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|FOTO| Grande successo per la prima domenica a piedi del 2015. Legambiente ” Oggi non sono solo occasione di fermare le emissioni di PM10, ma vero segno di civiltà”

Secondo il dossier Mal’aria di Legambiente, nel 2014 limiti di Pm10 superati per 43 giorni sulla Tiburtina e nel 2015 già 12 giorni di sforamento a Largo Preneste.
Un successo incredibile nonostante il freddo. Graziata dal sole la prima domenica a piedi del 2015 è stata un successo con migliaia di romani e stranieri che hanno affollato una via dei Fori Imperiali senza automobili. 

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La giornata organizzata dai volontari di Legambiente, è stata animata dalla Stradabanda e dal gruppo Folk “la Ciocia” di Sgurgola, oltre che dai circoli dell’associazione.
Un evento che diventa ancora più importante a due giorni dall’uscita del dossier Mal’Aria 2015 che ci racconta una regione ed una capitale strette nella morsa del Pm10. Nel 2014 infatti è via Tiburtina a detenere il record romano negativo con 43 giorni di superamento del limite massimo di Pm10. Ma anche il 2015 non sembra promettere bene: Largo Preneste ha fatto registrare ben 12 giorni di superamento dei limiti consentiti di particolato. Lo stesso accade a Cinecittà con 11 giorni e in via Magna Grecia e Via Tiburtina con 9 giorni. Nel Lazio la peggiore situazione si riscontrata a Frosinone con ben 110 giorni di aria con polveri fuori controllo, peggior record in tutt’Italia.
“La giornata di oggi è stata un successo grazie al sole, ma soprattutto grazie alle migliaia di persone che hanno deciso di trascorrere in strada una giornata diversa, all’aria aperta e senza automobili – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – le domeniche ecologiche sono un segno di civiltà per tutta la capitale e andrebbero ripetute con maggior frequenza per abituare tutti i romani a vivere la propria città in modo diverso, riappropriandosi degli spazi troppo spesso sottratti dalle automobili. Resta ora da completare la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali che deve diventare il punto di partenza per la realizzazione di aree pedonali in ogni municipio della capitale. Come emerge dai dati di Mal’Aria, a Roma e nel Lazio, per troppi giorni ancora, si respira un’aria avvelenata dalle auto, liberare le città dal traffico deve ora essere una priorità assoluta”.
All’ombra del Colosseo tutti i passanti hanno potuto usufruire di biciclette gratuite e godere di animazioni per grandi piccini organizzati dai gruppi Gropius e Kapla e dai circoli di Sgurgola e Cellulosa che ha realizzato laboratori con il legno e fatto conoscere ai presenti “la Scuola nel Bosco”, il progetto per i bambini delle scuole, in collaborazione con l’ente regionale RomaNatura, che si sta realizzando all’interno del monumento naturale Parco della Cellulosa gestito dall’ente stesso. Dal Municipio V, contemporaneamente, il circolo di Legambiente Città Futura è partito con una pedalata e dopo una visita alle catacombe di Ss Marcellino e Pietro, ha raggiunto Via dei Fori.
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Presentato dossier Mal’Aria. Cigno Nero a Frosinone e blitz di Legambiente

Dossier Mal’Aria di Legambiente. Cigno Nero a Frosinone come peggiore città d’Italia per il Pm10 con 110 giorni di superamento del limite di emissioni massimo consentito. 

Tutta la ciociaria e Roma con smog alle stelle nel 2014, il 2015 comincia sullo stesso segno. Legambiente “Siano subito prese contromisure decise per salvaguardare l’aria e la salute dei cittadini”

Se il 2015 si apre con dati davvero poco rassicuranti, il 2014 ha visto il Lazio sempre sotto la lente di osservazione per la concentrazione di polveri sottili nelle aree urbane grandi e meno grandi. La capitale e Frosinone anche nell’anno trascorso hanno messo a dura prova le vie respiratorie dei propri cittadini, con un inquinamento dell’aria che per troppi giorni ha superato le soglie di tolleranza poste dalla legislazione. Il capoluogo ciociaro presenta la peggiore condizione a livello nazionale, con 110 giorni di superamento dei limiti di legge, ovvero per quasi tre mesi e mezzo gli abitanti della città hanno respirato un’aria insalubre. Lo sfortunato primato non stupisce, dato che la tendenza degli ultimi anni vedeva il capoluogo ciociaro avere un numero di sforamenti annuali sempre abbondantemente oltre quelli limite: nel 2012 erano 120, nel 2013 112.

