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Goletta dei Laghi di Legambiente fa tappa sul Turano

Presentato il dossier “Il lago tra Passato e Futuro”
Paganico Sabino e Castel di Tora per il primo anno nella Guida Blu
di Legambiente e Touring Club Italiano
Legambiente: “Investire sulla qualità del territorio per scommettere nel futuro”
La Goletta dei Laghi oggi fa tappa sul Turano per promuovere le qualità del territorio.

Nell’incontro che si terrà questo pomeriggio, dalle 18.30 presso la Sala Consiliare del Comune di Paganico Sabino, sarà presentato il dossier di Legambiente “Il Lago del Turano tra Passato e Futuro”, alla scoperta del territorio e delle qualità che questo custodisce. All’incontro prenderanno parte: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Giorgio Zampetti, portavoce della Goletta dei Laghi; Clemente Dominici, sindaco di Paganico Sabino e Giovanni Orsini, sindaco di Castel di Tora.
Per il primo anno, infatti, le località di Paganico Sabino e Castel di Tora sono state inserite nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, la pubblicazione che raccoglie le località virtuose nella gestione del territorio, all’insegna di un turismo attento all’ambiente.

La pubblicazione porta alla luce gli splendori delle località balneari italiane e nell’edizione 2011 presenta 367 località costiere di mare e di lago, e 50 grotte marine. Le vele assegnate ai comuni e alle spiagge italiane sono il risultato di un attento e complesso bilancio di 128 parametri, racchiusi in 21 indicatori di qualità.

Nel Lazio sono decine le località segnalate nella sezione mare ma ormai, dopo anni di lavoro incessante della Goletta, è forte anche la presenza delle località lacustri di pregio. Quest’anno si è ampliata ulteriormente la sezione laghi nel Lazio, con le due località reatine che si affacciano sul lago del Turano, che ottengono il riconoscimento di “2 vele” nella classifica che va da un minino di 1 ad un massimo di 5 vele.

Guida Blu 2011 – Classifica lacustre nel Lazio
COMUNE LAGO VELE
Castel di Tora (RI) Turano 2
Paganico Sabino (RI) Turano 2
“I piccoli comuni di Paganico Sabino e Castel di Tora possono, infatti, raggiungere ottimi risultati – commenta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -, balzando anche più avanti nella classifica, usando quegli stessi mezzi che hanno già portato alla luce in tutto il territorio dei piccoli comuni “gioielli” di gestione e qualità della vita. Ricordiamo che la Riserva Naturale del Monte Navegna è il nodo di una ampia rete di luoghi protetti, fino al monumento naturale del Farfa, collegati tra loro attraverso percorsi come il sentiero Italia e il cammino di San Francesco”.

Ottimo punto di partenza è sicuramente il buon livello di qualità delle acque che rendono il lago del Turano in linea con gli obiettivi della normativa nazionale ed europea per la tutela delle risorse idriche. Ma al tempo stesso sono note anche alcune situazioni critiche di inquinamento causato dalla mancanza di un adeguato servizio di depurazione. Nodi da sciogliere non solo per rendere il lago completamente balneabile, ma per evitare accumuli nel tempo di un eccesso di sostanze organiche che potrebbero compromettere la salute dell’ ecosistema. “Per continuare ad investire sul territorio – continua Parlati -, proponiamo alla provincia di Rieti, ai Comuni sul lago, alle associazioni locali e alla Riserva Naturale di promuovere un incontro tra tutti i soggetti interessati alla qualità delle acque del Turano e risolvere i problemi legati della depurazione. Crediamo, inoltre, che sia importante coinvolgere i Comuni del lago del Salto in un tavolo allargato dei due laghi, per valutare politiche unitarie per la tutela e lo sviluppo dell’area. Solo con la cura e l’attenzione allo sviluppo delle buone pratiche in tutti i comuni, sarà possibile investire concretamente nel futuro di tutto il territorio”.

