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2014/0307 – Il traffico privato strangola la Capitale, rumore sempre oltre i limiti

Nei tre giorni di monitoraggio a Corso Sempione il Pm10 è nei limiti solo grazie a pioggia e vento.
Test di Legambiente: l’80% degli automobilisti non rispetta il limite di velocità che continua a
provocare oltre 2mila feriti sulle strade. La mancata sicurezza costa ad ogni abitante di Roma 500
euro l’anno.

Legambiente: “Serve una nuova politica per fermare le auto private e rilanciare il
trasporto pubblico, urbano e pendolare. Il nuovo piano del traffico è troppo poco incisivo,
sia occasione per scelte coraggiose”

Il traffico è caotico della Capitale dove ci sono 2 milioni e 800 mila auto su 2 milioni 700 mila abitanti con livelli di inquinamento acustico fuori controllo di giorno e di notte, insieme alla folle velocità sulle strade cittadine causa dell’aumento di incidenti per pedoni e ciclisti feriti. Legambiente chiede al Comune di Roma di rivedere le scelte in materia di mobilità urbana, attuando politiche che scoraggino l’uso dell’auto privata, rilanciando il trasporto pubblico locale, in Piano generale del Traffico è un insieme di buoni intenti troppo soft, sia invece il volano per scelte coraggiose non più procrastinabili.

Dal laboratorio mobile in corso Sempione livelli di inquinanti nei limiti di legge, grazie soprattutto a pioggia e vento. Rumore, invece, oltre le soglie soprattutto di notte con superamenti di oltre 10 decibel.

E’ questa l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello  Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della quinta tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer; Lorenzo Radice, responsabile Politiche ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane.

Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in Corso Sempione, all’altezza del civico 12, incrocio con Via Maiella. Oltre ai valori del PM10 e benzene, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

Un ulteriore impianto fisso è stato allestito al civico 157 di viale Regina Margherita per monitorare l’inquinamento acustico. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente.

“A fronte di una immissione di inquinanti massiva, dovuta principalmente all’elevato traffico, le condizioni meteo che si sono avute durante i tre giorni di campionamento sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti, abbattendone la concentrazione – spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile di Italcertifer-. In particolare la ventilazione per tutte le tre giornate e la pioggia durante il primo giorno di monitoraggio hanno favorito un miglioramento dello stato della qualità dell’aria. Tutto ciò, unitamente alla conformazione del sito di campionamento, ha fatto sì che nei tre giorni di monitoraggio non si siano registrati superamenti dei limiti dettati dalla normativa. È da sottolineare come però in tutti i tre giorni di campionamento, al diminuire della ventilazione si siano registrati i valori maggiori di concentrazione di tutti gli inquinanti, in particolare per quanto riguarda il PM10”. Nello specifico il livello di polveri sottili non ha superato, come media giornaliera, il limite di 50 μg/m3, raggiungendo la massima media giornaliera di 21 μg/m3 nella giornata di martedì 4 marzo; il PM2.5 ha fatto registrare la massima media giornaliera pari a 14 μg/m3 contro un limite di legge di 25 μg/m3, quest’ultimo però riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile.

I volontari del Treno Verde hanno condotto anche un monitoraggio itinerante, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si “respirano” muovendosi. L’esperimento è stato condotto dalle ore 11 alle ore 14 di giovedì 6 marzo da via Trionfale, passando per via dei Monfortani, via di Torrevecchia, via di Boccea, piazza Irnerio, via Baldo degli Ubaldi fino alla metro Valle Aurelia, facendo registrare tre medie orarie di PM10 pari 29 μg/m3 microgrammi al metro cubo nella prima ora, di 35 μg/m3 nella seconda e di 38 nella terza.

“Dall’inizio dell’anno l’aria a Roma e nel Lazio è stata per diversi giorni irrespirabile, fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10 – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. A partire da Frosinone Scalo dove la centralina dell’Arpa Lazio ha già registrato 40 sforamenti del limite delle polveri sottili, già oltre la soglia dei 35 superamenti annui stabilita dalla legge. L’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia
dell’ambiente, a Roma come in tutt’Italia. Si tratta di una vera e propria emergenza da affrontare al più presto con una nuova capacità politica, non più basata su provvedimenti tampone, che punti su una mobilità sostenibile che renda protagonista il trasporto pubblico, la mobilità pedonale e ciclabile e il trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che nel nostro Paese raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d’Europa”.

In generale anche secondo i dati 2013 del dossier “Mal’aria” di Legambiente, nelle tredici centraline della rete di monitoraggio Arpa Lazio di Roma sono stati registrati ben 350 sforamenti, con Francia e Tiburtina che si spartiscono il primato romano con 41 giorni. Nel 2013 Frosinone era già tristemente finita sul podio delle città monitorate da Legambiente, al terzo posto in Italia con 112 giorni di superamento dei limiti di Pm10. L’attenzione va tenuta alta però anche nelle altre città, a partire dalla Capitale dove, al 5 marzo, sono già stati segnalati 13 superamenti a Tiburtina.