“Frosinone non può continuare ad essere la capitale italiana dell’inquinamento, – dichiara Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio – devono subito essere messe in campo contromisure serie ed efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico e consentire ai cittadini di respirare nuovamente aria pulita. Va prontamente ripreso il piano regionale di risanamento dell’aria, più targhe alterne, più blocchi del traffico ed una rete di piste pedonali sicure permetterebbero di abbattere l’inquinamento derivato dalle emissioni di polveri sottili. Oggi consegniamo a Frosinone il nostro cigno nero, ma non dobbiamo dimenticarci della capitale dove lo scorso anno centraline come quella in via Tiburtina hanno superato ben 43 volte il limite consentito”.

 Secondo i monitoraggi effettuati quotidianamente attraverso le centraline Arpa nel Lazio i casi più a rischio sono rappresentati quindi da Frosinone, ma anche da alcune aree della stessa provincia e da alcune zone della capitale. Già nel primo mese del 2015 la situazione rilevata dalle stazioni dalle centraline dell’ARPA Lazio ci racconta una regione con un importante problema di inquinamento.

“La situazione di Frosinone, fortemente compromessa l’anno scorso, non mostra alcun miglioramento quest’anno e anzi sembra poter raggiungere gli infelici record del 2014 – dichiara Francesco Raffa coordinatore Legambiente per la Provincia di Frosinone –  Al 28 gennaio le fonti dell’agenzia regionale facevano rilevare che il particolato aveva superato i livelli consentiti dalla normativa nazionale già 23 giorni nel nucleo urbano e addirittura 26 nel territorio della provincia, a Ceccano”.

A Roma la situazione nel 2015 vede emergere già 12 giorni di sforamento a largo Preneste, 11 a Cinecittà e 9 in via Magna Grecia e via Tiburtina, tutte zone trafficate abbondantemente dalle auto private. Per quanto riguarda il 2014 la situazione è stata critica anche nella capitale, dove ben quattro stazioni di rilevamento hanno riportato un’esposizione al particolato per i cittadini oltre i limiti di legge. Lo scorso anno sulla via Tiburtina i giorni durante i quali l’aria aveva una concentrazione di polveri superiore a 50 µg/m³ sono stati 43 e pochi di meno in altre congestionate zone della città: 40 giorni a Cinecittà e a largo Preneste, 36 a corso Francia.

Oltre all’inquinamento più tipico delle aree urbane (da veicoli e da riscaldamento) in certe zone della valle del Sacco si vanno ad aggiungere gli inquinanti degli impianti produttivi che sono installati lungo la valle. Su questa arteria industriale alcuni centri minori fanno registrare una qualità dell’aria simile a quella di capoluoghi italiani di medie dimensioni, mostrando nel solo 2014 un eccesso di polveri PM10 per 110 giorni a Ceccano, 57 a Cassino e 49 a Colleferro, quest’ultima nella provincia di Roma.

Stazioni di Monitoraggio ARPA

Numero di giorni di superamento annuo 2014

Frosinone Scalo

110

Ceccano

110

Cassino 

57

Colleferro

49

Roma Tiburtina

43

Roma Cinecittà

40

Roma Largo Preneste

40

Roma Corso Francia

36

Tabella 1: Anno 2014. Numero di giorni di superamento del livello di PM10 stabilito dal d.lgs 13/08/10 n. 155 (Fonte Arpa, elaborazione Legambiente Lazio)

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Allarme inquinamento atmosferico, 8 centraline di monitoraggio del PM10 fuori controllo il 22 novembre

