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Metro A, Legambiente: situazione allo sbando, preoccupa mancanza fondi.

Metro A, Legambiente: situazione allo sbando, preoccupa mancanza fondi.

E con Pendolaria, dito puntato anche su altre linee, come la Roma -Giardinetti

“La situazione della metropolitana di Roma è allo sbando, dopo l’ennesimo fermo a preoccupare sono la mancanza di risorse per la manutenzione e gli investimenti per migliorare i treni e le stazioni -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I tagli continuano a colpire le risorse per il trasporto pubblico e lascia abbastanza sconcertati che Atac stia scegliendo quali manutenzioni fare nel 2013 e nel 2014, non potendo coprire tutto. I 250 milioni che mancano vanno trovati, i cittadini pagano tante tasse e hanno anche subito un bell’aumento del biglietto e degli abbonamenti, ma il servizio rimane scadente e anzi peggiora.”

Legambiente ricorda anche i numeri del servizio metro a Roma, dove operano solo due  linee metropolitane per 40,2 chilometri di percorrenza, 51 fermate e 84 treni, mentre a New York le sue
26 linee della metropolitana sono aperte 24 su 24 tutto l’anno, Londra vanta 13 linee metropolitane e Parigi 16, comprese 3 linee ferroviarie leggere. Nella Capitale, tra il 2000 e il 2011 le linee di metropolitana sono passate da 245 milioni a ben 332 milioni di passeggeri trasportati/anno, con un incremento del 35,5%. L’offerta di trasporto sulle linee della metropolitana è passata, invece, da una produzione media, negli anni 1999-2000, di 27 milioni di vetture*km/anno a una produzione, nel 2007, di circa 33,8 milioni di vetture*km/anno (+25%).

Con Pendolaria, la campagna di Legambiente al fianco dei pendolari, Legambiente sta effettuando continui monitoraggi delle ferrovie e sui bus extraurbani a Roma e nel Lazio, e torna a puntare il dito su altre linee. E’ la Roma-Giardinetti a finire sotto l’attenzione di Legambiente, la linea
ferroviaria inaugurata negli anni ’30 per collegare Roma a Fiuggi e Frosinone, per 9 chilometri di lunghezza, 256 corse e 35.000 passeggeri trasportati ogni giorno. La linea, di proprietà della Regione Lazio, è gestita dall’ATAC, e ogni giorno costringe i cittadini a subire enormi disagi.

“Sulla Roma Giardinetti le vetture sono reperti museali freddi d’ inverno e caldi d’estate, i pendolari viaggiano come sardine, con attese interminabili senza pensiline per ripararsi e nemmeno avvisi -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Quella ferrovia riveste un ruolo importante nel contesto del trasporto pubblico su ferro ma ha carenze gravi che non si affrontano forse pensando in modo sbagliato che possa essere dismessa quando arriverà la metro C. Legambiente da tempo sostiene l’ipotesi di una tranvia, per ora del tutto futuribile, visto che non esistono le condizioni per farla. Bisogna quindi intanto ammodernare e aumentare le vetture sulla linea attuale.”

Da luglio 2008, la linea termina la corsa a Giardinetti e non più a Pantano, con la soppressione di molte fermate nel tratto intermedio a causa dell’apertura dei cantieri per la costruzione delle stazioni della linea metropolitana C. Fino ad oggi la situazione è rimasta immutata con i pendolari ogni giorno costretti a prendere l’autobus 106 da poco introdotto per il tratto Pantano-Giardinetti, ma che non ha le stesse fermate della linea ferroviaria. Questa sostituzione su gomma continua a causare disagi ai viaggiatori che rimangono bloccati nel grande volume di traffico della mattina poiché il suddetto autobus non gode di corsie preferenziali. La linea 106 è inoltre soggetta alle stesse problematiche del 105 con il quale condivide il secondo tratto del proprio percorso anche questo senza corsie preferenziali. Il pendolare quindi impiega mediamente un’ora e mezza per percorrere 20 km tra il tratto percorso in autobus ed il tratto su treno con partenza da Giardinetti.

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Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia.

Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia. Nel 2012 taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti. Legambiente lancia settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre.