È fortemente critica la soglia di rumore raggiunta, invece, durante i monitoraggi del Treno Verde. Durante i periodi diurni i valori dell’inquinamento acustico superano di 7 dB(A) del limite ammesso per la zona in esame e nel periodo notturno lo sforamento dei limiti di legge è stato di oltre 10 dB(A). In Viale Regina Margherita, dove è stata installata la centralina per il rilevamento del rumore da traffico veicolare, la situazione è praticamente uguale, con limiti superati sia di giorno che di notte.

Smog e rumore sono dovuti al traffico caotico che si registra nella Capitale ripercuotendosi direttamente sulla qualità della vita della loro sicurezza dei cittadini. I volontari di Legambiente hanno monitorato la velocità media delle automobili sulla Cristoforo Colombo, anche nei pressi di istituti scolastici, per testare il grado di sicurezza di una zona considerata, secondo recenti studi, con il più alto tasso di incidentalità a
Roma. I risultati hanno confermato la tendenza degli automobilisti alla accelerazione anche in tratti urbani con limiti di 50 km/h. Nel corso del monitoraggio, eseguito nel pomeriggio di ieri, su 150 vetture monitorate soltanto il 22% viaggiava entro il limite stabilito. La media oraria dei veicoli è stata di circa 61 km/h. Il 16 per cento degli automobilisti percorrevano l’arteria a velocità superiori ai 70km/h con picchi di 90 km/h

“Serve una nuova politica per fermare le troppe auto private e rilanciare i mezzi pubblici, in tal senso gli obiettivi del nuovo PGTU di Roma sono davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un’inezia così come 40 chilometri di nuove preferenziali, mentre il 2% in più sulla ciclabilità è davvero ridicolo a fronte di una crescita esponenziale dei ciclisti di Roma. – commenta Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – La soglia di rumore consentita viene superata ovunque e a qualsiasi ora, il superamento dei limiti di velocità e il mancato rispetto delle regole costituiscono ancora le cause principali degli incidenti stradali e pedoni, biciclette, giovani e anziani sono ancora quelli più ad alto rischio. Servono pedonalizzazioni estese, si parta dai Fori e si pedonalizzino piazze in ogni quartiere, bisogna ripensare la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, occorre individuare una rete di zone 30, aumentare le corsie preferenziali e costruire finalmente una maglia consistente di itinerari ciclabili sicuri. Non si possono più rimandare scelte coraggiose e incisive con le conseguenti risorse per realizzarle e rendere Roma bella come merita di essere.”.

Dai rapporti redatti dal Comune di Roma, infatti, restano fortemente critiche le condizioni per i pedoni, nel 2012 risultano 56 morti (il 36% del totale dei decessi a Roma) e oltre 2mila feriti, con un aumento del 27% dei decessi rispetto all’anno precedente e una riduzione minima del numero dei feriti (-3%). Crescono i rischi anche per i ciclisti: per lo stesso anno di riferimento è aumentato il numero di veicoli coinvolti del 9%, passando dai 226 del 2011 ai 246 del 2012. Secondo una classifica redatta dalla facoltà di Ingegneria Civile di Roma 3, le strade con il più alto tasso di incidentalità sono la Colombo (978 incidenti dal 1 gennaio 2012 al 18 giugno 2013), via Casilina (930), via Prenestina (912) ed è poi altissimo il numero di vetture in circolazione: su 2 milioni e 700 mila abitanti vi sono 2 milioni ed 800 mila veicoli immatricolati, più di uno a testa, mentre a Londra con 7 milioni e mezzo di abitanti le vetture sono 3 milioni e Parigi, stessi abitanti di Roma, ha un milione di vetture.

Anche se dagli ultimi dati Istat per il 2012 risultano in calo del 13,5 per cento gli incidenti stradali con vittime registrati sulle strade della Capitale (15.782 gli episodi registrati nel rapporto), resta altissimo il costo sostenuto annualmente dall’intera collettività per le vittime della strada: 1,3 miliardi di euro secondo i parametri del Ministero delle Infrastrutture, cioè circa 500 euro l’anno per abitante.

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Smog, a Roma e nel Lazio nel 2013 aria irrespirabile nonostante la pioggia

Nella Capitale le PM10 hanno superato i limiti 350 volte nelle 13 centraline. Maglia nera a Frosinone con 112 giorni fuorilegge. Male anche Ceccano con 97, Alatri con 65, Cassino con 63, Colleferro con 56 e Ferentino con 53. 

Al via il Treno Verde 2014, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane che monitora la qualità dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città

Anche nel 2013 nonostante pioggia e vento l’aria a Roma e nel Lazio è stata per molti giorni irrespirabile, fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10. Nelle tredici centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio posizionate nella Capitale sono stati registrati nel complesso ben 350 sforamenti, con Francia e Tiburtina che si spartiscono il primato romano, entrambe con 41 giorni di superamento. Tristemente sul podio delle 91 città monitorate in Italia da Legambiente finisce Frosinone, al terzo posto con ben 112 giorni di superamento dei limiti, appena sotto Torino (126) e Napoli (120). Questi i dati di “PM10 ti tengo d’occhio” resi noti stamattina in occasione della partenza del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che monitora la qualità dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. Città più smart, sostenibili, a misura di cittadino, ma soprattutto libere dallo smog, le tematiche al centro della 26a edizione del Treno Verde, che sosterà alla stazione di Roma Termini dal 4 al 6 marzo, per incontrare studenti cittadini e amministratori e diffondere le buone pratiche a favore dell’ambiente.