Allarme inquinamento atmosferico, 8 centraline di monitoraggio del PM10 fuori controllo il 22 novembre
 
“A Roma ancora aria avvelenata, bene i blocchi del traffico ma ora più domeniche ecologiche, targhe alterne, pedonalizzazioni e rilancio dei mezzi pubblici. Via dei Fori e Tridente subito liberi dalle auto”

Oggi a Roma torna il provvedimento di stop ad auto e motoveicoli più inquinanti nella fascia verde a seguito degli sforamenti negli ultimi giorni su quasi tutte le centraline di monitoraggio. Sono andati oltre i limiti di PM10 consentiti i monitoraggi di via Prenestina, Cinecittà, via Tiburtina, Corso Francia, Via Magna Grecia, Piazza Fermi, via della Bualotta e Via Cipro, sono sul limite di 50ug/m3 Via Arenula e addirittura Villa Ada.

“A Roma, ogni giornata di sole, diventa ormai un giorno in cui si respirano le polveri sottili di un’aria avvelenata, e lo dimostrano gli 8 monitoraggi delle polveri sottili, schizzati oltre i limiti nelle scorse giornate – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – è buono il blocco deciso dal comune per i veicoli più inquinanti ma adesso siano moltiplicate le domeniche a piedi e si torni anche a provvedimenti come le targhe alterne. Le amministrazioni tengano poi in massima considerazione il piano regionale di risanamento dell’aria, rispettandone le prescrizioni, realizzando contemporaneamente pedonalizzazioni in ogni quartiere e rilanciando l’utilizzo dei mezzi pubblici. Nessuno poi tocchi i percorsi che stanno portando alla pedonalizzazione dei Fori e del Tridente, liberare il centro dalle auto è una esigenza indispensabile, condivisa e che parla al mondo intero”.

Gli attivisti di Legambiente tornano a segnalato lo stato pessimo della qualità dell’aria nella capitale dopo che, già lo scorso 15 e 16 ottobre, avevano denunciato la fuoriuscita dai limiti di legge di tutte le 13 centraline della capitale e della maggior parte delle centraline del Lazio.

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Via dei Fori Imperiali pedonale non si tocca! Legambiente: “la Pedonalizzazione, ora che è così vicina, non sia messa in discussione”

Via dei Fori Imperiali pedonale non si tocca! Legambiente: “la Pedonalizzazione, ora che è così vicina, non sia messa in discussione”

Il TAR del Lazio ha aperto una istruttoria sulla bontà dell’iter che ha portato la scorsa estate ai passi avanti sulla pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali, gli attivisti di Legambiente chiedono che un provvedimento atteso da decenni ora così vicino, non sia messo in discussione.

“La pedonalizzazione di Via dei Fori Imperiali non si tocca! – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – è un provvedimento che attendiamo da decenni supportato dalla volontà popolare, non può essere fermato il percorso oggi che vediamo vicina l’attuazione definitiva. È un percorso che quando sarà concluso renderà più bella la capitale e restituirà al Colosseo il ruolo che gli spetta, non più quello di rotatoria per automobili, si vada ora avanti fino a liberare definitivamente i fori dal traffico”.

Lo scorso 25 giugno il consiglio comunale ha anche approvato la delibera di iniziativa popolare per liberare il Colosseo dalle auto, presentata da Legambiente supportata dalle firme di oltre 6000 romani.

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Allarme Inquinamento Atmosferico a Roma e nel Lazio, centraline di monitoraggio delle polveri sottili ovunque fuori limiti.

Legambiente: stiamo soffocando in una nube di Smog! Subito le misure necessarie per togliere dalle strade più auto possibili e rilanciare l’uso dei mezzi pubblici.

Si torni a parlare di targhe alterne e blocchi del traffico e i comuni rispettino il mai attuato Piano Regionale di Risanamento dell’Aria

Con maschere antismog e striscione dove capeggiava la scritta “IO NON TRAFFICO“, gli attivisti di Legambiente Lazio hanno manifestato oggi in Via Arenula nei pressi di una centralina di monitoraggio dell’aria, per porre l’attenzione a quanto sta accadendo questi giorni, una nuvola di smog che avvolge la capitale e alcune aree del Lazio.

