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2014/03/25 – “Riduce e Ricicla”, oltre 2500 studenti coinvolti nella gara di virtuosità per la riduzione dei rifiuti in più di 90 classi a Roma e provincia |FOTO|

“Puntare su riuso e riciclo per un ciclo virtuoso dei rifiuti. Si moltiplichino momenti di educazione ambientale con le scuole”

Sono oltre 2500 gli studenti che partecipano a “Riduce e Ricicla”, il progetto sulla riduzione e il riuso dei rifiuti realizzato da Legambiente Lazio con il contributo della Provincia di Roma e la collaborazione di Yourec, che ha coinvolto più di 90 classi tra Roma e provincia. Ieri mattina centinaia i ragazzi coinvolti nella giornata conclusiva con attività di educazione ambientale con la Scuola Primaria “Angelica Balabanoff”, l’Istituto Comprensivo Statale “Luigi Di Liegro” (ex Via Cortina) e l’Istituto Comprensivo “Via Casal Bianco” alla quale hanno partecipato tra gli altri Valentina Romoli vice presidente di Legambiente Lazio, Pierpaolo De Lauro e Rossella Santoro di YouRec. Nella mattinata di oggi iniziativa a Ponte Milvio e nei prossimi giorni le ultime attività in provincia di Roma.

“Bisogna puntare su riuso e riciclo dei materiali per ridurre la produzione stessa dei rifiuti, uno dei principali problemi legati agli scarti solidi urbani -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Troppo spesso oggetti ancora in buono stato o addirittura nuovi finiscono nei cassonetti e quindi in discarica, mentre potrebbero essere riutilizzati da qualcun altro. Si inizi dalla scuola a lavorare sui piccoli gesti quotidiani che fanno bene all’ambiente, i bambini hanno una naturale propensione verso queste tematiche e hanno un ruolo di traino delle famiglie e dell’intera comunità”.

Hanno partecipato alla gara asili, scuole primarie e secondarie di primo grado del IV e XV Municipio di Roma e istituti scolastici a Camerata Nuova, Trevignano Romano, Marino e Anzio nel territorio della provincia. Per 30 giorni, studenti, insegnanti ma anche le loro famiglie hanno messo in campo azioni quotidiane e concrete. Raccolta differenziata e riutilizzo in chiave nuova di oggetti dimenticati, ma anche baratto online. Con l’iniziativa “10 e lode in riciclo”, sul portale Yourec.it hanno reso disponibili gratuitamente gli oggetti di cui volevano disfarsi perché inutili anche se ancora in buono stato. I partecipanti hanno così ottenuto “ecomonete” che in questo caso hanno consentito di accumulare punti utili per la gara. Il portale è attivo e aperto a tutti per scambiare oggetti che altrimenti finirebbero in discarica e dare loro nuova vita spendendo le “ecomonete” nel catalogo premi del portale.

“Dopo tanti anni di lavoro sulla raccolta differenziata si avviino dinamiche educative su riduzione e riuso in modo che tutti i soggetti che propongono le nuove strade sui rifiuti siano coinvolti ancora in momenti formativi scolastici –dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Si moltiplichino le iniziative di coinvolgimento ad ogni grado di istruzione e su tutto il territorio della nostra regione.”

I vincitori del progetto, le classi che hanno messo in campo le migliore strategie di riduzione dei rifiuti, ricevono i premi messi in palio dalle eco aziende partner della community di YouRec, realtà che si distinguono per la produzione di oggetti realizzati con materiali di recupero come le borse create da Dim design Lab con vecchie moquette e cinture di sicurezza delle auto agli astucci realizzati con le camere

d’aria dall’azienda Hell’s Kitchen, panche in cartone realizzate da Amavis e sgabelli i firmati da Ecocentriche per gli istituti scolastici fino a cornici con mosaici di recupero firmate Eco-lab di Giorgia Palombi e la scultura Rianimarte di Sabrina Ventrella.

