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La Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio

La Goletta Verde di Legambiente arriva nel Lazio
Da lunedì a mercoledì tappe a San Felice al Circeo,
Fiumicino e Ostia
Tre giorni per discutere con esperti e amministratori di
cementificazione della costa, qualità delle acque, scarichi
fognari e accessibilità ai servizi turistici per i disabili
Primo appuntamento lunedì, alle ore 11 a San Felice al Cireo, con la
presentazione del dossier sul consumo di suolo delle coste laziali

Da lunedì 29 luglio arriva nel Lazio la Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente, che ogni estate realizza un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Per il ventottesimo anno consecutivo, la storica imbarcazione ambientalista, realizzata anche con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio Oli Usati, è tornata a navigare per schierarsi contro i “pirati del mare”. Un viaggio si concluderà il 18 agosto in Toscana, dopo più di 30 tappe da nord a sud della Penisola per dar seguito alle tante battaglie in difesa dell’ecosistema marino e del territorio che Legambiente porta avanti dal 1986, denunciando, informando, coinvolgendo i cittadini con l’auspicio di promuovere esempi positivi all’insegna della sostenibilità ambientale. La Goletta Verde porterà avanti anche nel Lazio la sua battaglia contro la mancata depurazione, l’abusivismo, la speculazione edilizia e il consumo di suolo, la privatizzazione del demanio, l’illegalità e le spiagge negate.
Nel Lazio la Goletta verde farà tappa a San Felice a Circeo, Fiumicino e Ostia, da lunedì 29 luglio a mercoledì 31 luglio. Gli ultimi
dati pubblicati sulle acque di balneazione in Italia e in Europa, che testimoniano la buona salute del mare italiano, non devono far abbassare la guardia sul rischio di inquinamento ancora presente, a partire dagli scarichi non depurati che continuano a confluire in mare. A tutt’oggi in Italia il 25% delle acque di fogna viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato e tante sono le situazioni critiche di depuratori malfunzionanti o scarichi abusivi. Per questo motivo con la Goletta viaggia un team di biologi che conducono il monitoraggio scientifico a caccia dei punti più critici riguardo la mancata depurazione; raccolgono le  segnalazioni dei cittadini denunciando le situazioni che mettono maggiormente a rischio le nostre acque. Primo appuntamento del tour laziale sarà a lunedì a San Felice Circeo, presso l’Hotel Maga Circe, con la presentazione del dossier di Legambiente sul consumo del paesaggio e delle coste del Lazio.Partecipano, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente; Serena Carpentieri, responsabile Goletta Verde, Gaetano
Benedetto, Commissario Ente Parco nazionale del Circeo, Maurizio Lucci, Sindaco del Comune di Sabaudia; Eleonora Brionne; Comunicazione e relazioni esterne Corepla.

L’arrivo nel Lazio dell’imbarcazione ambientalista, sarà però anche l’occasione per ribadire contrarierà di Legambiente al faraonico progetto del Porto della Concordia, con la presentazione un dossier sulla portualità nel Lazio che sarà illustrato martedì a Fiumicino.
Il programma di Goletta Verde nel Lazio Lunedi 29 luglio, ore 11.00 a San Felice Circeo, presso Hotel Maga Circe Presentazione del dossier di Legambiente sul consumo del paesaggio e delle coste del Lazio Partecipano:
Edoardo Zanchini – vicepresidente nazionale Legambiente
Roberto Scacchi – direttore Legambiente Lazio
Marco Omizzolo – coordinatore provinciale Legambiente
Serena Carpentieri – responsabile Goletta Verde
Gaetano Benedetto – Commissario Ente Parco nazionale del Circeo
Maurizio Lucci – Sindaco del Comune di Sabaudia
Eleonora Brionne – Comunicazione e relazioni esterne Corepla
Martedì 30 luglio, ore 16 Fiumicino
Presso imbarchi Sardegna. Legambiente manifesta contro il faraonico progetto del Porto della Concordia e presenta un dossier “Portualità nel Lazio”.

Saranno presenti Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Serena
Carpentieri, responsabile Goletta Verde; Valentina Romoli, vice presidente
Legambiente Lazio, i volontari del nuovo circolo di Legambiente “Volontari per
la tutela del territorio di Fiumicino” .
Mercoledì 31 luglio, ore 11 Ostia
Piazza dei Ravennati. Iniziativa “Ostia. Basta Lungomuro”
Sarà l’occasione per presentare i dati dell’indagine di Legambiente sugli
accessi negati alle spiagge: tutti i numeri dell’inaccessibilità del lungomare
romano.Giovedì 1 agosto, ore 11 Roma
Presso la sede di Legambiente Lazio, Via Regina Margherita 157.

