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Abusivismo: la situazione è grave ed è seria

“Quarantunomila abusi edilizi, quasi venti al giorno, degli ultimi sei anni evidenziano nel Lazio una situazione grave e seria, che va affrontata con le ruspe e le acquisizioni – ha dichiarato Lorenzo  Parlati, presidente di Legambiente Lazio, presente oggi alla presentazione del rapporto della Regione Lazio sull’abusivismo edilizio relativa agli anni 2004/2009-. Come è noto, lo sciagurato III° Condono Edilizio, varato dal Governo guidato dall’On. Berlusconi, ha sanato gli abusi perpetrati entro e non oltre il 31 marzo del 2003: detto in altre parole, ciò vuol dire che dal I° Aprile 2003 ad oggi qualsivoglia abuso, dalla nuova villa alla finestra, è irrimediabilmente non condonabile, e quindi, abusivo, e in conseguenza da demolire o, nel caso, da acquisire al pubblico patrimonio, con l’eccezione degli abusi in aree protette. Ebbene i dati presentati, con un lavoro buono ed esaustivo dal punto di vista del contributo istituzionale in materia di conoscenza del fenomeno, ci dicono che in un periodo di assoluta incondonabilità, come sono i 6 anni trascorsi, sono stati perpetrati ben 41.588 abusi edilizi, equivalenti a quasi 20 abusi al giorno, dal 2004 al 2009. Su questo ci saremmo aspettati dalle autorità istituzionali intervenute alla presentazione del rapporto, una riflessione piena e densa: non era infatti stato detto che il III° Condono, nonché i due precedenti, avrebbero “chiuso” la partita dell’abusivismo, e aperto una nuova stagione legata al rispetto delle regole, nonché al rispetto delle previsioni edificatorie dei Prg dei Comuni? I dati esposti non hanno fatto altro che confermare quanto sostenuto da sempre da Legambiente Lazio: i Condoni sono incentivi all’illegalità urbanistica ed ambientale, e non c’è misura condonativa in grado di assorbire un fenomeno esteso in dimensioni di tali quantità. La sola misura è la repressione sistematica del fenomeno attraverso le demolizioni e le acquisizioni, attività queste nelle quali i 378 Comuni del Lazio non hanno certo brillato. Prova ne sia che per demolire l’Isola dei Ciurli a Fondi, ossia il più grande Ecomostro della nostra Regione, sono stati necessari 10 anni di ininterrotta attività della nostra Associazione, nonché un esposto di Legambiente Lazio all’Area Vigilanza della Regione Lazio, con relativa applicazione dei poteri sostitutivi nei confronti dell’accidioso  Comune di Fondi, infine autore della demolizione, pena la perdita della poca credibilità rimastagli”.

“L’On. Ciocchetti ha sostenuto più volte che ormai l’abusivismo edilizio non è fenomeno di necessità ma fenomeno speculativo -dichiara Mauro Veronesi, responsabile territorio di Legambiente Lazio-. A prova di ciò ha portato i dati relativi all’abusivismo nei 23 Comuni costieri della Regione Lazio, dove si concentra il 22% del totale degli abusi, Comuni costieri ricchi di aree vincolate paesaggisticamente e dove quindi l’edificazione di un immobile vale sul mercato immobiliare in media il 30% in più di un immobile, a pari metratura, edificato in aree a diversa valenza ambientale. Anche questo è un elemento da sempre denunciato da Legambiente Lazio. Ebbene, se questo è vero, non capiamo perché ciò che si realizza abusivamente sia speculazione, mentre ciò  che si realizzerà con il Piano casa proposto dall’On. Ciocchetti diventa magicamente “governo del processo”. Non è vero peraltro – continua Veronesi– che l’abusivismo è figlio della burocrazia urbanistica: in questi anni le regole dell’urbanistica sono “saltate” grazie agli Accordi di Programma –anche quelli firmati dall’On Ciocchetti nel biennio da Assessore all’Urbanistica nella Giunta Regionale guidata dall’On. Storace –e grazie ad un filone di strumenti urbanistici in deroga– art. 2. art. 11. art.16. art. 18, tutti strumenti in deroga ai Prg, ai quali la gestione urbanistica dei Comuni  ha disinvoltamente attinto. Eppure, nonostante ciò ci troviamo 41.588 abusi edilizi? A quando una riflessione seria su ciò? Inoltre, alla luce di quanto oggi esposto, occorre cassare le norme che cancellano il fondo di rotazione per le demolizioni ribattezzandolo con una forma vaga e indistinta, pena il venir meno dei forti impegni presi oggi dalla Regione Lazio, in materia di demolizioni e acquisizioni dei Comuni. Infine, continuiamo ad essere fortemente contrari a quanto sostenuto in sede di conclusioni dall’On. Ciocchetti, in materia di “autocertificazione giurata” per chiudere l’iter amministrativo relativo ai condoni edilizi. Non ci può essere, infatti, autocertificazione in un settore infestato dall’illegalità, qual è il settore edilizio contaminato dall’abusivismo. Chi controllerà l’autocertificazione?”.