“Nonostante pioggia e vento le micidiali polveri sottili anche nel 2013 sono state per troppi giorni fuorilegge, con seri rischi per la salute dei cittadini –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il traffico impazzito è il principale responsabile di questa situazione di grave allarme e da molti anni la ricetta è stranota, servono politiche concrete per tenere ferme le automobili e potenziare il trasporto pubblico. In tal senso gli obiettivi del nuovo PGTU di Roma so o davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un’inezia così  come 40 chilometri di nuove preferenziali, mentre il 2% in più sulla ciclabilità è davvero ridicolo. Servono scelte più serie e le conseguenti risorse per realizzarle, non si può perdere questa occasione.”
A Roma, le centraline Francia e Tiburtina hanno raggiunto nel 2013, ben 41 giorni di superamento del limite medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili PM10. A Tiburtina pesa anche il dato sul biossido di azoto, per il quale è stato superato con 21 ore il limite di legge delle 18. Poco sotto, con 40 superamenti si piazzano Cinecittà e Preneste, con 39. La situazione nel resto del Lazio è altrettanto allarmante. La provincia di Frosinone è la più inquinata e somma ben 463 sforamenti nel complesso: le due centraline nel capoluogo ciociaro segnano 112 giorni di superamento dei limiti di legge allo Scalo e 47 a viale Mazzini; segue Ceccano con 97, Alatri con 65, Cassino con 63 e Ferentino con 53. Nella provincia di Roma, la situazione più preoccupante è Colleferro che ne registra ben 84. Rientrano entro i 35 superamenti i dati delle centraline delle altre province. In provincia di Latina la centralina di Via Torquato Tasso a Latina sfora per 18 giorni in un anno e Latina Scalo per 13. Sono 22 i superamenti a Rieti e 20 a Civita Castellana in provincia di Viterbo.

Non è partito col piede giusto nemmeno l’anno appena iniziato, nonostante la pioggia continua le polveri sottili già registrano diversi superamenti –dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Targhe alterne o sporadiche chiusure al traffico non riescono da sole a risolvere il problema, a Roma e nel resto del Lazio occorrono misure strutturali. Serve una nuova politica con pedonalizzazioni estese in tutta la città, a partire dall’area del Colosseo, dove la definitiva chiusura al traffico è gravemente ferma al palo. Chiediamo un nuovo piano per i pullman turistici con aree sosta fuori dal centro, un immediato stop alle tariffe agevolate per la sosta tariffata e subito una vera rete di corsie preferenziali per il mezzo pubblico, bike sharing, car sharing, car pooling per una mobilità nuova.”

Nel 2014 i superamenti nelle centraline della Capitale per le PM10 sono arrivati già a 12 a Tiburtina e 11 a Preneste e Cinecittà. In poco più di un mese e nonostante la pioggia continua, a Frosinone scalo si registrano già 25 superamenti dei limiti, mentre a Ceccano arrivano a 26 e a Ferentino, Alatri e Cassino a 17. Colleferro a 12 superamenti. “Le politiche messe in campo a Frosinone e nel territorio provinciale su traffico e mobilità urbana non bastano, quelle adottate finora risultano deboli e spesso inefficaci – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. È indispensabile attivare immediatamente una diffusa rete di pianificazione dei controlli e del monitoraggio delle emissioni industriali nonché di quelle dovute agli impianti di riscaldamento e realizzare l’inventario delle emissioni a livello territoriale.” I dati registrati per le PM10 sono molto preoccupanti sul fronte sanitario. Secondo i recenti dati dello studio MEDparticles, a Roma c’è un 35% di possibilità in più di contrarre il tumore al polmone per ogni incremento di 10 microgrammi di polveri sottili PM10 per metro cubo d’aria. Un valore decisamente peggiore rispetto alla media europea che si attesta al 22%. Nella Capitale, peraltro, possono essere attribuiti al forte inquinamento l’11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche.

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Smog, Legambiente: a Roma +35% rischio tumore al polmone per inquinamento, contro media europea +22%

Smog, Legambiente: a Roma +35% rischio tumore al polmone per inquinamento, contro media europea +22% “Giunta Marino metta in atto subito nuova politica, contro strage silenziosa stop auto private puntando su trasporto pubblico, bici, mobilità nuova.”
A Roma ogni 10 microgrammi di polveri sottili PM10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 35%. È un dato decisamente peggiore rispetto a quello medio europeo dove l’incremento del rischio di cancro al polmone legato alla concentrazione di polveri sottili è del 22% nel caso dei valori di PM10. È questo l’allarmante risultato per la Capitale che emerge dallo studio MEDparticles pubblicato da Lancet Oncology e parte del progetto europeo Escape (European study of cohortes for air  pollution effects), che studia gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini, seguito nella nostra regione dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio.

