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Legambiente denuncia allarme smog: a Roma e nel Lazio tornano le polveri sottili

Al via “Mal’aria di Città”: lenzuola, mascherine biciclette contro l’inquinamento.

137,9 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10 lungo la Via Colombo a Roma al piazzale Eur Fermi, 129,9 a Piazza Belli a Trastevere, 75,7 in pieno centro al Colosseo su Via dei Fori Imperiali, 67,9 al Ponte di Ferro, 63,7 a Viale Marconi e 60,3 a Viale Ostiense. Si dovrà purtroppo ricredere chi aveva pensato che le polveri sottili nella Capitale fossero “sparite”. Il nuovo monitoraggio effettuato da Legambiente il 21 gennaio scorso, in una giornata piuttosto ventosa con piogge nei giorni precedenti, evidenzia comunque valori ben al di sopra del limite medio giornaliero stabilito dalla normativa di 50 microgrammi di PM10 per metro cubo, con una media complessiva addirittura di 78,9.

Riparte con un nuovo monitoraggio e nuove iniziative “Mal’aria”, l’ormai storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile, con un appuntamento nella Capitale, dove sono tornate a sventolare le lenzuola bianche “No allo smog” di Legambiente, quest’anno anche per dire no al progetto di parcheggio interrato previsto dal PUP Fermi, grazie alla collaborazione dei comitati No PUP e del comitato di quartiere Marconi. Lungo il percorso di circa 10 chilometri, dall’Eur verso il Colosseo e fino a Trastevere, i volontari ambientalisti, grazie all’unità portatile di misura delle polveri Personal Dustmonit fornita dalla Con.tec Engineering Srl, hanno messo in luce come zone molto differenti tra loro siano accomunate da un unico nemico, traffico e polveri fini.

“L’allarme smog rimane davvero serio e se non fosse per i giorni di pioggia, che tra il 2006 e il 2010 sono quasi raddoppiati a causa del cambiamento climatico, a diminuire la concentrazione delle polveri nell’aria non ci avrebbero certo pensato le politiche comunali -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. La ricetta del Campidoglio prevede semplicemente di non fare nulla, è sparito infatti il pacchetto antismog fatto di targhe alterne e blocchi domenicali, e le cosiddette scelte strutturali vanno nella direzione di allargare gli spazi della mobilità privata, come nel caso del nuovo piano pullman che ha consentito a quei bisonti di scorrazzare ovunque o della revisione ed eliminazione delle strisce blu che ha aumentato il caos o l’eliminazione di alcune ore della ZTL notturna. E’ ora di invertire questa rotta, lo smog è dannoso per la salute dei cittadini, servono nuove politiche della mobilità, pedonalizzazioni e mezzi pubblici efficienti”.

In questo contesto Legambiente con Mal’aria è scesa in piazza al fianco dei cittadini dei comitati contro il PUP di Via Enrico Fermi a Roma. Il progetto di questo enorme parcheggio è surreale, i 401 posti auto interrati, dei quali 179 box pertinenziali e 202 posti auto a rotazione, si inseriscono in un’area dove ci sono già circa altri 800 posti auto poco o niente utilizzati, a conferma della perdita di senso del programma urbano parcheggi, slegato ormai da qualsiasi intervento volto alla riduzione del traffico. In un’area come Viale Marconi, così trafficata e inquinata, sarebbe necessario dare spazio e forza al trasporto pubblico, con un nuovo tram su corsia protetta, l’immediata tariffazione della sosta per i non residenti e interventi per la ciclabilità.

