’Aria. Cigno Nero a Frosinone e blitz di Legambiente

Dossier Mal’Aria di Legambiente. Cigno Nero a Frosinone come peggiore città d’Italia per il Pm10 con 110 giorni di superamento del limite di emissioni massimo consentito. 

Tutta la ciociaria e Roma con smog alle stelle nel 2014, il 2015 comincia sullo stesso segno. Legambiente “Siano subito prese contromisure decise per salvaguardare l’aria e la salute dei cittadini”

Se il 2015 si apre con dati davvero poco rassicuranti, il 2014 ha visto il Lazio sempre sotto la lente di osservazione per la concentrazione di polveri sottili nelle aree urbane grandi e meno grandi. La capitale e Frosinone anche nell’anno trascorso hanno messo a dura prova le vie respiratorie dei propri cittadini, con un inquinamento dell’aria che per troppi giorni ha superato le soglie di tolleranza poste dalla legislazione. Il capoluogo ciociaro presenta la peggiore condizione a livello nazionale, con 110 giorni di superamento dei limiti di legge, ovvero per quasi tre mesi e mezzo gli abitanti della città hanno respirato un’aria insalubre. Lo sfortunato primato non stupisce, dato che la tendenza degli ultimi anni vedeva il capoluogo ciociaro avere un numero di sforamenti annuali sempre abbondantemente oltre quelli limite: nel 2012 erano 120, nel 2013 112.

“Frosinone non può continuare ad essere la capitale italiana dell’inquinamento, – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – devono subito essere messe in campo contromisure serie ed efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico e consentire ai cittadini di respirare nuovamente aria pulita. Va prontamente ripreso il piano regionale di risanamento dell’aria, più targhe alterne, più blocchi del traffico ed una rete di piste pedonali sicure permetterebbero di abbattere l’inquinamento derivato dalle emissioni di polveri sottili. Oggi consegniamo a Frosinone il nostro cigno nero, ma non dobbiamo dimenticarci della capitale dove lo scorso anno centraline come quella in via Tiburtina hanno superato ben 43 volte il limite consentito”.

 Secondo i monitoraggi effettuati quotidianamente attraverso le centraline Arpa nel Lazio i casi più a rischio sono rappresentati quindi da Frosinone, ma anche da alcune aree della stessa provincia e da alcune zone della capitale. Già nel primo mese del 2015 la situazione rilevata dalle stazioni dalle centraline dell’ARPA Lazio ci racconta una regione con un importante problema di inquinamento.

“La situazione di Frosinone, fortemente compromessa l’anno scorso, non mostra alcun miglioramento quest’anno e anzi sembra poter raggiungere gli infelici record del 2014 – dichiara Francesco Raffa coordinatore Legambiente per la Provincia di Frosinone –  Al 28 gennaio le fonti dell’agenzia regionale facevano rilevare che il particolato aveva superato i livelli consentiti dalla normativa nazionale già 23 giorni nel nucleo urbano e addirittura 26 nel territorio della provincia, a Ceccano”.

A Roma la situazione nel 2015 vede emergere già 12 giorni di sforamento a largo Preneste, 11 a Cinecittà e 9 in via Magna Grecia e via Tiburtina, tutte zone trafficate abbondantemente dalle auto private. Per quanto riguarda il 2014 la situazione è stata critica anche nella capitale, dove ben quattro stazioni di rilevamento hanno riportato un’esposizione al particolato per i cittadini oltre i limiti di legge. Lo scorso anno sulla via Tiburtina i giorni durante i quali l’aria aveva una concentrazione di polveri superiore a 50 µg/m³ sono stati 43 e pochi di meno in altre congestionate zone della città: 40 giorni a Cinecittà e a largo Preneste, 36 a corso Francia.