“A Roma si rischia più che nel resto d’Europa di ammalarsi e morire di tumore al polmone a causa dello smog, una nuova notizia che viene dal fronte medico che disegna sempre un quadro più agghiacciante –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, intervenendo alla conferenza internazionale “Air particles regulation in the Mediterranean cities. Reults and impact of the MEDPARTICLES Life+ project”-. I dati di questo ultimo studio raccontano una strage silenziosa, non si tratta di statistiche ma di  persone, come in tutti gli studi epidemiologici si correlano dati di smog con dati reali di ricoveri e mortalità, quelle persone hanno
nome e cognome. Bisogna battere l’indifferenza e affrontare la situazione che in questi ultimi anni è peggiorata proprio sul fronte della vivibilità. Per avvicinarsi alle altre Capitali europee sostenibili, la città deve scegliere un’idea di futuro e dare risposte concrete ai  problemi di ogni giorno dei cittadini. La Giunta Marino deve mettere subito in atto una nuova politica, stop alle auto e ai mezzi
privati puntando tutto su trasporto pubblico e mobilità nuova. Le ricette ci sono: nuove ZTL e pedonalizzazioni in tutta la città, a partire dai Fori Imperiali estendendo il provvedimento a tutta la strada, nuova sosta tariffata progressiva e parcheggi di scambio, piano del trasporto pubblico e nuova rete tranviaria, spazi ciclabili e per bike sharing, car pooling e car sharing.”

Il lavoro di studio nella Capitale ha riguardato un totale di 9.105 fra uomini e donne, di età media 44 anni, seguite dai medici per un periodo di circa 6,2 anni, tra il 2003 e il 2010. Hanno sviluppato un cancro al polmone in 53. A Roma, nel periodo di studio, sono stati rilevati in media 36,5 microgrammi al metro cubo di polveri sottili PM10 e 19,4 microgrammi al metro cubo di PM2,5 in confronto ad altre città europee dove i valori sono decisamente più bassi (17,1 a Copenhagen e 13,6 a Stoccolma di PM10, ad esempio), dovute, in gran parte, alle emissioni di motori a scoppio e agli impianti di riscaldamento. L’attività di ricerca fa parte di uno studio europeo  condotto per 13 anni suoltre 300 mila persone residenti in 9 Paesi. L’analisi finale dei risultati ottenuti mediamente è molto allarmante: ogni 10 microgrammi di PM10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 22%. Percentuale  che sale al 51% per un particolare tipo di cancro, l’adenocarcinoma, che colpisce i polmoni anche in un significativo numero di non fumatori.

D’altronde negli ultimi nove anni (2003-2011), un’attenta analisi delle performance ambientali di Roma secondo gli ultimi Rapporti di Ecosistema Urbano, evidenzia che per quanto riguarda le polveri sottili (PM10) la situazione resta difficile nonostante i piccoli  miglioramenti. Se nel 2003 i valori medi annui erano 47 microgrammi al metro cubo e nel 2004 48,3 microgrammi/mc; nel 2011
la media si attesta a 36,5 microgrammi al metro cubo. Il trasporto pubblico è poi uno dei talloni d’Achille di Roma, negli ultimi anni sono calati i passeggeri trasportati dal sistema: se nel 2009 erano 541 i viaggi per abitante all’anno, nel 2011 sono a passati a 519. Negativi anche i dati sui metri quadrati di suolo destinati ai pedoni romani, fermo dal 2003 ad un ridicolo 0,14 mq per abitante. Cresce invece il numero di immatricolazioni delle auto, segno evidente che sono il mezzo più usato dai romani per spostarsi in città. A Roma le auto circolanti sono molte di più che a Parigi, Londra o Berlino. Sono praticamente lo stesso numero del 2006: erano 71 auto ogni 100 abitanti nel 2006, sono 70 nel 2011.

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Dall’inizio del 2013, le polveri sottili sono state fuorilegge sei giorni su sette