Conferenza stampa di presentazione dei dati del monitoraggio scientifico di
Goletta Verde nel Lazio.

Goletta Verde è una campagna di Legambiente
Main partner: COOU
Partner tecnici: Corepla, Nau, Novamont, Solbian
Media partner: La Nuova Ecologia, PescaTv – canale Sky 236, Rinnovabili.it
Ufficio stampa Goletta Verde
Luigi Colombo – 347/4126421
stampa.golettaverde@legambiente.it
Segui il viaggio di Goletta Verde
sul sito www.legambiente.it/golettaverde
blog http://golettaverdediariodibordo.blogautore.repubblica.it
e su www.facebook.com/golettaverde

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La Goletta dei Laghi di Legambiente presenta i risultati del monitoraggio scientifico nel Lazio:

La Goletta dei Laghi di Legambiente
presenta i risultati del monitoraggio scientifico nel Lazio:
Sette i laghi monitorati dai biologi del cigno azzurro
8 punti risultati inquinati sui 23 monitorati
Legambiente: “Depurazione, tutela della biodiversità e pianificazione progettuale:
queste le chiavi per continuare a migliorare lo stato ecologico dei nostri laghi”

Ventitré sono i punti campionati dai tecnici di Legambiente nei Laghi laziali; di questi 4 sono risultati fortemente inquinati e 4 inquinati mentre gli altri sono rientrati nei limiti di legge. Restano alcune criticità ma significativi passi in avanti sono stati fatti nella qualità delle acque anche grazie all’impegno profuso in que- sti anni da Legambiente e dalla Goletta dei Laghi, la campagna realizzata con il  contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont e, per le tappe romane, anche con il contributo della Provincia di
Roma.

Quest’oggi, n ella sala dedicata a Peppino Impastato di Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, ad illustrare luci ed ombre dello stato di salute dei laghi regionali sono intervenuti, Clara Vaccaro, Sub Commissario all’Ambiente della Provincia di Roma, Giorgio Zampetti, Responsabile scientifico Legambiente Nazionale, Si- mone Nuglio, Portavoce di Goletta dei Laghi, Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio e Roberto Scacchi, Direttore di Legambiente Lazio.

“Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento, così come viene indicato dal decreto legislativo 116/2008 – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. Le analisi eseguite nei laghi laziali evidenziano che, dove abbiamo riscontrato situazioni critiche, i problemi arrivano direttamente da fossi, canali o scarichi che ancora continuano a portare reflui fognari non depurati negli specchi d’acqua. Un monitoraggio, quello di Goletta dei laghi, che individua le situazioni ancora irrisolte e offre gli elementi e i dati per avviare un costruttivo confronto con le amministrazioni e gli enti preposti, approfondirne la cause e valutare le possibili soluzioni.”

“Guardando ai risultati che presentiamo oggi, –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio possiamo affermare di aver ben capitalizzato gli sforzi per la tutela dei bacini lacustri regionali. Eppure ancora tanto rimane da fare. Infatti, per quanto i risultati degli esami batteriologici eseguiti dai tecnici della Goletta dei Laghi mostrino dei risultati positivi in alcuni dei punti dove negli anni scorsi avevamo segnalato delle criticità, non bisogna per questo abbassare la guardia. Occorre potenziare gli investimenti su reti fognarie, condotte circumlacuali e depurazione – sottolinea Parlati – individuare i progetti più urgenti da finanziare subito e pianificare nuove azioni da sostenere con il POR 2014-2020 europeo, rivolgendo particolare attenzione alle aree interne. Non solo, con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo ribadire il nostro impegno verso la salvaguardia a 360 gradi dei nostri laghi, richiamando le istituzioni ad impegnarsi in progetti speciali di bonifica, come nel caso del Lago di Vico, che non può più attendere ulteriori ritardi”.

I risultati della fotografia scattata dai biologi della Goletta dei Laghi di Legambiente, come di consueto, oggi saranno trasmessi ai Comuni e alle Province competenti, oltre che all’Arpa e alla Regione Lazio, sollecitando ulteriori analisi e interventi. Ed ecco nel dettaglio i risultati delle analisi microbiologiche condotte nei laghi di Bracciano, Albano, Bolsena, Posta Fibreno, Turano, Salto e Vico.E’ il lago di Bracciano, in provincia di Roma, a destare le maggiori preoccupazioni: su un totale di 5 prelievi realizzati nel perimetro dello specchio d’acqua dai biologi di Legambiente, 4 i punti critici: sono infatti risultati fortemente inquinati due campioni esaminati nel comune di Bracciano, presso il fosso de la Lobbra ed in località Rio delle Mole, presso il fosso Grotta Renara, e un campione nel comune di Anguillara Sabazia, presso il fosso Pizzo Prato. Inquinato è il verdetto emerso dopo il prelievo realizzato nel comune di Trevignano Romano presso l’incrocio tra via dell’Arena e via San Pietro. Rientra invece nei limiti di legge il campione prelevato nel Comune di Anguillara Sabazia, presso via R. Belloni.