Analizzando i dati della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio, la situazione è ancora più chiara: a Roma nei primi giorni del 2011 sono già 119 gli episodi di superamento dei valori di legge per le PM10 e, come sempre, il primato spetta a Corso Francia, con 16 superamenti, insieme a Largo Preneste e Via Tiburtina, con 14 superamenti ciascuna. Estendendo poi lo sguardo al resto del Lazio la situazione non migliora molto. Frosinone e l’intera Valle del Sacco versano in una condizione molto preoccupante, dovuta alla vasta area industriale tristemente nota, oltre che all’arteria autostradale e a un caotico traffico cittadino: il capoluogo ciociaro ancora una volta finisce sul podio della classifica dell’inquinamento da polveri sottili nel Lazio, sia per l’anno 2010 appena terminato quando il limite è stato superato per ben 108 volte, sia per i primi giorni di gennaio quando il valore delle polveri consentito è stato superato già per 20 giorni. Emblematico è il caso di Ceccano che, durante tutto il 2010 aveva superato di 42 giorni il limite e in questo nuovo anno ha superato tutti i giorni i valori di legge come Frosinone, seguito da Alatri con 17 giorni di superamento e Ferentino con 15. Le centraline di rilevamento dell’Arpa non lasciano tirare un sospiro di sollievo neanche in provincia di Roma: a Colleferro, che ha già superato per 17 giorni i limiti, vi è la situazione più preoccupante, seguita da Ciampino con 13 superamenti e da Guidonia con 9. Considerando le altre province, si evidenziano Civita Castellana con 11 superamenti, Latina con 10 superamenti dei limiti e Rieti con 7.

“Roma rimane immobile sotto la cappa di smog, mentre altre città italiane si muovono, e Torino e Milano si apprestano a realizzare una prima “domenica a piedi” per il 30 gennaio, come il capoluogo ciociaro ha già fatto lo scorso 23 gennaio -chiosa Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Che fine hanno fatto le regole fissate dal piano regionale di risanamento dell’aria? L’utilizzo del mezzo privato va scoraggiato in ogni modo per rilanciare il trasporto pubblico e sistemi di mobilità sostenibile: la cura del ferro di treni, metro e tram deve vedere la Regione Lazio investire almeno i 250 milioni previsti dei fondi europei POR sull’asse della mobilità, le nuove tramvie e l’8 verso Termini e verso Marconi rimangono una priorità, vorremmo poi contare qualche metro quadro in più di isole pedonali piuttosto che assistere a continui annunci, mentre bike sharing e car sharing dovrebbero decollare in tutti i centri abitati del Lazio. Non è un libro dei sogni ma un programma di azioni concrete che domattina potrebbero cambiare in meglio la vita dei cittadini”.

In rappresentanza dei comitati No PUP e del comitato di quartiere Marconi ha partecipato all’iniziativa Claudia Primangeli.

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Dossier Mal’Aria 2011: STOP AL PM10

I dati dell’Arpa Lazio delle ultime settimane per polveri sottili e spesso anche per il biossido di azoto sono davvero molto preoccupanti. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nella Capitale e non solo, complici anche le condizioni meteo che hanno favorito il ristagno dei gas inquinanti. A Roma, il picco è stato raggiunto nella giornata di martedì 29, quando 11 centraline su 13 hanno registrato valori superiori ben al di sopra del limite, fissato in 50 microgrammi per metro cubo. Spiccano i preoccupanti valori di Cinecittà (90 μg/m3), Preneste (81 μg/m3) e Tiburtina (80 μg/m3). Risultati inquietanti che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma.

Il livello di polveri sottili in atmosfera ha superato per diversi giorni i limiti di legge, così dopo la Domenica di blocco totale scattano oggi anche le targhe alterne nella Capitale: all’interno della fascia verde, dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21 non potranno circolare tutti gli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori con targa dispari, e il provvedimento si estenderà anche a venerdì 2 dicembre, questa volta per i veicoli con targa pari, incluso lo zero. Queste drastiche misure si uniscono a quella già stabilita per i veicoli considerati più inquinanti, come gli Euro zero o gli Euro 1, che da martedì a venerdì non potranno circolare anche in caso di targa pari o zero…

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No alla Formula Uno a Roma, con o senza cubature