Smog a Roma, nei primi giorni del 2013 polveri sottili fuorilegge sei giorni su sette a Tiburtina, Cinecittà, Francia e Preneste Legambiente Lazio: Sindaco Alemanno dopo necessarie targhe alterne deve prevedere azioni  per limitare mezzi privati piuttosto che continuare a fare scelte nella direzione opposta.
Dall’inizio del 2013, le polveri sottili sono state fuorilegge sei giorni su sette (85,7%) a Tiburtina, Cinecittà, Francia e Preneste; quattro su sette (57,1%) ad Arenula e Cavaliere; tre su sette (42,8%) a Cipro, Fermi e Magna Grecia. Quasi tutti oltre il limite di legge di 50 microgrammi al metro cubo (μg/mc) per la concentrazione media nelle 24 ore, i valori registrati ieri (7 gennaio) nelle diverse centraline: i peggiori, 117 microgrammi al metro cubo (μg/mc) a Cinecittà, 85 μg/mc a Tiburtina, 83 μg/mc a Preneste e 70 μg/mc a Francia. E’ questa la classifica delle centraline “più puzzone” della rete di monitoraggio Arpa Lazio, che Legambiente Lazio ha elaborato in occasione del primo giorno di targhe alterne del 2013. “I primi giorni dell’anno nuovo nella Capitale sono stati all’insegna dello smog e le polveri  sottili, il Sindaco Alemanno dopo essere stato costretto ad adottare targhe alterne e blocchi, necessari in questa situazione di emergenza smog, deve prevedere  azioni strutturali nel senso di una limitazione dei mezzi privati a vantaggio del trasporto pubblico piuttosto che chiacchierare o continuare a fare scelte nella direzione opposta –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Anche in questo caso manca la volontà politica di garantire ai cittadini un’aria respirabile e allo stesso tempo il diritto a muoversi. In questi ultimi anni nella Capitale, i pullman turistici e i camion merci scorrazzano liberamente grazie a regole lassiste, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali ma non se n’è quasi visto un metro quadro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing è fermo. A Roma è sempre più difficile muoversi e respirare, vanno cancellate le tariffe agevolate per la sosta tariffata e creata una vera rete di corsie preferenziali per potenziare il mezzo pubblico, le auto vanno allontanate dal centro per avere un beneficio nell’intera città pedonalizzando l’area del Colosseo, come hanno chiesto i seimilaquattrocento cittadini che hanno firmato la proposta di delibera popolare di Legambiente. Le targhe alterne non possono rimanere un provvedimento isolato.”

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Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane presenta in conferenza stampa i risultati di 72 ore di monitoraggio:

Roma assediata dallo smog e dal rumore:
PM10 e Benzene fuori legge due giorni su tre
Decibel sempre oltre i limiti: fuori controllo giorno e notte
Allerta in tutta la regione per le polveri sottili killer:
A soli tre mesi dall’inizio dell’anno, per la città di Frosinone già 56
giorni di superamenti di rispetto ai 35 annui consentiti
A Roma la centralina di Corso Francia fuori dal limite di legge

La primavera in arrivo troverà Roma prigioniera di smog e rumore. Polveri fuorilegge due giorni su tre, con media giornaliera di 78 microgrammi per metro cubo (μg/m3) sabato 17 marzo e 75 μg/m3 venerdì 16, rispetto al limite giornaliero di 50 μg/m3 e ben 9,6 μg/m3 per la media giornaliera del benzene (riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile). Inquinamento acustico da record: sempre sopra i 70 decibel, tre giorni su tre ben oltre i limiti di legge, sia di giorno che di notte.

E’ questo il quadro che si evince dalle analisi compiute a Via Cavour, nel pieno centro di Roma, dal Treno Verde, la celebre campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power, presentati questa mattina nella conferenza stampa tenutasi nella carrozza conferenze del Treno Verde da Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio, Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente Nazionale, Luca Ricciardi, Responsabile Laboratorio mobile di RFI e da Lorenzo Radice, Responsabile Politiche Ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane.

La campagna ha lo scopo di monitorare lo stato dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane attraverso il monitoraggio del laboratorio mobile della Struttura Operativa “Laboratori di
Prove e Misure” di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e di informare e sensibilizzare i cittadini sul consumo e risparmio energetico, utilizzo delle fonti rinnovabili nonché sulle buone pratiche messe in campo da moltissime città italiane ed europee verso la sostenibilità ambientale ed il conseguente miglioramento della qualità della vita. Le analisi esposte sono il frutto delle 72 ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile di RFI (Rete Ferroviaria Italiana), posizionato in via Cavour in prossimità del civico n. 258, hanno anche evidenziato che nei tre giorni di monitoraggio, sono risultati sotto controllo i valori di
biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio e ozono. Anche l’Arpa Lazio conferma l’allarme smog per Roma: nella centralina di Corso Francia  proprio venerdì scorso è stato esaurito il bonus di legge di 35 superamenti annuali della media giornaliera di PM10, a soli 77 giorni dall’inizio dell’anno. Nel Lazio, non va meglio a Frosinone, dove i superamenti sono già arrivati a 56 giorni, la città è settima nella black list italiana per numero di giorni di sforamento dei valori del PM10.

“Stop alle auto, alle polveri sottili e al rumore, la salute dei cittadini è sempre più a rischio mentre il Colosseo e i monumenti si sbriciolano -affermano Lorenzo Parlati e Cristiana Avenali, Presidente e Direttrice di Legambiente Lazio-. Nel 2011 Roma ha raddoppiato i giorni fuorilegge per le polveri sottili rispetto all’anno precedente e si appresta a fare lo stesso nel 2012. Nelle ore di punta del mattino su Via dei Fori Imperiali transita un flusso di ben 3.400 veicoli all’ora, mentre il Comune rimane immobile, sono scomparse le domeniche a piedi, così come le strade verdi, e il Colosseo che poteva essere pedonalizzato in pochi mesi ancora rimane uno spartitraffico. Pedonalizzazioni, estensione delle zone 30 e delle ZTL, più spazio alla ciclabilità e alla mobilità dolce: l’Amministrazione smetta con le promesse e i proclami e realizzi questi semplici interventi concreti. Il problema non riguarda solo Roma -continuano i due esponenti di
Legambiente – . I 56 superamenti del limite del PM10 registrati a Frosinone a soli tre mesi dall’inizio dell’anno dimostrano quanto sia urgente in tutta la regione l’attuarsi di una politica integrata di mobilità sostenibile che includa tutto il territorio laziale in una rete virtuosa di interventi volti ad abbattere i livelli degli inquinanti atmosferici, tutelare la salute dei cittadini e preservare il patrimonio artistico”.