Fare il pendolare tra Roma e Viterbo rappresenta ormai un’avventura sia che si scelga la linea ATAC Roma Nord, sia che si prenda la ferrovia regionale FR3 di Trenitalia. La situazione peggiore la vivono i passeggeri sulla linea ATAC, 75.000 ogni giorno, che si ritrovano con treni sovraffollati, vecchi e in ritardo. E’ la Roma Viterbo a rappresentare il Lazio tra le peggiori tratte ferroviarie d’Italia, con la Circumvesuviana, la Padova-Venezia, la Palermo-Messina, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. Una triste classifica presentata da Legambiente, che lancia una settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori.
“La vita dei pendolari non migliora, anzi si fa sempre più incerta, tra tagli del servizio, aumenti dei biglietti e disattenzione -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio i pendolari si trovano troppo spesso a piedi, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti, con disagi che aumentano di giorno in giorno. Da tempo diciamo che bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, ora è venuto il momento di scegliere di investire in questa direzione. La Regione ha un ruolo fondamentale, chiediamo a gran voce che gli investimenti per i pendolari siano al centro dei programmi di governo di chi si candida a governare.”

Nel 2012 nel Lazio abbiamo registrato un tagli al servizio del 3,7%, mentre nel frattempo il prezzo del biglietto, invece, è cresciuto del 15%. Aumenti che in Toscana sono stati del 20% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti e che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato. Complici i mancati trasferimenti da parte del Governo, il Lazio ha accumulato un debito di 220-230 milioni nei confronti delle Ferrovie.

“Torniamo a lanciare un grido dall’allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, si tratta di scegliere in favore dei pendolari e spostare gli investimenti -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La Regione deve mettere in atto un programma per aumentare i servizi, con risorse aggiuntive, ridefinendo le priorità e trovando le soluzioni. Bisogna ripensare la mobilità in favore del mezzo pubblico, puntare sui nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creare subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato. Per la Regione, ormai definita la data delle elezioni, è ora che si incominci a parlare delle cose da fare, questi temi devono essere la priorità dei programmi di chi si candida a governare.”

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Per i treni Legambiente con i pendolari si rivolge a Babbo Natale contro tagli del servizio e aumenti delle tariffe.

“Trofeo Caronte” vince la FR3 Viterbo -Roma per il peggior viaggio
su ferro, per la gomma sul podio la Rieti – Roma.
“Rapporto Pendolaria”: 2011 “annus horribilis” per i treni anche nel
Lazio con tagli e probabili aumenti dei biglietti del 15%.
Fondi insufficienti e convogli che invecchiano.
E intanto in tempi di crisi i pendolari aumentano.

Va alla FR3 Viterbo – Roma il “Trofeo Caronte” di Legambiente, il poco ambito premio assegnato alla tratta delle ferrovie regionali (FR) per i pendolari, distintasi per le peggiori performance di viaggio. Sul podio, per questa sesta edizione, al secondo posto la FR2 Tivoli- Roma e al terzo la Nettuno-Roma (FR8). Per l’edizione del Trofeo riservata alle linee Cotral, il peggiore viaggio è quello sulla linea Rieti – Roma. Con questo nuovo monitoraggio Legambiente rilancia “Pendolaria”, la campagna dell’associazione al fianco dei pendolari, e lo fa anche con spirito, rivolgendosi a Babbo Natale, con cartoline e letterine dei pendolari consegnate direttamente a Santa Claus alla Stazione Termini.

La situazione sembra, infatti, destinata a peggiorare, visto che nell’ultima finanziaria regionale i minori trasferimenti da parte del Governo portano la Regione Lazio a una riduzione netta delle risorse destinate ai trasporti. Per Cotral è previsto un taglio dell’11%, da 233 milioni a 208, per l’Atac da 305 milioni a 188, per le ferrovie ex concesse, da 94 a 84 milioni, mentre si salva per
ora il trasporto pubblico locale nei piccoli Comuni, dove non per quest’anno non verranno effettuati i previsti tagli di 70 milioni. Tutto ancora da valutare l’impatto sui treni, invece, dove è praticamente certo un aumento delle tariffe, ma si rischia anche un taglio dei servizi. La copertura di una parte dei mancati trasferimenti governativi, in questo caso, dovrebbe arrivare dall’aumento di poco più di due centesimi e mezzo per litro previsto da una nuova imposta regionale sulla benzina per autotrazione, al quale si aggiunge un bollo auto più caro del 10% per i cittadini del Lazio, ma non è certa la destinazione di queste entrate, come non è certo che siano sufficienti a coprire i costi.

“E’ provocatorio chiedere aiuto a Babbo Natale, speriamo che Regione Lazio e Comune di Roma raccolgano il grido d’aiuto dei pendolari per sventare aumenti delle tariffe e tagli dei servizi -ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Negli ultimi mesi nel Lazio i pendolari si sono trovati sempre più di frequente a piedi, tanto da occupare binari e manifestare per i pullman, ora nel bel mezzo della crisi, proprio quando cresce chi si serve dei mezzi pubblici, tagli e aumenti sono impensabili, bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi. I trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati e non è questo il settore dove andare a tagliare nella finanziaria regionale, sarebbe una beffa far pagare la crisi alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si affidano ai mezzi pubblici per gli spostamenti.”

