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Domenica catena umana a Montalto di Castro per fermare il nucleare: Legambiente invita tutti a partecipare all’iniziativa

Appuntamento Domenica 22 Maggio, ore 10 al parcheggio Foce del Fiora alla Marina di Montalto Info line Legambiente Lazio 347 2310122 (anche per pullman da Roma) Nuova manifestazione per fermare il nucleare in Italia e nel Lazio: , dopo il grande successo a Borgo Sabotino del mese scorso, domenica 22 maggio, a partire dalle ore 10, l’appuntamento per tutti è alla Foce del Fiora sul lungomare di Montalto di Castro per formare una bella e simbolica catena umana lungo la spiaggia, per affermare l’insostenibilità del nucleare e chiedere ai cittadini di votare SÌ ai referendum del 12 e 13 giugno. L’iniziativa è organizzata dal Comitato Antinucleare di Montalto di Castro, insieme al Comitato Laziale “VOTA SÌ per fermare il nucleare”, di cui Legambiente è tra i promotori e gli animatori.

“Nonostante il silenzio dei grandi media e il tentativo di confondere le idee da parte del Governo, i cittadini tornano a manifestare contro il ritorno del pericoloso nucleare – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Proprio da Montalto di Castro, luogo simbolo della vittoria antinucleare nel 1987, Domenica prossima si leverà un nuovo grido, pronti a vincere di nuovo la sfida contro l’atomo.”

A pochi giorni dal plebiscito antinucleare in Sardegna e mentre la Camera dei deputati discute del decreto che vorrebbe cancellare il referendum sull’atomo del 12 e 13 giugno, nel prossimo fine settimana si terranno in tutta Italia varie catene umane per cingere i siti nucleari esistenti e quelli in lizza per diventarlo. A Montalto di Castro sarebbe entrata in funzione la quinta centrale nucleare italiana, con due reattori di 982MW di potenza, ma già negli anni ottanta il cantiere fu fermato a causa dei danni riportati nell’alluvione nel 1987 e poi definitivamente grazie al referendum. “Invitiamo tutti i cittadini ad unirsi domenica prossima alla catena umana sul lungomare di Montalto e a recarsi alle urne il 12 e 13 giugno per decretare la vittoria dei SÌ – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Il nuovo programma nucleare italiano potrebbe ripartire proprio dal vecchio progetto di costruire i due reattori a Montalto, nonostante le scelte fatte sul territorio verso le rinnovabili e le produzioni tipiche e di qualità.” Pullman Domenica 22 dalla Stazione Metro A CIPRO alle ore 8, prenotazione obbligatoria.

Info line Legambiente Lazio: 347 2310122.

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A Montalto di Castro Consiglio Comunale aperto approva all’unanimità delibera per fermare nucleare, a Roma abbraccio collettivo alle ambasciate di Giappone e Ucraina.

Legambiente partecipa a iniziative per ricordare tragedia di Cernobyl e sventare ritorno nucleare.

A Montalto di Castro (Vt), il Consiglio comunale, alla presenza di centinaia di cittadini, ha approvato all’unanimità un’importante delibera per impedire il ritorno del nucleare, mentre a Roma nel  pomeriggio l’appuntamento è per una catena umana tra le Ambasciate di Ucraina e Giappone: è fitto di iniziative il calendario dei comitati antinucleari del Lazio, dei quali Legambiente è tra i promotori e gli animatori, in occasione dei 25 anni dalla tragedia nucleare di Cernobyl. “I referendum del 12 e 13 giugno non sono affatto stati annullati, come il Governo vorrebbe far credere, saranno ancora una volta i cittadini a fermare il nucleare col proprio voto, il messaggio bipartisan che viene dal territorio è chiarissimo – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, intervenendo al Consiglio comunale aperto – Chiediamo a tutti i Comuni di adottare provvedimenti contro il nucleare e di inviarli alla Regione, coinvolgendo i cittadini invitandoli a votare ai referendum”.

“Quello che viene da Montalto è un grande esempio di democrazia – ha affermato Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale di Legambiente Viterbo – L’amministrazione comunale ha votato all’unanimità una delibera senza se e senza ma per fermare il nucleare, coinvolgendo i cittadini e i comitati. La moratoria governativa è soltanto una truffa, Montalto oggi ha detto chiaramente che non ci crede nessuno e andranno tutti a votare. Un appello va ai mass media, c’é troppo silenzio sul nucleare mentre serve tanta informazione”. A Roma, invece Legambiente ha partecipato all’abbraccio collettivo dedicato alle vittime dei disastri del nucleare, con una simbolica catena umana intorno alle ambasciate di Ucraina e Giappone,  er ricordare le vittime di ieri e di oggi.

“Ricordare la tragedia di Chernobyl a 25 anni di distanza serve a ricordarci quanto sia folle il progetto per il ritorno al nucleare – ha dichiarato la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, partecipando alla catena umana – Ed è ancora più folle cercare di imbrogliare i cittadini sui referendum, che rimangono fissati a giugno e saranno il vero modo per far esprimere una volta per tutte gli italiani. Nonostante tanti subdoli tentativi, non ci faremo mettere il bavaglio, andremo avanti con la nostra battaglia per fermare il nucleare e dire sì alle energie alternative”.

Per la giornata di solidarietà anche un flash mob di fronte alla Prefettura di Viterbo e la proiezione di “The Door”, un cortometraggio su Chernobyl candidato all’Oscar nel 2009, presso una libreria
romana.

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Legambiente Lazio su nucleare: inimmaginabile centrale a Montalto, Latina o sul Garigliano, nel Lazio come in qualsiasi parte dell’Italia.

A vent’anni dal no al nucleare, ancora tutti irrisolti i problemi di sicurezza e smaltimento scorie.

“Siamo vicini al dramma dei cittadini giapponesi, al tragico terremoto si aggiunge la minaccia nucleare e ci preoccupano molto le immagini delle esplosioni dei reattori, i controlli per la contaminazione ai quali si devono sottoporre, le notizie di 170mila persone evacuate da casa loro, l’allarme per piogge radioattive. Speriamo ancora che si possa evitare il peggio, ma quanto sta accadendo deve servire a convincere l’Italia ad abbandonare qualsiasi avventura atomica. E’ inimmaginabile pensare a una centrale a Montalto di Castro, a Latina o sul Garigliano, nel Lazio come in qualsiasi parte dell’Italia, i rischi sono davvero inaccettabili – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – “Bastano i consigli che vengono dati ai cittadini per creare un improponibile scenario da vero terrore: ‘rimanere in casa e non aprire né porte né finestre, coprirsi naso e bocca con asciugami bagnati e lavarsi le mani non appena rientrati in casa, evitare verdure, altri cibi freschi e acqua del rubinetto’. Di fronte a questa situazione va solo detto che i problemi del nucleare sono sempre gli stessi e sempre irrisolti, l’insicurezza intrinseca della tecnologia, le scorie da gestire per millenni. È così assurdo, allora, chiedere di puntare su risparmio ed efficienza energetica, su fonti rinnovabili, solare termico e fotovoltaico, eolico, biomasse, piccolo idroelettrico? Se non è bastato alle lobby il voto contrario al nucleare dei cittadini del referendum del 1987, i cittadini ne dovranno esprimere uno nuovo e ancora più forte con il nuovo referendum che si terrà nei prossimi mesi”.

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