Oltre all’inquinamento più tipico delle aree urbane (da veicoli e da riscaldamento) in certe zone della valle del Sacco si vanno ad aggiungere gli inquinanti degli impianti produttivi che sono installati lungo la valle. Su questa arteria industriale alcuni centri minori fanno registrare una qualità dell’aria simile a quella di capoluoghi italiani di medie dimensioni, mostrando nel solo 2014 un eccesso di polveri PM10 per 110 giorni a Ceccano, 57 a Cassino e 49 a Colleferro, quest’ultima nella provincia di Roma.

Stazioni di Monitoraggio ARPA

Numero di giorni di superamento annuo 2014

Frosinone Scalo

110

Ceccano

110

Cassino 

57

Colleferro

49

Roma Tiburtina

43

Roma Cinecittà

40

Roma Largo Preneste

40

Roma Corso Francia

36

Tabella 1: Anno 2014. Numero di giorni di superamento del livello di PM10 stabilito dal d.lgs 13/08/10 n. 155 (Fonte Arpa, elaborazione Legambiente Lazio)

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DOSSIER MAL’ARIA 2015

“Mal’aria” è la storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile ed anche quest’anno abbiamo fatto un bilancio per le polveri sottili PM10.

La presenza di inquinamento atmosferico nelle città del Lazio non sembra essere in diminuzione e anzi resta in molti casi ben oltre i livelli di attenzione. I valori che vengono registrati periodicamente mostrano andamenti poco rassicuranti e soprattutto in linea con le serie storiche, senza sensibili cambiamenti di rotta. La qualità dell’aria è un elemento fondamentale per garantire la salute umana ed è per questo che è necessario un monitoraggio continuo in grado di tenere sotto controllo le sostanze che possono interferire e danneggiare l’organismo. L’elevata esposizione agli agenti inquinanti, frutto soprattutto della combustione, possono causare diverse disfunzioni e malattie, in particolare legate al sistema respiratorio, che oltretutto vanno ad incidere sulla spesa sanitaria. Secondo le ultime stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione Europea l’inquinamento atmosferico ha causato oltre 400mila morti premature con costi ingentissimi per i vari sistemi sanitari che oscillano tra i 330 e i 940 miliardi di euro all’anno nella sola Europa.

Nel rapporto redatto dall’ISPRA “X Rapporto Aree Urbane, anno 2014” viene analizzata infatti anche “l’esposizione della popolazione di città e aree metropolitane agli inquinanti atmosferici”, in cui emerge con chiarezza come milioni di persone sono esposte a concentrazioni medie annuali di PM10, PM2,5, NO2 ed O3 superiori, e di molto, ai valori di riferimento forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; l’analisi si basa sui dati di concentrazione rilevati nel 2013 nelle aree urbane e metropolitane rispetto al numero di cittadini presenti in quelle stesse aree e mostra come per il PM10 la quasi totalità delle città abbia registrato concentrazioni superiori a quelle indicate dall’OMS.

Non solo, gli elevati livelli di inquinamento atmosferico in Italia sono alla base di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea a causa della “Cattiva applicazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente – Superamento dei valori limite di PM10 in Italia” . Queste violazioni, che riguardano anche la regione Lazio, porteranno, se l’Italia non riuscirà a porre rimedio, ad una condanna con conseguenti sanzioni, come già avvenuto nel 2012. L’Italia infatti era stata già stata condannata tre anni fa relativamente ai superamenti di PM10 per il periodo 2006-2007 in 55 diverse zone ed agglomerati italiani. Il dato più scoraggiante e preoccupante in merito alla nuova procedura di infrazione è che 13 delle 55 aree già condannate hanno continuato a superare costantemente i limiti per il PM10 anche nel periodo 2008-2012 e si ritrovano per questo di nuovo sotto indagine, insieme ad altre 6 nuove zone.

In città la fonte principali di inquinamento atmosferico è il trasporto su strada, dove i passi avanti fatti sull’efficienza dei motori non ha consentito di ottenere risultati evidenti nel miglioramento della qualità dell’aria, visto l’elevato numero di veicoli in circolazione e l’incremento dei diesel; segue il riscaldamento domestico, prevalentemente derivante dall’uso di legna o combustibili fossili particolarmente inquinanti come l’olio combustibile o il gasolio.

