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Demolizione Via dei Fori: “Prima concludere la pedonalizzazione della strada e liberare il Colosseo dalle auto”

L’annuncio da parte dell’assessore alla trasformazione urbanistica di Roma Capitale Giovanni Caudo, dell’inizio del percorso per giungere allo smantellamento di Via dei Fori Imperiali nel tratto compreso tra Via Cavour e Piazza Venezia, per ricongiungere l’area archeologica centrale, non sorprende Legambiente che vede prospetticamente di grande utilità cominciare a parlarne ma, per l’associazione ambientalista ora sia conclusa la pedonalizzazione per poi parlare seriamente, e in tempi seri, di progetti del genere.
Prima di tutto sia liberato il Colosseo e il centro di Roma dalle auto. Va conclusa la pedonalizzazione di Via dei Fori e realizzate velocemente quelle di Piazza del Colosseo e Via di San Gregorio – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio -, mettendo in tal modo la prima pietra per la creazione e valorizzazione completa del più grande parco archeologico del mondo. Dai Fori Romani all’Appia Antica, passando per il Colosseo e il Circo Massimo, liberare il centro di Roma dalle auto, significherebbe restituire ai romani e al mondo intero l’immensa bellezza della città. Cominciare a parlare di smantellamento della strada in futuro può essere prospetticamente di grande utilità, ma per adesso sia conclusa la pedonalizzazione per poi discutere seriamente, e in tempi seri, di un progetto del genere”.
L’associazione ambientalista, dopo una battaglia trentennale e dopo aver raccolto oltre 6400 firme di cittadini romani, lo scorso 25 giugno, ha visto approvata in aula Giulio Cesare, la propria delibera di iniziativa popolare per liberare il Colosseo dal traffico pedonalizzando via dei Fori e le altre strade intorno all’Anfiteatro Flavio.
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Domenica Ecologica 28 dicembre, Legambiente animerà la giornata

Domenica Ecologica 28 dicembre, Legambiente animerà la giornata. 
A Roma 4 centraline di monitoraggio aria hanno superato il numero massimo consentito di giornate con PM10 oltre i limiti “Domenica tutti a piedi in strada per una Roma con Aria Pulita: senza auto, rifiuti in strada e contro tutte le mafie!” 

Appuntamento principale in Via dei Fori dalle 9

Legambiente torna ad animare le domeniche ecologiche in Via dei Fori con il sostegno dell’assessorato alla Cultura di Roma Capitale; domenica 28 riempirà la strada più importante di Roma e non solo con spettacoli, cultura, tradizioni e opportunità. Via dei Fori sarà frizzante per tutta la giornata, con esibizioni della tradizione popolare, attività per grandi e piccoli e negli stand dell’associazione, sarà possibile inoltre noleggiare gratuitamente delle bici perché tutti possano godere delle bellezze del centro dalle due ruote.

“Bentornate Domeniche Ecologiche e Bentornata Via dei Fori completamente Pedonale durante le festività, domenica saremo tutti a piedi in strada per una Roma Pulita, dalle auto, dai rifiuti e da tutte le mafie – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – animando di iniziative la capitale e riportando nelle piazze la bellezza, i colori e i sapori di Roma e dei suoi cittadini, in una giornata di festa in cui respirare un’aria più sana.” Gli attivisti del cigno verde riferiscono infatti che 4 centraline di monitoraggio hanno ormai raggiunto e superato il numero massimo consentito (35 annue) di giornate con PM10 oltre i limiti, quella di Via Tiburtina (42 giorni oltre i limiti), di Cinecittà (39), di Largo Preneste (39) e di Corso Francia (35).

Domenica in Via dei Fori, ci saranno anche i volontari dei circoli Parco della Cellulosa e Ecoidea con i loro laboratori sul legno e sulla costruzione di aquiloni, mentre il circolo Mondi Possibili animerà la giornata a piedi in Piazza Bologna e Piazza Sant’Emerenziana con laboratori di educazione ambientale, mostre, pittura creativa e degustazioni di prodotti a Km0.

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Via dei Fori Imperiali pedonale non si tocca! Legambiente: “la Pedonalizzazione, ora che è così vicina, non sia messa in discussione”

Via dei Fori Imperiali pedonale non si tocca! Legambiente: “la Pedonalizzazione, ora che è così vicina, non sia messa in discussione”

Il TAR del Lazio ha aperto una istruttoria sulla bontà dell’iter che ha portato la scorsa estate ai passi avanti sulla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali, gli attivisti di Legambiente chiedono che un provvedimento atteso da decenni ora così vicino, non sia messo in discussione.

