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Parco Monti Ernici

Proposta di istituzione del Parco Regionale dei Monti Ernici. Legambiente: proponiamo il rilancio territoriale con un nuovo parco lungo la catena appeninica in provincia di Frosinone.

Legambiente ha proposto la scorsa settimana l’articolato per la modifica della legge regionale sui parchi, consegnato alla consigliera regionale Cristiana Avenali, all’interno del quale trovava spazio, oltre al rinnovamento della governance e al ravvicinamento con i territori, anche l’istituzione di due nuove aree protette, i parchi dei Monti Lepini e della Tolfa, che insieme al grande parco interregionale del Tevere possono divenire nuovi architravi delle aree protette laziali.

Oggi, oltre a queste aree gli attivisti del cigno verde inseriscono nell’articolato l’istituzione del Parco Regionale dei Monti Ernici, la splendida catena del frosinate, tra la valle del Sacco e i Simbruini.

“Aggiungiamo oggi il parco dei Monti Ernici nel nostro articolato di legge- dichiarano Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio e Francesco Raffa responsabile provinciale di Frosinone – per lo splendore di questi paesaggi, per l’enorme biodiversità che lì trova spazio indispensabile alla conservazione, per il grande desiderio di parco che arriva dal territorio, con decine e decine di organizzazioni che da anni lavorano per arrivare a questo obbiettivo. In un’area vasta che ha bisogno di una spinta propulsiva per l’avvio di una nuova economia verde, l’istituzione del parco è indubbiamente il canale giusto per avviare scelte territoriali necessarie; anche a fronte della prossima scomparsa delle provincie, è proprio dai parchi che i piccoli comuni come quelli presenti in questa zona, possono trovare un futuro, tra indispensabili scelte di eco-sostenibilità”.

Come detto alla presentazione della legge, Legambiente ha messo in campo il suo articolato anche con l’idea che questo potesse essere uno strumento e uno spazio di lavoro per tanti, individuando insieme a quanti hanno a cuore i parchi laziali, il futuro di
questo mondo. Proprio in quest’ottica, dopo i tanti riscontri positivi dal territorio, si inserisce il parco degli Ernici, e nelle prossime settimane in ogni angolo del Lazio saranno sostenute dall’associazione ambientalista, le giuste battaglie per l’ampliamento e la costituzione di nuove aree protette.

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Il Parco pubblico fluviale Capoprati di Legambiente rischia la chiusura. “Sia sostenuta la grande esperienza di volontariato, Comune e Regione ritornino a fare gli interventi ordinari e straordinari di loro competenza”

Stamattina Legambiente, in conferenza stampa ha annunciato il rischio di chiusura del Parco.

Il degrado e l’abbandono minacciano una delle ultime aree naturali in cui riscoprire il Tevere e il suo prezioso ecosistema nel pieno centro di Roma. Il Parco del Tevere ha visto la luce nel 2001, dopo che la zona era stata bonificata dai volontari del cigno verde. Nel ’96 era una discarica a cielo aperto, ma quattro anni di lavori e campagne hanno tolto di mezzo 30 tonnellate di rifiuti e 50 di verde incolto.

Dentro hanno preso piede diverse attività: un centro estivo per bambini, un punto di noleggio biciclette e il circolo si è trasformato in polo di aggregazione per anziani e giovanissimi. Un’area verde attrezzata con vista sul Tevere, gazebo, panchine e altalene. Ma tutto questo sta lentamente sparendo sotto l’incuria e l’abbandono in cui versano il Tevere e le sue sponde negli ultimi anni, situazione aggravata ancora di più dalle ultime alluvioni che hanno allagato il parco e lasciato, al ritiro delle acque fango e rifiuti.

“C’è bisogno di rilanciare il sostegno a questa straordinaria esperienza di volontariato che ha segnato tanti e tanti anni di vita associativa, – dichiara Vittorio Cogliati Dezza presidente nazionale di Legambiente – e che oggi rischia la chiusura. I troppi mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sul fiume, stanno infatti vanificando il lavoro volontario che, negli anni, ha restituito alla cittadinanza l’area, nella forma del parco che conosciamo oggi, e la costante presenza per renderlo continuamente fruibile”.