Ma non è solamente l’ambiente urbano delle grandi città a destare preoccupazioni. Significative sono anche le emissioni in atmosfera derivanti dalle fonti industriali, che spesso vanno a sommarsi con quelle urbane, e specialmente nell’aerea meridionale della regione fanno riportare considerevoli concentrazioni di polveri e altre sostanze ritenute pericolose.[…]

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Giovani esperti per giovani sicuri

Bando per la selezione di una masterclass in materia di progettazione, realizzione e gestione di percorsi ciclo – pedonali

ART 1 “FINALITA’”
Legambiente Lazio ed il CRISS, Centro Interuniversitario di Ricerca per gli studi sulla Sicurezza Stradale, con il contributo della Regione Lazio, promuovono il progetto “GIOVANI ESPERTI PER GIOVANI SICURI” finanziato nell’ambito del bando “Iniziative della Regione Lazio in materia di educazione alla sicurezza stradale. Bando per la selezione di iniziative in materia di promozione della sicurezza stradale da realizzarsi a cura di Associazioni operanti sul territorio della Regione Lazio”, e intendono favorire azioni di miglioramento dei livelli di sicurezza stradale dell’utente debole;
la finalità principale è la formazione di una figura professionale esperta nella pianificazione, progettazione, realizzazione e gestione di percorsi ciclopedonali, incoraggiando ed incentivando così l’incontro tra domanda ed offerta in questo settore e la collaborazione fra le Amministrazioni locali ed i professionisti.

ART 2 “OGGETTO”
Legambiente Lazio ed il CRISS, con il contributo della Regione Lazio, realizzano un corso intensivo gratuito finalizzato alla formazione di una nuova figura professionale capace di poter assistere tipicamente le Amministrazioni Comunali della Regione, ma anche associazioni, comitati, istituzioni di vario livello e soggetti privati, per analisi di fattibilità di percorsi ciclabili, ciclopedonali e pianificazione degli interventi in questo ambito;
il corso avrà ad oggetto tematiche inerenti specificamente la sicurezza dell’utente debole della strada, prioritariamente ciclista e pedone, con un approccio didattico particolarmente orientato a profili pratici e operativi e finalizzato all’acquisizione da parte dei partecipanti di solide basi tecniche per la pianificazione e progettazione, ovvero individuazione ed identificazione di percorsi ciclopedonali funzionali e sicuri.

ART 3 “SEDE, MODALITA’ DI SVOLGIMENTO E DURATA DEL CORSO”
Il corso si svolgerà nella città di Roma presso locali dotati delle necessarie infrastrutture tecnologiche, la cui puntuale ubicazione sarà comunicata ai vincitori a seguito della formazione della graduatoria di cui all’ art. 6 del presente bando;
il corso sarà erogato a titolo gratuito ai partecipanti ritenuti idonei nella fase di selezione;
la durata del corso sarà di una settimana, per una durata complessiva di 15 ore di apprendimento di didattica frontale, comprensive di presentazioni di casi di studio ed esercitazioni progettuali;
le tematiche oggetto del percorso formativo saranno così organizzate e distribuite: mobilità ciclopedonale, aspetti principali di funzionalità e sicurezza (3 ore); pianificazione e progettazione di nuovi itinerari ciclopedonali (6 ore); individuazione di percorsi ciclopedonali sicuri (3 ore);
presentazione di casi di studio (3 ore) tramite la partecipazione di Legambiente.

ART 4 “DESTINATARI”
Il presente bando di selezione è rivolto a neolaureati che, in via preferenziale, dovranno essere in possesso di una laurea di primo o secondo livello in Ingegneria Civile o Architettura;
costituirà inoltre elemento di merito nella formazione della graduatoria per l’ammissione al corso l’aver sostenuto esami nei Settori Scientifici Disciplinari ICAR04 (Strade Ferrovie Aeroporti) e ICAR05 (Trasporti) per almeno 20 CFU complessivi.

