Tag Archive rifiuti

Applicare Piano rifiuti senza tentennamenti né deroghe

PREMIARE E DIFFONDERE BUONE PRATICHE RIDUZIONE, COME 10 AZIONI PROVINCIA DI ROMA PRESENTATE OGGI O SCELTE DEI COMUNI RICICLONI NON È ACCETTABILE LA COMPRESENZA DI UN “PIANO B” PARALLELO CHE CONTA SUL FALLIMENTO PER DARE LA STURA A NUOVI IMPIANTI E VECCHIE DISCARICHE

“Far esordire il nuovo Piano rifiuti del Lazio mettendo le mani avanti con la richiesta di un deroga sulla raccolta differenziata non è certo il modo per partire con il piede giusto. Il primo impegno dovrebbe essere infatti quello di mettere in campo ogni sforzo, sul piano della strategia, della gestione e degli investimenti, per concentrarsi sul raggiungimento di un obiettivo ambizioso. È inaccettabile il tentativo di contemplare in via preventiva una sorta di ‘Piano B’ (chiamato eufemisticamente ‘scenario di controllo’) che, quasi augurandosi il fallimento degli obiettivi prefissati di riduzione dei rifiuti, è pronto a dare la stura alla vecchia e insostenibile logica impiantistica: nuovi inceneritori e allargamento delle discariche. Una linea fondata per altro su numeri irragionevoli, perché se non si invertono in tempi rapidi le quote percentuali dei quantitativi raccolti ‘tal quale’ e di quelli avviati alla differenziata (secondo gli ultimi dati disponibili nel Lazio attualmente inchiodata al 12,9%) non ci sarà impianto in grado di reggere l’impatto e la nostra Regione ripiomberà con gravissimi rischi all’anno zero”. È quanto afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, a margine dell’incontro sul progetto di cooperazione internazionale “Juan Cacharpa” a sostegno dei classificadores che lavorano nelle discariche in Uruguay, presentato questa mattina alla Città dell’Altra Economia di Roma in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

“Il nuovo Piano del Lazio, ad una prima valutazione, pone obiettivi interessanti e comunque previsti dalla normativa nazionale. Per non farlo rimanere sulla carta, come avvenuto con i tanti Piani del passato, è necessaria però la massima chiarezza sulla sua attuazione: azioni, tempi, strategie, investimenti e coinvolgimento degli enti locali –sottolinea Cristiana Avenali-. Proprio da questi
ultimi viene l’esempio di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti come le dieci azioni lanciate oggi dalla Provincia di Roma o quelle dei tanti Comuni ‘ricicloni’ del Lazio, che vanno premiate e diffuse. Negli stessi quartieri di Roma dove è stato attuato il modello di raccolta ‘porta a porta’ la differenziata ha raggiunto il 65%. La strada per una corretta e moderna governance dei rifiuti dunque esiste ed è già tracciata: la Regione pensi a seguirla senza tentennamenti piuttosto che concentrarsi sulle deroghe”.

Con lo slogan “Ridurre si può” proseguono intanto gli appuntamenti della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti. Questa mattina alla Città dell’Altra Economia si è svolta una partecipata iniziativa promossa da Legambiente Lazio in collaborazione con l’associazione ReOrient e il Municipio I. Gli alunni delle scuole primarie del centro storico sono stati coinvolti in laboratori didattici con mostra sui rifiuti e proiezione del video sui “classificadores” dell’Uruguay. Sempre nella Capitale un’altra iniziativa organizzata da Legambiente Lazio si è già svolta ieri con
gli scolari della Media “Parri”, mentre questa sera, alle 18, i volontari del Circolo Legambiente Città Futura distribuiranno materiale informativo e borse in tela in sostituzione delle tradizionali buste di plastica ai frequentatori della Libreria Rinascita di viale Agosta 36. Nel fine settimana appuntamento a Rieti, dalle 9 alle 20 presso gli Archi del Vescovado, con stand informativi, raccolta di firme per la petizione “Stop ai sacchetti di plastica” e laboratorio didattico sulla riduzione “Occhio al rifiuto!”. Si potrà infine partecipare a “Vota il sacco”, per scegliere lo shopper preferito tra la borsa riutilizzabile, il sacchetto in carta e lo shopper in mater-bi.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , ,