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Legambiente alla Festa del Terzo Settore nella giornata sull’ambiente

Legambiente alla Festa del Terzo Settore nella giornata sull’ambiente: “Su rifiuti, Regione rifaccia il piano, lanci un programma per la prevenzione e il riuso, investa su progetti mirati per la differenziata porta a porta”
“Nel Lazio bisogna rifare il piano regionale rifiuti, lanciare un programma per la prevenzione e il riuso, investire su progetti mirati per la differenziata porta a porta e gli impianti per il riciclaggio, abbandonando l’inutile commissariamento. Sono queste le priorità perché la Regione Lazio esca da una gestione disastrosa tutta puntata su discariche e inceneritori –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, tra i relatori del convegno su “Recupero, Riciclo, Riuso: salvaguardia dell’ambiente e risorsa per lo sviluppo” organizzato dal Forum del Terzo Settore nell’ambito di “Estate Tuscolana”, manifestazione che si tiene negli spazi di Via Tuscolana 2068 (km 13,5)-. Nel 2012 nel Lazio la differenziata è ferma ancora al 22,1%, siamo lontanissimi dagli obiettivi di legge e ben al di sotto della media nazionale, secondo gli ultimi dati del Rapporto Ispra. A Roma e in tutta la regione serve una nuova gestione dei rifiuti basata sulla raccolta differenziata porta a porta, è questo il modello vincente dei 1.100 Comuni ricicloni italiani, non serve inventarsi niente di  uovo, va solo trovata la maniera più intelligente per applicarlo, usando gli oltre 700 milioni di euro che i cittadini versano nella Capitale con la tariffa e anche i 130 milioni di euro che la Regione vuole investire nel Lazio in questa direzione. La Regione deve pianificare un percorso e soprattutto fissare obiettivi e tempi, coinvolgendo Province, Comuni, imprese e parti sociali. In questo senso, bisogna prevedere interventi concreti per la prevenzione e la riduzione dei rifiuti a monte, con un protocollo che metta in campo buone pratiche,
vanno anche realizzate le isole ecologiche con gli spazi per il riuso e costruiti i necessari impianti per gestire la raccolta differenziata. I cittadini sono pronti e hanno tanta voglia di far bene, occorre venire loro incontro per raggiungere grandi risultati e puntare finalmente davvero su un’economia verde per modernizzare il Lazio e uscire dalla crisi.”

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Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma

Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma
Sono Castelnuovo di Porto, Cave e Allumiere i Comuni Ricicloni 2013 di Legambiente per la Provincia di Roma, secondo la prima indagine sulle buone pratiche di gestione dei rifiuti in questo territorio sul modello del famoso premio nazionale, presentata stamattina a Palazzo Valentini e realizzata con il contributo dell’Amministrazione provinciale. Sono questi i tre Comuni dell’ambito provinciale a superare nel 2012 l’obiettivo minimo del 65% di raccolta differenziata fissato dalla legge. Nel dettaglio Castelnuovo di Porto guadagna il podio con una percentuale di raccolta differenziata pari al 79,42%, seguito da Cave con il 66,02% e da Allumiere con il 65,4%. Premio “Start Up” per aver implementato un nuovo sistema di raccolta di rifiuti urbani nel corso del 2012 con ottimi risultati fin da subito a Castel Madama (passato in tre mesi dal 51 al 73%) e Morlupo (passato in tre mesi dal 17,4 al 74,02%).

Hanno preso parte all’indagine, fornendo su base volontaria i dati richiesti relativi all’anno 2012, circa un quarto dei Comuni (23,14%, ossia 28 amministrazioni su 121), di un territorio nel quale vive la maggior parte della popolazione residente in provincia (3.392.651 abitanti sui complessivi 4.194.068, l’80,9%), e si producono complessivamente ben 1.990.589 tonnellate di rifiuti urbani, il 75% sulla produzione dell’intero territorio provinciale e il 58% di quello regionale, ossia una produzione pro capite media di 586,74 chilogrammi per abitante di immondizia, ben al di sopra della produzione nazionale. I Comuni partecipanti all’indagine nel 2012 hanno avviato a riciclaggio 512.154 tonnellate di materiali, nella maggior parte dei casi attraverso il sistema domiciliare.

“Si moltiplicano le esperienze di buona gestione dei rifiuti, di porta a porta per la differenziata con risultati ottimi, ma c’è davvero ancora molto da fare, serve molto impegno da parte della Regione, ma soprattutto nella Capitale con la nuova amministrazione –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il nuovo governo della Regione Lazio può fare molto esportando il modello virtuoso maturato in questi anni nella Provincia di Roma, investendo i 130 milioni di euro fermi nelle casse regionali su progetti mirati con i Comuni e le province. Il porta a porta è il modello vincente e va esteso in tutto il territorio, fondando un nuovo ciclo virtuoso che
batta discariche e inceneritori, rimettendo mano al piano rifiuti regionale e puntando su impianti per gestire la raccolta differenziata.”

