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Sequestrato maxi-cartellone abusivo, era secondo classificato nel “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma”

Sequestrato maxi-cartellone abusivo, era secondo classificato nel “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma” di Legambiente.

Abbattuto anche il secondo maxi-cartellone abusivo nella classifica del “Guinness dei cartelloni più mostruosi di Roma”, un impianto pubblicitario da 120 metri quadrati che era posizionato su via C. Colombo. Legambiente nei giorni scorsi stava monitorando l’enorme cartellone abusivo, già sanzionato dai vigili del XII Gruppo nel gennaio 2011, che era stato dapprima spostato dall’altra parte della strada.

Dopo lo smantellamento a seguito di un blitz di Legambiente del primo classificato del dossier censimento degli impianti pubblicitari più grandi presenti in città – il maxi-cartellone di piazza del Lavoro – lo scorso gennaio, stamattina è toccato al secondo mostro.

“Una nuova vittoria per il decoro urbano e per chi da anni denuncia la proliferazione di maxicartelloni assolutamente abusivi -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Il
regolamento sulle affissioni vieta tutti gli impianti e i mezzi la cui superficie espositiva facciale superi i 12 metri quadrati. L’attivismo dei comitati e delle associazioni sta costringendo il Comune a
sanzionare e far abbattere i cartelloni fuori norma, ora è fondamentale che continuino le rimozioni e una seria discussione per una modifica in senso più stringente del piano regolatore degli impianti pubblicitari che ormai da mesi è dimenticato.”

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Sequestro Castelfusano: nel 2004 Legambiente scrisse per segnalare abbattimento alberi

Era il 29 settembre del 2004, quando Legambiente scrisse all’allora Presidente del Municipio XII, Davide Bordoni, e al Difensore civico per segnalare “l’abbattimento indiscriminato di numerose essenze arboree all’interno del campeggio “Castelfusano country club”, sito lungo il Canale dei Pescatori, a Ostia Lido”, dopo diverse segnalazioni ricevute dai cittadini. Nella nota si legge “Considerato che non sembra che ci sia nessuna perizia tecnica che asseveri la necessità di detto abbattimento”, (…) la Scrivente Associazione Legambiente Lazio (…) chiede alle Autorità in indirizzo (…), la verifica di quanto legittimamente esposto e la contestuale verifica delle eventuali autorizzazioni rilasciate per l’abbattimento di cui all’oggetto ex d.lgs. 24/2/97 n. 39 (…), ma anche “l’attuazione di tutte le misure che si riterranno idonee per la tutela e la salvaguardia delle essenze di cui all’oggetto.” Non avendo ricevuto alcuna risposta, pur avendola sollecitata più volte, ci chiediamo che cosa abbia fatto il Municipio XIII per reprimere gli abusi riscontrati. Legambiente nelle prossime ore trasmetterà la suddetta nota alle Autorità giudiziarie.

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Sequestro area Testa di Cane, Legambiente: episodio inquietante, ma dove sono Comune e Regione?

“Il sequestro dell’area di Testa di Cane è un episodio davvero inquietante, avevano ragione ancora una volta i cittadini del Comitato Malagrotta, ma dove sono finiti Comune e Regione? -così il presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, ha commentato la notizia relativa ai sigilli che i Carabinieri del Noe hanno apposto sull’area di Testa di Cane a Malagrotta, dove la società responsabile è accusata di violazione delle norme edilizie ed ambientali-. Tutti sapevano bene cosa stesse accadendo, come tutti sanno bene che nelle ultime settimane sono ripresi lavori di ruspe a Monti dell’Ortaccio là di fronte, è assurdo allora che debbano essere sempre e solo le forze dell’ordine e le Procure a intervenire raccogliendo gli allarmi dei cittadini.” Strani lavori di sbancamento sull’area erano stati segnalati da tempo alle istituzioni competenti dal Comitato Malagrotta, che temeva la predisposizione di un nuovo sito di stoccaggio rifiuti, in vista della chiusura di Malagrotta, la discarica più grande d’Europa.

“Non ci poteva essere migliore inaugurazione nella Capitale per la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti -ha concluso in modo sarcastico Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Fino a che la gestione dei rifiuti si baserà sul modello discariche, rischieremo sempre questi problemi e addirittura reati, vanno eliminati gli interessi puntando sul riciclo. Cosa deve accadere ancora, prima che la Regione discuta con comitati, associazioni e istituzioni e approvi il nuovo Piano rifiuti che inverta seriamente la tendenza seguita fino ad ora e punti su riduzione, riuso e differenziata porta a porta?”

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Sequestro depuratore Roma, Legambiente: preoccupano danni ad ecosistema Tevere. Basta furberie per risparmiare sulla pelle dei cittadini, gestione torni sotto il controllo pubblico

“Preoccupano molto i danni ambientali all’ecosistema che può aver causato lo sversamento dei liquami nel Tevere, bisogna smetterla con le furberie per risparmiare sulla pelle dei cittadini, hanno ragione i romani che con i referendum hanno detto chiaramente che anche la gestione dell’acqua deve tornare sotto il controllo pubblico – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. – Pochi giorni fa con il Rapporto Ecomafie avevamo denunciato una situazione molto preoccupante proprio sugli illeciti legati ai rifiuti, che nel 2010 sono cresciuti in modo eclatante con un incremento del 30% dei reati accertati che arrivano ad essere 376, pari al 6,3% del totale nazionale, con 341 persone denunciate, 169 sequestri, portando il Lazio ad essere quinta regione in Italia per ecomafie nei rifiuti, dopo le quattro regioni storicamente caratterizzate da infiltrazioni mafiose.”

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