Ancora nella provincia capitolina, due campanelli d’allarme suonano per il Lago di Albano. Il primo, nel Comune di Castel Gandolfo, dove un prelievo è risultato fortemente inquinato in seguito alle analisi eseguite presso la spiaggetta che si trova in Via Spiaggia del Lago, all’altezza del civico 28/c. Il secondo, nel Comune di Rocca di Papa, dove il prelievo effettuato presso il rio a metà del bosco, sulla sponda orientale del lago, ha sottolineato la presenza di acque inquinate. Sempre nel Lago di Albano, sono invece risultati conformi al limite di legge i campioni controllati nel Comune di Castel Gandolfo, presso la spiaggia all’incrocio tra Via Spiaggia del Lago e la  ss140dir e presso la spiaggia presso Via dei Pescatori 17.

Spostandoci nella provincia di Viterbo, due campioni sono risultati inquinati nel Lago di Bolsena. Il primo nel Comune di Capodimonte, presso la Spiaggia in Viale Regina Margherita (tra Via dei Pini e Via degli Eucaliptus). Il secondo, ricade nel territorio del Comune di Montefiascone ed è stato estratto nella foce del torrente presso il parco giochi. Entro i limiti di legge invece i prelievi osservati nel Comune di Bolsena, presso la Foce del Fosso del cimitero, nel Comune di San Lorenzo Nuovo, in località Prati Renari, presso il canale e
nel Comune di Marta, presso la spiaggia sita in Via Cava.

Buoni i risultati delle analisi condotte dai tecnici di Goletta dei laghi sul Lago Posta Fibreno, i due prelievi infatti, entrambi campionati nel Comune che dà il nome al bacino lacustre, sono risultati conformi alla normativa vigente. Il primo, in località Carpello, presso il Canale all’altezza di via Carpello 57, ed il secondo, presso l’emissario del Fiume Fibreno.

Segnali positivi emergono anche dall’esame delle acque del Lago Turano. Entro i limiti di legge i prelievi svolti nel Comune di Colle di Tora, in località Campora, presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese, all’altezza dell’incrocio con Strada S.Anatolia Valle Pero, e nel Comune di Castel di Tora, presso la spiaggetta sotto la provinciale Turanese, all’altezza dell’incrocio con la strada per Castel di Tora.
Anche il Lago del Salto supera l’esame dei biologi di Legambiente: valori batteriologici nella norma sono stati riportati in seguito ai campionamenti realizzati nel Comune di Varco Sabino, in località Rocca Vittiana presso la spiaggia e nel Comune di Petrella Salto, in località Borgo San Pietro, presso la spiaggia in Via Francesco Silvi, 13.

Un discorso a parte merita il Lago di Vico. Conformi agli standard di legge i risultati dei prelievi condotti nel Comune di Ronciglione, in località Arenari, presso la Spiaggia a sud-est del lago e nel Comune di Caprarola presso la Spiaggetta sotto la strada per San Martino e presso la Spiaggetta in località Scardenato. Tuttavia, per quanto dalle analisi dei tecnici del Cigno Azzurro nelle acque del Lago si possano riscontrare valori batteriologici migliori rispetto allo scorso anno, rimangono delle criticità sulle quali confrontarsi.
Sul Lago di Vico, infatti, oltre il monitoraggio sui parametri microbiologici, i tecnici di Legambiente hanno prelevato due campioni di sedimento lungo le sponde del lago per la determinazione della concentrazioni di Arsenico. Il primo sotto il sito che ospitava il centro chimico e l’altro in località Scardenato. I valori riscontrati sono stati rispettivamente di 61,2 mg/kg ss sotto la base militare e di 34,7 mg/kg ss nell’altro punto, rispetto ad una Concentrazione Soglia di Contaminazione (CSC) di 20 mg/kg SS (allegato 4 parte V del Dlgs 152/2006). Valori che, seppure più bassi rispetto a quanto riscontrato dalla stessa Arpa Lazio nei sedimenti profondi di fondo lago durante i monitoraggi fatti tra il 2009 e il 2010, sono comunque superiori di due o tre volte rispetto ai limiti stabiliti dalla legge. Dati che ribadiscono l’importanza di procedere celermente con ulteriori controlli a partire da quelli previsti dal protocollo tra Arpa e Ministero della Difesa che prevede anche la datazione dell’arsenico nei sedimenti. Ancora oggi la questione della Chemical City, la cittadella dove si fabbricavano armi chimiche durante la seconda guerra mondiale, è ancora tutta da affrontare. Dopo l’avvio della bonifica di un primo
lotto con lo stanziamento di 150mila euro infatti non si sono più avute notizie sull’avanzamento dei lavori giàapprovati e meno che mai si hanno informazioni sui futuri interventi di risanamento. Su questo come Legambiente ribadiamo l’importanza di informazioni complete e trasparenza nei confronti dei cittadini.