ART 5 “PRESENTAZIONE, MODALITA’ E SCADENZA DELLA DOMANDA”
La domanda di ammissione, allegata al presente bando, redatta in carta semplice, dovrà essere consegnata a mano o fatta pervenire, entro e non oltre le ore 12 del 27 Ottobre 2014 al seguente indirizzo: Legambiente Lazio, via Firenze 43 cap 00184 Roma;
nella domanda di ammissione andranno indicati specificatamente ed a pena di esclusione:
a) Nome e cognome del candidato, indirizzo di residenza e, se diverso, indirizzo di domicilio, numero telefonico ed indirizzo di posta elettronica per la notifica di eventuali comunicazioni;
b) Titolo di diploma di laurea, oppure dichiarazione sostitutiva attestante l’Università presso la quale si è conseguita la laurea e il tipo di laurea, con l’indicazione della data, del voto, ed eventualmente la certificazione dei CFU conseguiti nei settori ICAR04 e ICAR05;
c) Curriculum degli studi, delle attività professionali e di ricerca svolte dal candidato;
d) Autocertificazione di conoscenza della lingua italiana per gli studenti stranieri e di almeno un’altra lingua dell’Unione Europea,
per i cittadini italiani;
e) Saranno considerate prodotte in tempo utile le domande di ammissione consegnate o pervenute per posta o a mezzo fax, entro il termine indicato nel presente articolo.

ART 6 “COMMISSIONE GIUDICATRICE”
La Commissione giudicatrice è composta da membri di Legambiente Lazio e del CRISS, e formulerà apposito giudizio di idoneità dei candidati; qualora il numero delle domande di partecipazione al corso dovesse risultare superiore al numero dei posti messi a disposizione con il presente bando, l’ammissione al corso sarà subordinata ad una graduatoria per titoli e, ove ritenuto utile dalla Commissione, ad un colloquio.

ART 7 “NOMINA DEI VINCITORI ED ACCETTAZIONE”
La Commissione giudicatrice di cui all’ art. 6 del presente bando, concluse le operazioni di valutazione di idoneità dei candidati, procederà alla stesura di apposita graduatoria della quale verrà data comunicazione con esposizione della stessa presso la sede di Legambiente Lazio, sita in Roma presso via Firenze 43 e tramite il sito internet della medesima all’indirizzo www.legambientelazio.it ; all’atto dell’accettazione da parte del candidato del diritto di partecipare al corso, ogni partecipante dovrà sottoscrivere un impegno deontologico nel quale dichiarerà che presterà il proprio servizio, con riferimento alle attività per cui è stato formato nel corso, per conto di terzi a tariffa già preventivamente pattuita ed esclusivamente con ruolo di consulenza specialistica, senza poter svolgere, nell’ambito dello specifico incarico, ulteriori attività di progettazione, pianificazione, o calcolo o qualunque compito tipicamente svolto da professionisti appartenenti a specifici ordini.

ART 8 “DISPOSIZIONI FINALI
”Per quanto ivi espresso e contenuto, si potrà fare riferimento a Valentina Romoli, presso la sede di Legambiente Lazio ai seguenti contatti: 06 85358051-77 mail v.romoli@legambientelazio.it dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 10 alle ore 18.

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Nuovo Stadio della Roma. Metro B, riduzione delle previsionia e somma zero nel PRG, sicurezza idrogeologica sono le condizioni indispensabili: Legambiente presenta le osservazioni al progetto dello Stadio.