La Goletta dei Laghi è la campagna nazionale di Legambiente per l’informazione e la sensibilizzazione sullo stato di salute dei maggiori laghi italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e, per la tappa laziale, con il contributo della Provincia di Roma, assessorato alla tutela dell’ambiente. “Il passaggio della Goletta dei Laghi – aggiunge Giorgio Zampetti, portavoce della Goletta dei Laghi – punta oggi alla valorizzazione delle buone esperienze in cui una corretta gestione del territorio e la tutela dell’ambiente diventano elementi fondamentali per lo sviluppo economico e turistico dell’area. Lo dimostrano progetti come “Il parco accoglie”, che prevede la creazione di un sistema coordinato di recettività eco-compatibile e una  rete di itinerari e percorsi escursionistici, portato avanti dalla Riserva Naturale dei Monti Navegna e Cervia. Un modello in cui le peculiarità e le ricchezze naturalistiche dell’area diventano attrattiva per la fruizione del territorio, la cui tutela è funzionale allo sviluppo dei Comuni che si affacciano sui laghi del Salto e del Turano. Per questo con l’appuntamento odierno abbiamo voluto segnalare queste realtà ed evidenziarle inserendole nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano”.

I risultati del monitoraggio scientifico dei laghi laziali e il bilancio dell’edizione 2011 della campagna saranno presentati in conferenza stampa martedì 26 luglio, alle ore 11.30, presso la sede della Provincia di Roma, Palazzo Valentini, via IV Novembre 119/a – Sala della Pace.
I partner della Goletta dei laghi
Main partner

COOU Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati
Partner tecnico: Consorzio Ecogas, Novamont, Stamperia Romana
Media partner: Radio Kiss Kiss e La Nuova Ecologia
Lo staff di Goletta Verde sceglie i veicoli Peugeot ® con filtro antiparticolato FAP® .
Per i nostri veicoli utilizziamo Revivoil, l’olio rigenerato di Viscolube
Per le tappe laziali la campagna è sostenuta
dall’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma
Ufficio stampa Goletta dei laghi
Francesca Pulcini 347 9894525 – stampa.golettadeilaghi@legambiente.it

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Goletta dei laghi – Cigno Azzurro di Legambiente arriva nel Lazio

I tecnici di Legambiente a lavoro fino al 24 luglio: occhi puntati su scarichi abusivi e depuratori mal funzionanti

Al via domani, giovedì 21 luglio, le tappe sui laghi del Lazio della Goletta dei Laghi – Cigno Azzurro, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio dello stato di salute dei laghi italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati), e per le tappe laziali dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma. I tecnici di Legambiente lavoreranno dal 21 al 24 luglio per scovare le criticità che minacciano la salute del bacino lacustre anche in base alle segnalazioni ricevute dai cittadini grazie al servizio SOS Goletta messo a disposizione per segnale le situazioni a rischio.

“Per il sesto anno ci troveremo a monitorare lo stato di salute dei laghi laziali cercando di informare e sensibilizzare i cittadini -commenta Giorgio Zampetti, portavoce della Goletta dei Laghi di Legambiente–. Nei prossimi giorni punteremo i riflettori sugli scarichi abusivi, depuratori mal funzionanti e cementificazioni ma anche sulla fruibilità dei laghi e sulle buone pratiche.” La Goletta dei Laghi inaugurerà il suo tour laziale domani dal Lago Lungo di Sperlonga, dove sarà presentato un inedito dossier di Legambiente sulle caratteristiche ambientali e le criticità dell’area lacustre, con una proposta indirizzata ai Comuni e alla Regione Lazio. Nei prossimi giorni, poi, la campagna farà tappa il 22 luglio sul Lago di Bolsena (VT), il 23 luglio sul Lago di Bracciano (RM) e infine concluderà le attività il 24 luglio sul Lago del Turano (RI). I risultati del monitoraggio scientifico dei laghi laziali e il bilancio dell’edizione 2011 della campagna, verranno comunicati tramite conferenza stampa martedì 26 luglio, alle ore 11.30, presso la sede della Provincia di Roma, Palazzo Valentini, via IV Novembre 119/a – Sala della Pace.
“Con la Goletta dei Laghi tornano al centro dell’attenzione ecosistemi fragili e troppo spesso minacciati -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Inquinamento, cementificazione, mancati sistemi fognanti, attività improprie sono all’ordine del giorno sui nostri bellissimi laghi, che vanno tutelati con più determinazione, cogliendo anche tutte le opportunità di un turismo che cerca luoghi incontaminati e tranquilli. Vogliamo, in tal senso, costruire una grande alleanza con cittadini, istituzioni, imprese per promuovere politiche di salvaguardia e sviluppo.” Goletta dei Laghi sarà anche l’occasione per promuovere e valorizzare le località più virtuose, inserite nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano, per aver scelto di puntare sulla sostenibilità e la qualità ambientale del turismo.

