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Presentazione dell’osservatorio Pendolari(a)Roma di Legambiente.

540mila pendolari al giorno sui treni del Lazio, tariffe aumentate del 15% e servizi tagliati del 3,7%; a Roma appena 40 km di tram, 112 di preferenziali, e soli 53 km di Metro per 760mila persone.

“A Roma e nel Lazio, dopo il buio degli ultimi anni, Regione Comune puntino tutto su treni regionali, metropolitane, tram, bici e preferenziali, per la nascita di una mobilità nuova, moderna e sostenibile”

Oggi a Roma Legambiente ha presentato l’osservatorio Pendolari(a)Roma per aprire un confronto di idee sui mezzi pubblici a Roma e nel Lazio che parta dai problemi dei cittadini e arrivi alle Giunte Marino e Zingaretti, perché aprano una fase di cambiamento reale, individuando scelte coraggiose, cancellando gestioni inadeguate, ascoltando finalmente la domanda di cambiamento che viene dai pendolari.

“Apriamo questo osservatorio perché siamo convinti che a Roma e nel Lazio, vi sia bisogno di far sentire forte la voce di chi ogni giorno si muove nel traffico, impiegando ore per giungere ai luoghi di lavoro in condizioni spesso inaccettabili.” – hanno dichiarato Roberto Scacchi presidente Legambiente Lazio e Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente – E’ il momento di cambiare la mobilità a Roma. Vogliamo combattere la rassegnazione di chi pensa che non vi sia niente da fare, tra le difficoltà delle casse pubbliche e delle aziende, i tempi biblici dei cantieri. Ma vogliamo anche combattere quella che oggi viene chiamata sindrome dell’ ”annuncite”, per cui ogni giorno vengono presentati meravigliosi progetti di tram e collegamenti, salvo poi scomparire una settimana dopo e non vedere alcun cambiamento.

Per cambiare questa situazione Legambiente ha presentato un Dossier che ha messo per la prima volta in evidenza un analisi dettagliata dello stato delle linee ferroviarie regionali, metropolitane e tramviarie, con i problemi che soffrono i pendolari. Con l’obiettivo di continuare i monitoraggi e le denunce è stato presentato anche il portale pendolariaroma.it. Per Legambiente l’imminente Giubileo, ma anche la candidatura per le Olimpiadi del 2024, possono essere affrontati solo se si punta sul serio tutto su più numerosi e nuovi treni regionali, metropolitane, tram, bici e preferenziali. In questi anni, al contrario si è assistito a un aumento dei costi dei biglietti a fronte di tagli nel servizio, a un degrado accresciuto dello stato delle stazioni. “E’ il momento che Regione e Comune lavorino finalmente assieme, per individuare priorità condivise e investimenti che permettano di realizzare le nuove linee dei Tram, porti ad un incremento deciso i chilometri di corsie preferenziali e metta in campo un serio sviluppo della ciclabilità. Le nostre proposte sono precise in questa direzione e insieme ai pendolari vogliamo far crescere la pressione nei confronti delle istituzioni” hanno continuato Scacchi e Zampetti.

Secondo il dossier “Pendolari(a)Roma), il Lazio è al secondo posto in Italia, dopo la Lombardia, per numero di pendolari su treno con 540mila viaggiatori pendolari (+35% rispetto al 2008) che ogni giorno transitano sui 1.379 km di rete ferroviaria, pari a 2,5 milioni di spostamenti giornalieri della popolazione residente (Roma con circa 1,8 milioni, Latina 227 mila, Frosinone 214 mila, Viterbo 125 mila e Rieti 64 mila). Sono poi 970 i treni regionali di Trenitalia che ogni giorno si muovono nel territorio del Lazio, a cui vanno aggiunti 88 treni di ATAC per un totale di 1.058 treni (mentre sono 2.116 in Lombardia). Tra il 2011 e il 2014 è stata effettuata una riduzione del servizio pari al 3,7% a seguito dei tagli nei trasferimenti da parte dello Stato alle Regioni, e un aumento del prezzo dei biglietti del 15%. La novità è che il contratto è scaduto nel 2014 e ora si dovrà realizzare una gara per la scelta dell’operatore (ma non se ne hanno fino ad oggi notizie) e arrivare a un contratto di servizio finalmente adeguato.