Legambiente “Trasformare il progetto Stadio in una operazione dove sia chiaro l’interesse pubblico e della città. Inaccettabile che si approfitti della fede dei tifosi per operazioni immobiliari altrimenti vietate”

Legambiente anticipa la Conferenza dei Servizi, convocata per domani in merito al progetto dello stadio ai sensi della nuova Legge per gli impianti sportivi, presentando le osservazioni che invierà a Comune e agli altri Enti competenti.
“Nella proposta presentata da Parsitalia, lo Stadio e le attività commerciali connesse rappresentano solo una minima parte degli interventi previsti. – ha commentato Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente – Non è consentito a nessuno di speculare sulla fede dei tifosi, facendosi scudo dello Stadio della Roma per dare il via libera a un intervento che, per come è proposto, aggraverebbe le condizioni di invivibilità della città, costringendo tifosi e cittadini a passare ore in auto e magari a non riuscire neanche a vedere la partita di calcio per la quale hanno comprato i biglietti, perché bloccati nel traffico o perché risulta inaccessibile con i mezzi pubblici, o perché a seguito di piogge improvvise, alle quali dobbiamo sempre più abituarci, l’intera zona è allagata o a rischio”.

Nelle osservazioni l’associazione ambientalista ha voluto evidenziare le questioni più rilevanti perché questo dibattito sia fatto realmente nell’interesse della città e dei suoi cittadini, a prescindere dall’essere tifosi o meno di una squadra di calcio. “Per un’enorme progettazione come quella della costruzione di un nuovo stadio, chiediamo con le nostre osservazioni il rispetto di poche e semplici regole– dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio –su cui non si dovrebbe neanche discutere: che sia servito da una rete di mezzi pubblici idonea; che si riducano le previsioni edificatorie che nulla hanno a che fare con lo stadio, senza appesantire neanche di un metro cubo il diluvio di cemento che ha fatto scempio di Roma negli anni, in ogni quartiere; che invece di distruggere si rispettino e valorizzino al meglio le risorse naturali dell’area prevista per l’intervento. Queste sono le condizioni minime in un area talmente delicata, per prendere in considerazione un progetto che, com’è presentato oggi, non possiede in alcun modo i necessari presupposti per l’interesse pubblico. Nella capitale siamo già tutti soffocati dal traffico, stretti dal cemento e con allerte meteo continue per poterci permettere il lusso di peggiorare ulteriormente la situazione, e ogni novità a Roma, non esclusa quella di un impianto sportivo come il nuovo Stadio della Roma, deve essere uno strumento per migliorare la vita dei romani”. Il Comune di Roma ha in mano tutti i poteri, proprio in virtù della Legge sugli stadi, per chiedere di modificare il progetto “indicando le condizioni necessarie per ottenere i successivi atti di assenso al progetto”. Su questi punti che Legambiente porta al dibattito cittadino è disponibile a un confronto trasparente che deve prescindere da ragioni di tifo o interessi che nulla hanno a che fare con il calcio.

Per Legambiente sono tre le condizioni fondamentali e non eludibili:

1) Un’accessibilità allo stadio degna di una città europea. I tifosi della Roma avrebbero diritto di andare allo stadio come quelli delle squadre che incontrerà in Champions League: Real Madrid (stazione Santiago Bernabeu), Bayern Monaco (stazione Frottmaning), Chelsea (stazione Fulham Broadway) o Arsenal (stazione Arsenal), Paris Saint Germain (stazione Port de Saint-Cloud)! Ossia prioritariamente attraverso un sistema di trasporto pubblico su ferro, con una stazione a non più di 500 metri a piedi, con una cadenza e una capienza adeguata a flussi di impianti con queste caratteristiche. Nell’area di Tor di Valle è presente una stazione della ferrovia Roma- Lido, che non garantisce in alcun modo tali standard di capienza e con problemi già oggi rispetto ai flussi esistenti. Per Legambiente il prolungamento della Metro B a Tor di Valle è una condizione non derogabile per il progetto dello Stadio, in assenza della quale andrebbe in crisi la viabilità nell’ambito in particolare per le partite serali. Il Comune deve scegliere di fare del prolungamento successivo verso Muratella (dove si incrocia la Linea FM3) e poi Corviale una priorità strategica per migliorare la mobilità a Roma. Legambiente evidenzia inoltre un errore nel progetto dei parcheggi, con un dimensionamento eccessivo e slegato dal “Business park” quando, come è evidente, siamo di fronte a un progetto che ha senso se risulta fortemente integrato. Per un ovvia ragione legata alla differente fruizione dei parcheggi per gli usi dello stadio e degli uffici (i primi nel weekend e nelle ore serali).

