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Dossier Campagna Spegni il Rumore

“SPEGNI IL RUMORE, ACCENDI IL DIVERTIMENTO”

È necessario abbassare il rumore nella città di Roma, lo dimostra il monitoraggio effettuato dai volontari di Legambiente Lazio  nel periodo dal 20 giugno al 28 luglio. Per più di un mese è stato monitorato l’inquinamento acustico in 104 luoghi della capitale; per quasi tutte le località i rilevamenti sono stati eseguiti in più fasce orarie in modo da avere un quadro completo. Sono state effettuate 162 rilevazioni e per ogni luogo è stato calcolato il valore medio dei decibel. Il rumore è stato determinato con un fonometro standard in precedenza tarato.

I livelli di rumore medi riscontrati sono stati misurati secondo una curva di ponderazione (curva A) che tiene conto della sensibilità dell’udito in funzione della frequenza in un dato intervallo di tempo. Tali livelli vengono indicati con il simbolo LAeq (Livello Equivalente Continuo) che rappresenta un indice globale di valutazione degli effetti del rumore, sia per quanto riguarda il danno, che per quanto concerne il disturbo che esso arreca e vengono misurati in dBA. Inoltre lo strumento ha la capacità di misurare il valore massimo nel tempo di esposizione. Da notare che il decibel, l’unità di misura dell’intensità del suono, è un’unità logaritmica: all’ aumento di 3 dBA del livello sonoro viene raddoppiata la potenza sonora.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Ai fini della valutazione di Impatto acustico, in questo momento si fa riferimento alla legge 26/10/1995 N. 447 “legge quadro sull’inquinamento acustico” e al d.p.c.m. del 14/11/1997, ha individuato sei classi di aree con diverso utilizzo attribuendo a ciascuno di esse i limiti massimi di esposizione al rumore.

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Capitale rumorosa, quartieri e monumenti nella morsa dei decibel. Legambiente: subito il piano comunale di intervento

Continua la campagna “Spegni il rumore accendi il divertimento”, e dai risultati raccolti nelle prime due settimane dai volontari del cigno verde, ad essere colpito, è il centro storico ma anche le periferie: lo rilevano le analisi di Legambiente Lazio che sta percorrendo la Capitale per verificare lo stato dell’inquinamento acustico in città. Da Campo de’ Fiori a Torpignattara, dal Policlinico Umberto I a Via Portuense, troppe volte il rumore diventa frastuono assordante.

Se nella zona intorno a Campo de’ Fiori alle 00.45 di un sabato di giugno i decibel si sono fermati a 75, con un limite notturno che non dovrebbe superare i 55 dB (A), anche allontanandosi dal centro, in Via Casilina/Tor Pignattara e Largo Preneste è difficile il riposo un lunedì sera a mezzanotte, dove si registra una media oltre i 76 dB (A). Non va meglio intorno agli Ospedali romani: in corrispondenza del Policlinico è stata registrata una media di 71,6 dB(A) nel corso di un pomeriggio infrasettimanale, accanto al San Camillo si superavano i 72 dB alle 8 del mattino, idem vicino al Santo Spirito alle 22:00, dove si sono registrati circa 71 dB. Stesse violazioni per lo European Hospital di Via Portuense e per l’ospedale oftalmico, con limiti sforati di almeno dieci decibel.

“Stiamo registrando numeri che ci raccontano una città estremamente rumorosa, attanagliata dal caos del traffico e degli eventi più fracassoni – dichiara Roberto Scacchi direttore di Legambiente Lazio – e andremo ancora avanti per verificare le tante criticità che stanno man mano emergendo attraverso tutte le segnalazioni che ci arrivano. Dopo il frastuono registrato torniamo a chiedere al l’amministrazione comunale di approvare il “piano comunale di intervento” della Capitale , senza il quale qualsiasi intervento per il rispetto dei limiti di legge sul rumore, diventa più difficile.