Sulle infrastrutture tra il 2003 e il 2014 la Regione Lazio ha privilegiato le strade con oltre 797 milioni (il 62,5%), poi le metropolitane con 424milioni (il 33,2%, infine la ferrovia con 55 milioni (il 4,3%).

A Roma poi, i servizi di trasporto ferroviario sono suddivisi tra un sistema di 8 linee denominate FL gestite da Trenitalia e 3 linee ferroviarie, normalmente chiamate “ex concesse” gestite da Atac, tra le quali c’è la Roma San Paolo-Ostia Lido che con i suoi 90 mila viaggiatori giornalieri è la tratta pendolare più frequentata d’Italia. Nel quadrante urbano poi la metropolitana è composta da tre linee per una lunghezza totale di 53,1 km per 67 stazioni e trasporta 762.000 passeggeri al giorno (450.000 la A, 300.000 la B, 12.000 la C). Mentre la rete dei tram è organizzata su appena 6 linee per solo 40 chilometri.

Le priorità per cambiare la mobilità a Roma secondo Legambiente sono: la realizzazione di una regia unica per ripartire con la cura del ferro; porre al centro delle priorità infrastrutturali la chiusura dell’anello ferroviario, raddoppi dei binari, prolungamenti Metro A e B, Linea C, chiarire la situazione della Linea D; acquistare nuovi mezzi, progettare un servizio di autobus e tram veloce, protetto, integrato; creazione di 1.000 chilometri di corsie protette (ora siamo fermi a 112 e nel 2002 erano addirittura 114); un piano per la riqualificazione delle stazioni e fermate; un centro storico pedonale e accessibile che passi dalla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali e dell’intera area archeologica; la realizzazione dei nuovi tram come una linea portante quale Termini-San Pietro; una rete di percorsi ciclabili nella città (passando da 225 km a 1.200)

All’incontro hanno partecipato: Guido Improta – assessore alla mobilità del comune di Roma, Cristiana Avenali – consigliera Regione Lazio, Nicola Passanisi – Segreteria assessorato mobilità della regione Lazio, Emiliano Pretto – MetroxRoma, Simona Costamagna – Osservatorio regionale sui trasporti, Andrea Ricci – Pendolari FL5, Amedeo Trolese – Legambiente Lazio

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Pendolaria di Legambiente: battaglia mattutina per i pendolari della Roma-Lido. “La tratta si conferma candidata al trofeo Caronte, per il viaggio più infernale!”

Durante la campagna Pendolaria di Legambiente, che si sta svolgendo in questi giorni, gli attivisti del cigno verde stanno monitorando la qualità dei viaggi sulle tratte ferroviarie regionali e concesse. Oggi è cominciata di buon ora la battaglia dei pendolari sulla linea concessa Roma-Lido. Un guasto su quattro convogli, all’altezza di Porta San Paolo, ha bloccato la tratta in direzione Ostia. Più di 500 studenti sono rimasti bloccati sulla banchina di Acilia e non hanno potuto raggiungere la loro scuola.

“I disagi come quello di stamattina, sono all’ordine del giorno sulla Roma-Lido, una tratta frequentatissima – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – dove, per i tanti pendolari, la battaglia è quotidiana. E pensare che c’è chi la immagina così come è ora, come uno dei principali supporti trasportistici per il progetto di stadio a Tor di Valle; c’è bisogno invece della riqualificazione e di un ammodernamento indispensabile perché i viaggiatori possano vivere le tante ore sui treni in maniera dignitosa”.

La tratta Roma-Lido, gestita da ATAC è una delle più frequentate d’Italia con 100mila pendolari ogni giorno, 28,359 km di lunghezza e 13 fermate; vincitrice dell’edizione 2012 del trofeo Caronte per il viaggio più infernale, oggi si conferma tra le peggiori del Lazio candidandosi anche per questa edizione.

Legambiente Lazio continua a seguire le avventure dei pendolari laziali e durante tutta la durata della campagna sarà possibile raccontare le proprie storie con l’hashtag #battagliapendolare, candidando la propria tratta a vincere il Trofeo Caronte come la peggiore del Lazio.

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Riparte la campagna Pendolaria con il dossier nazionale delle 10 linee ferroviarie peggiori, al primo posto la FL4 Roma-Castelli.

“Nel Lazio, oltre ai nuovi treni, bisogna realizzare i raddoppi dei binari e la riqualificazione delle strutture ferroviarie per migliorare la vita di 560mila pendolari”

I Pendolari dovrebbero indossare armature pesanti per affrontare la battaglia quotidiana, e Legambiente lancia l’hastag #battagliapendolare dove ognuno può raccontare i suoi viaggi infernali e mandare le sue foto.