I dati che emergono con le rilevazioni effettuate dalle centraline di ARPA Lazio, sono drammaticamente preoccupanti e nei giorni di martedì 14 e mercoledì 15 ottobre, sono ben 25 su 26 i rilevamenti in cui le polveri superano i limiti di 50 ug/m3 a Roma. In tutta la regione sono complessivamente 63 su 74 i rilevamenti fuori legge nelle due stesse giornate. Casi eclatanti a Roma, dove mercoledì 15 ottobre, tutte le 13 centraline sono uscite fuori dai limiti, con picchi superiori agli 80 ug/m3 nelle postazioni di monitoraggio di Via Arenula, Cinecittà e Bufalotta.

Nel Lazio e a Roma questi giorni stiamo soffocando in una nube di smog, i dati sconfortanti riguardano tante città del Lazio e parlano di una vera emergenza, – dichiara Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio – sono stati infatti rilevati valori fuori limite ovunque, dalla capitale a tanti territori. Ben vengano le domeniche a piedi già programmate a Roma ma ora si riparta subito anche con targhe alterne e blocchi del traffico. Si riprenda anche in mano il piano regionale di risanamento dell’aria, che non è stato mai applicato, nel quale si obbligano i comuni a prendere i necessari provvedimenti in casi di allarme smog. Bisogna fare di più e velocemente, rilanciando i mezzi pubblici, con lo sviluppo delle ferrovie metropolitane, dei mezzi urbani di superficie e delle metropolitane per salvaguardare la salute dei cittadini e poter tornare a respirare”.

I volontari del cigno verde denunciano anche il pessimo stato di salute dell’aria di Frosinone e provincia dove tutte le centraline danno dati fuori norma ed emergono situazioni molto preoccupanti: ad Anagni i PM10 hanno raggiunto addirittura la somma di 104 ug/m3; a Frosinone, Ferentino e Ceccano invece è stato già superato il limite di 35 superamenti annui possibili; su 16 monitoraggi del 14 e 15 ottobre, sono 14 quelli fuori i limiti; come negli stessi giorni sono fuori anche i monitoraggi in provincia di Latina con 9 su 10 sforamenti, 2 su 4 a Viterbo e 12 su 14 quelli dei comuni della provincia di Roma.

L’inquinamento atmosferico indica l’insieme degli agenti fisici chimi e biologici che modificano le naturali caratteristiche dell’atmosfera. È un noto fattore di rischio per la salute, numerosi studi ed indagini epidemiologiche confermano i gravi effetti sulla salute causati dallo smog prodotto in massima parte dal traffico automobilistico. Gli inquinanti più importanti dell’aria sono: Biossido di zolfo (SO2), Monossido di carbonio(CO),Ossidi di azoto(NOX); Idrocarburi; Ozono(O3); Piombo(Pb); Polveri sottili (Pm).

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2014/0307 – Il traffico privato strangola la Capitale, rumore sempre oltre i limiti

Nei tre giorni di monitoraggio a Corso Sempione il Pm10 è nei limiti solo grazie a pioggia e vento.
Test di Legambiente: l’80% degli automobilisti non rispetta il limite di velocità che continua a
provocare oltre 2mila feriti sulle strade. La mancata sicurezza costa ad ogni abitante di Roma 500
euro l’anno.

Legambiente: “Serve una nuova politica per fermare le auto private e rilanciare il
trasporto pubblico, urbano e pendolare. Il nuovo piano del traffico è troppo poco incisivo,
sia occasione per scelte coraggiose”

Il traffico è caotico della Capitale dove ci sono 2 milioni e 800 mila auto su 2 milioni 700 mila abitanti con livelli di inquinamento acustico fuori controllo di giorno e di notte, insieme alla folle velocità sulle strade cittadine causa dell’aumento di incidenti per pedoni e ciclisti feriti. Legambiente chiede al Comune di Roma di rivedere le scelte in materia di mobilità urbana, attuando politiche che scoraggino l’uso dell’auto privata, rilanciando il trasporto pubblico locale, in Piano generale del Traffico è un insieme di buoni intenti troppo soft, sia invece il volano per scelte coraggiose non più procrastinabili.

