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Stazione Roma Tiburtina, a sei mesi dall’inaugurazione far funzionare galleria sospesa o chiuderla

“La bellissima nuova stazione Tiburtina continua a essere una vuota cattedrale nel deserto, a sei mesi dall’inaugurazione va fatta funzionare, altrimenti è meglio chiudere la galleria sospesa -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, dopo il nuovo dossier nelle pagine romane di Repubblica-. Smettiamola con gli enormi disservizi ai viaggiatori e lo spreco di corrente inaccettabile, RFI faccia capire lo stato dei lavori per il ripristino del funzionamento di tutti i binari, dopo l’incendio del 24 luglio, e l’apertura dell’accesso dal lato Pietralata con il ponte pedonale.”
Dovrebbe essere una struttura tra le più moderne d’Italia, l’espressione della straordinaria capacità di innovazione italiana, ma a distanza di 6 mesi dalla sua  inaugurazione, la nuova Stazione Tiburtina funziona a metà. Già qualche tempo fa avevamo segnalato la contraddizione di una struttura sfavillante ma deserta.

Oggi l’hub per l’alta velocità fa ancora partire poco più di una decina di Eurostar al giorno, mentre gran parte dei treni locali sono stati spostati ai binari “est”, ai quali si accede solo tramite una difficoltosa gimcana. Ciò che più colpisce è la nuova galleria sopraelevata, che si presenta come priva di qualsiasi struttura per i servizi ai viaggiatori: saracinesche dei negozi abbassate, non
una biglietteria, un bar. “Chiediamo a Grandi Stazioni di far partire gli esercizi e far funzionare la Stazione -conclude Parlati-. Ci auguriamo in ogni caso che con l’entrata in vigore del nuovo orario a partire dal prossimo giugno, tutta la struttura possa iniziare a funzionare a pieno regime.”

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Tiburtina ancora nel caos Legambiente: basta soluzioni pasticciate.

Più di un mese fa il cuore della stazione Tiburtina andava a fuoco, in circostanze che restano ancora tutte da chiarire, e la situazione del trasporto ferroviario regionale versa ancora nel caos più totale. Diversi i treni soppressi o sostituiti e molti quelli deviati presso altre stazioni della capitale, come si può leggere dall’ultima tabella oraria pubblicata da Trenitalia, ma sui tempi di ripristino della normale viabilità regna il più totale silenzio. Il rischio da qui a pochissimo, quando ci sarà il grande rientro dalle vacanze estive, è che la situazione si aggravi esponenzialmente, arrivando alla piena congestione.

“Il quadro che si prospetta nei prossimi giorni, quando i lavoratori rientreranno e riapriranno scuole e università, è a dir poco nero – ha commentato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – È stato fatto troppo poco in questo mese da Trenitalia e Regione per evitare che si arrivasse all’emergenza a settembre. Trenitalia non può più perdere tempo adottando soluzioni pasticciate, RFI deve ripristinare subito i due binari necessari per l’attestamento della FR2 a Tiburtina e alla Regione chiediamo più fermezza nel controllo e maggiore ascolto per associazioni e comitati”.

La FR2, Roma- Tivoli, è la tratta dove si vivono i maggiori disagi, con convogli soppressi o dirottati presso la mal collegata Roma-Prenestina, ma sono tanti i treni cancellati, completamente, come quello delle 7.45 da Fara Sabina a Roma, oppure parzialmente, come la corsa Rieti – Roma delle 7.27 che è stata cancellata nella tratta Orte-Roma oppure la Roma-Viterbo delle 17.15, cancellato sempre da Roma a Orte.

“È possibile che dopo tutto questo tempo, ancora le tratte presentino orari smantellati? E per quanto ancora si pensa di lasciare in questo stato i pendolari? In questo mese si è andati avanti con soppressioni e dirottamenti presso altre stazioni della città, peraltro spesso non prevedendo navette e bus sostitutivi oppure non fornendo informazioni chiare e tempestive all’utenza. La linea FR2 soprattutto – continua Parlati – non solo è stata dirottata quasi totalmente nella sperduta stazione Prenestina, ma non ci si è neanche preoccupati di sostituirla con apposite navette. Serve più attenzione da parte delle istituzioni verso chi ogni giorno è costretto a spostarsi e lo fa scegliendo i mezzi pubblici” – ha concluso Parlati.

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Pendolari, Legambiente: che fine hanno fatto navette sostitutive?

“Che fine hanno fatto le navette sostitutive dei treni cancellati a causa dell’incendio a Tiburtina? -chiede Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Dopo 48 ore è Atac a dover prevedere delle navette dalla stazione Prenestina per i pendolari della FR2, mentre per la FR1 non c’è ancora nulla di organizzato. E Trenitalia perché non mette in campo le navette sostitutive come avviene in casi di disservizio ben più ridotti? La situazione è assurda, pendolari e ferrovieri rimangono per ore sui treni abbandonati e privi di informazioni, quando la società o la Regione pensano di intervenire almeno facendo sapere a consumatori e utenti cosa devono attendersi nei prossimi giorni?”.