Inizia Pendolaria, la storica campagna di Legambiente che mette sotto la lente di ingrandimento i trasporti regionali e la quotidianità dei pendolari, e quest’anno gli attivisti del cigno verde cominciano con la pubblicazione del dossier nazionale “Le 10 Linee Peggiori” dove, sopra le altre, svetta la FL4 che per Roma trasporta i viaggiatori dei Castelli Romani; la linea raggiunge questo poco ambito obbiettivo, dopo che nel 2013 era stata insignita del Trofeo Caronte come peggior tratta regionale, per i viaggi infernali che la caratterizzano. La vita da pendolare è una battaglia quotidiana per quasi 600.000 persone nel Lazio e la FL4 che collega la Capitale con i Comuni dei Castelli Romani è una delle linee infernali della nostra penisola secondo i dati di Legambiente, dove, salire su un treno, diventa ogni giorno più difficile e lo è ancora di più arrivare a destinazione senza problemi o ritardi. Il sistema è composto da 3 linee che collegano la stazione Termini con Ciampino e si diramano verso Frascati, Albano Laziale e Velletri dove arriva la tratta più lunga. La linea è frequentata abitualmente da 40mila viaggiatori al giorno con treni affollati, spesso in ritardo e lentissimi a una andatura media di 40km/h, la più bassa del Lazio. Il problema in comune alle tre linee è quello di una infrastruttura

vecchia e che a Ciampino diventa ad unico binario per tutte e tre le direttrici, ed è proprio a Ciampino che questa mattina gli attivisti di Legambiente Lazio, vestiti con armature medievali, hanno dato vita ad un blitz di protesta perché per i pendolari tutti i giorni inizia una battaglia.

“La vita dei Pendolari del Lazio è una battaglia quotidiana con insidie e pericoli contro i quali bisognerebbe indossare armature pesanti per poter sopravvivere- dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – su tutte le tratte regionali c’è infatti bisogno di rilanciare la qualità dei viaggi, aumentando quella delle infrastrutture ferroviarie, e tagliando i tempi di percorrenza per linee spesso a binario unico. Oltre ai nuovi treni che l’attuale giunta regionale si sta impegnando a mettere su rotaia dopo che per anni non è successo niente, c’è bisogno di parlare di una riqualificazione complessiva delle otto linee, ripartendo con i raddoppi di binari di cui si parla da decenni, riqualificando le fermate e le stazioni vetuste e dando ai pendolari il diritto di viaggiare velocemente e su materiali dignitosi. Intanto una linea come la Roma-Castelli, che potrebbe rappresentare un vera opportunità di mobilità per quasi mezzo milione di utenti potenziali, è invece la più lenta del Lazio con una media di velocità di appena 39 km/h, meno di un pachiderma”.

La tratta Roma-Frascati è una linea di 24 km con un’affluenza di oltre il 40% superiore rispetto alla capacità dei treni, e con una velocità media di soli 48 km/h. I problemi infrastrutturali portano i treni a subire ritardi e soppressioni improvvise. Da anni si discute del raddoppio dei binari, della velocizzazione della linea, e di realizzare una fermata tra Frascati e Ciampino (località Villa Senni), ma si rimane sempre nel campo delle promesse. La Roma-Velletri è una tratta di 42 km dove i pendolari lamentano treni sempre sovraffollati ed in ritardo. Le precarie condizioni di viaggio diventano addirittura intollerabili nei mesi di apertura delle scuole quando migliaia di studenti si aggiungono agli altri pendolari. Anche in questo caso l’infrastruttura è molto vecchia ed oltre al binario unico, presenta altre criticità come 13 passaggi a livello e la possibilità d’incrocio dei convogli in sole tre stazioni su otto. Infine la Roma-Albano, lunga 29 km, quella che presenta la velocità media ancora più bassa: 39 km/h. I pendolari della linea soffrono i costanti ritardi, guasti e cancellazioni e lamentano la mancanza di informazioni visto che i monitor nella maggior parte delle stazioni non funzionano.

