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Mobilità ciclabile, Legambiente alla conferenza del Coordinamento Roma Ciclabile: “Serve rivoluzione mobilità e trasporti a Roma, dalla pedonalizzazione dei Fori azioni concrete per una mobilità nuova”

Mobilità ciclabile, Legambiente alla conferenza del Coordinamento Roma Ciclabile: “Serve rivoluzione mobilità e trasporti a Roma, dalla pedonalizzazione dei Fori azioni concrete per una mobilità nuova”
“Serve una vera rivoluzione della mobilità e dei trasporti a Roma – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio, presente alla conferenza stampa organizzata dal Coordinamento Roma Ciclabile per presentare proposte sulla mobilità al nuovo sindaco  Ignazio Marino-. Dobbiamo invertire la rotta della scorsa amministrazione che è riuscita a smontare quei pochi provvedimenti che erano stati presi in passato. Bisogna riprendere in mano il progetto del bike sharing su cui sono stati investiti milioni di euro poi abbandonato e lasciato morire. Bisogna potenziare il trasporto pubblico e disincentivare il traffico privato. Vanno introdotte nuove ZTL e non ridotte come è stato fatto, occorre potenziare la sosta tariffata smontata dalla giunta uscente. Subito nuove corsie e nuovi corridoi per la mobilità. I romani scelgono sempre di più la bicicletta come mezzo di trasporto, vanno incentivati e messi al sicuro con infrastrutture dedicate e inserendo la ciclabilità in un più ampio progetto di ristrutturazione della mobilità a Roma. L’annuncio della pedonalizzazione dei Fori Imperiali è un’ottima notizia e un primo atto concreto che racconta l’idea della città diversa e migliore che i romani meritano”.

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Acqua, Legambiente: Alemanno non può beffarsi del voto di oltre un milioni di romani, no alla cessione di quote ai privati.

“Alemanno vorrebbe fare carta straccia del voto di un milione duecento ventisettemila romani che hanno detto sì ai referendum di pochi mesi fa, esprimendo con chiarezza cristallina la volontà per una gestione pubblica dell’acqua, dei trasporti e dei rifiuti -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il Sindaco e la Giunta non possono decidere nessuna cessione ai privati nella nuova holding capitolina contro la volontà dei cittadini, anzi per l’acqua devono anche subito eliminare i profitti dalla tariffa e avviare il processo per la costituzione di una nuova società interamente pubblica. Questa ennesima discussione assurda avviata da Alemanno va stoppata subito, ancora prima di iniziarla, se questo Sindaco dopo parentopoli, la svendita del territorio e la mala gestione dei rifiuti non è nemmeno in grado di farsi forte della volontà del 60% dei romani contro i poteri forti, allora è meglio che si dimetta.”

Per la gestione pubblica dell’acqua, dei trasporti e dei rifiuti, nella Capitale hanno votato, al quesito referendario per abrogare l’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, ben 1.288.034, il 60,56% del totale degli elettori di 2.127.008, e di questi ben 1.227.089 hanno espresso il voto favorevole, indicando la via delle gestioni pubbliche come quelle da perseguire, ossia il 96,12%. I numeri crescono ancora considerando il quesito sull’abolizione della remunerazione del capitale investito nella tariffa del servizio idrico integrato, dove i sì sono stati ben 1.238.325, ossia il 96,72% dei votanti 1.288.881 (60,6% del totale degli elettori). “La privatizzazione dei servizi pubblici è del tutto incostituzionale, il voto di oltre un milione di romani va rispettato, per primo dal Sindaco che è stato eletto direttamente da quegli stessi
cittadini e non si può beffare della volontà dei romani -afferma Cristiana Avenali, direttrice  di Legambiente Lazio-. Serve una nuova gestione pubblica e partecipata per l’acqua, negli interessi della collettività e con un protagonismo dei cittadini stessi, va subito recuperato un maggiore controllo pubblico delle conferenze d’ambito coinvolgendo i cittadini, con uno sforzo maggiore sulla depurazione e politiche e obblighi per l’efficienza e il risparmio idrico, rivisitando anche le bollette, obbligando l’Acea a cancellare la remunerazione del capitale per i privati dalla tariffa.” Nella Capitale, le perdite idriche sono del 27%, la peggiore situazione considerando i 68 metri cubi di acqua persi per chilometro di rete (fonte blue book e Mediobanca), mentre anche sul fronte dei consumi di acqua Roma scivola all’ultimo posto tra le città grandi in Italia, con ben 234,3 litri di consumati ogni giorno da ciascun cittadino.