Da tempo ormai Capoprati è soffocato da una vegetazione che il Comune di Roma ha smesso di curare, non potando più gli alberi, inoltre non si pulisce più la pista ciclabile e ci sono scarichi abusivi che arrivano dal Lungotevere sul parco: la bella vista che si apriva sul fiume è ridotta a un pertugio da cui passa uno spiraglio di luce. La Regione tramite l’Ardis non interviene dal 2010 nella

pulizia degli argini e il ripristino della situazione pre-esistente dopo le alluvioni che si verificano annualmente e sulle quali i volontari sono intervenuti togliendo il fango, ma servono interventi più consistenti che solo le istituzioni possono realizzare. Tutto questo determina uno stato d’incuria che allontana la possibilità di fare educazione ambientale, è ormai difficile il passaggio delle biciclette e la realizzazione di altre attività che hanno strappato al degrado quel tratto di fiume. Capoprati è un esempio virtuoso di gestione delle sponde in collaborazione coi cittadini che si dovrebbe diffondere sul Fiume e non far si che anche queste realtà abbandonino tali luoghi perché le istituzioni non compiono il minimo loro spettante.

Tutto ciò che ormai si può “ammirare” è lo scheletro di acciaio e cemento armato del ponte della Musica. Costruito tra il 2008 e il 2011, il ponte ha giocato un ruolo cruciale nel degrado dell’argine in cui è incastonato il circolo. I lavori hanno infatti bloccato gli accessi alla sponda, impedendo il transito ai mezzi comunali deputati alla pulizia di quel tratto.

“Siamo impegnati in prima linea per difendere questo tratto di sponda del Tevere, mettendolo a servizio di cittadini, turisti, ciclisti, bambini e ragazzi delle scuole e di tutti coloro che vogliono conoscere e vivere il Tevere. Lo facciamo con la passione e la dedizione che ci abbiamo sempre messo ma che da sole non bastano. – dichiarano Massimo Di Stefano presidente del circolo Capoprati e Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio. Chiediamo un impegno forte da parte del Comune di Roma nel rivalorizzare l’area, partendo dalla pulizia della pista ciclabile prospiciente fino alla cura del verde del parco, e alla Regione Lazio, in particolare all’ARDIS, di riattivare le operazioni di pulizia degli argini, un tempo frequenti, per garantire la piena fruizione del parco e restituire a Roma una magnifica visuale sul fiume. Sia Capoprati il primo chilometro del Parco Fluviale del Tevere.”

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Parco fluviale del Tevere, consegnata la proposta di legge

Finalmente battaglia trentennale di Legambiente può trovare un buon finale. Dopo tanti anni è appena stata depositata alla Regione Lazio la proposta di legge per istituire il Parco Fluviale, e che una volta approvata avrà segnato un passaggio fondamentale per l’istituzione del grande parco fluviale.

Legambiente plaude con soddisfazione alla proposta di legge per l’istituzione del parco interregionale del Tevere presentata dalla Consigliera Cristiana Avenali e che l’associazione chiedeva fin dal 1990. “La nascita del paco fluviale del Tevere è quanto chiediamo per un ecosistema da difendere dove l’area protetta sarebbe volano straordinario di una economia sostenibile e di una qualità della vita migliore per tutte le comunità lungo l’asse – dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio – il perimetro del parco è in realtà già individuato nel ps5 dell’autorità di bacino e va messo in rete con i tanti “primi km” di parco del Tevere già nati a macchia di leopardo, e che rappresentano straordinarie esperienze di corretta fruibilità. Il ruolo dei parchi nel Lazio deve essere rilanciato anche con l’istituzione di nuove aree protette che siano come questa portanti e capaci di coniugare la protezione della biodiversità con il corretto sviluppo del territorio. Nella proposta di legge ritroviamo gli obiettivi fondamentali che anche come Legambiente crediamo vadano perseguiti attraverso il progetto del Parco e che riguardano diversi aspetti, strutturali, funzionali finanche politici. Dall’attenuazione del rischio idrogeologico con la conservazione, bonifica e manutenzione delle sponde e delle confluenze ma anche con il controllo sugli interventi edificativi, di regimazione e strutturali; al raggiungimento degli obiettivi di buona qualità del corso d’acqua con il controllo sulle discariche (abusive e non) presenti nel territorio e lo sversamento di reflui fognari e prodotti chimici nelle acque del bacino, passando per la imprescindibile salvaguardia della biodiversità floro-faunistica. Crediamo sia anche giusta la proposta di affidarne la gestione a RomaNatura.”