Appuntamento domani, giovedì 21 luglio, alle ore 11.30
presso il Lago Lungo a Sperlonga (accesso da via Lago Lungo presso il ponte sul canale).
Parteciperanno: Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio;
Giorgio Zampetti, portavoce Goletta dei Laghi;
Marco Omizzolo, coordinatore provinciale Legambiente Latina;
Circolo Legambiente La Ginestra Fondi.

Il monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici che effettuano le analisi chimiche direttamente in sito con l’ausilio di strumentazione da campo. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nei laboratori mobili lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli) e chimico-fisici (temperatura dell’acqua, pH, ossigeno disciolto, conducibilità / salinità).

Sos Goletta
È il servizio messo a disposizione dei cittadini per segnalare tubature che scaricano in mare, o nei laghi, liquidi o sostanze sospette in acqua, tratti di mare o di lago dal colore e dall’odore sgradevoli. Per fare una segnalazione basta inviare una breve descrizione della situazione, l’indirizzo e le indicazioni utili per individuare il punto, le foto dello scarico o dell’area inquinata e un recapito telefonico.

Gli SOS si possono inviare via mail, all’indirizzo scientifico@legambiente.it o tramite sms e mms al numero 346.007.4114 oppure chiamando lo 06.862681.

I partner della Goletta dei laghi
Main partner: COOU Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati
Partner tecnico: Consorzio Ecogas, Novamont, Stamperia Romana
Media partner: Radio Kiss Kiss e La Nuova Ecologia
Lo staff di Goletta Verde sceglie i veicoli Peugeot ® con filtro antiparticolato FAP®
Per i nostri veicoli utilizziamo Revivoil, l’olio rigenerato di Viscolube
Ufficio stampa Goletta dei laghi
Francesca Pulcini 347 9894525 – stampa.golettadeilaghi@legambiente.it

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Venticinque località guadagnano le Vele blu di Legambiente e Touring Club Italiano sui mari e i laghi del Lazio nel 2011

Montalto di Castro (Vt) unica località a 4 “vele”, si amplia sezione laghi con Paganico Sabino (Ri) e Castel di Tora (Ri) sul Lago del Turano e Capodimonte (Vt) sul Lago di Bolsena che entrano in classifica

Stessa spiaggia, stesso mare: questo il giudizio sui mari laziali che esce fuori dall’annuale classifica delle Vele Blu redatta da Legambiente e Touring Club italiano da ormai undici anni. Non ci sono grosse variazioni, infatti, rispetto ai dati del 2010: nessuna località laziale si aggiudica le “5 vele”, il riconoscimento massimo della classifica, e a difendere le “4 vele” conquistate l’anno scorso c’è solo Montalto di Castro (Vt), mentre l’isola di Ventotene (Lt) perde una vela e se ne aggiudica soltanto tre. “3 vele” anche per Sperlonga (Lt) e Tarquinia (Vt) che sale di un posto rispetto al 2010; a seguire con “2 vele” le stesse località dell’anno scorso: Sabaudia (Lt), San Felice Circeo (Lt), Nettuno (Rm), Santa Marinella (Rm), Gaeta (Lt), Ostia (Rm) e Ponza (Lt). Anzio (Rm) conferma la sua unica vela.