Nel Lazio, complessivamente, dal 2010 al 2014, sono stati effettuati tagli sul trasporto ferroviario pari al 3,7% a fronte di aumenti delle tariffe del 15% sulle 8 linee regionali che partano da Orte, Tivoli, Viterbo, Castelli Romani, Civitavecchia, Cassino, Formia e Nettuno e per scegliere il vincitore del Trofeo Caronte 2014 al viaggio più infernale, Legambiente lancia l’hastag #battagliapendolare tramite cui ognuno può raccontare i suoi viaggi terribili e mandare le sue foto.

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Traporto pubblico, dal Treno Verde una nuova alleanza tra sindaci, amministratori e pendolari

Legambiente: “Il rinnovo del contratto tra Regione e Trenitalia sia l’occasione per un
rilancio del servizio che abbia al centro l’attenzione ai pendolari e un sistema davvero
integrato di trasporti. Più investimenti e subito un’agenzia pubblica per la mobilità”

I numeri, le criticità e le proposte del trasporto pubblico nel Lazio nel dossier “Siamo tutti sullo
stesso treno”

Una nuova politica regionale per i pendolari, una nuova attenzione al nodo di Roma e un rilancio del servizio che abbia al centro l’attenzione ai pendolari e l’integrazione con le altre reti su ferro, con la metro e il trasporto su gomma. Interventi da attuare con un “fondo regionale per il trasporto locale”, nel quale confluisca subito almeno l’1% del bilancio regionale (e in prospettiva il 5%), 200 milioni all’anno vincolati a obiettivi  precisi (per migliorare quantità e qualità del servizio, incrementare l’offerta dei servizi), un miliardo di euro nei cinque anni di governo, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e il potenziamento strutturale della rete.

È quello che chiede Legambiente che dal Treno Verde rilancia una nuova alleanza tra comitati, Sindaci e Amministratori, in vista soprattutto in questo momento nel quale si stanno redigendo i nuovi strumenti di pianificazione della mobilità e del trasporto ed è in scadenza il contratto di servizio con Trenitalia. Alla Regione nei prossimi mesi spetta il compito più delicato, definire scelte, priorità, garantire la qualità del servizio, distribuire le risorse rispetto agli obiettivi fissati. Legambiente ha promosso per oggi alle 17, presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini, l’incontro “Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio” alla quale prenderanno parte: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Aniello Semplice, direttore Regionale di Trenitalia Lazio; Daniele Moretti, RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione, rappresentanti dei comitati di pendolari e Nicola Passanisi dell’assessorato regionale alle Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti.

Una “nuova alleanza” che parte dai numeri dei pendolari nella capitale e nel Lazio che Legambiente presenta nel dossier “Siamo tutti sullo stesso treno”. A Roma il numero di spostamenti pendolari giornalieri sono cresciuti dal 2004 del 50%, passando da 550mila a oltre 820mila nel 2013. Nel Lazio viaggia un quinto dei pendolari d’Italia: 560mila cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 km delle ferrovie laziali, un numero che è quasi raddoppiato rispetto al 2008, quando erano 400mila (+40%), e che fanno piazzare la regione al secondo posto della classifica per numero di pendolari subito dopo la Lombardia. Una cifra che nel 2015, se non prima vista la crisi, stimiamo diventerà di quasi 700mila persone al giorno, ai quali si aggiungono già oggi 104 milioni di viaggiatori annui dei mezzi regionali su gomma per 9.000 corse al giorno.

“A Roma, e in generale nel Lazio, c’è in questo momento una grande occasione che non bisogna lasciarsi sfuggire: il rinnovo del contratto di servizio della Regione con Trenitalia – dichiara Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente –. Per scriverlo proponiamo un percorso di condivisione e partecipazione di sindaci e pendolari, a partire dai bacini delle linee principali verso Roma, per capire esigenze da fissare anche in una carta dei “diritti dei pendolari. Dal Treno Verde rilanciamo la necessità di istituire un’agenzia per la mobilità in ogni regione: bisogna superare l’attuale situazione di confusione di ruoli e responsabilità riguardo ai treni in circolazione. Come negli altri paesi europei deve essere una struttura pubblica, un’agenzia regionale o metropolitana, l’interlocutore di chi viaggia in treno. E’ evidente che ci troviamo di fronte a una questione nazionale e a una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini”.