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare e dei laghi in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Antonio Mastrostefano, direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – sottolinea Mastrostefano – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in un lago inquinano una superficie grande come un campo di calcio”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno il Consorzio ha raccolto nel Lazio 10.518 tonnellate di oli lubrificanti usati, 6.696 delle quali in provincia di Roma.

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MOVIDA DI NOTTE NEL RUMORE: Decibel fuori legge in numerosi punti della Capitale

MOVIDA DI NOTTE NEL RUMORE
Decibel sempre fuorilegge a Monti, piazza delle Coppelle, Campo de’ Fiori e Trastevere
Nuovo monitoraggio di Legambiente Lazio e Corriere.it

Per il terzo anno consecutivo, il monitoraggio realizzato da Legambiente Lazio e dal Corriere.it evidenzia che traffico e musica rimangono i veri problemi delle notti della movida romana.
Fonometro alla mano, nella notte di venerdì 21 giugno, il rumore è sempre fuorilegge nelle rilevazioni fatte in quattro diversi luoghi cult per la movida romana, a Monti, piazza delle Coppelle, Campo de’ Fiori e Trastevere. Non ci sono grandi distinzioni, se a Monti e Coppelle è il vociare delle persone a far salire i numeri del rumore, invece a Campo de’ Fiori e Trastevere è la musica soprattutto a creare frastuono, mentre sul Lungotevere il traffico congestionato porta ad un rumore assordante, ben oltre i nuovi limiti più elevati imposti nel 2009 dal Comune. La palma del più fracassone va a Vicolo del Cinque a Trastevere dove all’1.15 in piena notte si toccano gli 80 decibel dB(A), mentre il limite di legge è di 55 decibel, a causa anche della strada stretta che fa rimbombare la musica dei locali con le porte aperte, nonostante le ordinanze che lo vietano. Piazza Madonna dei Monti è piena di gente tranquilla, vociare chiacchiere, non musica.
Registriamo 68,5 decibel di media e 78,7 decibel di picco al centro della piazza. In quest’area non sono mai stati installati i varchi della ZTL notturna, che pure sarebbe in vigore, e durante il mandato del Sindaco Alemanno sono stati anche eliminati i presidi dei vigili urbani, per cui ognuno è libero di entrare e uscire come ritiene. È un po’ come per il centro storico, dove è in vigore da almeno otto anni la ZTL notturna, ma non sono mai stati installati i varchi a via del Plebiscito, per cui ancora oggi l’ingresso è ben presidiato da una pattuglia dei vigili urbani. Ci spostiamo a Piazza delle Coppelle, tra piazza Navona e il Pantheon, dove sostano selvaggiamente ovunque auto e scooter, anche di fronte ai locali. C’è parecchia gente nei ristoranti e nei bar ma non è pieno, c’è vociare e non musica, che tiene i valori a 67,2 decibel.

Campo de’ Fiori è pieno di persone, è appena finito un concerto nella piazza affianco, i locali sono molto frequentati e in questo caso la musica dai bar con le porte aperte è fortissima, fino a toccare 77,6 decibel di media. Attraversiamo il Tevere, e sul Lungotevere di fronte a piazza Trilussa a Trastevere, il traffico è congestionato da tante auto e moto. I varchi sono attivi e anche presidiati. Registriamo ben 78,6
decibel con picchi sopra gli 80 decibel. Poco più avanti, nell’area pedonale di Via del Politeama, di fronte a un locale con musica, registriamo 77,2 decibel. L’ultimo monitoraggio è, appunto, a Vicolo del Cinque, una via stretta con palazzi alti, dove la musica e le voci rimbombano e fanno registrare ben 80 decibel di media.

“Il rumore è dovuto in sostanza al traffico e alla musica non controllata dei locali, la movida che si attraversa è legata solo a locali e chiacchiere, in una Capitale che anche nel centro non offre grandi iniziative culturali serali in estate -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il rumore è anche sintomo della totale assenza di politiche nelle periferie, negli ultimi anni soprattutto, ora il
Sindaco Marino deve agire sulle cause oltre che intervenire sul fenomeno.”