La campagna di Legambiente Lazio realizzata con il patrocinio del Municipio 1 di Roma Capitale, il contributo della Fondazione Sorgente Group e media partner Radio Colonna, andrà avanti ancora per le prossime settimane monitorando il rumore della

capitale, dove sono tante e diffuse le criticità, e a mostrarlo sono anche le 51 segnalazioni arrivate al sito spegniilrumore.radicolonna.it. Ma tante anche le segnalazioni arrivate sui social network e quelle rivolte al gruppo di legali che sta seguendo da vicino la campagna: 8 di queste si sono trasformate in veri e propri esposti.

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Al via “Spegni il rumore accendi il divertimento”, la campagna “tagliadecibel”

Monitoraggi acustici, info point, segnalazioni e assistenza legale per chi non ne può più del rumore caotico della capitale. Sono queste le principali attività della nuova campagna di Legambiente Lazio, realizzata con il patrocinio del Municipio 1 di Roma Capitale, il contributo della Fondazione Sorgente Group e media partner Radio Colonna (radiocolonna.it).

“Il rumore del traffico sulle arterie stradali più congestionate, intorno alle aree degli eventi estivi e vicino ai luoghi sensibili come scuole e ospedali, peggiorano la qualità della vita dei cittadini. Il rumore è un nemico invisibile ma molto pericoloso – afferma Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio‐, per questo Legambiente Lazio mette in campo nuove iniziative per sensibilizzare cittadini e istituzioni attraverso attività di monitoraggio del rumore, informazione, segnalazioni. Invieremo mano a mano i risultati al Comune e a tutte le istituzioni chiedendo i necessari interventi e piani di risanamento, come previsti dalla legge regionale in materia. Bisogna agire sulle cause oltre che sul fenomeno, per chi abita in centro d’estate la processione di automobili e scooter diventa ovviamente un’ossessione, servono funzioni culturali nelle periferie.”

Per l’intera campagna i volontari di Legambiente saranno a disposizione dei cittadini con info point, presso cui ricevere suggerimenti sul tema, dislocati nei punti più colpiti dai decibel ammazza timpani. I cittadini, dal canto loro, saranno chiamati a contribuire inviando le proprie segnalazioni sul sito spegniilrumore.radiocolonna.it raccontando le proprie storie e brutte esperienze. Al centro della campagna ci sono poi le misurazioni dell’inquinamento acustico (che verranno effettuate dal 20 giugnotramite i fonometri portatili dei volontari di Legambiente e dal 27 giugno al 20 luglio dal laboratorio mobile, lo SMA SMART LAB, che monitorerà i quartieri Trastevere, Aventino, Monti e Ponte Milvio) e infine la condivisione di notizie ed esperienze.

Tra gli obiettivi della campagna quello di sollecitare l’amministrazione comunale ad approvare il “piano comunale di intervento” della Capitale (come previsto dalla L.R. 18 del 2001) senza il quale qualsiasi intervento per il rispetto dei decibel diventa più difficile; sensibilizzare i cittadini a prendersi cura della loro salute e dell’armonia della loro città e chiedere a coloro che organizzano gli eventi dell’estate romana di ridurre le emissioni sonore entro i limiti previsti.

“Questa campagna che prende l’avvio da Roma, una città che troppo spesso è sottoposta a livelli insostenibili di rumore –ha detto Claudio Strinati, direttore scientifico della Fondazione Sorgente Group‐. È perfettamente replicabile in altre realtà urbane, piccole e grandi. L’inquinamento acustico è troppo spesso sottovalutato e i suoi effetti sulla salute e sulla serenità psicofisica delle persone vengono frequentemente ignorati”.

I DATI

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nell’Unione Europea nove cittadini su dieci sono esposti a rumori superiori ai 65 decibel (dB), un livello questo che disturba il sonno e il riposo. In Italia, il 45% degli abitanti deve sopportare quotidianamente un livello di inquinamento acustico compreso tra i 70 e i 75 decibel, che mette a rischio l’udito, l’apparato cardio‐circolatorio e aumenta il rischio di infarto. Recenti studi confermano inoltre i danni causati dall’inquinamento acustico al sistema immunitario e ormonale. Sempre per quanto riguarda l’Italia, secondo il database NOISE, i dati sono disponibili per le città di Firenze, Milano e Roma, per un totale di 4,2 milioni di abitanti. Il 65% dei cittadini di queste tre città, oltre 2,7 milioni di persone, sono esposti a livelli di rumore superiori alla soglia diurna di 55 dB, percentuale che scende al 18% (740mila persone) per la soglia notturna di 50 dB.

