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Villa Ada, Legambiente Lazio: Ministero interrompa la procedura di rettifica del perimetro.

Villa Ada, Legambiente Lazio: Ministero interrompa la procedura di rettifica del perimetro.Doppia interrogazione Avenali in Regione e Realacci in Parlamento.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali interrompa la procedura di rettifica del perimetro di Villa Ada in senso restrittivo e ristabilisca che i confini sono quelli previsti nel decreto ministeriale vigente. Legambiente Lazio torna a puntare il dito sul vincolo
paesaggistico per i 5 ettari di Villa Ada che il Ministero vuole ridefinire escludendo così Parco Rabin dalla tutela.

Restringere il vincolo è illegittimo e cederebbe l’area di Parco Rabin nelle mani dei costruttori da tempo interessati a quella zona per la creazione del casale in Via del Canneto e del Pup di Via Panama. Le direttive in proposito parlano chiaro: l’area di Villa Ada e di Monte Antenne è stata dichiarata “di notevole interesse pubblico” dalla legge del 1939 e la discrepanza dei confini tra il decreto ministeriale e le cartografie va subito risolta facendo prevalere la norma di maggiore tutela, come l’applicazione vincolistica vuole, seguendo fedelmente il decreto originario.

Intanto sulla vicenda sono state presentate due interrogazioni, da parte di Cristiana Avenali (Per il Lazio) alla Regione Lazio e di Ermete Realacci (PD) in Parlamento. Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e agli Assessori all’Ambiente e alle Politiche del Territorio della Regione Lazio si chiede di intervenire per ridefinire i confini del parco come la Regione aveva già fatto nel 1954 stabilendo la totale legalità del vincolo e di verificare presso le Soprintendenze di Roma e del Lazio lo stato degli uffici e le procedure autorizzative fin qui adottate. Nel testo delle due interrogazioni si ribadisce la presenza del vincolo sul comprensorio di Villa Ada e Monte Antenne e l’inclusione di Parco Rabin nei confini del Parco secondo il decreto ministeriale.

“Chiediamo al Ministero per le Attività Culturali l’interruzione immediata della procedura di rettifica del perimetro a discapito del verde pubblico e protetto di Villa Ada – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non si può abbassare la guardia sulla tutela di una delle ville storiche di Roma e sulla meravigliosa vegetazione arborea di Parco Rabin universalmente riconosciuta.”

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A Parco Rabin una cancellata costosa e inutile

CHE FINE HANNO FATTO I TAVOLI DI CONFRONTO DEL CAMPIDOGLIO SU VILLA ADA, VILLA BORGHESE E SULLE ALBERATURE CITTADINE?

Chiediamo al Campidoglio di chiarire quale sia il fine della brutta, inutile e costosa recinzione che si sta realizzando sul perimetro esterno del Parco Rabin a Villa Ada. La cancellata, dal costo di oltre 126 mila euro, è un vero e proprio pugno in un occhio e va a creare una incomprensibile barriera d’accesso ad un’area verde che invece era caratterizzata paesaggisticamente proprio dalla continuità con la zona abitata circostante. Non vorremmo allora che questa recinzione, priva di senso visto che per Parco Rabin non vi è mai stato alcun problema di sicurezza, preparasse invece la strada ad un processo di privatizzazione strisciante in favore di fantomatici Punti Verdi e a danno dell’ampia zona dedicata ai cani. Ci preoccupa, infine, il fatto che questo ennesimo intervento di forte impatto su Villa Ada sia avvenuto ancora una volta all’insaputa dei cittadini che frequentano il parco e senza alcun confronto con le associazioni ambientaliste che pure erano state chiamate dal Campidoglio a partecipare ad un tavolo sul futuro di Villa Ada, tavolo che in brevissimo tempo sembra essere già scomparso nel nulla. Come nel nulla sono finiti i tavoli di confronto sul parco di Villa Borghese e sulle alberature cittadine.

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