“La pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali non si tocca! – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – è un provvedimento che attendiamo da decenni supportato dalla volontà popolare, non può essere fermato il percorso oggi che vediamo vicina l’attuazione definitiva. È un percorso che quando sarà concluso renderà più bella la capitale e restituirà al Colosseo il ruolo che gli spetta, non più quello di rotatoria per automobili, si vada ora avanti fino a liberare definitivamente i fori dal traffico”.

Lo scorso 25 giugno il consiglio comunale ha anche approvato la delibera di iniziativa popolare per liberare il Colosseo dalle auto, presentata da Legambiente supportata dalle firme di oltre 6000 romani.

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In queste ore il via a Piazza di Spagna pedonale. Legambiente: ora si completi la pedonalizzazione di Via dei Fori e del tridente, liberiamo definitivamente il centro di Roma dalle auto

Come annunciato dagli uffici del comune, oggi inizia la fase di pedonalizzazione delle strade del centro, da questa mattina è vietato il transito in Piazza di Spagna e nei prossimi mesi, i varchi elettronici vieteranno l’accesso su parte di Via del Babbuino, Via di Ripetta e Via del Corso. Una parziale pedonalizzazione del tridente mediceo per cui si prevede il completamento entro il prossimo novembre.

Dopo la pedonalizzazione di sabato di Via dei Fori e l’avvio di quella del tridente, Legambiente chieda che parta finalmente la fase di completa e definiva pedonalizzazione del centro storico.
“Abbiamo apprezzato il recepimento della nostra richiesta di pedonalizzazione immediata di Via dei Fori di sabato e il piano di
pedonalizzazioni che da oggi riguarda il tridente – dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio -ma ora sia veramente messa in atto l’antica idea di liberare il centro di Roma dalle auto. Solo un grande percorso ciclo-pedonale, che da Piazza del Popolo arrivi al Colosseo e ancora oltre fino al Parco dell’Appia Antica, attraverso il tridente mediceo e le più belle strade del centro, può restituire alla capitale la bellezza con cui merita di potersi mostrare al mondo. Sia quindi portata a termine immediatamente la completa pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali, perchè la più bella area pedonale del mondo possa essere il primo chilometro di un centro di Roma liberato finalmente dalle auto”.

Via dei Fori è stata chiusa al traffico di sabato nelle scorse settimane, in corrispondenza con l’approvazione in aula Giulio Cesare, della delibera di iniziativa popolare che Legambiente aveva messo in campo già nel 2012. Adesso l’associazione ambientalista chiede che oltre a portare a termine in breve tempo questo progetto, si mettano insieme le varie pedonalizzazioni del centro con un programma di aree pedonali diffuso in tutta la città, in modo che, in ogni municipio e in ogni quartiere, trovi spazio un’ampia area libera dalle auto per migliorare la vita di tutti i cittadini della capitale.

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RAPPORTO ANNUALE DI LEGAMBIENTE, AMBIENTE ITALIA E SOLE 24 ORE

Ecosistema Urbano 2012: traffico e smog, immondizia e perdite idriche, stallo per Roma e il Lazio sul fronte ambientale. 

Roma rimane a fondo classifica tra le grandi città italiane, 10a su 15. Latina terzultima tra le 44 medie città, al 42° posto. Tra le 45 città piccole Frosinone al 42° posto, Viterbo in 33a posizione. Rieti migliora e si piazza al 17° posto.