La città soffoca. Queste osservazioni si evidenziano anche dalle analisi compiute dall’equipaggio del Treno Verde che, con strumenti scientifici forniti da Con.Tec, una centralina portatile che consente di fare monitoraggi itineranti, ha effettuato un’ istantanea delle polveri sottili ad “altezza uomo”, camminando per le strade romane nelle giornate del 15 e del 16 marzo. Nella giornata del 15 marzo, dalle ore 17.00 alle 19.30, l’equipaggio del Treno Verde si è inoltrato nella zona tra Corso Trieste, Viale Somalia, Via Eritrea, Via Salaria e Viale Regina Margherita dove la media oraria di PM10 registrata, prossima alla soglia di legge, è stata di 49,03 mg/m3 con un 28,16 % costituito da PM2,5. La zona è assediata dalle auto, soffre la riapertura al traffico e trarrebbe un considerevole miglioramento dei livelli di inquinamento atmosferico se, al fine di favorire un sistema intermodale di trasporti più efficiente e sostenibile, fossero ripristinate le corsie preferenziali per potenziare il trasporto pubblico. Il 16 marzo, dalle 15.40 alle 17.40 i volontari di Legambiente si sono diretti nei dintorni di S. Giovanni in Laterano, Piazza Re di Roma, Appia
Nuova. Anche qui “mal’aria”: media oraria di PM 10 52,105 mg/m3 registrata con un 30,77 %
costituito da PM2,5.

Specifichiamo che il PM2,5 consiste in un insieme di particelle con diametro decisamente minori rispetto al PM10 e ancora più pericolose per la salute umana, perché riescono a penetrare nel punto più profondo del polmone. A riguardo, la normativa italiana prevede l’obbligo di misura del PM2,5 ma non fissa alcun limite di riferimento, mentre a fissarlo è la direttiva europea 2008/50/CE che stabilisce come limite annuo, e non giornaliero, 20 mg/m3. “E’ il Benzene a destare preoccupazione – dichiara Giorgio Zampetti, Responsabile Scientifico di Legambiente Nazionale -, che due giorni su tre supera la soglia di allarme per la salute umana, i valori registrati nella giornata di venerdì 16 marzo riportano valori quasi doppi rispetto al limite consentito. Ma l’allarme maggiore è sicuramente relativo alla concentrazione nell’aria delle polveri sottili (PM10), altamente dannose per la salute dell’uomo, che si sono dimostrate al di sopra della
soglia di guardia. Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo, del resto, anche i dati emersi dal monitoraggio condotto dal Laboratorio mobile di RFI confermano uno dei problemi ambientali maggiori della città di Roma: la continua e disastrosa congestione di traffico veicolare. Considerando che le automobili e in generale il trasporto su gomma – conclude Zampetti-, sono i principali responsabili, capiamo quanto sia sempre più importante, nella capitale come in tutto il Paese, ridurre il numero di veicoli in circolazione, potenziando e investendo nel trasporto pubblico”.

“Nell’arco delle tre giornate di misurazione, per quanto riguarda l’inquinamento acustico, si sono avuti superamenti del limite consentito dalla legge, di oltre 20 dB – afferma Luca Ricciardi, Responsabile del Laboratorio mobile di RFI – in particolare nelle ore notturne. Il limite di decibel relativi alla Zonizzazione Acustica in cui ricade Via Cavour, ovvero la classe III, di 60 Leq per le ore diurne e di 50 Leq per quelle notturne, è stato costantemente superato rivelando un rischio consistente per la cittadinanza esposta. Relativamente a questi limiti, si sono registrati superamenti medi di circa 12dB nelle ore diurne e di circa 22 dB nelle ore notturne. Si tenga inoltre presente che il punto di misura era adiacente all’Istituto Tecnico Leonardo da Vinci per il quale nelle ore diurne il limite di legge si abbassa di ulteriori 10 dB. La situazione acustica risulta allarmante e sottostimata in moltissime città italiane, sarebbe pertanto auspicabile e urgente – sottolinea Ricciardi-, che le Amministrazioni provvedessero a studiare tutte le misure necessarie a raggiungere ed a mantenere i livelli di inquinamento acustico al di sotto dei valori limite”.