In sostanza quando iniziamo il monitoraggio il centro è chiuso alle auto non autorizzate, la ZTL inizia alle 23 e si conclude alle 3 del venerdì e del sabato, e si vede bene: le auto sono già parcheggiate un po’ 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 – Tel. 06/85358051 – 85358077 – Fax 06 85355495 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail   posta@legambientelazio.it – Sito www.legambientelazio.it ovunque, sotto tutti i cartelli di divieto di sosta e lungo tutto Corso Vittorio. In giro non c’è però un gran traffico.

E Legambiente ricorda come proprio sul fronte del rumore, la Giunta precedente del Comune di Roma sia di recente intervenuta in modo assurdo, con scelte che prendono atto della situazione piuttosto che prevedere interventi: la Delibera n. 93 del 15 ottobre 2009 ha definito che per le vie urbane dove transitano i mezzi del trasporto pubblico (strade E ed F con flusso TPL), i valori limite sono fissati a 70 decibel di giorno e 60 di notte, alzando così di 5 decibel quelli fissati precedentemente. “Il rumore è un nemico invisibile della nostra salute -conclude Parlati-. Serve un serio piano di monitoraggio e risanamento che deve mettere in campo il Comune di Roma, come peraltro previsto dalla legge regionale in materia, realizzando anche una rete fissa di monitoraggio del rumore, puntando tutto sul trasporto pubblico con una nuova rete notturna che lo renda utilizzabile con più facilità e nuove preferenziali. Per chi abita in centro la processione di automobili, scooter e persino persone è un’ossessione, servono da parte del Comune politiche per il policentrismo che non  può essere legato a qualche centro commerciale, ma a funzioni e iniziative culturali lontane dalle aree centrali.”

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Legambiente e studenti, una mattinata di lettura della Costituzione per ricordare Falcone e chiudere la campagna di educazione alla legalità

Legambiente e studenti, una mattinata di lettura della Costituzione per ricordare Falcone e chiudere la campagna di educazione alla legalità

Dal 2008 al 2013 ben 1.452 segnalazioni raccolte da Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, ora rilanciare presto attività con Regione
Legambiente ricorda Giovanni Falcone con una mattinata di lettura della Costituzione insieme ai ragazzi della scuola Motta Camastra e chiude simbolicamente oggi, 21° anniversario della strage di Capaci, l’edizione 2013 della campagna di educazione alla legalità promossa dall’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio. Legambiente ha voluto celebrare così l’anniversario della morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonino Montinaro. Insieme alle 20 classi coinvolte nel progetto di educazione alla legalità, sono stati letti gli articoli della Prima Parte della Costituzione come momento collettivo di memoria.

“Abbiamo voluto celebrare uno dei più grandi esponenti della lotta alla criminalità organizzata con la lettura del testo antimafia per eccellenza, la Costituzione Italiana -ha dichiarato Valentina Romoli, vice presidente di Legambiente Lazio e responsabile Ambiente e Legalità, intervenuta all’evento-. Ci è sembrato questo il modo migliore per ricordare Giovanni Falcone e tutte le persone uccise con lui barbaramente 21 anni fa. Questa iniziativa è anche un modo per tenere alta l’attenzione sul tema delle illegalità ambientali nei nostri territori. Serve un monitoraggio continuo per riuscire ad intervenire e risolvere tempestivamente i casi di criticità. Ci auspichiamo di rilanciare presto con la Regione Lazio l’attività dell’Osservatorio Ambiente e Legalità. I cittadini ci danno una grande mano nella segnalazione degli illeciti: sono state 1.452 le chiamate ricevute al nostro numero verde dal 2008 al 2013 da tutte le province del Lazio.”

L’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente Lazio, nel periodo 2008/2013 ha raccolto 1.452 segnalazioni, delle quali 887 in provincia di Roma, 343 in provincia di Latina, 119 in provincia di Frosinone, 67 in quella di Rieti e 36 in quella di Viterbo. Il progetto di educazione alla legalità ha visto il coinvolgimento interattivo di circa 450 ragazzi tra la scuola Motta Camastra di Finocchio (VI Municipio) e la scuola Fratelli Bandiera (III Municipio) per un totale di 22 classi. Una serie di incontri sui temi della raccolta differenziata, dell’acqua e dell’inquinamento urbano per sensibilizzare i ragazzi fin dalla tenera età alle corrette abitudini di legalità e rispetto dell’ambiente.

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Crolli al Colosseo, Legambiente: cause ultime traffico, smog e vibrazioni.

Estendere subito la Ztl e pedonalizzare l’area.

Duemila anni di storia sotto l’attacco di oltre tremila veicoli l’ora. Nelle ore di punta del mattino su Via dei Fori Imperiali transita un flusso di ben 3.400 veicoli all’ora, con un rumore assordante di 95,2 decibel dB(A) di picco, causa di notevoli vibrazioni. In occasione dei nuovi cedimenti all’Anfiteatro Flavio, Legambiente torna sui dati del monitoraggio del traffico inviato diversi mesi fa alle istituzioni e rilancia tre mosse per liberare il Colosseo.