Dal laboratorio mobile in corso Sempione livelli di inquinanti nei limiti di legge, grazie soprattutto a pioggia e vento. Rumore, invece, oltre le soglie soprattutto di notte con superamenti di oltre 10 decibel.

E’ questa l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello  Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della quinta tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer; Lorenzo Radice, responsabile Politiche ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane.

Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in Corso Sempione, all’altezza del civico 12, incrocio con Via Maiella. Oltre ai valori del PM10 e benzene, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

Un ulteriore impianto fisso è stato allestito al civico 157 di viale Regina Margherita per monitorare l’inquinamento acustico. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente.

“A fronte di una immissione di inquinanti massiva, dovuta principalmente all’elevato traffico, le condizioni meteo che si sono avute durante i tre giorni di campionamento sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti, abbattendone la concentrazione – spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile di Italcertifer-. In particolare la ventilazione per tutte le tre giornate e la pioggia durante il primo giorno di monitoraggio hanno favorito un miglioramento dello stato della qualità dell’aria. Tutto ciò, unitamente alla conformazione del sito di campionamento, ha fatto sì che nei tre giorni di monitoraggio non si siano registrati superamenti dei limiti dettati dalla normativa. È da sottolineare come però in tutti i tre giorni di campionamento, al diminuire della ventilazione si siano registrati i valori maggiori di concentrazione di tutti gli inquinanti, in particolare per quanto riguarda il PM10”. Nello specifico il livello di polveri sottili non ha superato, come media giornaliera, il limite di 50 μg/m3, raggiungendo la massima media giornaliera di 21 μg/m3 nella giornata di martedì 4 marzo; il PM2.5 ha fatto registrare la massima media giornaliera pari a 14 μg/m3 contro un limite di legge di 25 μg/m3, quest’ultimo però riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile.

I volontari del Treno Verde hanno condotto anche un monitoraggio itinerante, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si “respirano” muovendosi. L’esperimento è stato condotto dalle ore 11 alle ore 14 di giovedì 6 marzo da via Trionfale, passando per via dei Monfortani, via di Torrevecchia, via di Boccea, piazza Irnerio, via Baldo degli Ubaldi fino alla metro Valle Aurelia, facendo registrare tre medie orarie di PM10 pari 29 μg/m3 microgrammi al metro cubo nella prima ora, di 35 μg/m3 nella seconda e di 38 nella terza.

“Dall’inizio dell’anno l’aria a Roma e nel Lazio è stata per diversi giorni irrespirabile, fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10 – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. A partire da Frosinone Scalo dove la centralina dell’Arpa Lazio ha già registrato 40 sforamenti del limite delle polveri sottili, già oltre la soglia dei 35 superamenti annui stabilita dalla legge. L’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia
dell’ambiente, a Roma come in tutt’Italia. Si tratta di una vera e propria emergenza da affrontare al più presto con una nuova capacità politica, non più basata su provvedimenti tampone, che punti su una mobilità sostenibile che renda protagonista il trasporto pubblico, la mobilità pedonale e ciclabile e il trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che nel nostro Paese raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d’Europa”.

In generale anche secondo i dati 2013 del dossier “Mal’aria” di Legambiente, nelle tredici centraline della rete di monitoraggio Arpa Lazio di Roma sono stati registrati ben 350 sforamenti, con Francia e Tiburtina che si spartiscono il primato romano con 41 giorni. Nel 2013 Frosinone era già tristemente finita sul podio delle città monitorate da Legambiente, al terzo posto in Italia con 112 giorni di superamento dei limiti di Pm10. L’attenzione va tenuta alta però anche nelle altre città, a partire dalla Capitale dove, al 5 marzo, sono già stati segnalati 13 superamenti a Tiburtina.