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Stralciare dal nuovo Piano Casa della Regione i brutti articoli su parchi, aree agricole e capannoni

ELIMINARE “FALLE” CHE APRONO A INACCETTABILE CEMENTIFICAZIONE

LE RICHIESTE DI LEGAMBIENTE NELL’AUDIZIONE DI OGGI IN COMMISSIONE URBANISTICA ALLA REGIONE LAZIO

Dalla proposta di nuovo Piano Casa approvata dalla Giunta regionale vanno assolutamente eliminate tutte le pericolose e inaccettabili “falle” che sono state aggiunte e che aprono di fatto la strada all’assalto del cemento nei parchi e nelle aree agricole, favorendo inoltre con i cambi di destinazione a residenziale un nefasto processo di deindustrializzazione a scapito dei capannoni delle piccole e medie imprese. Occorre poi stralciare anche gli articoli che mettono a rischio i centri storici e gli edifici vincolati, rivedendo infine le strambe ‘maglie larghe’ che sono state  previste per la gestione amministrativa dei condoni edilizi. È quanto ha chiesto Legambiente Lazio durante l’audizione di questa mattina in Commissione Urbanistica alla Pisana.

“Nel Lazio il diritto all’abitare, la riqualificazione delle periferie, la necessità di spazi per le piccole imprese sono temi importanti che vanno affrontati mettendo mano in modo serio e organico alla
legge urbanistica regionale e non sostituendola di fatto con ‘normette’ che avrebbero dovuto essere a tempo con la scusa di sostenere l’edilizia in un momento di crisi, ma che invece si allargano mano a mano, vista la scadenza per la presentazione delle domande di questa proposta di Piano Casa fissata addirittura al dicembre 2013 -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Al Lazio non serve la svendita di migliaia di ettari di aree protette e agricole quanto la loro tutela, non serve il raddoppio delle cubature delle palazzine quanto la riqualificazione dei tessuti urbani degradati, non servono altri regali agli abusivi quanto la salvaguardia di chi opera correttamente. Se gli accordi di programma, che l’assessore Ciocchetti conosce bene, hanno fatto molti danni il guazzabuglio di questo Piano Casa rischia di farne molti altri. Basta con la deregulation e lo sfascio del territorio e del paesaggio, bisogna rispondere alle vere domande dei cittadini, riscoprendo l’interesse pubblico dell’urbanistica, non distribuendo a pioggia inutili cubature”.

Legambiente Lazio -che di recente ha presentato un dettagliato Dossier con cartografia allegata, disponibile sul sito www.legambientelazio.it- contesta in particolare gli articoli che estendono la platea di interventi edificatori del Piano Casa alle aree agricole e a quelle naturali protette prefigurando un vero e proprio “colpo di grazia” per i parchi del Lazio. Grave anche il “tana libera tutti” generalizzato che scatterebbe in riferimento alle concessioni edilizie in sanatoria, con l’alibi del silenzio-assenso e in mancanza di un doveroso e preventivo approfondimento sullo “stato dell’arte” dei condoni.

Legambiente sottolinea altri aspetti del nuovo Piano Casa che denotano come esso sia stato ideato con un gravissimo difetto di base, ovvero quello di ridurre l’urbanistica a materia puramente edilizia. Basta pensare alle previsioni sulla Città storica dove, in riferimento a Roma, la tutela dei tessuti e degli edifici viene incredibilmente limitata al solo perimetro urbano interno alle Mura Aureliane. O, ancora, basta citare lo sblocco alle sopraelevazioni degli edifici, che non erano permesse dal precedente testo, con innalzamenti che avrebbero sicuramente ripercussioni sulla skyline della città.

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