Guidonia, la discarica si allarga ma Legambiente, associazioni e comitati ricorrono al TAR

I lavori per allargare la discarica di Guidonia sono già purtroppo in corso, ma Legambiente non molla e con associazioni e comitati ricorre al TAR contro l’impianto di trattamento di rifiuti urbani da realizzare in quell’area, che servirà solo a protrarre ancora il problema della discarica. Legambiente Lazio, il circolo Legambiente di Guidonia, l’Associazione “Amici dell’Inviolata”, l’Associazione culturale “Insieme fra la Gente”, il “Comitato Cittadino di Marco Simone” hanno, infatti, presentato un nuovo ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio per ottenere la pronuncia di nullità, ovvero di annullamento, della Determina 1869 del 2 agosto 2010 con la quale è stata concessa l’Autorizzazione Integrata Ambientale al progetto presentato dal Consorzio Laziale Rifiuti (CO.LA.RI.) per la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico-biologico di rifiuti urbani non pericolosi da localizzarsi nel Comune di Guidonia Montecelio, località Inviolata (Roma).

Il nuovo ricorso al Tar delle Associazioni -che già si erano schierate conto il Decreto Commissariale n.93 del 16 ottobre 2007 che prevedeva un impianto di trattamento di rifiuti nel Parco dell’Inviolata- è un ulteriore passo della lunga lotta per chiudere definitivamente il capitolo della discarica dell’Inviolata e per mettere in atto una strategia moderna, efficace, efficiente, economicamente e ambientalmente sostenibile per la soluzione del problema dei rifiuti. “Purtroppo avevamo ragione noi, i lavori per allargare la discarica dell’Inviolata sono in corso, la nuova buca è scavata e il telo in plastica posato. Gli abitanti di Guidonia sono stati presi in giro ancora una volta. È proprio vero: l’impianto di trattamento rifiuti che non abbiamo mai voluto protrarrà per molti anni il problema della discarica –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Ma non ci arrendiamo, per chiudere davvero quella ferita, abbiamo deciso di ricorrere nuovamente al Tar: percorriamo la via dei tribunali in assenza delle scelte della politica per porre con forza il problema. La via da seguire è chiaro che è un’altra, quella della raccolta differenziata domiciliare, eliminando i cassonetti dalle strade e raccogliendo anche l’organico, riducendo così davvero il residuo a numeri ben più piccoli di quelli in discussione. Nelle prossime settimane analizzeremo il Piano rifiuti regionale per verificare che preveda davvero obiettivi, tempi e investimenti in questa che è l’unica direzione possibile”. La discarica dell’Inviolata, in località “Quarto dell’Inviolatella”, è nata fuorilegge, poi divenuta temporanea ed estesa più e volte in un territorio che negli anni ha visto crescere la popolazione con decine e decine di migliaia di persone che oggi vi abitano a ridosso. Già nel 1986 fu affidata dall’amministrazione comunale la concessione per disinquinare e bonificare il sito, poi in seguito fu ancora l’amministrazione comunale a rilasciare la prima autorizzazione temporanea a gestire l’invaso. La discarica ha goduto di continue proroghe sulla base della dichiarazione di stato di emergenza rifiuti della Regione Lazio. Poiché nel frattempo la discarica è diventata una montagna di rifiuti alta 147 metri sul livello del mare, è stato autorizzato un sesto invaso alla base della collina aggravando le problematiche ambientali e di nocività per i cittadini.