“Le cause ultime del logoramento del Colosseo sono il traffico, lo smog e il rumore con le vibrazioni, l’unica soluzione è quindi la pedonalizzazione con il contestuale restauro -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non importa se i crolli sono piccoli o grandi, e vanno prevenuti e colpiti duramente gli atti vandalici, ma di certo Via dei Fori Imperiali è come una superstrada in una tranquilla giornata romana. Lo smog divora lentamente ma inesorabilmente i nostri monumenti, con una vera e propria reazione chimica a catena che ne sbriciola parti importanti, i tecnici parlano di ‘cancro della pietra’ e di ‘metastasi’, usando parole che pesano come macigni su chiunque ha a cuore la nostra meravigliosa città. Per questo assieme al restauro, va prevista immediatamente l’estensione della ZTL a via Cavour, per arrivare a breve alla pedonalizzazione completa dell’area. Da trent’anni si discute della pedonalizzazione, dal progetto di parco archeologico di Benevolo del 1988 al progetto Fori di Cederna. L’impegno di
Argan prima e Petroselli poi portò all’eliminazione della via del Foro Romano, che divideva il Campidoglio dal Foro Repubblicano e l’unione del Colosseo all’Arco di Costantino, realizzando la continuità dell’area archeologica. E’ il momento di ridare fiato a quelle meravigliose idee, Roma se lo merita.”

Legambiente, con una prima analisi dei flussi ha realizzato una stima sull’equilibrio del nodo di largo Corrado Ricci che, per quanto riguarda le ore mattutine, mette in evidenza un flusso in ingresso molto elevato fino a 3.400 veicoli/ora. Un flusso che si ripartisce in quota significativa nella tratta più carica da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con 1.770 veicoli/ora, e in minor misura verso piazza Venezia, con 1.200 veicoli/ora. Nelle ore del pomeriggio, invece, il nodo è caricato in misura diversa: cresce il flusso di provenienza da piazza Venezia e si riduce quello da via Cavour, fino a 1.890 veicoli/ora. La tratta più carica resta in assoluto quella da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con un flusso superiore ai 2.220 veicoli/ora.

Un contesto nel quale anche negli ultimi giorni le centraline Arpa continuano a superare i limiti di legge per le polveri PM10: il 27 dicembre a Preneste si registravano 71 μg/m3, a Cinecittà 73 μg/m3 e a Tiburtina 69 μg/m3. E dall’inizio dell’anno le centraline che hanno accumulato il maggior numero di giorni di superamento dei limiti sono Tiburtina con 66 superamenti e Francia con 65.

E sul fronte del pericolo per i monumenti Legambiente evidenzia che le croste nere sono la più diretta, tangibile ed evidente conseguenza del traffico automobilistico. Si formano per il deposito di particelle carboniose -da qui il loro colore nero- emesse dai tubi di scappamento delle auto. Vanno ad accumularsi in quelle parti del monumento non direttamente battute dalla pioggia capitelli, panneggi. Oltre a deturpare esteticamente edifici e statue, le croste nere sono anche sede di una reazione chimica che determina la trasformazione della pietra in gesso, solfato di calcio, causata dalla presenza in atmosfera di anidride solforosa. Ecco allora che la pietra di sfalda, si sfarina, diventa fragile e solubile. Se nelle parti non battute dalla pioggia si formano le croste nere, quelle più esposte sono soggette a dilavamento, causato dalle piogge acide per la presenza in atmosfera di anidride carbonica e anidride solforosa. Le parti del monumento colpite appaiono consumate, erose, con aspetto gessoso. Anche le vibrazioni sono un altro degli effetti devastanti del traffico automobilistico, che fa oscillare i monumenti, intaccando la stabilità di strutture e rivestimenti. Per questo Legambiente rilancia il piano, già inviato da tempo al Comune e al MIBAC: pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia a
largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica.