Eclatante il risultato del Lazio, ricavato dai dati ambientali dell’Annuario ISTAT 2009, dove ben il 47% delle famiglie interpellate dichiara la presenza di problemi relativi al rumore nella zona in cui abita.

LA CAMPAGNA

Il nome stesso della campagna suggerisce lo scopo di questa iniziativa: il rumore, quello esagerato, fuori regola e controllo va a colpire e rovinare la stessa natura del divertimento e la serenità di tutti i cittadini. Va a influire sui comportamenti sociali di una comunità che dovrebbe, invece, dedicarsi di più ai suoni della sua città, al rispetto delle persone che ci vivono o che la visitano. C’è bisogno, quindi, della partecipazione di tutti, volontari, istituzioni, associazioni e cittadini. Per questo vero e proprio punto di riferimento per la campagna stessa sarà il sito internet spegniilrumore.radiocolonna.it, per realizzare una community multimediale. Sul sito notizie, approfondimenti, interviste ma anche aggiornamenti sulle rilevazioni fatte sul campo e segnalazioni dei cittadini invitati a partecipare attivamente con esperienze, audio e video. Una piattaforma ”Crowdsourcing” dove la voce di tutti (e non il frastuono) viene ascoltata e apprezzata. Non solo, il sito spegniilrumore.radiocolonna.it propone un filo diretto con un legale, che per tutta la durata della campagna è pronto a fornire la propria consulenza. La campagna fa sentire la sua voce anche sui social network: segui l’hashtag #spegniilrumore, accendi l’attenzione sulle problematiche legate all’inquinamento acustico.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Roberto Scacchi, Direttore Legambiente Lazio; Sabrina Alfonsi, presidente Municipio 1, Claudio Sonzogno, Direttore di Radio Colonna e Jacopo Pescetelli, vicepresidente Municipio 1. Numerose le associazioni e i comitati territoriali che hanno già aderito alla campagna.

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2014/0307 – Il traffico privato strangola la Capitale, rumore sempre oltre i limiti

Nei tre giorni di monitoraggio a Corso Sempione il Pm10 è nei limiti solo grazie a pioggia e vento.
Test di Legambiente: l’80% degli automobilisti non rispetta il limite di velocità che continua a
provocare oltre 2mila feriti sulle strade. La mancata sicurezza costa ad ogni abitante di Roma 500
euro l’anno.

Legambiente: “Serve una nuova politica per fermare le auto private e rilanciare il
trasporto pubblico, urbano e pendolare. Il nuovo piano del traffico è troppo poco incisivo,
sia occasione per scelte coraggiose”

Il traffico è caotico della Capitale dove ci sono 2 milioni e 800 mila auto su 2 milioni 700 mila abitanti con livelli di inquinamento acustico fuori controllo di giorno e di notte, insieme alla folle velocità sulle strade cittadine causa dell’aumento di incidenti per pedoni e ciclisti feriti. Legambiente chiede al Comune di Roma di rivedere le scelte in materia di mobilità urbana, attuando politiche che scoraggino l’uso dell’auto privata, rilanciando il trasporto pubblico locale, in Piano generale del Traffico è un insieme di buoni intenti troppo soft, sia invece il volano per scelte coraggiose non più procrastinabili.

Dal laboratorio mobile in corso Sempione livelli di inquinanti nei limiti di legge, grazie soprattutto a pioggia e vento. Rumore, invece, oltre le soglie soprattutto di notte con superamenti di oltre 10 decibel.

E’ questa l’istantanea scattata dal Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello  Stato Italiane, la campagna itinerante realizzata con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Mare. Il bilancio finale della quinta tappa del tour 2014 del convoglio ambientalista è stato presentato questa mattina in conferenza stampa da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Luca Ricciardi, responsabile laboratorio qualità dell’Aria di Italcertifer; Lorenzo Radice, responsabile Politiche ambientali di Ferrovie dello Stato Italiane.