Legambiente Lazio: “Altro che smart cities, Roma e capoluoghi del Lazio all’anno zero. Serve nuovo rilancio politiche regionali, se messe in campo, migliorerebbero la qualità della vita dei cittadini e creerebbero tanti posti di lavoro, aiutando il Lazio a uscire dalla crisi.” Traffico e smog, tanta immondizia e perdite idriche: stallo per Roma e i capoluoghi del Lazio sul fronte ambientale. La Capitale rimane a fondo classifica tra le grandi città italiane, in 10a posizione su 15; tra le medie città, Latina è terzultima, al 42° posto; Frosinone a fondo classifica tra le 45 piccole città, al 42° posto; Viterbo scende oltre la metà classifica in 33a posizione, Rieti in controtendenza migliora di poco e si piazza al 17° posto. È questa la foto
scattata dalla XIX edizione di Ecosistema Urbano, l’annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzata con la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore, sullo stato di salute ambientale dei capoluoghi di provincia italiani. Un quadro che, nel grigiore generale, a livello nazionale vede emergere Venezia, tra le grandi città, Trento, tra i centri urbani di medie dimensioni, e Verbania, tra le piccole. In tutti e tre i casi, però, si tratta di primati relativi: non sono le città più sostenibili, ma sono le meno insostenibili. Rimane invece indietro il sud Italia con Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia ultime in classifica, sia che si parli di grandi capoluoghi, sia di medi o piccoli centri. Roma e il Lazio soffocano tra ingorghi e smog, in quanto a traffico non ci batte quasi nessuno: tra le grandi città italiane peggio di Roma, con 70 auto ogni 100 abitanti, fa solo Catania, Latina rimane saldamente ultima tra le medie con 73 auto/100 abitanti; Viterbo penultima tra le piccole con 75 auto/100 ab., Frosinone 43a su 45 con 73 auto/100 ab., Rieti 37a con 70 auto/100 ab. Altrettanti i motocicli circolanti, con la Capitale è in vetta a livello regionale con 15 motorini ogni 100 abitanti, seguita da Viterbo che ne conta 14, Latina 12, Rieti 11 e Frosinone 9. Lo smog
torna a peggiorare in quattro capoluoghi su cinque: la Capitale cresce per la concentrazione di biossido di azoto (NO2) e con 60,2 microgrammi supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana, così come Latina con 45; risalgono le polveri sottili PM10, a Roma da 30,7 microgrammi per metro cubo nella media annua a 33,6 a Latina da 28,5 a 32, a Rieti da 23 a 27. Crescono i giorni di superamento del limite per l’ozono (O3), con 19,1 giorni a Roma e 36 a Rieti. A Frosinone rimane una situazione molto preoccupante, con qualche miglioramento che non riporta però il capoluogo nei limiti di legge: la concentrazione di biossido di azoto (NO2) cala da 48 a 40,5
microgrammi per metro cubo, quella delle polveri sottili PM10 da 46,5 a 43,8 microgrammi, mentre i giorni di superamento per l’ozono sono ben 64. A fronte di questo quadro, il trasporto pubblico non aumenta offerta e viaggiatori: Roma rimane sul podio, dopo Milano e Venezia, tra le grandi città ma diminuisce l’offerta da 64 a 61 km-vetture per abitante; Viterbo rimane a fondo classifica tra le piccole con solo 15 km-vetture per abitante, a Frosinone se ne registrano 21, a Rieti 25 e 16 a Latina, quasi in fondo tra le medie.

I rifiuti ci sommergeranno? Nel Lazio sembra proprio di sì. Diminuisce ovunque la produzione, come nel resto del Paese, ma le nostre città rimangono tra le peggiori nel panorama italiano. Roma con i suoi 645,7 kg di rifiuti pro-capite prodotti all’anno è tra le peggiori grandi città italiane (11a su 15), ma il problema è di tutto il Lazio visto che Latina produce ben 585,3 kg/ab/anno, Frosinone 557,8 kg/ab/anno, Rieti 502,5 kg/ab/anno ed infine Viterbo 499,8 kg/ab/anno. La differenziata cresce a passi da lumaca, si scelgono ancora poco i sistemi porta a porta e i risultati sono ben lontani dalla media nazionale: se Verona è al 52,7% e Torino al 43,7%, Roma fa un timido passetto avanti dal 21,6% rimanendo inchiodata al 24,2%;
Rieti rimane al 14,9% e Viterbo dal 10,9% al 14,3%, mentre Latina dal 29,2% risale al 30,8% e
Frosinone, dal 15,1% va al 17,6%.

“Altro che smart cities, i nostri amministratori non sanno proprio cosa siano l’innovazione e la qualità della vita, a Roma e nei capoluoghi del Lazio siamo all’anno zero tra il traffico sempre più congestionato e lo smog, troppa immondizia malgestita e perdite idriche da capogiro -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Manca un’idea per il futuro del Lazio, ma una delle sfide più importanti si gioca proprio nelle città, nei capoluoghi ma anche negli altri quattordici grandi centri sopra i 40mila abitanti del Lazio. Servono scelte e politiche da parte della Regione, recuperando il ruolo di pianificazione e programmazione, e una migliore capacità di spesa nella direzione della sostenibilità, del quasi miliardo e mezzo di euro di fondi europei. Le ricette ci sono e vanno applicate governando i processi: sui rifiuti differenziata porta a porta ovunque piuttosto che nuove discariche e programmi per la riduzione e il riuso, sul trasporto una nuova stagione di limitazione del traffico privato e di potenziamento di quello pubblico per battere lo smog con nuove pedonalizzazioni e ZTL, sull’acqua gestioni pubbliche e partecipate colpendo le perdite di rete. Nel Lazio le politiche zoppicano, ma a Roma siamo nel centro del
ciclone: in questi anni di amministrazione, il Sindaco Alemanno ha parlato molto di sostenibilità, ma le scelte principali hanno poi portato sempre più traffico, più rifiuti e più cemento. I cittadini sono pronti, lo abbiamo verificato ancora una volta con le firme per la pedonalizzazione dei Fori Imperiali, serve un nuovo futuro verde, nel quale qualità della vita, comunità, lavoro siano gli assi portanti.”