“I 350.000 viaggiatori che ogni giorno utilizzano i treni regionali di Trenitalia Lazio risparmiano all’ambiente, in un anno, circa 250.000 tonnellate di CO2 e 140 tonnellate di polveri sottili rispetto al viaggio in auto. Per l’area metropolitana di Roma ciò equivale a una riduzione nelle emissioni di
CO2 di 700 kg e nelle emissioni di polveri sottili di 400 grammi per passeggero ogni anno. – Ha detto Lorenzo Radice, Responsabile Politiche Ambientali di FS Italiane- Le emissioni di gas serra relative ai trasporti in Italia, settore responsabile di circa un terzo delle emissioni totali, vedono il trasporto su ferro contribuire solo marginalmente (meno del 2% delle emissioni imputabili al settore dei trasporti derivano dal treno). Questo vantaggio della ferrovia, in Italia, è ancor più evidente che nel resto d’Europa grazie alla crescente elettrificazione della rete ferroviaria (oggi oltre il 72%, rispetto a una media europea del 52%). Alimentando con energia elettrica circa il 90% dei treni-, beneficiamo della composizione del mix medio nazionale utilizzato per la produzione di energia elettrica, che è già oggi per il 35% da fonti rinnovabili”. Nel 2010 Ferrovie dello Stato Italiane ha sottoscritto, assieme ad altre Ferrovie di tutto il mondo (43 imprese rappresentanti oltre il 60% del mercato ferroviario passeggeri), la dichiarazione “Mobilità e Trasporto Sostenibile” che recepisce i dieci principi del Global Compact delle Nazioni Unite. I firmatari – conclude Radice-, si propongono di diventare l’asse portante per un trasporto e una mobilità sostenibili e si impegnano a pianificare ed elaborare soluzioni innovative di trasporto con una valida, responsabile e corretta leadership”.

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Smog a Roma, emergenza sanitaria: nei primi giorni del e del 2012 polveri sottili fuori legge due giorni su tre

A Roma nel 2011 raddoppiano sforamenti per PM10, ma va male anche per Frosinone con 108 sforamento, Ceccano con 109, Colleferro con 74, Ciampino con 58, Latina con 35

Legambiente consegna “Cigno Nero” per smog al sindaco Alemanno: targhe alterne e blocchi necessari ma ora subito pedonalizzazione Colosseo, stop ai pullman in centro e alle doppie e triple file, rete corsie preferenziali per mezzo pubblico. Dalla Regione politiche coordinate antismog e poteri sostitutivi, sbagliati aumenti tariffe trasporto pubblico

Al via “Mal’Aria”, la campagna di Legambiente contro smog e traffico

Dall’inizio dell’anno le micidiali polveri sottili sono fuorilegge nella Capitale due giorni su tre (66,7%) nella centralina a Corso Francia e circa nella metà dei casi a Tiburtina (55,6%), Largo Preneste e Cinecittà (50%), con picchi incredibili misurati il 18 gennaio di 133 microgrammi per metro cubo (μg/mc) a Tiburtina, 109 μg/mc a Cinecittà e 100 μg/mc a Preneste, il doppio del limite di 50 μg/mc per la concentrazione media di PM10 nelle 24 ore. Tra il 2010 e il 2011, i giorni di superamento per il PM10 sono più che raddoppiati in quasi tutte le centraline, mentre sono triplicate nel complesso le ore di superamento del limite di legge per il biossido di azoto NO2. Ecco i dati principali del nuovo dossier di presentato questa mattina a piazza del Campidoglio da Legambiente
Lazio, ed elaborati sulla base delle rilevazioni della rete Arpa Lazio, in occasione del lancio di “Mal’aria”, la campagna ambientalista per battere l’inquinamento atmosferico e il traffico.

“Roma ha raddoppiato nel 2011 i giorni fuorilegge per le polveri sottili rispetto all’anno
precedente, unica a peggiorare tra i capoluoghi laziali, per questo assegniamo al Sindaco
Alemanno il nostro “Cigno nero” di smog, una sorta di “tapiro ambientalista” per la cattiva qualità dell’aria –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nella Capitale è sempre più difficile muoversi e respirare, la ZTL è un provvedimento più restrittivo dell’area C milanese e va rafforzata riducendo i permessi mentre si potrebbe applicare in un’area più estesa un pedaggio di ingresso per allontanare le auto dal centro e avere un beneficio nell’intera città, pedonalizzando subito l’area del Colosseo che si sgretola e ricacciando via anche i pullman turistici che scorrazzano ovunque, eliminando le tariffe agevolate per la sosta tariffata e creando una vera rete di corsie preferenziali per
potenziare il mezzo pubblico. Il Sindaco non se ne può infischiare, dopo essere stato costretto ad adottare targhe alterne e blocchi, necessari in questa situazione di emergenza smog, ora sarebbe bene per la salute dei cittadini che si convincesse pure a limitare il traffico privato impazzito.”