E’ pieno di numeri il Rapporto Pendolaria di Legambiente, presentato questa mattina presso la Stazione Termini. Nel Lazio per le ferrovie sono 290 i milioni di euro stanziati negli ultimi dieci anni dalla Regione per servizi aggiuntivi, ma in realtà la stagrande parte sono destinati a km aggiuntivi delle due linee metropolitane della città di Roma. Gli stanziamenti aggiuntivi per servizio su ferro nel 2011 sono di soli 33,6 milioni di Euro, che sommati ai 14,8 milioni di investimenti per il materiale rotabile, arrivano a una piccola percentuale dello 0,19% del bilancio regionale, ben lontani da quell’1% richiesto da Legambiente Lazio e propagandato dalla Polverini durante la campagna elettorale, che ora rischia un serio decremento. Un dato del tutto insufficiente per una regione come il Lazio, seconda solo alla Lombardia per numero di viaggiatori al giorno sulle ferrovie, pari a 540.000 (solo ferrovie Trenitalia ed ex concesse).

“Torniamo a lanciare un grido dall’allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, sempre più incapaci di soddisfare i bisogni dell’utenza, ma i soldi per le strade ci sono sempre -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nelle prossime settimane saremo costretti a vivere inaccettabili tagli e aumenti delle tariffe, vanno piuttosto ridefinite le priorità, trovando soluzioni per il trasporto pubblico, ascoltando e dialogando con comitati pendolari e associazioni. Per le ferrovie è assurda anche la situazione delle fermate e delle stazioni, quasi tutte prese in carico dalla Regione Lazio, che poi ha cancellato i fondi europei per riqualificarle. Il Cotral, con oltre 100 milioni di viaggiatori all’anno, è fondamentale e va salvaguardato rimettendo mano in modo complessivo al servizio, con nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creando subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato.”

La guerra tra ferrovie e strade è in pieno svolgimento: solo nel periodo 2003-2011, nel Lazio contro i 50 milioni destinati alle ferrovie, sono stati destinati alle strade quasi 700 milioni (e 219 alle metropolitane), in percentuale si tratta di un risicato 5,2% contro il 72% delle risorse per le strade. E anche sul fronte delle penali nei confronti dei gestori del servizio si potrebbe fare di più: nel Lazio, nel 2011 sono oltre 14 milioni, cifra tra le più alte in Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna), soldi che sono stati reimpiegati per lo più nei servizi aggiuntivi.

Una situazione ben evidenziata dal Trofeo Caronte di Legambiente Lazio. In base ai racconti dei viaggiatori, la FR1 è risultata sovraffollata e spesso in ritardo, anche se è la linea FR3 (Viterbo-Roma Ostiense) la tratta infernale 2011, sovraffollata e con corse in continua soppressione senza annunci o indicazioni. A seguire la FR2 (Tivoli-Roma Termini) con corse rare e intralciate dai lavori alla Stazione Tiburtina e la FR8 (Nettuno-Roma Termini), con pochi convogli e in più sporchi e attese interminabili in stazioni abbandonate, dove trovare un cartellone con gli orari è impresa titanica e una volta saliti, l’aria condizionata fa piovere addosso ai passeggeri. Ma ci sono anche i treni che, per insufficienza di binari, vengono “attestati ad altri materiali”, costringendo a lunghi tratti a piedi i pendolari della FR4 (Velletri-Roma Termini), i convogli con vetture scadenti e maleodoranti della FR5 (Civitavecchia-Roma Terimini), le porte rotte a causa delle carrozze gelate e addirittura allagate sulla FR6 (Cassino-Roma Termini), e poi l’arredo arrangiato dei treni della FR7 (Formia-Roma Termini), con carrozze in costante diminuzione, sovraffollamento e condizioni igieniche scarse. E se a bordo la situazione è indecente, non va meglio “a terra”: risultano infatti in pessimo stato molte delle stazioni o delle banchine di attesa dei mezzi; le grandi stazioni, seppur più efficienti, risultano sporche e degradate, le piccole, invece, sembrano spazi dimenticati senza personale, e ascensori guasti. Va forse peggio per le tratte del Cotral monitorate: il podio del Trofeo Caronte è assegnato alla tratta Rieti – Roma, con pensiline al freddo e ricolme di rifiuti, orari di passaggio tramandati per tradizione orale, mezzi “impantanati” nel traffico urbano, fermate a centinaia di metri da stazioni FS e mancanza di sicurezza per le persone che attraversano sulle strisce alle fermate. Ha partecipato, alla presentazione del Rapporto: Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente.
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