Il monitoraggio è stato effettuato dal Laboratorio Mobile Qualità dell’aria di Italcertifer, per 72 ore consecutive, in Corso Sempione, all’altezza del civico 12, incrocio con Via Maiella. Oltre ai valori del PM10 e benzene, sono state raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.

Un ulteriore impianto fisso è stato allestito al civico 157 di viale Regina Margherita per monitorare l’inquinamento acustico. Da quest’anno il Treno Verde tiene sotto osservazione anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente.

“A fronte di una immissione di inquinanti massiva, dovuta principalmente all’elevato traffico, le condizioni meteo che si sono avute durante i tre giorni di campionamento sono state favorevoli alla dispersione degli inquinanti, abbattendone la concentrazione – spiega Luca Ricciardi, responsabile del laboratorio mobile di Italcertifer-. In particolare la ventilazione per tutte le tre giornate e la pioggia durante il primo giorno di monitoraggio hanno favorito un miglioramento dello stato della qualità dell’aria. Tutto ciò, unitamente alla conformazione del sito di campionamento, ha fatto sì che nei tre giorni di monitoraggio non si siano registrati superamenti dei limiti dettati dalla normativa. È da sottolineare come però in tutti i tre giorni di campionamento, al diminuire della ventilazione si siano registrati i valori maggiori di concentrazione di tutti gli inquinanti, in particolare per quanto riguarda il PM10”. Nello specifico il livello di polveri sottili non ha superato, come media giornaliera, il limite di 50 μg/m3, raggiungendo la massima media giornaliera di 21 μg/m3 nella giornata di martedì 4 marzo; il PM2.5 ha fatto registrare la massima media giornaliera pari a 14 μg/m3 contro un limite di legge di 25 μg/m3, quest’ultimo però riferito a un periodo di mediazione che è l’anno civile.

I volontari del Treno Verde hanno condotto anche un monitoraggio itinerante, passeggiando per le vie della città grazie a uno strumento, messo a disposizione da Italcertifer, in grado di rilevare in tempo reale le concentrazioni nell’aria delle polveri sottili, simulando, quindi, i livelli di inquinamento che si “respirano” muovendosi. L’esperimento è stato condotto dalle ore 11 alle ore 14 di giovedì 6 marzo da via Trionfale, passando per via dei Monfortani, via di Torrevecchia, via di Boccea, piazza Irnerio, via Baldo degli Ubaldi fino alla metro Valle Aurelia, facendo registrare tre medie orarie di PM10 pari 29 μg/m3 microgrammi al metro cubo nella prima ora, di 35 μg/m3 nella seconda e di 38 nella terza.

“Dall’inizio dell’anno l’aria a Roma e nel Lazio è stata per diversi giorni irrespirabile, fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10 – dichiara Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente -. A partire da Frosinone Scalo dove la centralina dell’Arpa Lazio ha già registrato 40 sforamenti del limite delle polveri sottili, già oltre la soglia dei 35 superamenti annui stabilita dalla legge. L’inquinamento dell’aria resta uno dei principali problemi per la salute delle persone e per la salvaguardia
dell’ambiente, a Roma come in tutt’Italia. Si tratta di una vera e propria emergenza da affrontare al più presto con una nuova capacità politica, non più basata su provvedimenti tampone, che punti su una mobilità sostenibile che renda protagonista il trasporto pubblico, la mobilità pedonale e ciclabile e il trasporto su ferro per ridurre il parco auto circolante, che nel nostro Paese raggiunge da sempre livelli da primato rispetto al resto d’Europa”.

In generale anche secondo i dati 2013 del dossier “Mal’aria” di Legambiente, nelle tredici centraline della rete di monitoraggio Arpa Lazio di Roma sono stati registrati ben 350 sforamenti, con Francia e Tiburtina che si spartiscono il primato romano con 41 giorni. Nel 2013 Frosinone era già tristemente finita sul podio delle città monitorate da Legambiente, al terzo posto in Italia con 112 giorni di superamento dei limiti di Pm10. L’attenzione va tenuta alta però anche nelle altre città, a partire dalla Capitale dove, al 5 marzo, sono già stati segnalati 13 superamenti a Tiburtina.