Un riconoscimento “Sulla strada giusta!” è stato, poi, assegnato da Legambiente ad altri 13 Comuni che, pur non rispettando gli obiettivi di legge, hanno intrapreso una buona strada attestandosi attorno al 50% di raccolta differenziata: Sacrofano (63,9%), Anguillara Sabazia
(59,8%), Ariccia (59,13%), Ciampino (58,56%), Canale Monterano (57,4%), Monte Porzio Catone (56,5%), Campagnano di Roma (55,13%), Trevignano Romano (54,62%), Zagarolo (52,73%), Castel Madama (52,07%), Guidonia Montecelio (50,75%), Formello (50,36%) e Montelanicoappena sotto (49,11%).

Non tutto è solo raccolta differenziata, anzi i sistemi di riduzione dei rifiuti contano molto. Nel 70% dei Comuni partecipanti sono state distribuite compostiere da giardino per incentivare la corretta gestione dei rifiuti organici, anche se l’intervento ha riguardato solo lo 0,94% delle utenze domestiche totali presenti nei comuni partecipanti. Il 92% dei Comuni ha una piattaforma ecologica a supporto del sistema di raccolta dei rifiuti urbani, mentre solo il 57,14% dei Comuni è dotato di punti di erogazione di acqua alla spina, solo per 3 Comuni è presente quello del latte. Il 17,86% dei Comuni ha incentivato l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili presso le mense comunali o
distribuisce sporte riutilizzabili e compostabili. Solo il 7,14% dei comuni usa stoviglie riutilizzabili a feste e sagre e ha sottoscritto accordi con rivenditori per il recupero di alimenti freschi. Male sull’approvvigionamento dei prodotti: in soli 6 comuni sono  regolamentati gli acquisti verdi, acquisti di beni e servizi a ridotto impatto ambientale, nei capitolati e bandi di gara.

“L’unico modo per combattere le discariche è renderle l’opzione più dispendiosa per le amministrazioni attraverso un uso migliore dello strumento dell’eco tassa regionale – ha dichiarato Stefano Ciafani, vice presidente di Legambiente-. Dobbiamo ridurre i costi del ciclo
dei rifiuti potenziando la raccolta differenziata, implementando l’impiantistica a livello regionale e attivando strumenti di condivisione delle decisioni con la cittadinanza locale.”

Hanno preso parte all’incontro, tra gli altri: Clara Vaccaro, Sub Commissario Vicario Provincia di Roma; Michele Civita, Assessore alle Politiche del Territorio, della Mobilità e dei Rifiuti della Regione Lazio; Cristiana Avenali Consigliera Regione Lazio; i Sindaci e Assessori all’ambiente dei Comuni Ricicloni; Stefano Ciafani, Vice Presidente Legambiente; Gianluca Bertazzoli, Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne di Corepla; Gianluca Cencia, Direttore Federambiente; Sara Dello Ioio, Responsabile COMIECO Regione Lazio; Demetrio De Stefano, Direttore Generale A mbi.en.te SpA; Marta Giovanna Geranzani, Servizio Recupero e riciclaggio
rifiuti Comune di Roma; Maddalena Gesualdi, responsabile energia e rifiuti Legambiente Lazio; Claudio Vesselli, Dirigente Dipartimento IV Provincia di Roma.

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Rifiuti, Legambiente: stop estensione nuovo modello raccolta differenziata stradale, il sistema non funziona. Subito porta a porta in tutta Roma. Assessore convochi associazioni e comitati.

Rifiuti, Legambiente: stop estensione nuovo modello raccolta differenziata stradale, il sistema non funziona. Subito porta a porta in tutta Roma. Assessore convochi associazioni e comitati.
“Stop all’estensione del nuovo modello di raccolta differenziata stradale in altri cinque Municipi della Capitale, il sistema avviato nel quarto Municipio non funziona affatto, non si può pensare di esportarlo da nessuna parte -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, in merito alla notizia dell’estensione dal prossimo giugno del nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti in cinque municipi della capitale VIII, XII, XV, XVII e XVIII-. Sul disastro della raccolta dei rifiuti nel Municipio 4, Legambiente e i comitati hanno raccolto centinaia di fotografie, fatto decine di segnalazioni di cassonetti stracolmi e circondati dai rifiuti dei cittadini che non sanno dove buttare la loro spazzatura, anche se ben differenziata. La situazione è disastrosa, il cosiddetto nuovo modello è già fallito, le strade sono invase di rifiuti da settimane, il Comune deve allargare a tutta Roma il porta a porta piuttosto che continuare a riproporre raccolte stradali con cassonetti. Chiediamo all’Assessore all’Ambiente di convocare associazioni e comitati prima di far partire qualsiasi nuova folle e disastrosa ipotesi.”