È fortemente critica la soglia di rumore raggiunta, invece, durante i monitoraggi del Treno Verde. Durante i periodi diurni i valori dell’inquinamento acustico superano di 7 dB(A) del limite ammesso per la zona in esame e nel periodo notturno lo sforamento dei limiti di legge è stato di oltre 10 dB(A). In Viale Regina Margherita, dove è stata installata la centralina per il rilevamento del rumore da traffico veicolare, la situazione è praticamente uguale, con limiti superati sia di giorno che di notte.

Smog e rumore sono dovuti al traffico caotico che si registra nella Capitale ripercuotendosi direttamente sulla qualità della vita della loro sicurezza dei cittadini. I volontari di Legambiente hanno monitorato la velocità media delle automobili sulla Cristoforo Colombo, anche nei pressi di istituti scolastici, per testare il grado di sicurezza di una zona considerata, secondo recenti studi, con il più alto tasso di incidentalità a
Roma. I risultati hanno confermato la tendenza degli automobilisti alla accelerazione anche in tratti urbani con limiti di 50 km/h. Nel corso del monitoraggio, eseguito nel pomeriggio di ieri, su 150 vetture monitorate soltanto il 22% viaggiava entro il limite stabilito. La media oraria dei veicoli è stata di circa 61 km/h. Il 16 per cento degli automobilisti percorrevano l’arteria a velocità superiori ai 70km/h con picchi di 90 km/h

“Serve una nuova politica per fermare le troppe auto private e rilanciare i mezzi pubblici, in tal senso gli obiettivi del nuovo PGTU di Roma sono davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un’inezia così come 40 chilometri di nuove preferenziali, mentre il 2% in più sulla ciclabilità è davvero ridicolo a fronte di una crescita esponenziale dei ciclisti di Roma. – commenta Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – La soglia di rumore consentita viene superata ovunque e a qualsiasi ora, il superamento dei limiti di velocità e il mancato rispetto delle regole costituiscono ancora le cause principali degli incidenti stradali e pedoni, biciclette, giovani e anziani sono ancora quelli più ad alto rischio. Servono pedonalizzazioni estese, si parta dai Fori e si pedonalizzino piazze in ogni quartiere, bisogna ripensare la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, occorre individuare una rete di zone 30, aumentare le corsie preferenziali e costruire finalmente una maglia consistente di itinerari ciclabili sicuri. Non si possono più rimandare scelte coraggiose e incisive con le conseguenti risorse per realizzarle e rendere Roma bella come merita di essere.”.

Dai rapporti redatti dal Comune di Roma, infatti, restano fortemente critiche le condizioni per i pedoni, nel 2012 risultano 56 morti (il 36% del totale dei decessi a Roma) e oltre 2mila feriti, con un aumento del 27% dei decessi rispetto all’anno precedente e una riduzione minima del numero dei feriti (-3%). Crescono i rischi anche per i ciclisti: per lo stesso anno di riferimento è aumentato il numero di veicoli coinvolti del 9%, passando dai 226 del 2011 ai 246 del 2012. Secondo una classifica redatta dalla facoltà di Ingegneria Civile di Roma 3, le strade con il più alto tasso di incidentalità sono la Colombo (978 incidenti dal 1 gennaio 2012 al 18 giugno 2013), via Casilina (930), via Prenestina (912) ed è poi altissimo il numero di vetture in circolazione: su 2 milioni e 700 mila abitanti vi sono 2 milioni ed 800 mila veicoli immatricolati, più di uno a testa, mentre a Londra con 7 milioni e mezzo di abitanti le vetture sono 3 milioni e Parigi, stessi abitanti di Roma, ha un milione di vetture.

Anche se dagli ultimi dati Istat per il 2012 risultano in calo del 13,5 per cento gli incidenti stradali con vittime registrati sulle strade della Capitale (15.782 gli episodi registrati nel rapporto), resta altissimo il costo sostenuto annualmente dall’intera collettività per le vittime della strada: 1,3 miliardi di euro secondo i parametri del Ministero delle Infrastrutture, cioè circa 500 euro l’anno per abitante.

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