“La risposta deve essere immediata, l’allarme è troppo serio, nel cuore dell’area archeologica del centro di Roma, la manutenzione ed il restauro sono fondamentali ma è indispensabile intervenire in modo profondo e definitivo, con la pedonalizzazione dei Fori, altrimenti il monumento continuerà ad annerirsi e il rischio dei cedimenti non si fermerà -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Targhe alterne e blocchi sono necessari e devono affiancarsi a nuove politiche per limitare il traffico privato tutti i giorni a favore di quello pubblico. Roma, la sua gente e i suoi monumenti sono soffocati dal traffico e dallo smog, per questo bisogna puntare sul potenziamento del trasporto pubblico e la mobilità sostenibile con limitazioni alla circolazione dei mezzi privati. Serve un rafforzamento della fascia di ZTL nel centro storico, come anche dei progetti di bike e car sharing. Se non vogliamo perdere altri pezzi di storia, il
Sindaco Alemanno smetta i proclami e realizzi questi semplici interventi concreti”. Giulio Carlo Argan, Sindaco di Roma trent’anni fa, coniò nel 1978 lo slogan “O i monumenti o le automobili”. E nel marzo 1981, il Sindaco Luigi Petroselli concluse la seconda conferenza urbanistica comunale dicendo “Io credo che non giovi ad alcuno (…) volare basso su Via dei Fori Imperiali, anche perché si rischia di restare inquinati”. E’ il momento di raccogliere questo appello.
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Goletta dei laghi 2011 di Legambiente: buona la condizione di salute dei laghi del Lazio, ma affrontare subito le diverse criticità

Inquinati tre punti sul Lago di Bolsena, ma attenzione anche sul Lago di Fondi e sul Lago Albano dove i risultati sono di poco al di sotto delle soglie di legge
Legambiente Lazio: basta con gli accessi negati ai laghi e al mare, istituire monumento naturale per il Lago Lungo e quello di S.Puoto, preservare laghi con sviluppo agricolo e turistico a basso impatto.

E’ buona la condizione di salute dei laghi del Lazio ma sono diverse le criticità che vanno affrontate subito per proteggere i delicati ecosistemi lacustri. Questa la fotografia scattata dalla sesta edizione della Goletta dei Laghi-Cigno Azzurro, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio scientifico delle bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per le tappe laziali dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma, i cui risultati sono stati presentati questa mattina a Roma, durante una conferenza stampa  presso la sede della Provincia di Roma, alla quale hanno partecipato Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente; Giorgio Zampetti, coordinatore scientifico e portavoce della Goletta dei Laghi; Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Marco Paolilli, coordinatore rete raccolta COOU e Michele Civita, assessore alla Tutela Ambientale della Provincia Roma.

Inquinati tre punti sul Lago di Bolsena, ma attenzione va posta anche sul Lago di Fondi e sul Lago Albano pur se i risultati, in questi casi, sono al di sotto delle soglie di legge. Ecco quanto emerso dal monitoraggio effettuato dai biologi di Goletta dei laghi sui principali laghi laziali controllando la qualità delle acque e delle coste. In particolare sono risultati inquinati i prelievi sul lungolago in corrispondenza della foce del Fosso Cimitero a Bolsena, e in località La Grata alla foce del Fosso Cannelle a Gradoli, mentre è fortemente inquinato invece, il punto alla foce del torrente in prossimità del parco giochi sul lungolago di Montefiascone. Ma i campionamenti sono stati eseguiti anche sui laghi di Bracciano, Albano, Nemi, Salto, Turano, Posta Fibreno e Fondi, con risultati sempre al di sotto delle soglie stabilite dalla legge. Anche se in alcuni casi la carica batterica riscontrata nei campioni prelevati è comunque indicativa di scarichi non depurati o corsi d’acqua inquinati che si riversano nello specchio lacustre. Ne è un esempio il prelievo eseguito presso il lago di Fondi in corrispondenza del Fosso San Vito a Monte San Biagio (Lt), in cui la concentrazione di Escherichia coli registrata è stata di 900 ufc/100ml., su un massimo di 1.000 consentito dalla legge, o la spiaggia presso via spiaggia del lago sul lago di Albano a Castel Gandolfo con valori di Enterococchi intestinali di 375 UFC/100ml su un massimo di 500 UFC/100ml stabiliti dalla soglia normativa.

Valori che rientrano nei parametri previsti per la balneazione, ma sui quali richiamiamo l’attenzione. “Serve grande attenzione per i laghi del Lazio, dove lo stato ecologico è ancora buono ma non possono perdurare nel tempo le criticità dovute a fossi e scarichi, sono necessari interventi definitivi per completare le condotte fognarie circumlacuali e la depurazione -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’inquinamento non può assolutamente riversarsi negli ecosistemi lacustri, che sono troppo delicati e incapaci di autodepurarsi, pena il rischio di accumulo dei nutrienti e la conseguente autrofizzazione e morte della vita nell’ecosistema. Con la Goletta dei Laghi torniamo ad affrontare i diversi punti di criticità, dall’abbassamento dei livelli delle acque, all’abusivismo che deturpa i territori, alla depurazione, con l’intento di chiedere risposte. Servono segnali forti da parte delle istituzioni, delle Province che presiedono le Autorità d’ambito del Servizio Idrico Integrato e decidono con tutti i Sindaci le priorità degli investimenti. Scelte che devono puntare sulla qualità di una risorsa bene comune, ancor di più dopo i referendum che hanno avuto un esito chiarissimo.”