Per dare risposta ai temi della mobilità urbana occorre porsi obiettivi ambiziosi, nell’interesse dei cittadini e del paese e coerenti con gli impegni imposti dall’Unione Europea al 2020 anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Le nostre città sono attanagliate dallo smog: anche nel 2013, nonostante pioggia e vento, l’aria a Roma e nel Lazio è stata per molti giorni irrespirabile,
fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10, con 350 sforamenti registrati nel complesso nella Capitale, 112 a Frosinone, ma anche 97 a Ceccano (Fr)e 84 a Colleferro (Rm).

Secondo i più recenti dati dell’Agenzia della Mobilità di Roma, almeno il 60% degli spostamenti dall’Area metropolitana al centro della città oggi avviene ancora con il mezzo privato: 2,8 milioni di veicoli potenzialmente circolanti, inclusi moto e motorini, con un tasso di motorizzazione che nel 2011 era di 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi.
“Il trasporto pubblico su ferro è una nuova grande utile opera pubblica del secolo, contro traffico ed inquinamento e per ridurre le emissioni di CO2 e battere il riscaldamento globale, basta soldi alle strade e autostrade – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Per attuare questi obiettivi Legambiente chiede un progetto di mobilità unitario e condiviso all’interno del Piano Regionale dei Trasporti e una politica pluriennale di distribuzione delle risorse finanziarie disponibili, sia con fondi regionali, che attraverso l’utilizzo di risorse europee della programmazione 2014-2020. È fondamentale l’istituzione di un “Fondo regionale per il trasporto locale”. La situazione è ormai sempre più difficile, il sistema è saturo, servono risposte ai treni stracolmi, alle carrozze vecchie, alle biglietterie scomparse nelle fermate mai presidiate”.

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Trofeo Caronte 2013

Pendolari, Legambiente: nel 2012 solo 35 milioni dalla Regione, lo 0,12%
del bilancio per 560 mila viaggiatori al giorno. Alla nuova amministrazione
rilanciamo richiesta almeno 1% subito.