Grazie ai consiglieri regionali Cristiana Avenali e Daniele Mitolo questo progetto sembra finalmente avere uno sbocco. La proposta di legge è infatti stata depositata qualche giorno

fa ed attende ora di essere discussa. “Ci sembra fondamentale il percorso di partecipazione che si vuole aprire per arrivare alla proposta definitiva che parta delle peculiarità dei territori e non sia calata dall’alto – commenta Giorgio Zampetti responsabile scientifico nazionale di Legambiente – aprendo un percorso partecipativo che dal Lazio si allarghi si allarghi anche all’Umbria e alle altre regioni del bacino fluviale e crei le fondamenta per l’istituzione

del parco interregionale che abbracci tutto l’asse fluviale del Tevere e dei suoi affluenti”.

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Parco della Cellulosa, Legambiente: Comune completi processo di acquisizione e ripristini l’energia elettrica

Parco della Cellulosa, Legambiente: “Subito ripristino energia elettrica, per mantenere vive attività tutela del verde e aggregazione nel quartiere. Comune completi processo di acquisizione”

 

Legambiente chiede l’immediato ripristino dell’energia elettrica ai locali del Comitato
Promotore del Parco della Cellulosa perché possa continuare il prezioso lavoro di tutela del verde pubblico e come punto di aggregazione svolto finora. Questo l’appello lanciato ad ACEA e Comune di Roma, a seguito dei distacchi dello scorso 29 novembre. Venerdì scorso il “Casaletto”, alcuni locali esterni e la “Foresteria” presenti nel Parco della Cellulosa, sono stati privati dell’energia elettrica a seguito del trasferimento dell’ISPRA. Il distacco della corrente, a cui presto potrebbe seguire quello dell’acqua, provocherà l’impossibilità di mantenere vive le attività dei volontari e del Parco stesso. “Stop ai distacchi, chiediamo il ripristino immediato dell’elettricità, l’attività del Comitato Promotore del Parco della Cellulosa, all’interno del quale il nostro circolo di Legambiente
opera da molti anni, è davvero preziosa, non si può perdere per nessun motivo –  dichiarano Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Laura Paravia, presidente del Circolo Legambiente Parco della Cellulosa.- Queste attività sono fondamentali nel quartiere di Casalotti e fanno del Parco un centro di aggregazione di tutto il quadrante nord-ovest. Sono circa 2000 gli studenti che nello scorso anno hanno vissuto il parco e partecipato alle nostre attività. Per questo chiediamo che non venga meno la fruibilità di uno spazio così importante. Chiediamo inoltre al Comune che venga portato a termine il percorso di acquisizione dei 12 ettari fruibili del parco, per dare un futuro certo alle numerose iniziative organizzate nell’area.” Il Parco della Cellulosa, uno dei parchi della rete di RomaNatura, si estende per ben 90 ettari con una ricca flora e fauna. Non è solo una grande area verde ma anche un polo di aggregazione dove si svolgono attività culturali e di educazione ambientale rivolte non solo al quartiere di Casalotti ma all’intera città. Nell’ambito delle attività del Comitato, il Circolo Legambiente Parco della Cellulosa ha contribuito con numerose iniziative che da diversi anni animano l’area verde del Parco della Cellulosa: messo su una biblioteca con 4.000 volumi e postazioni ad uso di studenti e cittadini all’interno del parco, implementato una rete Wi-Fi in tutta l’area, realizzato ben 25 Orti Urbani, laboratori del legno o per fare la carta riciclata, laboratorio di pasta e pane, passeggiate consapevoli con i bambini.