Le criticità sul fronte inquinamento vanno messe in relazione allo stato complessivo di salute dei laghi del Lazio e soprattutto dei fiumi che vi fanno confluire le acque. Secondo i dati ISPRA 2009, preoccupa ad esempio lo scarso Stato Ecologico (SECA) del fiume Fibreno, nel Comune di Sora (Fr) presso il Lago di Posta Fibreno (livello 4, in una scala da 1 a 5); risultati appena sufficienti (livello 3)  per il fiume Salto di Torano, nel Comune di Borgorose nei pressi del Lago Salto, e per il Marta, nelComune di Marta presso il Lago di Bolsena. Oltre al tema della salubrità delle acque, quest’anno Legambiente Lazio ha acceso i riflettori anche su diversi altri temi, tra i quali l’accessibilità e la fruibilità dei laghi, da parte di cittadini. Recinzion i e cancelli, qualche stabilimento balneare fuori norma, ma anche ville, club e Abusivismo si riscontrano in nove su tredici laghi monitorati (70%) dalla Goletta dei Laghi. Sul Lago di Bracciano (Rm) ci sono diversi tratti inaccessibili, a Martignano (Rm) c’è da pagare, sul Lago Albano (Rm) spuntano cancelli, a Nemi (Rm) le recinzioni sono molteplici, a Posta Fibreno (Fr) c’è una sola passeggiata abbandonata, sul Lago di Fondi (Lt) gli argini sono spesso occupati da capanni di ex cacciatori, sul Lago Lungo (Lt) i parcheggi ostruiscono la fruizione, mentre a Bolsena e Vico (Vt) ci sono alcuni limitati problemi di accessibilità. Solo tre laghi garantiscono piena fruibilità ai cittadini: il lago del Salto e il lago del Turano in provincia di Rieti e il piccolo lago di Canterno (Fr). Una situazione preoccupante che si aggiunge a quella degli accessi al mare, dove nel caso del “Lungomuro di Ostia”, così ribattezzato da Legambiente Lazio, nel 2010 i volontari avevano trovato impedimenti all’accesso nel 60% dei casi monitorati.

“Basta con gli accessi negati ai laghi e al mare, con la Goletta dei Laghi torniamo a porre all’attenzione delle istituzioni il tema della libera fruizione delle acque, vanno eliminati subito recinti, muri, che limitano il libero accesso -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Piuttosto che concessioni ventennali e inverosimili diritti di superficie, servono più controlli, fermando la privatizzazione strisciante dei litorali. I laghi sono importanti quanto poco considerati, vanno conservate e tutelate le molteplici meraviglie naturali e storiche, servono politiche forti sul ciclo delle acque, rifiuti e controllo della pressione turistica. Con le vele della Guida Blu abbiamo voluto lanciare un segnale proprio per far crescere l’attenzione su questi temi, in particolare con le nuove entrate nella classifica sul Lago del Turano e a Bolsena. Per preservare i laghi del Lazio si deve giocare una importante scommessa verso uno sviluppo agricolo e turistico a basso impatto, questi luoghi bellissimi lo meritano davvero.”

Paganico Sabino e Castel di Tora sul Lago del Turano (Ri) sono new entry della Guida Blu di Legambiente e Touring Club, assieme a Capodimonte (Vt) sul Lago di Bolsena, tutte con “due vele”. Nel Lazio sul fronte delle acque dolci quest’anno scende a “3 vele” Anguillara Sabazia (Rm) sul lago di Martignano, e si allinea a Trevignano Romano (Rm), Anguillara Sabazia (Rm) e Bracciano (Rm) per il lago di Bracciano, ma anche a Nemi (Rm) sul lago di Nemi e Montefiascone (Vt) sul Lago di Bolsena. “2 vele” vengono assegnate a Bolsena (Vt) sul lago di Bolsena, Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo (Rm) sul lago di Albano.  E per tutelare e valorizzare i laghi costieri del sud pontino, Legambiente con la Goletta deiLaghi ha presentato la proposta dell’istituzione di un monumento naturale per il Lago Lungo e quello di S.Puoto, ma ha anche organizzato una giornata alla scoperta del lago di Bracciano, con una visita guidata al Castello Odescalchi e una visita guidata in battello.

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in situ con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità). Il giudizio di Legambiente viene dato in base ai risultati ottenuti dalle analisi microbiologiche (sono presi come riferimento i valori limite per la balneazione indicati dal Decreto Legislativo del 31 marzo 2010 nell’allegato A) e secondo i seguenti criteri

– INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 500 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 1.000 ufc/100ml
– FORTEMENTE INQUINATO Enterococchi intestinali maggiori di 1.000 ufc/100ml e/o Escherichia Coli maggiore di 2.000 ufc/100ml

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