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Stadio AS Roma, preoccupazione per concreto rischio speculazione

Stadio AS Roma, preoccupazione per concreto rischio speculazione

“Sembra sempre più evidente il rischio di speculazione edilizia sul progetto del nuovo stadio di calcio della Roma ora che si conferma essere un costruttore il perno dell’operazione – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Da tempo chiediamo quale sia il motivo per realizzare stadi di proprietà delle società del pallone nella capitale. Lontano da qualsiasi interesse pubblico, soprattutto se a realizzarlo è un gruppo imprenditoriale privato a braccetto con una società sportiva quotata in borsa, gli unici interessi da perseguire sembrano il patrimonio della squadra e le mire speculative del costruttore.

Per quanto è noto, il disegno prevede  l’abbattimento dell’ippodromo e una colata di nuovo cemento per nuove case e centri commerciali forse addirittura in un altro territorio, facendo divenire lo stadio solo un pretesto per un progetto speculativo. Le problematiche sono chiare, Tor di Valle comprende aree agricole e vincolate che al momento non sono suscettibili di trasformazione urbanistica se non con un’importante modifica dell’attuale piano regolatore. Vogliamo conoscere i dettagli di un progetto da sempre avvolto da un alone di mistero e capire, per esempio, che ne sarebbe del meraviglioso Stadio Olimpico.”

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Piano di sviluppo Aeroporti di Roma, Legambiente: ricetta è sempre la stessa, speculazione, nessuna valutazione preliminare impatti e soldi dalle tasche dei cittadini con aumento delle tariffe aeroportuali.

“Sugli aeroporti del Lazio la ricetta è sempre la stessa, speculazione, nessuna valutazione preliminare degli impatti e soldi presi dalle tasche dei cittadini con l’aumento delle tariffe aeroportuali. D’altronde è sconcertante che il piano sia presentato dal gestore che, bontà sua, lo condivide con il regolatore che è l’Enac e con la Regione Lazio che lo deve approvare per larga parte. Si è capovolto il mondo, ora è assodato che sia il privato a determinare l’interesse pubblico – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, sul piano di sviluppo 2012-2044 di Aeroporti di Roma presentato oggi-. Sugli aeroporti potenziare Fiumicino non significa raddoppiarne il sedime speculando su aree agricole vincolate, così come Ciampino andrebbe almeno fortemente ridimensionato come prevede la zonizzazione acustica approvata per poi essere chiuso e non trasformato in city airport e per il terzo scalo qualcuno dovrebbe spiegare se in questo quadro sia effettivamente necessario e quale sarebbe l’impatto.”

Tra gli interventi del piano presentato figurano l’irrobustimento delle infrastrutture di Fiumicino Sud, lo sviluppo di Fiumicino Nord, la cosiddetta riqualifica di Ciampino a City Airport e lo sviluppo del nuovo scalo di Viterbo.

“Speriamo che la presentazione del piano apra una vera fase di concertazione gestita con la Regione e le istituzioni locali, che si ascoltino associazioni ambientaliste e comitati che da anni si occupano della questione aeroporti nel Lazio – così commenta Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Le consultazioni non possono includere soltanto gli utenti per il contratto di programma, qualsiasi progetto sugli scali di Ciampino, Fiumicino, Viterbo o Frosinone va discusso e condiviso con i cittadini che vivono quotidianamente le conseguenze dell’inquinamento acustico, le priorità sono molto legate alla tutela dell’ambiente e dei cittadini.”

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Piano casa, Legambiente: dopo parole Galan proposta va ritirata

“Dopo le dure parole del Ministro dei Beni culturali, è evidente addirittura l’incostituzionalità del piano del cemento dell’Assessore Ciocchetti. La taciturna Presidente Polverini sarebbe ora si occupasse della materia urbanistica togliendola al mercato degli speculatori, il provvedimento va ritirato dall’aula senza attendere oltre, come chiediamo da giorni -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Abbiamo denunciato il condono di fatto nei parchi e nelle aree vincolate, una scelta contro la quale ci batteremo sempre, l’attacco alle aree agricole, ai centri storici e agli edifici vincolati, così come gli esagerati cambi di destinazione d’uso dannosi per le piccole imprese. Per non parlare degli emendamenti dell’Assessore stesso, con centri sportivi e imprecisate strutture ad essi collegate nei parchi, serre senza autorizzazioni, impianti sciistici, ampliamenti delle cave esistenti, persino strutture sanitarie dismesse tramutate in case. Ma anche deroghe per i porti, come ha ricordato il Ministro Galan, che potrebbero essere realizzati senza tener conto dei vincoli paesistici. Una normativa schifosa che va ritirata, non c’è altra soluzione.”

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