“C’è troppa inerzia sui mari del Lazio, si vivacchia sperando in un po’ di cemento in più o in assurde concessioni decennali per gli stabilimenti, senza puntare davvero su servizi innovativi e sostenibili, senza un piano serio che faccia migliorare il territorio e crescere il turismo – ha affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio -. Tirare a campare può funzionare per un periodo visto che il Lazio e l’Italia sono famosi in tutto il mondo, ma la competizione in questi anni si va spostando sulla bellezza dei luoghi, sui servizi di qualità, sull’innovazione. È sbagliato, allora, puntare su megaprogetti che hanno come risultato finale solo lo sventramento del territorio, sul nucleare come sui waterfront cementificati, piuttosto che sulla privatizzazione dei litorali con incredibili diritti di superficie per costruire sulle spiagge. Preoccupano, in tal senso, i molteplici allarmi sull’inquinamento delle acque, con macchie scure che come ogni da un po’ di tempo tornano in diversi punti, evidenziando problemi alla depurazione o scarichi abusivi.” Sono di queste settimane gli allarmi per una vasta moria di pesci al Rio Tre Denari a Passoscuro a Fiumicino, con assurde schiume, ma anche svariati liquami al canale dei pescatori di Ostia, piuttosto che macchie scure a Ladispoli e ad Ardea. Situazioni nell’area romana, forse anche legate alla recente modifica della normativa sulla balneazione che ha innalzato i limiti di legge per diversi parametri ed eliminato il monitoraggio di altri, facendo diventare balneabili “per legge” luoghi che presentano problemi.

Si amplia la sezione laghi della Guida Blu, che nel Lazio sul fronte delle acque dolci vede perdere le “4 vele” ad Anguillara Sabazia (Rm) sul lago di Martignano, che scende a “3 vele” raggiungendo così Trevignano Romano (Rm), Anguillara Sabazia (Rm) e Bracciano (Rm) per il lago di Bracciano, ma anche Nemi (Rm) sul lago di Nemi e Montefiascone (Vt) sul Lago di Bolsena. Entrano per la prima volta in classifica due località sul Lago del Turano, Castel di Tora (Ri) e Paganico Sabino (Ri) con “2 vele”, che vengono assegnate anche a Bolsena (Vt) sul lago di Bolsena, dove entra nella classifica anche Capodimonte (Vt) sempre con “2 vele”; “2 vele” anche a Ronciglione (Vt) e Caprarola (Vt) sul lago di Vico, oltre che a Castel Gandolfo (Rm) sul lago di Albano che invece ne perde una.

“Sui laghi del Lazio si deve giocare una importante scommessa, per preservare questi luoghi bellissimi creando occasioni di sviluppo agricolo e turistico – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio –. Continua la discesa nella classifica di diverse località, mentre è evidente una certa stasi, segno dell’assenza di politiche forti sul ciclo delle acque, rifiuti e controllo della pressione turistica. Ci sono anche però delle nuove entrate nella classifica, sul Lago del Turano e a Bolsena, che speriamo servano a far crescere l’attenzione su questi temi, spesso troppo sottovalutati. Ci sono molteplici meraviglie naturali e storico archeologiche da conservare e tutelare, affrontAndo i diversi punti di criticità, dall’abbassamento dei livelli delle acque, all’abusivismo che deturpa i territori, alla depurazione.”

Complessivamente la “Guida Blu” presenta 367 località costiere di mare e di lago e 50 grotte marine. Non manca la sezione dedicata alle strutture ricettive e turistiche, con l’elenco aggiornato degli alberghi e strutture ricettive per l’ambiente che si fregiano dell’etichetta ecologica di Legambiente Turismo: più di 400 strutture per oltre 65mila posti letti e una stima di presenze che supera i 6 milioni l’anno. Le vele assegnate ai comuni e alle spiagge italiane sono il risultato di un attento e complesso bilancio di 128 parametri, racchiusi in 21 indicatori di qualità.

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Legambiente su moto nelle preferenziali: chiudere la pericolosa farsa

Un nuovo monitoraggio: a Largo Argentina 6 moto in un’ora

“Basta, bisogna chiudere subito la pericolosa farsa delle moto nelle preferenziali – sbotta Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. Ci uniamo al dolore dei familiari della ragazza deceduta a Via Boccea, la magistratura chiarirà cosa è accaduto, ma intanto chiediamo che il Sindaco non aspetti un minuto di più per smetterla con una inutile operazione di facciata. Vanno ascoltate le vere esigenze dei motociclisti, dei pedoni, degli utenti del trasporto pubblico che sono quelle della sicurezza, delle strade colabrodo che vanno tappate da anni, delle nuove corsie preferenziali che invece questa amministrazione sta cancellando come è avvenuto a Via dell’Amba Aradam, dei parcheggi per le due ruote, delle piste ciclabili e del bike sharing, delle strisce per gli attraversamenti.”