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Alemanno, le sette priorità di Legambiente

Colosseo e Fori pedonali, corsie preferenziali e nuovi tram, progetti di volontariato e per l’adozione del verde urbano da parte dei cittadini, bollino verde energetico per tutti gli edifici, duemila tonnellate di rifiuti riciclati al giorno, più bike sharing e car sharing, parco dei fiumi di Roma. Legambiente coglie l’occasione della metà mandato dell’Amministrazione capitolina per lanciare sette proposte da attuare subito, sulle quali chiede di confrontarsi al Sindaco Alemanno. “Le grandi città italiane in questi anni soffrono e a Roma sono molte le criticità ambientali, servono scelte innovative e coraggiose -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Riqualificazione, fruibilità, vivibilità, volontariato sono le parole chiave per rendere più sicura e più umana la Capitale. Su questi temi, ora si deve concentrare l’azione del Comune, cogliamo per questo l’occasione della metà del mandato e lanciamo sette proposte molto concrete sulle quali chiediamo al Sindaco Alemanno di confrontarci”.

A) Pedonalizzare il Colosseo e l’intera area archeologica dei Fori, togliendo finalmente al monumento più famoso del mondo il ruolo di spartitraffico in occasione dell’importantissimo bando per il restauro, ricollegando centro e periferia con un “parco archeologico della Roma Antica” che unisca i Fori e l’Appia Antica, Veio, Gabii e Centocelle.

B) Disegnare mille chilometri di nuove corsie preferenziali protette, per fare spazio e far correre il mezzo pubblico, dando più corse e più puntualità ai nostri autobus e tram. Avviare il nuovo Piano tram, mentre si continua a lavorare sulle metropolitane, per dare un nuovo ruolo strategico al ferro anche in superficie, con decine di chilometri lungo tutte le direttrici importanti della città, da Marconi alla Togliatti, dalla Casilina alla Tiburtina e alla Nomentana, per diminuire così anche l’inquinamento atmosferico.

C) Far partecipare i cittadini ad un nuovo modello di governo che premi il volontariato e la sussidiarietà, il confronto tra comitati associazioni e amministrazione, il lavoro comune su alcuni fronti come quello del decoro. Il volontariato va valorizzato, cogliendo l’opportunità dell’Anno Europeo del Volontariato indetto nel 2011 dalla Commissione europea per festeggiare i dieci anni dell’anno internazionale del volontariato delle Nazioni Unite, un’occasione che Roma non può perdere. Sull’esempio delle grandi campagne di Legambiente come Puliamo il Mondo e sul modello del “Citizens Committee” di New York, Legambiente chiede di sostenere progetti di volontariato e per dare in adozione ai cittadini aree verdi e piccoli spazi pubblici, per dare continuità agli interventi e risolvere una volta per tutte i problemi.

D) Bollino verde per certificare il rendimento energetico degli edifici, per far risparmiare i cittadini e vincere la lotta ai cambiamenti climatici. Come sugli elettrodomestici per lanciare il risparmio e l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili, Legambiente propone di apporre su tutti i palazzi un certificato, rendendo operativo l’obbligo di installazione di impianti solari termici e fotovoltaici per tutte le nuove costruzioni e le ristrutturazioni, per un migliore e più razionale uso dell’energia.

E) Riciclare almeno duemila tonnellate di rifiuti ogni giorno nella Capitale battendo discarica e incenerimento. Prevenzione della produzione di rifiuti con l’obiettivo di una riduzione del 20% puntando soprattutto sull’acqua pubblica piuttosto che imbottigliata, apertura delle isole ecologiche per il riuso dei materiali, estesa raccolta differenziata domiciliare anche per la frazione organica per arrivare almeno al 45% a breve termine.

F) Innovare la mobilità, primo obiettivo di 1.000 auto per il car sharing e 350 postazioni per il bike sharing. Tutte le sperimentazioni sulla mobilità sostenibile, con l’auto condivisa e il bike sharing, hanno funzionato bene, sono formule innovative, intelligenti e vantaggiose alle quali l’amministrazione deve dare concretamente priorità, estendendole a tutta la città in tempi brevi e certi.

G) Realizzare il “parco dei fiumi di Roma, del Tevere e dell’Aniene”, riscoprire il valore delle ville storiche con nuovi percorsi, liberare il mare dalla gabbia del lungomuro di Ostia. Istituire una grande area protetta a Roma e nel Lazio lungo uno dei fiumi più noti al mondo, accelerando su disinquinamento e ripristino ambientale, migliorando l’efficienza dei sistemi fognari e di depurazione. Il verde di Roma ha un valore inestimabile che va riscoperto, non può essere solo un problema per i costi di manutenzione, ma una grande occasione con nuovi percorsi. Liberare il mare di Roma, eliminando il lungomuro di Ostia e liberando gli accessi alle spiagge.

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