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Patto differenziata: bene nuovi fondi, ma su piano ennesimo rinvio.

Patto differenziata, Legambiente: bene nuovi fondi, ma su piano ennesimo rinvio. No scelta nuova discarica a ferragosto.
“Avevamo salutato con attenzione il patto per Roma sulla differenziata, ma sono passati due mesi e di concreto ci sono solo i soldi della Regione e del Ministero, per il resto la firma di oggi rinvia tutto al 15 settembre e dopo -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il tavolo con le associazioni e le parti sociali doveva riunirsi entro giugno, poi luglio, alla fine non si è mai riunito, d’altronde se i programmi di lavoro saranno realizzati entro il 15 settembre è evidente che per ora non c’é niente da discutere. Gli obiettivi del porta a porta, che da sempre chiediamo, per almeno due milioni di cittadini sono importanti, ma se non si parte mai si arriva, è una strategia dilatoria sui pezzi più importanti del ciclo dei rifiuti che premia discariche e inceneritori. Dopo la nuova assurda proroga per la discarica di Malagrotta e gli errori clamorosi su Corcolle, Riano e Fiumicino, ci aspettiamo che il commissario e tutte le istituzioni evitino qualsiasi blitz di ferragosto per la scelta del nuovo sito.”

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Rifiuti, Legambiente: dopo bocciatura commissione parlamentare basta commissariamenti

Comuni Ricicloni 2011: nel Lazio solo in sei superano la soglia del 65% nella raccolta differenziata, Roma senza progressi bocciata tra le grandi città, assenti
anche gli altri capoluoghi di provincia laziali. Ma allora, che fine fanno i soldi che stanzia la Regione?
Oriolo Romano (Vt), Castelnuovo di Porto (Rm), Sacrofano (Rm), Nepi (Vt), Campodimele (Lt) e Allumiere (Rm): sono solo 6 su 378 i “Comuni Ricicloni” del Lazio secondo Legambiente, quelli
che già nel 2011 hanno superato il 65% di raccolta differenziata, anticipando di un anno l’obiettivo stabilito per tutti i comuni italiani secondo la legge. Bocciata Roma, dove la raccolta differenziata tra sistema misto e scarsa volontà continua a non decollare, con gli altri capoluoghi di Provincia che restano decisamente indietro. Nel giorno in cui la relazione della Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti boccia in modo totale e grave la gestione dell’emergenza rifiuti nella Capitale, Legambiente mette un ulteriore carico sulla gestione della spazzatura nel Lazio.

“La relazione parlamentare usa parole pesanti come macigni, basta con il dannoso, inutile e costoso commissariamento -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio, però, c’è anche altro che non torna, il bottino di bravi Comuni ricicloni è davvero troppo magro, ci chiediamo, allora, che fine abbiano fatto i tanti soldi che da quattro o cinque anni stanzia la Regione proprio per la differenziata, circa 35 milioni che vanno a finire nelle casse delle province e del Comune di Roma, soldi che per esempio in provincia di Roma vengono messi a bando per il passaggio al porta a porta con qualche risultato che infatti si vede anche tra i Comuni ricicloni, ma nelle altre province e nella Capitale che fine fanno tutti quei denari? Se non arriveranno le risposte, chiederemo di verificare alla Corte dei Conti.”