Sul fronte idrico, diminuiscono i consumi in quattro capoluoghi su cinque: Roma con 200,8 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino romano rimane a fondo classifica tra le città grandi; Viterbo migliora fra le città più piccole con 155,5 litri/giorno pro-capite e va un po’ meglio anche a Frosinone con 153,5 litri, e tra le medie città a Latina con 152,3 litri; l’unica ad aumentare i consumi è Rieti con 162,6 litri. Assurde le perdite d’acqua nella rete: Roma sale dal 27% al 36%, ma il dato peggiore rimane quello di Latina con il 62% di perdite idriche, seguita da Rieti con il 45%, Frosinone con il 39%; peggiora anche Viterbo dall’11% al 14% di perdite di rete, quarta nel Paese tra le città piccole. Migliora la depurazione: l’efficienza del sistema di depurazione a Roma torna al 97%, Latina sale al 99% e Rieti al 90%, mentre Viterbo rimane al 95% ma Frosinone non sale e rimane solo all’80%.

Ferme al palo le isole pedonali: Roma ha 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, Frosinone 21, Latina solo 2 e Rieti solo 4, mentre Viterbo continua a non fornire dati. Tra le ZTL quella di Roma rimane tra le più grandi e importanti, con 1,83 mq per abitante, ma viene superata da Firenze, Bologna e Padova tra le grandi città; Rieti diminuisce la ZTL da 0,60 a 0,05 mq abitante, colpevole di non scegliere seriamente. Non va meglio ai ciclisti: le poche piste ciclabili continuano a diminuire con i nuovi criteri più restrittivi: a Roma sono disponibili solo 1,06 metri eq./100 abitanti, a Viterbo solo 0,34, a Frosinone 3,07 mentre Rieti non risponde e Latina aumenta qualcosa con 2,81.

I consumi elettrici domestici sono in leggera diminuzione quasi ovunque, ma a Roma invece crescono facendo piazzare la Capitale ultima tra i 15 grandi capoluoghi con ben 1.459 kWh/abitante al giorno. Latina consuma 1.215 kWh/ab/g, Viterbo 1.135, Rieti 1.037 e Frosinone 1.054. Ancora una volta i dati per solare termico, fotovoltaico e teleriscaldamento scarseggiano o sono a valore zero: su questo la Capitale cresce nel solare termico da 0,18 a 0,28 mq su edifici comunali ogni 1.000 abitanti; si conferma anche quest’anno Frosinone con 2,59 kW di solare fotovoltaico installati su edifici comunali ogni mille abitanti. Va da sé che in quanto a politiche innovative su energia, partecipazione e pianificazione ambientale ed Eco Management da parte delle Amministrazioni, il Lazio continui a non dare prova di eccellenza. Poche sono anche le aziende laziali certificate ISO 14001: Roma si piazza al penultimo posto tra le grandi città, ma anche Latina, Rieti e Viterbo conquistano gli ultimi posti in classifica. Frosinone sale, invece, al diciassettesimo posto tra le piccole città.

Per il verde urbano fruibile (esclusi parchi e aree protette) i numeri restano quelli dell’anno precedente (non essendo stati validati quelli più recenti), bassi rispetto alla media nazionale: a Rieti sono 19,05 mq per abitante, il valore più alto tra i capoluoghi laziali, a Roma 12,55, a Frosinone 12,28, Viterbo solo 2,42 mq/abitante e Latina 4,08. Non va meglio per gli ettari comunali di superficie verde in cui spicca Roma prima a livello nazionale con 3.650 mq aree verdi su ettari superficie urbana, staccando di gran lunga Latina (466) e Rieti (419), e ancor più Frosinone (162) e Viterbo (128).