2) Un intervento a cubature zero per la città. Roma non ha bisogno di altro consumo di suolo, di ulteriori espansioni edilizie oltre a quelle realizzate in questi anni e ai 20milioni di metri cubi ancora edificabili secondo il Prg. Legambiente chiede al Comune di ridurre le previsioni edificatorie e di stralciare quanto verrà stabilito dal piano vigente. Tanti metri cubi si deciderà di realizzare a Tor di Valle, oggi a destinazione verde privato, tanti si taglieranno dalle previsioni di piano. Solo così si potrà infatti garantire l’interesse di una città che ha già troppi problemi urbanistici e deve puntare su politiche di rigenerazione urbana. Il Comune deve partire da una “operazione trasparenza” su volumetrie e urbanizzazioni del progetto Parnasi, per evitare che si crei un vantaggio evidente per questo intervento, rispetto a interventi analoghi ma slegati dallo stadio, per i quali valgono obblighi di Legge e costi conseguenti. La strada da percorrere secondo Legambiente è di “smontare” il progetto presentato: riducendo la cubatura del Business Park, considerando le urbanizzazioni dello stesso a suo carico, come avviene per ogni tipo di progetto urbanistico, e valutare in forma integrata le urbanizzazioni dello Stadio e del Business Park per ridurre spese, infrastrutture e volumetrie inutili. La stessa Legge 147/2013 è chiara nel sottolineare come “Lo studio di fattibilità non può prevedere altri tipi di intervento, salvo quelli strettamente funzionali alla fruibilità dell’impianto e al raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa”.

3) Sicurezza per i cittadini e i tifosi dagli impatti climatici. L’intervento verrà realizzato in un area che rischia di mettere in pericolo cittadini e tifosi, perché posta in prossimità dell’ansa del Tevere, per la presenza di un fosso delicato come quello del Rio Vallerano, per le sue caratteristiche geologiche che hanno portato a diversi allagamenti in passato, per l’inadeguatezza della rete fognaria nei quartieri limitrofi, per la presenza del depuratore di Roma con diversi problemi aperti di gestione e smaltimento. Occorre ricordare che la stessa costruzione dell’Ippodromo di Tor di Valle, inaugurato nel 1959, incontrò rilevanti problemi proprio per le caratteristiche argillose del sottosuolo. Per risultare nell’interesse pubblico e della città, il progetto dello Stadio dovrebbe avere ben altro respiro da quello della proposta Parnasi, con obiettivi di sicurezza dai rischi idrogeologici, di recupero e riuso delle risorse idriche, di riqualificazione complessiva degli habitat e di creazione di un parco fluviale con obiettivi naturalistici e di fruizione per tutti i cittadini, che possa anche ammagliare insieme un impianto sportivo, un parco naturale e un corridoio ciclabile snodato lungo il percorso del Tevere; utile perché chi raggiunge lo stadio lo possa fare, oltre che con i mezzi pubblici come elemento portante, anche in bicicletta.

Per far comprendere l’impatto urbanistico del progetto Legambiente ha approfondito nelle sue osservazioni le ricadute urbanistiche del progetto mettendole a confronto con il Piano regolatore approvato nel 2008. Un analisi di dettaglio che ha permesso di evidenziare le previsioni nei Municipi IX, X, XI e i vincoli presenti nell’area, e che dimostra quanto un intervento di questo tipo non possa essere aggiuntivo rispetto al piano ma, se riconosciuto di interesse pubblico, portare a stralciare altrettante previsioni vigenti.

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