LA CITTÀ È FATTA PER I CITTADINI, NON PER I BOLIDI DELLA FORMULA UNO

“Non ci siamo, non ci siamo proprio. La Conferenza dei servizi sul progetto del Gran Premio di Formula Uno ha escluso l’area delle Tre Fontane quale area adibita ad ospitare le cubature necessarie a finanziare lo svolgimento della gara della Formula Uno nel quartiere dell’Eur, ma ha contemporaneamente deciso di far ‘atterrare’ quelle stesse cubature in altre aree – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Quel che si continua a non capire sono almeno tre cose: 1) Perché si continua a non capire che un evento come le Formula Uno è incompatibile – anche a saldo zero – con un organismo urbano delicato quale è una città? 2) Perché occorrerebbe, dal punto di vista dell’interesse pubblico, aumentare il già notevole dimensionamento del Prg per finanziare l’evento? 3) Perché si continua ad accettare la logica dello scambio – Formula Uno da scambiare con cubature a finanziamento? Coloro che oggi cantano vittoria, hanno poco da cantare: le loro voci sono infatti coperte dal rombo dei sciagurati bolidi che vorrebbero ospitare nella città più bella del mondo, che, in quanto tale, non ha bisogno di questa cultura provinciale per continuare ad essere tale”.

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“AMICI DEL RICICLO DAY” CINQUANTA VOLONTARI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Legambiente Lazio: Via i cassonetti dalle strade di tutta Roma, subito raccolta differenziata domiciliare in tutti i nuovi quartieri, iniziative per ridurre e riusare i materiali, nuovi investimenti per la raccolta differenziata, sì alla chiusura del ciclo con i termoinceneritori, ma non sono la panacea per il male “rifiuti”. Cinquanta “Amici del Riciclo”, con cappellino, K-way e tesserino, ieri sono scesi per strada a Viale Marconi a Roma, per sensibilizzare i cittadini e i commerciati ad effettuare la raccolta differenziata, monitorare lo stato dei cassonetti stradali, fare multe simboliche, invitare i clienti dei supermercati a “disimballarsi” liberandosi dagli imballaggi inutili e a smaltirli correttamente. E’ “Amici del riciclo day”, l’iniziativa organizzata da Legambiente Lazio nell’ambito del progetto realizzato con Achab Group, una società di comunicazione ambientale, con il contributo dell’Assessorato alle Politiche ambientali del Comune di Roma e la collaborazione dell’Ama Spa, per
incrementare la raccolta differenziata in città. Con l’occasione Legambiente Lazio ha presentato alcune prime elaborazioni rispetto ai dati della raccolta differenziata a Roma. A partire da una curiosità: quali sono i cittadini più virtuosi nella raccolta differenziata? Sulla base dei dati della raccolta multimateriale stradale (quella del vetro, plastica, alluminio e metalli del cassonetto blu per capirsi) nei primi nove mesi del 2007 emergono risultati molto interessanti: a riciclare di più questa frazione, sono gli abitanti del Municipio Roma 3, con 16,05 kg/abitante raccolti nel periodo considerato, seguiti al secondo posto da quelli del Municipio Roma 11, con 15,01 kg/abitante e del Municipio Roma 17, al terzo posto con 14,40 kg/abitante. A fondo classifica, invece, il Municipio Roma 8, con 6,73 kg/abitante, il Municipio Roma 18, con 7,07 kg/abitante e il Municipio Roma 20, con 8,49 kg/abitante. Nei valori assoluti si registra, quindi, una differenza davvero sostanziale tra i diversi
Municipi, con quantitativi che sono quasi uno il triplo dell’altro tra il primo e l’ultimo in classifica.
“In questi giorni in cui il dramma della malagestione dei rifiuti sta affliggendo le popolazioni in Campania, abbiamo voluto mettere in campo azioni concrete e visibili in città per chiedere più raccolta differenziata e parlare con i cittadini –ha dichiarato Lorenzo Parlati, Presidente di Legambiente Lazio-. A Roma in questi anni c’è stata una crescita importante della raccolta differenziata, ma siamo ancora molto lontani dagli obiettivi fissati dalla recente Legge finanziaria, da una gestione dei rifiuti moderna, che abbia un basso impatto ambientale e ci permetta di riutilizzare e riciclare il più possibile. In questo senso, la ricetta è chiara, è quella di centinaia di Comuni e di diverse Regioni italiane: vanno tolti i cassonetti dalle strade, passando alla raccolta domiciliare o porta a porta, rendendo così più facile la raccolta stessa. Questa è la vera soluzione del problema rifiuti, non lo è la discarica di Malagrotta che da decenni crea danni ai cittadini e al territorio, come non lo sono i termovalorizzatori, che è inutile far crescere all’infinito visto che possono trattare al massimo il 40% dell’indifferenziato: discariche e termovalorizzatori devono avere quel ruolo residuale che la legge ci impone, mentre la priorità va data a riduzione, riuso e differenziata.”
E’ stata di 1.829.458 tonnellate la produzione di rifiuti a Roma nel 2006 (ultimo dato disponibile), 656,90 kg per abitante, un dato sostanzialmente stabile rispetto al 2004 in cui se ne producevano 653,90 kg per abitante. La differenziata nel periodo 2001/2006 ha visto un incremento del 190%, è triplicata, passando dal 5,6% al 16,2% (dati calcolati escludendo la raccolta differenziata degli inerti come per le altre città italiane). Nel 2006 sono carta e cartone con oltre 178.000 tonnellate a
trainare i numeri della differenziata, mentre, allo stesso modo, sono di grande interesse i dati relativi alle oltre 22.000 tonnellate di scarti verdi dei giardini, con un incremento rispetto al 2005 del 46,92%, e alle quasi 12.000 tonnellate di sostanza organica, con un incremento del 69,39%. Il vero punto dolente sembra essere quello delle 42.000 tonnellate di multimateriale: anche in questo caso si registrano dei miglioramenti (+18,19 nel 2005 e +13,38 nel 2006), ma non c’è il salto di qualità delle altre frazioni.