È fortemente critica la soglia di rumore raggiunta, invece, durante i monitoraggi del Treno Verde. Durante i periodi diurni i valori dell’inquinamento acustico superano di 7 dB(A) del limite ammesso per la zona in esame e nel periodo notturno lo sforamento dei limiti di legge è stato di oltre 10 dB(A). In Viale Regina Margherita, dove è stata installata la centralina per il rilevamento del rumore da traffico veicolare, la situazione è praticamente uguale, con limiti superati sia di giorno che di notte.

Smog e rumore sono dovuti al traffico caotico che si registra nella Capitale ripercuotendosi direttamente sulla qualità della vita della loro sicurezza dei cittadini. I volontari di Legambiente hanno monitorato la velocità media delle automobili sulla Cristoforo Colombo, anche nei pressi di istituti scolastici, per testare il grado di sicurezza di una zona considerata, secondo recenti studi, con il più alto tasso di incidentalità a
Roma. I risultati hanno confermato la tendenza degli automobilisti alla accelerazione anche in tratti urbani con limiti di 50 km/h. Nel corso del monitoraggio, eseguito nel pomeriggio di ieri, su 150 vetture monitorate soltanto il 22% viaggiava entro il limite stabilito. La media oraria dei veicoli è stata di circa 61 km/h. Il 16 per cento degli automobilisti percorrevano l’arteria a velocità superiori ai 70km/h con picchi di 90 km/h

“Serve una nuova politica per fermare le troppe auto private e rilanciare i mezzi pubblici, in tal senso gli obiettivi del nuovo PGTU di Roma sono davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un’inezia così come 40 chilometri di nuove preferenziali, mentre il 2% in più sulla ciclabilità è davvero ridicolo a fronte di una crescita esponenziale dei ciclisti di Roma. – commenta Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio – La soglia di rumore consentita viene superata ovunque e a qualsiasi ora, il superamento dei limiti di velocità e il mancato rispetto delle regole costituiscono ancora le cause principali degli incidenti stradali e pedoni, biciclette, giovani e anziani sono ancora quelli più ad alto rischio. Servono pedonalizzazioni estese, si parta dai Fori e si pedonalizzino piazze in ogni quartiere, bisogna ripensare la tariffazione della sosta per sfavorire l’uso dell’automobile, occorre individuare una rete di zone 30, aumentare le corsie preferenziali e costruire finalmente una maglia consistente di itinerari ciclabili sicuri. Non si possono più rimandare scelte coraggiose e incisive con le conseguenti risorse per realizzarle e rendere Roma bella come merita di essere.”.

Dai rapporti redatti dal Comune di Roma, infatti, restano fortemente critiche le condizioni per i pedoni, nel 2012 risultano 56 morti (il 36% del totale dei decessi a Roma) e oltre 2mila feriti, con un aumento del 27% dei decessi rispetto all’anno precedente e una riduzione minima del numero dei feriti (-3%). Crescono i rischi anche per i ciclisti: per lo stesso anno di riferimento è aumentato il numero di veicoli coinvolti del 9%, passando dai 226 del 2011 ai 246 del 2012. Secondo una classifica redatta dalla facoltà di Ingegneria Civile di Roma 3, le strade con il più alto tasso di incidentalità sono la Colombo (978 incidenti dal 1 gennaio 2012 al 18 giugno 2013), via Casilina (930), via Prenestina (912) ed è poi altissimo il numero di vetture in circolazione: su 2 milioni e 700 mila abitanti vi sono 2 milioni ed 800 mila veicoli immatricolati, più di uno a testa, mentre a Londra con 7 milioni e mezzo di abitanti le vetture sono 3 milioni e Parigi, stessi abitanti di Roma, ha un milione di vetture.