Roma-Velletri il viaggio infernale del Lazio, primo posto del “Trofeo Caronte
2013”. Secondo posto per la Roma-Nettuno, Roma-Tivoli al terzo posto. Roma-
Rieti la peggiore tratta su gomma
Le foto al seguente link: http://bit.ly/19v9pFG
Quello del Lazio è un vero grido d’allarme per i pendolari. Nel 2012 lo stanziamento di risorse aggiuntive della Regione per le ferrovie è stato una miseria di 35 milioni di euro, lo 0,12 del bilancio regionale ancora un po’ meno dell’anno precedente, una delle peggiori situazioni nazionali. Il 2013 e ̀ stato un ennesimo anno difficile per la vita dei pendolari nella nostra regione, con un taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti e degli abbonamenti. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono per Roma e il Lazio dalla nuova edizione del “Rapporto Pendolaria” di Legambiente. Tutti i numeri del trasporto pubblico, con la situazione e gli scenari, sono stati presentati stamattina a Roma a conclusione di un viaggio a bordo di un treno della tratta FL4 dai castelli romani alla stazione di Roma Termini che ha visto la partecipazione con Legambiente di Guglielmo Abbondati, Assessore Ambiente Viabilità di Ciampino; Stefano Cecchi, Presidente Consiglio Comunale di Marino; Luigi Crocetta, Consigliere
Comunale di Velletri con delega ai Trasporti; Claudio Fiorani, Assessore Ambiente e Mobilità di Albano Laziale; Giacomo Moianetti, Vice Sindaco di Castel Gandolfo; Massimo Zega, Assessore ai Trasporti del Comune di Castel Gandolfo, oltre che di Aniello Semplice, direttore regionale Trenitalia Lazio, e Cristiana Avenali, consigliera Regione Lazio. A conclusione di Pendolaria, la campagna che dà voce ai bisogni dei passeggeri che viaggiano tutti i giorni sui mezzi pubblici, Legambiente ha assegnato proprio alla Roma-Velletri il “Trofeo Caronte”, il triste premio per le peggiori tratte ferroviarie laziali, basato su una valutazione dello stato delle vetture, indicazioni e assistenza, accesso e discesa, ritardo. Secondo posto per la tratta Roma-Nettuno e terzo per la Roma-Tivoli. E per i mezzi su gomma, l’enorme realtà del Cotral con 4.554 linee e 11.700 km di rete, rispetto ai tragitti presi in esame, la peggiore situazione è sulla Roma-Rieti, che vince il Trofeo Caronte “Speciale Cotral” 2013.
Quelli dei pendolari nel Lazio sono numeri da brivido, tanto più se si considera che in questa regione viaggia un quinto dei pendolari d’Italia: 560mila cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 km delle ferrovie laziali, un numero che è quasi raddoppiato rispetto al 2008, quando erano 400mila (+40%), e che fanno piazzare la nostra regione al secondo posto della classifica per numero di pendolari subito dopo la Lombardia. Una cifra che nel 2015, se non prima vista la crisi, stimiamo diventerà di quasi 700mila persone algiorno, ai quali si aggiungono già oggi 104 milioni di viaggiatori annui dei mezzi regionali su gomma per 9.000 corse al giorno. “Dai pendolari del Lazio viene un grido d’allarme, alla nuova amministrazione della Regione Lazio chiediamo di stanziare subito l’1% del bilancio per i 560 mila pendolari che viaggiano ogni giorno a Roma e nel Lazio -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il trasporto pubblico su ferro è una nuova grande utile opera pubblica del secolo, contro traffico ed inquinamento e per ridurre le emissioni di CO2 e battere il riscaldamento globale, basta soldi alle strade e autostrade. La situazione è sempre più difficile, il sistema è saturo, servono risposte ai treni stracolmi, alle carrozze vecchie, alle biglietterie scomparse nelle fermate mai presidiate. Bisogna subito mettere mano alla qualità ̀ dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, i trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati.”
Legambiente rilancia all’amministrazione della Regione Lazio la richiesta della creazione di un “Fondo regionale per il trasporto locale”, nel quale confluisca almeno l’1% del bilancio regionale, 200 milioni all’anno vincolati a obiettivi precisi (per migliorare quantità e qualità del servizio, incrementare l’offerta dei servizi), un miliardo di euro nei cinque anni di governo, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e il potenziamento strutturale della rete. Le prime quattro tratte fra le più frequentate in Italia sono romane, 8 su 21 nel complesso. La più affollata nel Paese si conferma essere la Roma-Lido con 100mila pendolari ogni giorno e 28,359 km di lunghezza con 13 fermate. Segue nella classifica delle linee più frequentate la Roma Nord – Viterbo con 75.000 passeggeri al giorno e poi, ancora, la Fiumicino Aeroporto-Orte con 68.000 passeggeri nonostante la capienza di 50mila, unica linea in Italia con i parametri considerati per essere classificata come di “serie A” anche se il servizio effettuato è spesso in ritardo e la linea soffre l’eccessivo affollamento, aggravato anche dalla scarsa attenzione a servizi e pulizia sia dei treni sia delle stazioni. Quarta posizione per la Roma Ostiense-Viterbo con 65.500 passeggeri. Seguono la Roma Termini-Velletri con 56.000, la Roma Termini-Cassino con 46.000 in decima posizione, Roma Termini-Nettuno in dodicesima con 41.000, in tredicesima la Roma Termini- Civitavecchia con 40.000.
“Per treni e bus le risorse sono sempre davvero poche, eppure a Roma e nel Lazio si muovono un quinto dei pendolari italiani, per questo Legambiente quest’anno lancia una mobilitazione straordinaria con i Sindaci in prima linea insieme alla loro cittadinanza per il diritto a essere “pendolare” serenamente -afferma Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Non è solo su ferro il problema, il Cotral è un servizio capillare, eterogeneo e diffuso sul territorio regionale che va gestito con bus decenti, luoghi di attesa veri e orari certi anche grazie a preferenziali lungo le consolari e autostrade ad esempio. Ci sono ampi tratti della regione non serviti da treni per una enormità di linee interne, come quelle monitorate da Rieti e Subiaco per Roma o come la Sgurgola-
Anagni, fondamentali per migliaia di persone che vanno a scuola o al lavoro. Attenzione va posta anche alle agevolazioni tariffarie, i tagli alle provincie hanno portato a cancellare lo sconto della provincia di Roma sugli abbonamenti annuali, con un enorme aggravio alle famiglie di circa il 30% dei costi.”
La guerra tra ferrovie e strade e ̀ in pieno svolgimento: solo nel periodo 2003-2013, nel Lazio contro i 55 milioni destinati alle ferrovie, sono stati destinati alle strade oltre 750 milioni (e 314 alle metropolitane), in percentuale si tratta di un risicato 5% contro il 67% delle risorse per le strade. Nella crisi di risorse pubbliche che attraversiamo, va fatto un ragionamento approfondito sulle infrastrutture, scegliendo ciò che va fatto e ciò che è inutile. Per cambiare volto alla regione non servono, l’autostrada Pontina da 2,4 miliardi con un finanziamento pubblico del 40%, un GRA bis da un miliardo e 700milioni di euro, il nuovo porto di Fiumicino o il raddoppio a nord dell’aeroporto Leonardo Da Vinci garantito dalle tariffe dei cittadini, quanto piuttostoinfrastrutture su ferro, treni, metropolitane e tramvie sulle quali indirizzare anche i soldi privati. Sul fronte delle infrastrutture nel Lazio sono diverse le priorità di intervento sulle quali concentrare
l’attenzione e gli investimenti, dal completamento dell’anello ferroviario, al raddoppio delle linee FL per i castelli, della Cesano-Viterbo fino almeno a Bracciano, al raddoppio della Campoleone-Nettuno -col quadruplicamento tratta Capannelle-Ciampino- e della Guidonia. Opere di cui si parla da vent’anni, ma che essendo fuori dalla Legge Obiettivo e dagli interventi prioritari, continuano ad essere rinviate e senza prospettive vere di realizzazione. Occorre inoltre ricordare che ben 386 km (il 39% del totale) delle ferrovie laziali ancora oggi risulta essere a binario unico, e poche sono le linee dedicate per i treni metropolitani e regionali. Non va meglio sul fronte delle stazioni, che spesso invece di essere presidi sul territorio, sono cattedrali nel deserto, anche su linee frequentatissime e situate in aree densamente abitate della città, dove spesso non ci sono né la biglietteria né l’erogatrice, non ci sono servizi di ristoro, il personale ferroviario è assente e mancano i servizi igienici. Hanno partecipato, tra gli altri: Maria Domenica Boiano, responsabile campagne Legambiente Lazio; Giorgio Nanni, presidente del Circolo Legambiente Velletri; Renato Arioli, presidente del Circolo Legambiente Marino.
Per segnalare disservizi e partecipare a Pendolaria: LEGAMBIENTE LAZIO Tel. 06 85358051/ 85358077 E-mail posta@legambientelazio.it – Sito www.legambientelazio.it