“Con gli Amici del riciclo, cittadini volontari che si danno da fare per il loro quartiere, vogliamo indicare con chiarezza la strada da imboccare, senza perdere tempo, quella della riduzione della produzione di rifiuti, del riuso e della raccolta differenziata –afferma Cristiana Avenali, Direttrice di Legambiente Lazio-. Si parla tanto dei sì e dei no agli impianti e sembra che solo questo sia il problema, ci chiediamo perché invece ci sia un grande no alla raccolta differenziata. Bisogna partire da cose veramente semplici, come il prevedere la raccolta porta a porta nei nuovi quartieri che nascono, in cui i cittadini arrivano senza abitudini consolidate e disponibili subito a mettere in campo questo tipo di raccolta più virtuoso. Quella del porta a porta è la strada già imboccata da tempo in molte città, come Milano o i tanti capoluoghi del Veneto o dell’Emilia Romagna, che non richiede tempi lunghi o grosse tecnologie, basta eliminare i cassonetti e chiedere ai cittadini di buttare i rifiuti differenziati direttamente nei sacchi neri e trasparenti. Non c’è più tempo da perdere, purtroppo anche la nostra città e la nostra regione rischiano situazioni di emergenza, e non certo per colpa della mancanza di impianti.”
Secondo Legambiente Lazio la ricetta è chiara: via i cassonetti dalle strade di tutta Roma per raccogliere i rifiuti differenziati e indifferenziati direttamente nei sacchi, subito raccolta differenziata domiciliare in tutti i nuovi quartieri, iniziative per ridurre i rifiuti come la vendita dei prodotti sfusi o alla spina con un obiettivo di riduzione del 10% al 2015, rilancio del riuso dei materiali a partire da quel 52% potenzialmente riusabile che transita nelle isole ecologiche comunali (dati “Occhio del Riciclone”), nuovi investimenti per la raccolta differenziata per cambiare sistema di gestione e potenziare gli impianti di trattamento a partire dal multimateriale, nuove campagne di informazione e sensibilizzazione, sì alla chiusura del ciclo con i termoinceneritori ma non sono la panacea per il male “rifiuti”, va data priorità a riduzione, riuso e alla differenziata.