Anche se dagli ultimi dati Istat per il 2012 risultano in calo del 13,5 per cento gli incidenti stradali con vittime registrati sulle strade della Capitale (15.782 gli episodi registrati nel rapporto), resta altissimo il costo sostenuto annualmente dall’intera collettività per le vittime della strada: 1,3 miliardi di euro secondo i parametri del Ministero delle Infrastrutture, cioè circa 500 euro l’anno per abitante.

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MOVIDA DI NOTTE NEL RUMORE

MOVIDA DI NOTTE NEL RUMORE

Decibel sempre fuorilegge a Monti, piazza delle Coppelle, Campo de’ Fiori e Trastevere
Nuovo monitoraggio di Legambiente Lazio e Corriere.it

Per il terzo anno consecutivo, il monitoraggio realizzato da Legambiente Lazio e dal Corriere.it evidenzia che traffico e musica rimangono i veri problemi delle notti della movida romana. Fonometro alla mano, nella notte di venerdì 21 giugno, il rumore è sempre fuorilegge nelle rilevazioni fatte in quattro diversi luoghi cult per la movida romana, a Monti, piazza delle Coppelle, Campo de’ Fiori e Trastevere. Non ci sono grandi distinzioni, se a Monti e Coppelle è il vociare delle persone a far salire i numeri del rumore, invece a Campo de’ Fiori e Trastevere è la musica soprattutto a creare frastuono, mentre sul Lungotevere il traffico congestionato porta ad un rumore assordante, ben oltre i nuovi limiti più elevati imposti nel 2009 dal Comune.

La palma del più fracassone va a Vicolo del Cinque a Trastevere dove all’1.15 in piena notte si toccano gli 80 decibel dB(A), mentre il limite di legge è di 55 decibel, a causa anche della strada stretta che fa rimbombare la musica dei locali con le porte aperte, nonostante le ordinanze che lo vietano. Piazza Madonna dei Monti è piena di gente tranquilla, vociare chiacchiere, non musica. Registriamo 68,5 decibel di media e 78,7 decibel di picco al centro della piazza. In quest’area non sono mai stati installati i varchi della ZTL notturna, che pure sarebbe in vigore, e durante il mandato del Sindaco Alemanno sono stati anche eliminati i presidi dei vigili urbani, per cui ognuno è libero di entrare e uscire come ritiene. È un po’ come per il centro storico, dove è in vigore da almeno otto anni la ZTL notturna, ma non sono mai stati installati i varchi a via del Plebiscito, per cui ancora oggi l’ingresso è ben presidiato da una pattuglia dei vigili urbani. Ci spostiamo a Piazza delle Coppelle, tra piazza Navona e il Pantheon, dove sostano selvaggiamente ovunque auto e scooter, anche di fronte ai locali. C’è parecchia gente nei ristoranti e nei bar ma non è pieno, c’è vociare e non musica, che tiene i valori a 67,2 decibel.
Campo de’ Fiori è pieno di persone, è appena finito un concerto nella piazza affianco, i locali sono molto frequentati e in questo caso la musica dai bar con le porte aperte è fortissima, fino a toccare 77,6 decibel di media. Attraversiamo il Tevere, e sul Lungotevere di fronte a piazza Trilussa a Trastevere, il traffico è congestionato da tante auto e moto. I varchi sono attivi e anche presidiati. Registriamo ben 78,6
decibel con picchi sopra gli 80 decibel. Poco più avanti, nell’area pedonale di Via del Politeama, di fronte a un locale con musica, registriamo 77,2 decibel. L’ultimo monitoraggio è, appunto, a Vicolo del Cinque, una via stretta con palazzi alti, dove la musica e le voci rimbombano e fanno registrare ben 80 decibel di media.

“Il rumore è dovuto in sostanza al traffico e alla musica non controllata dei locali, la movida che si attraversa è legata solo a locali e chiacchiere, in una Capitale che anche nel centro non offre grandi iniziative culturali serali in estate -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il rumore è anche sintomo della totale assenza di politiche nelle periferie, negli ultimi anni soprattutto, ora il
Sindaco Marino deve agire sulle cause oltre che intervenire sul fenomeno.”