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Sopralluogo di Legambiente al Parco Garbatella: situazione grave e nuovi danni nella notte. Molto positiva la risposta di istituzioni e cittadini.

Sopralluogo di Legambiente al Parco Garbatella: situazione grave e nuovi danni nella notte. Molto positiva la risposta di istituzioni e cittadini.
Altri dieci alberi, oltre i 60 già mozzati nei giorni scorsi, schiantati a terra con la forza, gli alberi più grandi danneggiati con tentativi di abbattimento, un rosso prunus completamente sradicato e appeso a testa in giù nel centro del Parco, cartelli gettati nei cestini, pali messi a croce. Questo è lo scenario che i volontari del circolo Legambiente Garbatella, insieme all’Assessore all’Ambiente di Roma Capitale Estella Marino e alla Consigliera regionale Cristiana Avenali, si sono trovati di fronte questa mattina al sopralluogo organizzato per verificare l’entità dei danni e pianificare i dovuti interventi per rimettere a posto l’area dopo i danneggiamenti.

“Il sopralluogo di stamattina ha confermato la gravità della situazione, considerati anche i nuovi fatti della scorsa notte. Ora diventa fondamentale presidiare l’area, col nostro circolo stiamo organizzando attività anche di notte per evitare nuove aggressioni -ha dichiarato
Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, durante il sopralluogo-. È molto positiva la risposta delle istituzioni, a partire dall’Assessore Marino che ha voluto verificare la situazione di persona con un sopralluogo subito dopo l’accaduto e che ora ci aspettiamo acceleri i lavori di risistemazione del parco già previsti. La consigliera regionale Avenali ha confermato il sostegno da parte della Regione Lazio che donerà gli alberi da ripiantumare e si impegnerà a verificare altri possibili interventi da sostenere. L’orribile vicenda non ha affatto spento l’entusiasmo di chi in questi anni ha dedicato il proprio tempo libero a salvare quest’area dal cemento e a renderla  un meraviglioso luogo di aggregazione. Tanti volontari e cittadini hanno già offerto un contributo concreto per la rinascita del Parco, c’è chi vuole donare un albero, chi venirlo a piantare mettendo a disposizione del tempo, vivai che vogliono offrire sostegno e imprese che metteranno a disposizione gli strumenti necessari a piantare. Sabato 7 settembre invitiamo tutti i cittadini a visitare il parco Garbatella e da subito ci metteremo all’opera per organizzare una grande Festa dell’Albero in autunno, con la piantumazione di tanti nuovi alberi, per far tornare a splendere quel bellissimo giardino di quartiere.”

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Parco Garbatella, Legambiente: distruzione alberature è gesto vile e grave, esposto in Procura, Comune sostenga attività volontari

Parco Garbatella, Legambiente: distruzione alberature è gesto vile e grave, esposto in Procura, Comune sostenga attività volontari

 

“La distruzione delle alberature del parco Garbatella è un gesto vile e grave -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-, col nostro circolo abbiamo denunciato gli ignoti che di notte hanno tagliato le piante e presenteremo un esposto in Procura per  danneggiamento. Chiediamo al Comune di Roma di sostenere concretamente le attività dei volontari, con un sopralluogo immediato che stiamo già concordando con l’Assessore all’Ambiente, un tavolo per avviare subito i lavori già previsti e una grande Festa dell’Albero in autunno per far tornare a splendere l’area che i cittadini hanno tolto alla speculazione edilizia e pezzo per pezzo reso un bellissimo giardino di quartiere. Nessun attacco, per quanto orrendo, può ridurre la passione dei cittadini per quel parco.”

Ciliegi, meli, cachi, peri e un ulivo nel frutteto, oltre a lecci, sughere, olmi e altre querce sono tutti mozzati, le chiome degli alberi a terra. Così si presentano i 60 alberi distrutti nel Parco Garbatella, davanti alla Regione Lazio, tutti messi a dimora negli ultimi cinque anni dal Circolo Legambiente Garbatella insieme alle altre associazioni del territorio e a tanti cittadini, a coronamento della ventennale attività per la nascita e la salvaguardia del Parco.

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