“L’assordante assenza di politiche regionali utili ai cittadini in questi due anni e mezzo di governo è dimostrata dai dati di Ecosistema urbano -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Lo smog è tornato a crescere quasi ovunque, in mancanza di politiche per la qualità dell’aria che applicassero il piano di risanamento regionale, puntando sul trasporto pubblico e su iniziative coordinate tra le varie città; sull’acqua abbiamo assistito solo all’annullamento degli investimenti del piano di tutela delle acque, mentre il problema dell’arsenico rimane irrisolto in tanti Comuni e non si investe per contrastare perdite idriche allucinanti; nulla si è mosso sulle politiche energetiche e il piano energetico regionale non è stato approvato nemmeno in questa consiliatura, mentre è stata talmente evidente l’incapacità di gestire la partita sui rifiuti tanto che la Regione ha preferito farsi commissariare. Se questo è il quadro regionale, Roma ne è davvero l’emblema: smog, doppie e triple file caratterizzano la vita dei cittadini, in centro e periferia, mentre sui servizi pubblici si sprecano un’infinità di soldi e falliscono le politiche di trasporto pubblico insieme alle aziende, vengono abbandonate scelte innovative come il car sharing e il bike sharing, il piano della ciclabilità è fermo senza finanziamenti, per non parlare dei soldi che continuano a essere buttati sui rifiuti, utilizzati per promozioni e tanto altro tranne che per la raccolta differenziata. Serve unnuovo rilancio di queste politiche, che se messe in campo, non solo migliorerebbero la qualitàdella vita dei cittadini, ma creerebbero anche tanti posti di lavoro, aiutando il Lazio a usciredalla crisi.”

Ecosistema Urbano è una ricerca annuale di Legambiente e Ambiente Italia realizzata con  la collaborazione editoriale del Sole 24 Ore. Quest’anno alla sua diciannovesima edizione, è realizzata
attraverso questionari e interviste dirette ai 104 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti
statistiche, con informazioni su 25 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 100mila dati. I dati di questa edizione del rapporto fanno quindi prevalentemente riferimento all’anno 2011.

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Pedonalizzazione Colosseo e Fori, Legambiente: prime firme di artisti per la proposta di delibera

Pedonalizzazione Colosseo e Fori, Legambiente: prime firme di artisti per la proposta di delibera, Ascanio Celestini, Tullio Solenghi, Daniele Vicari e alcuni dei comici più amati di Zelig.

Obiettivo delle almeno 5.000 firme da centrare entro 15 giorni, serve partecipazione dei romani: week end 6/7 ottobre speciale raccolta firme, domenica dalle 10 alle 17 a Via dei Fori Ascanio Celestini, Tullio Solenghi, Daniele Vicari e alcuni dei comici più amati di Zelig, come Claudio Batta, Antonio D’Ausilio, Luca Klobas, Cinzia Marseglia, sono tra i primi artisti a sostenere la delibera di iniziativa popolare che Legambiente ha lanciato per ciclopedonalizzare Via dei Fori Imperiali e il Colosseo.

Dopo l’appello di Legambiente al mondo della cultura Legambiente sta raccogliendo le adesioni di artisti, scrittori, attori e personaggi del mondo della cultura che credono nella pedonalizzazione del luogo più bello del mondo. Nell’appello Legambiente aveva evidenziato che “l’area del Colosseo, dei Fori Imperiali, del Foro Romano e del Circo Massimo costituisce un patrimonio unico al
mondo, meraviglioso scenario di tante opere d’arte, del cinema, della musica, della letteratura antica e moderna. Una ricchezza storica, artistica, paesaggistica e monumentale, la cui integrità è
minacciata dall’intenso traffico che la attraversa, dall’inquinamento e dalle vibrazioni che provocano croste nere sui monumenti, incrementando il rischio di decadimento.”

Mancano solo 2 settimane al termine per la consegna delle firme e c’è ancora tanto da fare per raggiungere l’obiettivo delle almeno 5mila sottoscrizioni. Per questo Legambiente rilancia la richiesta di partecipare alla raccolta a tutti i cittadini interessati e sabato e domenica 6/7 ottobre saranno tanti i tavoli presso i quali firmare in giro per la città, in particolare domenica 7 ottobre dalle 10 alle 17 a Via dei Fori Imperiali.

Tutti possono aderire all’appello e sottoscrivere la proposta di delibera contattando Legambiente Lazio al tel. 06.85358051/77 e alla e-mail posta@legambientelazio.it anche per avere le informazioni, il testo della delibera, i moduli e partecipare alla raccolta.

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