Ha partecipato all’iniziativa: Dario Esposito, Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Roma.

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Targhe alterne e blocchi totali: stop alle deroghe per tutti.

Comunicato Stampa

“L’unica risposta alle polemiche di qualcuno, circa le deroghe per le auto Euro 4 nelle giornate di targhe alterne e di blocco del traffico, è lo stop a tutte le eccezioni: quando si fermano le auto bisogna dare certezze ai cittadini, fermando tutti i veicoli, senza deroghe -dichiara Lorenzo Parlati, Presidente Legambiente Lazio-. Già lo scorso anno avevamo sostenuto questa proposta, proprio per non indurre in errore i cittadini, ma nel corso del tempo la situazione sta divenendo ancora più grave, visto che cresce il numero delle auto Euro 4, soprattutto diesel. Le auto Euro 4 a gasolio inquinano, infatti, quanto le auto Euro 0 a benzina: sono 48 i milligrammi al chilometro di Pm10 primario prodotti dalle automobili Euro 4 a gasolio, contro i 42 milligrammi al chilometro per le automobili Euro 0 a benzina. E’ positivo che siano intanto stati fermati i diesel Euro 4 senza filtro ma la soluzione vera è lo stop alle deroghe.”
Nel corso del tempo, è vero che la tecnologia ha fatto sì che sua diminuita per tutti i mezzi la quantità di PM10 emessa, ma rimangono ancora molto alte le emissioni per le auto a gasolio. Ma vediamo nel dettaglio. Le auto a benzina Euro 0 prodotte fino al 1981 emettevano complessivamente 68 mg/km di Pm10 primario, quelle tra il 1981 e il 1984 arrivavano a 52 mg/km, quelle dal 1984 al 1992 scendevano a 42 mg/km. Da quella data inizia il percorso virtuoso della normativa Euro, che ha portato le automobili Euro 4 a produrre circa 19 mg/km. Interessante anche la suddivisione tra il quantitativo che deriva direttamente dalla combustione, misurata dallo scappamento durante un ciclo urbano, corrispondente a 0,8 mg/km, a cui vanno aggiunti ben altri 18 mg/km derivanti da freni, pneumatici e abrasione. Per le automobili a gasolio i numeri sono molto diversi: partiamo da ben 213 mg/km di quelle cosiddette convenzionali prodotte fino al 1993, per poi passare a 84 mg/km nel periodo 1994/2000, a 66 mg/km poi fino al 2005 e solo con le Euro 4 dal primo gennaio di quest’anno arrivare a 48 mg/km, con un dato che rimane comunque altissimo. Anche in questo caso, è interessante la suddivisione tra il quantitativo che deriva direttamente dalla combustione, misurata dallo scappamento, corrispondente a 30 mg/km, a cui vanno aggiunti gli altri 18 mg/km derivanti da freni, pneumatici e abrasione. Ben più pesanti i dati per i mezzi commerciali che, nella migliore delle ipotesi, per quelli leggeri, cioè al di sotto delle 3,5 tonnellate, e comunque Euro 4, arrivano a produrre ben 57 mg/km di Pm10, mentre nel caso dei mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate arrivano a 124 mg/km di PM10. Tutta un’altra storia quella dei ciclomotori, quelli al di sotto dei 50 cc, i cosiddetti “cinquantini” producono ben 128 mg/km di Pm10, quanto un camion sostanzialmente; i motocicli, invece, si attestano a 48 mg/km.

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