Legambiente torna sulla ridicola sperimentazione che ha visto aprire alle motociclette alcune corsie preferenziali riservate al mezzo pubblico, rendendo noti i risultati di un nuovo monitoraggio realizzato nei giorni scorsi a Largo Argentina, nel piccolo tratto di preferenziale di fronte al teatro. “A Largo Argentina sono passate sei moto in un’ora in media, praticamente solo chi ha girato per
sbaglio in quel tratto, la scelta di aprire le preferenziali alle moto è tanto inutile quanto pericolosa, anche in quei pochi metri mezzi così diversi per dimensioni e per funzione come un autobus e  uno scooter rischiano incidenti anche gravissimi – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. Bisogna smetterla con queste trovate ideologiche, a Roma bisogna proteggere il trasporto pubblico, sono proprio miseri i 120 chilometri di corsie preferenziali esistenti”. In media durante il rilevamento svolto dai volontari di Legambiente Lazio nella mattina dell’11 maggio
scorso, nonostante il traffico intenso, in un’ora solo 6 motocicli sono passati all’interno della corsia riservata ai mezzi pubblici a Largo Argentina, contro i 30 autobus e 18 taxi transitati nella stessa parte della carreggiata.

Nella Capitale le corsie preferenziali per i mezzi pubblici sono poche e del tutto inadeguate per essere transitate dalle moto, troppo strette e pericolose per permettere il transito dei veicoli a due, e spesso anche mal tenute, come all’altezza di Via dei Leuteri su Corso Vittorio dove le borchie stanno scomparendo perché non manutenute.

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Legambiente su caccia: no a più giorni e più specie nel nuovo calendario venatorio

Assessore Birindelli garantisca equilibrio e tenga conto del parere ISPRA e tavolo CTFV

“Sulla caccia siamo alle solite, le richieste dei cacciatori per il nuovo calendario venatorio sono inaccettabili, vorrebbero ancora più giorni di caccia e più specie da abbattere infischiandosene dei pareri scientifici, ma stavolta dichiaratamente manca la volontà politica dell’Assessore Birindelli di trovare una concertazione -ha commentato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, dopo la riunione del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio (CTFV) tenutasi presso la Regione Lazio per la prima stesura del calendario venatorio. Siamo sempre stati aperti al confronto, ma dopo le proroghe del gennaio scorso ora la Regione afferma che non saranno vincolanti né il parere del tavolo del CTFV né quello dell’ISPRA, facendo carta straccia delle regole e dilaniando quel poco di equilibrio che si era tentato di trovare, rendendo peraltro del tutto inutile e finta la partecipazione al tavolo, pur di accontentare la piccola lobby dei cacciatori. Crediamo che il ruolo delle istituzioni, dalla Regione alle Province agli Atc, debba invece prevedere l’impostazione di una strategia per la biodiversità e la gestione faunistica, impiegando le poche risorse disponibili per i miglioramenti ambientali, il monitoraggio costante delle popolazioni di animali selvatici e delle scelte gestionali operate, l’incentivazione di pratiche agro-silvo-pastorali utili alla fauna, il sostegno della riproduzione faunistica in sito investendo nelle zone di ripopolamento e cattura ed eliminando completamente i così detti ripopolamenti “pronta caccia”. Continueremo a fare il nostro lavoro, presentando le osservazioni i cui chiederemo anche certamente di eliminare qualsiasi preapertura e deroga alle direttive comunitarie e di realizzare finalmente validi studi scientifici in materia di gestione faunistica, ma se la Regione invece vorrà percorrere inutilmente la strada del saccheggio della fauna e del territorio, allora la via del dialogo risulterà sempre più stretta e impraticabile”.