L’autorizzazione concessa prevede anche la costruzione di un impianto di trattamento di rifiuti indifferenziati da 190.000 tonnellate e di un impianto di trattamento della frazione organica dei rifiuti da 27.000 tonnellate. Da questi due impianti esce solo una minima quota di materiali ferrosi recuperabili. Il resto dei materiali in uscita consiste in circa 40.000 tonnellate annue di Combustibile Derivato dai Rifiuti (CDR) da incenerire e un “residuo” di circa 120.000 tonnellate, tra Frazione Organica Stabilizzata (FOS) e residuo vero e proprio (sovvalli) con la necessità di aprire ulteriori invasi in cui riversare, per i prossimi 30 anni, il 65% circa dei rifiuti trattati. L’attuale ricorso si lega al precedente che riteneva illegittima l’autorizzazione ad aprire un impianto di trattamento rifiuti e relativa discarica all’interno di un Parco Archeologico. Quella della discarica dell’Inviolata è una storia assurda: sin dall’inizio degli anni Novanta il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali espresse parere negativo alla localizzazione, mentre nel 1996 istituendo il Parco la legge regionale affermava l’incompatibilità della discarica e ne disponeva la rapida chiusura con bonifica del territorio. Nel 1999 la Soprintendenza Archeologica del Lazio scriveva che “allungare i tempi di utilizzo dell’impianto di discarica comporta un indubbio danno ulteriore al Parco Archeologico e all’ambiente circostante”. Se ciò non bastasse, con due righe nella Finanziaria 2005 fu sostituita l’originaria cartografia del Parco tagliandone il perimetro per lasciare fuori la discarica e lo spazio necessario per l’impianto.

“Coerenti con il nostro pensiero in tema di soluzione del problema dei rifiuti abbiamo deciso di impugnare questa Determina che approva impianto e nuove discariche che andranno a danneggiare 30 ettari di territorio del Parco, un’area protetta di grande valore per i cittadini di questo comprensorio –dichiara Stefano Roggi, presidente del Circolo Legambiente Guidonia- Ribadiamo che, anche dal punto di vista economico, l’investimento per un impianto di tale portata è in aperto conflitto con l’obbligo di attuare progetti la raccolta differenziata e che, come prescrive la normativa, i sistemi di raccolta e smaltimento devono essere efficienti, efficaci ed economici. La logica dell’impianto a cui ci opponiamo è quella di ricorrere in eterno alla combustione e all’interramento di grandi quantità di rifiuti, una strada in controtendenza rispetto allo sviluppo sostenibile e onerosa dal punto di vista economico. Per l’ennesima volta i nostri atti concreti sconfessano le affermazioni infondate del Sindaco di Guidonia che, in più occasioni e persino in Consiglio comunale, ha erroneamente affermato che Legambiente era ‘favorevole’ all’impianto”.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , ,

Quadro inquietante su contaminazione Malagrotta: disattesi per anni gli interventi di messa in sicurezza

EMERGENZA INQUINAMENTO FALDE IDRICHE VA AFFRONTATA E RISOLTA SUBITO MA SENZA ACCELERAZIONI STRUMENTALI SU SCELTA NUOVO SITO DI DISCARICA

“Emerge un quadro inquietante sull’inquinamento delle falde a Malagrotta, con interventi di messa in sicurezza previsti dalle istituzioni che il gestore della discarica avrebbe disatteso per molti anni, con danni ai romani tutti da verificare, interventi che ora speriamo sia costretto a fare a sue spese, dopo la necessaria ordinanza del Comune di Roma”. Lo afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “Nelle prossime settimane, mentre la Magistratura farà il suo lavoro, vigileremo assieme ai comitati e nell’ambito del nuovo tavolo di confronto istituito. Questa emergenza va affrontata e risolta subito – prosegue Parlati – con la messa in sicurezza del sito e verificando anche se sia compatibile continuare a conferire rifiuti, ma con chiarezza: non saremo disponibili a nessuna accelerazione strumentale sulla scelta del nuovo sito di discarica, che riteniamo dovrà essere pubblica e nel territorio della Capitale, vagliando scientificamente i luoghi secondo i criteri di legge”.