Tra le note positive, Oriolo Romano, in provincia di Viterbo, miglior comune riciclone dell’intero Centro Italia tra quelli con meno di 10mila abitanti e vanta una percentuale di differenziata che va
oltre il 78% per i suoi 3.789 abitanti ed un indice di buona gestione -non legato solo alla differenziata, ma l’azione a tutto campo nella gestione dei rifiuti, dalla produzione, a riduzione e riciclo- del  7,35, che hanno permesso di risparmiare 131,8 kg pro-capite di anidride carbonica (CO2). A seguire Castelnuovo di Porto (Rm) che si posiziona al 4° posto della classifica con 79,1% di raccolta
differenziata e un indice di buona gestione del 70,79; Sacrofano (Rm) si attesta al 19° posto con il 68,3% di differenziata e un indice del 57,84; Nepi (Vt) al 66,8% e un indice del 56,32 (22° posto),
Campodimele (Lt) al 25° posto con il 67,5% di differenziata e un indice del 55,42, Allumiere (Rm) al 28° posto con il 69,2% di raccolta differenziata e un indice del 54,04. Complessivamente, le buone pratiche di gestione dei rifiuti dei Comuni ricicloni laziali hanno permesso di non immettere in atmosfera ben 3.290.310 kg di anidride carbonica in un anno. Nessun capoluogo, nel Lazio e nel centro Italia, ha superato il 65% di raccolta differenziata, quota richiesta per legge solo nel 2012. A fronte dei 7 comuni dello scorso anno, nel 2012 il Lazio ha visto 6 comuni aggiudicarsi i premi, un triste 1,6% sul totale di 378 Comuni.

Nelle grandi città siamo spesso oltre la sperimentazione, ma Roma resta ferma al palo del 25% circa, secondo recenti dati AMA, scandalosamente in “emergenza pattume”. Milano è stabile
attorno al 34% e nell’autunno 2012 avvierà la raccolta dell’organico da cucina in alcuni quartieri, Salerno con il 68% di raccolta differenziata mantiene alti i numeri del sud, Torino supera in media il 40% di raccolta grazie al porta a porta in alcuni quartieri. Nel Paese nel complesso il risultato è positivo. Se ai 1.123 comuni ricicloni (1 comune su 7 pari al 13% dei comuni italiani)
aggiungessimo i 365 che hanno comunque superato il 60% di raccolta differenziata richiesto dalla normativa per il 2011, arriveremmo alla quota di 1.488 comuni in regola con la legge dello Stato (1 Comune su 5 pari al 18% dei comuni italiani). E’ il Nord Italia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti, con Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno.  Nel Lazio altri riconoscimenti, nell’ambito dell’edizione 2012 di Comuni Ricicloni, riguardano il Comune di Colleferro (Rm), premiato dal CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio) come miglior Comune dell’area Centro Italia nella raccolta e trattamento dell’alluminio (kg/abitante 0,570); il Comune di Ciampino (Rm), miglior Comune Riciclone 2012 per il centro Italia per la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica (I risultati sono ottimi, grazie al porta a porta). Menzione speciale “Teniamoli d’occhio” per Sabaudia (Lt). Un contesto nel quale Legambiente commenta con amarezza le anticipazioni emerse della relazione della commissione parlamentare: “situazione aggravata, nessuna verifica sui siti, analisi inadeguate, incapacità di trovare alternativa a Malagrotta”. E addirittura “Il sistema di smaltimento (…) si è semplicemente trasformato, per taluni, in un business tanto più conveniente quanto più gli enti preposti non hanno realizzato un ciclo integrato dei rifiuti. La situazione (…) presenta connotazioni paradossali.”

“La commissione dipinge un quadro fosco e gravissimo, nel quale il problema vero rimane Roma che ha provato a fare scarica barile sulla discarica con danni davvero rilevanti anche sul fronte
economico, mentre continua in modo colpevole a dormire piuttosto che correre per la differenziata porta a porta -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio–. E’ molto grave la denuncia della commissione sugli errori e le lacune nell’individuazione dei sette siti da parte della Regione, abbiamo sostenuto da subito che le carte non stavano in piedi ed è ancora più assurdo che si continui purtroppo ancora a parlare di quei siti. Ormai è oltremodo chiaro che la differenziata è la soluzione, ma il piano per Roma del Ministro Clini è finito nel cassetto, nemmeno firmato dal Comune di Roma. Servono anche impianti, non nuovi inceneritori o TMB, ma linee per il compostaggio e per il riciclaggio della carta, del vetro, della plastica e di tutti i materiali, così come il trattamento dei rifiuti deve essere orientato a recuperare i materiali piuttosto che a produrre inutile CDR da bruciare. Ci sono tutte le tecnologie e anche i soldi non mancano, visto che la sola Capitale dalla tariffa rifiuti nel 2012 ricaverà ben 719 milioni di Euro, ma a questo punto è sempre più evidente che a mancare è la volontà.”

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