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Trasporti, Legambiente: nuovi treni finalmente buona notizia per pendolari

Trasporti, Legambiente: nuovi treni finalmente buona notizia per pendolari, nel prossimo bilancio Regione destini più fondi

“L’arrivo di nuovi treni è finalmente davvero una buona notizia per i pendolari, dopo lo sblocco fondamentale dei pagamenti pregressi, chiediamo alla Regione Lazio di destinare anche un fondo speciale per i pendolari nel prossimo bilancio -afferma Lorenzo Parlati,
presidente di Legambiente Lazio, in merito al nuovo treno Vivalto inaugurato stamattina dal presidente della Regione Lazio Zingaretti-. Dopo i tagli continui degli scorsi anni, la situazione del trasporto è allo stremo a Roma e nel Lazio, sul ferro come su gomma, i convogli durante tutto l’anno ormai sono sovraffollati all’inverosimile, le frequenze di passaggio ridicole anche in aree altamente popolose, bagni troppo spesso inagibili, problemi al condizionamento. La moltitudine di 540 mila pendolari che viaggiano ogni giorno in treno per raggiungere Roma per motivi di lavoro o di studio si trova a fare viaggi troppo spesso infernali. Serve una precisa strategia regionale per il trasporto e sappiamo che presto saranno approvate le linee guida in materia, un nuovo contratto di servizio che risponda di più alle esigenze di chi viaggia, ma anche un fondo speciale nel bilancio della Regione destinato a realizzare più binari e ad avere più treni, con una riorganizzazione anche della rete su gomma.”

I numeri dei pendolari a Roma e nel Lazio sono importanti e continueranno a crescere: negli ultimi dieci anni sono raddoppiati i numeri dei passeggeri delle ferrovie nel Lazio, passando da 187mila a quasi 360mila viaggiatori, ai quali si aggiungono gli oltre 180mila degli altri servizi ferroviari metropolitani, portando il numero delle persone che usano il ferro ogni giorno all’immensità di 540 mila. E secondo le stime di Legambiente, continueranno a crescere: attestandosi ad un incremento del 35%, nel 2015 si arriverà a oltre 472mila  passeggeri trasportati ogni giorno, solo sulle ferrovie regionali.

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