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Atac, piano industriale, Legambiente: no aumento biglietti e abbonamenti.

“Ci vuole una bella faccia tosta per chiedere di aumentare il biglietto e gli abbonamenti con un servizio che funziona male come quello dei trasporti della Capitale, intere zone non servite e una qualità decisamente scadente – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Sono continue le segnalazioni di pesanti disservizi che ci arrivano: negli scorsi due giorni il trenino della Roma – Giardinetti ha fermato le corse a Centocelle senza spiegazioni dall’Agenzia della mobilità, che se l’è cavata con un laconico comunicato, e senza mezzi sostitutivi deportando i cittadini sul 105 già strapieno; stessa storia per l’80 e tutti i mezzi deviati per gli improvvisi lavori a via Nizza, che un paio di giorni fa sono scomparsi nel nulla per un’ora per un mezzo fermo a Via Po; o ancora, nessuna risposta rispetto ai vecchi vagoni dell’infuocata Metro B, dove si rischia lo svenimento. Insomma come intende rispondere ai cittadini, il nuovo piano industriale? Come si intende ridisegnare il servizio? Dopo gli assurdi scandali e una allegra gestione sotto inchiesta della magistratura, dal 2012 ci aspettiamo più servizio e più qualità del servizio, non nuovi aumenti”.

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Legambiente su mobilità: bene condivisione istituzioni promossa da Provincia, ora lasciare sull’asse trasporti i 200 milioni di risorse europee che la Regione vorrebbe destinare altrove.

“E’ molto positivo che la Provincia di Roma abbia voluto rimettere al centro del dibattito il trasporto pubblico, creando una condivisione con la Regione Lazio e il Comune di Roma. Ora la prima cosa da fare è lasciare sull’asse della mobilità i 200 milioni di risorse europee che la Regione vorrebbe destinare altrove, mettendo in campo i progetti discussi oggi, per rispondere alle tante difficoltà che vivono tutti i giorni centinaia di migliaia di pendolari – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. La Provincia ha dimostrato ancora una volta attenzione ai temi del trasporto, come aveva fatto acquistando con fondi propri 11 nuovi treni e investendo sull’eliminazione dei passaggi a livello. Siamo di fronte ad un incremento enorme della domanda di trasporto su ferro, passato negli ultimi dieci anni da 187.500 a 350.000 passeggeri trasportati ogni giorno considerando le sole ferrovie regionali, ai quali si sommano altri 200.000 passeggeri sulle ex ferrovie concesse, con un’ulteriore crescita che al 2015 si stima nel 35%. Servono allora risposte, sia sul fronte della pianificazione, con una visione di come saranno Roma e la sua area metropolitana, che sul fronte delle immediate attuazioni. In tal senso vanno benissimo le proposte rilanciate oggi, come la chiusura dell’anello ferroviario, i raddoppi sulla Guidonia – Lunghezza, sulla Cesano – Bracciano, sulla Campoleone – Nettuno e gli innovativi progetti sulla linea ferroviaria dei castelli romani, oltre che gli interventi tecnologici sul nodo di Roma, l’allungamento delle banchine e la realizzazione di punti di scambio e incrocio. Bisogna, però, definire le priorità e capire come finanziare subito le realizzazioni. In tal senso, è importante il lavoro che la Polverini ha evidenziato per spostare sulle infrastrutture ferroviarie le future risorse della Legge obiettivo, ma alla Presidente della Regione chiediamo di lasciare intanto sull’asse della mobilità i 200 milioni di risorse europee che la stessa Regione vorrebbe destinare altrove. Sono fondi importantissimi, ai quali i cittadini non possono assolutamente rinunciare, fondamentali in questa fase di crisi anche per attivare cantieri utili, con 33 milioni per la Nettuno, 33 per i nodi di scambio, 55 per le stazioni, 49 per i pullman e un’altra cospicua parte da ridefinire, mantenendo la prima parte del rinnovo della ferrovia Roma nord e affiancando magari proprio parte degli interventi presentati oggi. Una solida base di risorse pubbliche sulla quale costruire altre progettualità, coinvolgendo anche i soldi delle imprese, che vanno orientati sulle ferrovie piuttosto che su un inutile secondo GRA, del quale non si sente più parlare, speriamo perché definitivamente cancellato”.

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