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Legambiente Lazio aderisce a coordinamento per monitoraggio e bonifica di siti contaminati da ordigni bellici chimici

A partire dai problemi emersi al Lago di Vico, Legambiente Lazio ha aderito al coordinamento per il monitoraggio e la bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici costituitosi in questi giorni. Il conflitto in Libia rilancia l’allarme sullo spettro delle armi chimiche accumulate da Gheddafi, ma ci sono diversi comuni italiani che da almeno settant’anni sono certamente vittime degli stessi veleni. Dal Lazio alla Puglia, dalle Marche alla Lombardia e fino alla Campania, terreni, stabilimenti e discariche sottomarine continuano a ospitare l’eredità del colossale arsenale di armi chimiche creato dal fascismo e troppo nascosto dai governi della Repubblica. Per chiedere che questa scia di morte venga spezzata, un gruppo di associazioni e comitati ha deciso di riunirsi, invocando che venga finalmente fatta chiarezza sui rischi di questa bomba sepolta nel mare e nel terreno del nostro paese. Il Coordinamento Nazionale per il monitoraggio e la bonifica dei siti contaminati da ordigni bellici chimici inabissati o interrati durante e dopo il secondo conflitto mondiale si è riunito per la prima volta la scorsa settimana proprio nella sede di Legambiente Lazio. Il Coordinamento è formato da rappresentati di associazioni e comitati operanti nelle zone più colpite in Italia: Lago di Vico, Molfetta, Colleferro, Ischia, Pesaro e Cattolica. Presto entreranno a far parte del Coordinamento nuove realtà in rappresentanza di altre aree fortemente colpite in Lombardia, Piemonte, Lazio e Abruzzo.

Nel caso del Lago di Vico, la dimensione del problema è nota da tempo grazie all’azione di denuncia di Legambiente e delle associazioni ambientaliste, degli enti locali, dei ricercatori dell’Università della Tuscia, ma il problema dei residuati bellici ha origini lontane: l’arsenale chimico venne creato dal regime fascista all’inizio degli anni Trenta ed è stato il cuore di un programma industriale di armamento colossale, con impianti per distillare gas letali come iprite, arsenico e fosgene in decine di fabbriche costruite dalla Puglia alla Lombardia. Alla fine del conflitto queste armi sono state nascoste e dimenticate, senza bonificare i siti dove si producevano o le discariche dove sono state sepolte. Una quantità colossale di ordigni è stata gettata in mare dagli americani davanti alle coste di Ischia e a quelle di Molfetta, dai tedeschi davanti a quella di Pesaro mentre l’esercito italiano ha continuato per anni a custodire i gas letali nei boschi del Lago di Vico e persino nel centro di Roma, a pochi passi dalla Sapienza. Una realtà svelata nel volume-inchiesta “Veleni di stato” del giornalista Gianluca Di Feo, pubblicato da Rizzoli nel 2009, che porta a conoscenza documenti inediti e secretati e dà voce a denunce inascoltate e testimonianze dirette. Grazie a questa pubblicazione, scrupolosa e mai smentita, molti comitati locali che avevano già iniziato un lavoro di ricerca e di denuncia sui danni ambientali e sulle conseguenze per la salute dei cittadini, hanno trovato la conferma a quanto sostenevano da tempo. Ma soprattutto hanno preso coscienza del carattere nazionale di questo enorme problema, tuttora nascosto alla maggior parte delle persone, e hanno deciso di unirsi in un Coordinamento per rafforzare le azioni e le richieste di monitoraggio e bonifica portate avanti dalle singole realtà, tuttora eluse da laconiche risposte del Ministero della Difesa che continua a negare informazioni e collaborazione.

Quelle armi sono state progettate per resistere nei decenni e mantengono ancora oggi i loro poteri velenosi, soprattutto l’arsenico che si è disperso nei suoli come dimostrano le analisi condotte  dalle forze armate nella zona del Lago di Vico o gli esami degli organismi sanitari a Melegnano (Milano). Perché solo una minuscola parte delle strutture militari attive nel dopoguerra è stata parzialmente bonificata: la gran parte degli ordigni è stata nascosta in mare e in terra dal segreto.

Il Coordinamento Nazionale Bonifica Armi Chimiche

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