SCARICA IL PDF

Tags, , ,

Allarmante inquinamento falde a Malagrotta

I RISULTATI DEL MONITORAGGIO SVOLTO DA ARPALAZIO: PEGGIORA LA CONTAMINAZIONE DELLE ACQUE SOTTERRANEE LIVELLI DI FERRO, MANGANESE, NICHEL  FUORILEGGE METTERE SUBITO IN SICUREZZA LA MEGA DISCARICA 

“È allarmante il quadro che emerge dalla relazione di Arpa Lazio con i risultati del monitoraggio delle acque sotterranee della discarica di Malagrotta svolto nel periodo febbraio-maggio 2010: i nuovi campionamenti, infatti, evidenziano un peggioramento del già preoccupante stato di contaminazione del sito, sia per quel che riguarda i composti inorganici che per alcuni composti organici -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commentando i dati pubblicati nella cronaca di Roma del Corriere della Sera online-. Siamo in piena emergenza inquinamento, va verificato se sia compatibile continuare a gettare rifiuti in quell’area e vanno attuate immediatamente le necessarie misure di messa in sicurezza che la stessa Arpa sollecita, per interrompere subito la diffusione della contaminazione delle falde idriche e procedere alla bonifica per disinnescare quella che viene descritta come una bomba ambientale alle porte di Roma”.
I risultati dei livelli di contaminazione delle acque sotterranee rilevati in 22 dei 39 piezometri installati sia all’interno che al di fuori del bacino di drenaggio sono inquietanti. Spiccano, in  particolare, gli “sforamenti” dei valori-limite previsti dalla legge per: ferro (con un record di 15.290 microgrammi/litro e altri quattro valori risultati sopra i 10.000 contro un limite di 200), manganese (con valori sino a 4.650 microgrammi/litro contro i 50 consentiti) e nichel (fino a 820 microgrammi/litro contro il limite di 20). Forte anche la presenza di arsenico e benzene: in alcuni prelievi l’arsenico ha fatto registrare valori quasi 200 volte superiori al limite (2.050 microgrammi/litro contro i 10 consentiti) e il benzene un picco di 12 volte superiore al valore di legge che è fissato a 1 microgrammo/litro.

Arpa Lazio segnala anche che “nella maggior parte dei piezometri” è stato rilevata la presenza anche della sostanza N-butylbenzensolfonamide, non inserita nella tabella dei composti da tenere sotto controllo ma che risulta comunque tossica.

SCARICA IL PDF

Tags, , , , , , , , ,

Marrazzo su Malagrotta e Civitavecchia: la Campania non ha insegnato niente?

Comunicato Stampa

“Destano una certa preoccupazione le affermazioni delle ultime ore del Presidente Marrazzo, in cui, non si sa bene come, promette la chiusura della discarica di Malagrotta e ipotizza l’uso del CDR nella centrale di Civitavecchia in cocombustione con il carbone –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Su Malagrotta, i cittadini sono già stati presi abbastanza in giro con le promesse, rivelatesi poi false, circa la sospensione della costruzione del gassificatore,
ora non contenti si promette la chiusura della discarica affermando che questa avverrà grazie alla costruzione degli impianti di preselezione e termovalorizzazione dei rifiuti. Un’altra promessa falsa, visto che come tutti i tecnici sanno bene dagli impianti di trattamento della parte indifferenziata dei rifiuti escono per un terzo CDR da bruciare e per due terzi residui e compost grigio che, ad oggi,
continueranno a finire in discarica. Anche su Civitavecchia forse Marrazzo dimentica che nel Decreto di autorizzazione è chiaramente prescritto che l’alimentazione della centrale potrà essere usato esclusivamente carbone. Non amiamo le discariche e certamente gli abitanti di Malagrotta meriterebbero davvero che dopo 40 anni qualche risposta seria arrivasse loro, allo stesso tempo non
sponsorizziamo la pirolisi come qualcuno ha pure detto e tanto meno l’eccessiva prolificazione di impianti di termovalorizzazione, così come è noto che riteniamo il carbone il peggior combustibile per produrre la nostra energia, ma non siamo mai disponibili a veder presi in giro i cittadini. Mentre tutto ciò avviene, da mesi si annuncia un piano sulla differenziata, unica vera soluzione per ridurre il problema rifiuti, che non arriva mai. In questi giorni in cui in una regione così vicina alla
nostra si sta vivendo un dramma sanitario e di malagestione della politica, ci aspetteremmo davvero però almeno un po’ più di attenzione e serietà.”

 

SCARICA PDF

 

Tags, , , ,