Fenomeni non casuali, dettati dalla disastrosa politica sulla mobilità della Giunta Alemanno esplosi in tutta la loro evidenza visto che guarda caso i 50 giorni di pioggia dell’anno 2011 sono quasi esattamente la metà dei 50 che ci furono nel 2010, mentre i giorni di superamento per le polveri PM10 sono il doppio. Dall’inizio dell’anno, in soli diciotto giorni, sono già 70 nel complesso gli episodi di superamento dei limiti di legge, con il primato a Corso Francia, con già 12 superamenti, ossia due giorni su tre fuorilegge (66,7% dei giorni), seguito da Tiburtina con 10 (55,6% dei giorni), Largo Preneste e Cinecittà con 9 superamenti ciascuna (50% dei giorni). Complessivamente tra il 2010 e il
2011, gli episodi di superamento dei limiti di legge per il PM10 passano da 239 a 513 (+114,6%), con 69 giorni fuorilegge a Tiburtina (erano 39 nel 2010), 68 a Francia (erano 38 nel 2010) e 62 a Preneste (erano 35 nel 2010). L’incremento maggiore si registra a Malagrotta, dove i superamenti passano da 4 a 27 (+575%) e Bufalotta (+362,5%). Segue Villa Ada (+200%), che preoccupa molto, visto che è la centralina che registra il fondo urbano e conferma, quindi, un peggioramento complessivo della qualità dell’aria in città. Anche i valori del biossido di azoto NO2 non sono da meno, il valore limite fissato dalla normativa è di 200 μg/mc come concentrazione massima oraria, mentre a Fermi è arrivata pochi giorni fa a 336 μg/mc, Magna Grecia a 324 μg/mc e Tiburtina a 308 μg/mc, e tra il 2010 e il 2011, nel complesso sono triplicate le ore di superamento del limite di legge per il biossido di azoto NO2.

Nel resto della Regione non si può certo sorridere. Nella provincia di Frosinone nel 2011 gli episodi di superamento sono giunti a quota 529, ad eccezione della centralina di Fontechiari in tutte le altre il limite è stato superato per decine di giorni: a Ceccano gli sforamenti sono stati incredibilmente ben 109 e a Frosinone scalo 108, ad Alatri 77, a Cassino 68 e a Ferentino 65. Nella provincia di Roma. la situazione più preoccupante si registra a Colleferro con 74 giorni fuorilegge, grazie al mix tra le emissioni industriali e stradali, ma è da evidenziare anche la situazione dei 58 superamenti di Ciampino,
dove il traffico aereo fa la sua parte. Rieti rimane la provincia meno inquinata, con 25 sforamenti totali tra il capoluogo e Leonessa. Segue Viterbo, dove Civita Castellana svetta con 29 superamenti, mentre la provincia di Latina continua nel suo trend negativo arrivando a 70 giorni di superamento nel complesso dei quali 35 a Latina. Anche fuori dalla Capitale il 2012 si apre male: il 18 gennaio a Frosinone scalo si registravano ben 172 μg/mc di PM10 nella media sulle 24 ore e a Ceccano ben 170 μg/mc, con un continuo superamento dei limiti di legge che a Ceccano nel 2012 sono già 16 (88,9%) e a Frosinone scalo già 15 (83,3%).

“Con Mal’aria chiediamo nuovi provvedimenti per contrastare i picchi di PM10 e tutelare la salute dei cittadini, l’emergenza è grave ed è tipo sanitario, colpisce i cittadini grandi e piccoli. Targhe alterne e blocchi totali sono giusti e necessari, vanno coordinati dalla Regione in tutto il Lazio anche esercitando poteri sostitutivi, ma soprattutto servono inserirsi in una politica quotidiana di riduzione delle auto in circolazione a Roma e nel Lazio –ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per questo ci preoccupano molto gli aumenti delle tariffe del trasporto pubblico dell’Atac, delle ferrovie, del Cotral, sono una scelta sbagliata proprio nel bel mezzo della crisi e non è nemmeno certo che almeno tutti i maggiori introiti vadano a coprire investimenti per
migliorare il servizio. Nella Capitale doppie e triple file sono sempre più presenti, insopportabili e pericolose, delle nuove tramvie e dell’8 a Termini s’è persa traccia, tante belle parole si dicono sulle isole pedonali e sulle piste ciclabili ma non se n’è visto un metro in più, il bike sharing è scomparso dalla città e il car sharing non decolla.”

Sul fronte sanitario, il recente studio Aphekom evidenzia che se nella Capitale la concentrazione media annuale di polveri sottili PM2.5 si riducesse a 10 microgrammi per metro cubo (il livello raccomandato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità) sarebbero evitate un incredibile numero di 1.278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro.

Per questo Legambiente ha stimato che nella Capitale spostando 65mila passeggeri
dall’automobile alle ferrovie locali in ingresso a Roma, si otterrebbe una riduzione di ben 29,9 tonnellate di PM10 e di 343 tonnellate di ossidi di azoto Nox. Nel Lazio, con un incremento del 25% dei passeggeri (+133.635), le PM10 nel complesso si ridurrebbero di 61,5 tonnellate e fino a 102,7 tonnellate con un incremento del 40%, mentre per gli ossidi di azoto, la riduzione sarebbe di 705 tonnellate con un incremento del 25% dei passeggeri e di 1.779 tonnellate nel secondo scenario (+40%). Numeri molto realistici se dopo troppi anni, il famoso progetto nazionale dei “mille nuovi treni pendolari” andasse finalmente in porto. Per battere l’emergenza, infine, Legambiente rilancia la
ricetta da coordinare a scala regionale, e costituita da due giorni a settimana di targhe alterne fino a Marzo, nuovi blocchi totali della circolazione sia programmati che dopo cinque giorni consecutivi di superamento dei limiti di legge per le polveri sottili, nel primo giorno utile (feriale o festivo che sia) e più controlli.

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