In sostanza quando iniziamo il monitoraggio il centro è chiuso alle auto non autorizzate, la ZTL inizia alle 23 e si conclude alle 3 del venerdì e del sabato, e si vede bene: le auto sono già parcheggiate un po’ 00198 ROMA – Viale Regina Margherita, 157 –tel. 06/85358051 – 85358077 – Fax 06 85355495 P.I. 01952071007 – C.F. 08069900580 – C.C.P. 19856004 E-mail  posta@legambientelazio.it – Sito www.legambientelazio.it ovunque, sotto tutti i cartelli di divieto di sosta e lungo tutto Corso Vittorio. In giro non c’è però un gran traffico.
E Legambiente ricorda come proprio sul fronte del rumore, la Giunta precedente del Comune di Roma sia di recente intervenuta in modo assurdo, con scelte che prendono atto della situazione piuttosto che prevedere interventi: la Delibera n. 93 del 15 ottobre 2009 ha  definito che per le vie urbane dove transitano i mezzi del trasporto pubblico (strade E ed F con flusso TPL), i valori limite sono fissati a 70 decibel di giorno e 60 di notte, alzando così di 5 decibel quelli fissati precedentemente.

“Il rumore è un nemico invisibile della nostra salute -conclude Parlati-. Serve un serio piano di monitoraggio e risanamento che deve mettere in campo il Comune di Roma, come peraltro previsto dalla legge regionale in materia, realizzando anche una rete fissa di monitoraggio del rumore, puntando tutto sul trasporto pubblico con una nuova rete notturna che lo renda utilizzabile con più facilità e nuove preferenziali. Per chi abita in centro la processione di automobili, scooter e persino persone è un’ossessione, servono da parte del Comune politiche per il policentrismo che non può essere legato a qualche centro commerciale, ma a funzioni e iniziative culturali lontane dalle aree centrali.”

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Rumore Aeroporto Roma Ciampino, Legambiente: risultati su bambini agghiaccianti, ridurre subito voli.

Rumore Aeroporto Roma Ciampino, Legambiente: risultati su bambini agghiaccianti, ridurre subito voli.

Marino sono agghiaccianti -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Chiediamo la riduzione immediata dei voli e il ritorno alla legalità dell’aeroporto di Roma Ciampino. I problemi del contratto di programma per i prossimi cinque anni e del piano di sviluppo 2012-2044 del sistema aeroportuale di Roma non riguardano solo lo scandalo delle tariffe. Il Governo deve rimettere mano alla programmazione, la Regione e tutte le istituzioni devono prendere atto degli impatti attuali nel sistema aeroportuale per definire nuove strategie, piuttosto che inutili speculazioni come a Roma-Fiumicino o strane trasformazioni in city airport a Roma- Ciampino con una ipotesi di incremento dei movimenti dello scalo. Potenziare Fiumicino non significa raddoppiarne il sedime speculando su aree agricole vincolate, così come Ciampino andrebbe almeno fortemente ridimensionato come prevede la zonizzazione acustica approvata per poi essere chiuso e per il terzo scalo qualcuno dovrebbe spiegare se in questo quadro sia effettivamente necessario e quale sarebbe l’impatto.”

Il rumore ambientale e aeroportuale misurato all’esterno delle scuole di Ciampino e Marino causa difetti nella discriminazione uditiva dei bambini, un deficit che si conferma e si rafforza quando
l’esposizione al rumore persiste nell’abitazione del bambino, e nei casi dove si stima un più elevato livello di rumore i bambini mostrano anche difetti delle capacità di apprendimento. Sono questi gli agghiaccianti risultati del nuovo studio S.Am.Ba. (Salute e Ambiente nei Bambini), realizzato da un equipe di medici e ricercatori che hanno collaborato all’indagine sistematica e capillare del
Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, svolta con il Dipartimento di Prevenzione ASL Roma H, il Dipartimento Tutela Materno Infantile e della Genitorialità ASL RMB, INAIL Centro Ricerche – Monteporzio Catone e ARPA Lazio, e discusso oggi nell’aula consiliare del Comune di Ciampino, che Legambiente Lazio e il Comitato per la riduzione dell’impatto ambientale dell’aeroporto di Ciampino avevano reso nei giorni scorsi.

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