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Riparte “Pendolaria” di Legambiente: lanciato coordinamento con sindaci e cittadini per chiedere treni più nuovi e moderni

Riparte “Pendolaria” di Legambiente, lanciato coordinamento con sindaci e cittadini per chiedere più treni nuovi e moderni e confronto su standard del trasporto pubblico nel Lazio Pendolaria continua nei prossimi giorni. Segnala i problemi sulla tua linea a posta@legambientelazio.it. Per sottoscrivere il manifesto scrivi a  m.boiano@legambientelazio.it
Le foto al link http://bit.ly/IFaPDu

Al via stamattina Pendolaria, la campagna di Legambiente che dà voce ai bisogni dei
passeggeri che viaggiano tutti i giorni sui mezzi pubblici. Tommaso Conti sindaco di Cori, Angelo Delogu sindaco di Priverno, Maurizio Lucci sindaco di Sabaudia e Antonio Terra sindaco di Aprilia sono i primi firmatari del manifesto “Siamo tutti sullo stesso treno”, sottoscritto e diffuso stamattina. Le richieste sono chiare: la Regione Lazio preveda nuovi investimenti sul trasporto pubblico pendolare con treni nuovi e moderni e apra un confronto sul nuovo contratto di servizio che dovrà essere rinnovato nel 2014. Al Governo l’associazione chiede certezza, maggiori risorse e un ruolo di vigilanza su trasparenza del contratto di servizio e di garanzia dei diritti dei pendolari.

“Con Pendolaria quest’anno abbiamo lanciato un coordinamento con amministratori locali, cittadini e comitati per mettere in campo iniziative comuni e azioni di mobilitazione e ottenere un miglioramento dell’esperienza di chi ogni giorno da tutti i paesi del Lazio si reca a Roma per motivi di lavoro o studio – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’investimento nel trasporto pubblico pendolare è la vera grande opera utile per la nostra regione. Alla Regione chiediamo uno sforzo per destinare l’1% del bilancio ai pendolari, con una prospettiva di arrivare fino al 5%, con un fondo speciale destinato a realizzare più binari e ad avere più treni nuovi e capienti per ridurre ritardi e disservizi. Chiediamo un tavolo sul nuovo contratto di  servizio aperto ad enti e associazioni che chiarisca obiettivi, collegamenti e standard per definire una nuova e precisa strategia regionale, nell’ambito del nuovo piano trasparenza che la Regione sta scrivendo.”

Lo stato del trasporto pubblico a Roma e nel Lazio è sempre più allarmante. Le 8 tratte di Ferrovie Regionali, i collegamenti serviti da Cotral e i servizi ferroviari metropolitani soffrono una troppo bassa frequenza di passaggio con conseguente e insostenibile sovraffollamento, continui ritardi e disservizi, mancanza di informazioni. Serve una precisa strategia regionale per il trasporto pubblico, un nuovo contratto di servizio che risponda di più alle esigenze di chi viaggia. Le stazioni devono diventare luoghi accoglienti e sicuri, accessibili e fruibili da parte dei cittadini. Un trasporto pubblico efficiente e sostenibile è la vera alternativa ad auto, smog e traffico.

Segnala i problemi della tua linea a posta@legambientelazio.it. Se vuoi sottoscrivere il manifesto, scrivi a m.boiano@legambientelazio.it.Hanno partecipato, tra gli altri: Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente; Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio; Maria Domenica Boiano, responsabile campagne di Legambiente Lazio; Renato Arioli, presidente del Circolo Legambiente Appia Sud; Olga Kozarova, presidente del Circolo Legambiente Monti Lepini Sgurgola; Stefano Mariano, presidente del Circolo Legambiente Cassino.

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L’odissea dei pendolari: aumentano i viaggiatori, ma il servizio peggiora nonostante le tariffe in crescita.

Pendolari, Legambiente: “Trofeo Caronte” ex-equo alla Roma – Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti per i peggiori viaggi monitorati. L’odissea dei pendolari: aumentano i viaggiatori, ma il servizio peggiora nonostante le tariffe in crescita.
Legambiente: a chi si candida a governare la Regione Lazio chiediamo subito una legge regionale per la moltitutine dei 540 mila pendolari che ogni giorno usano il treno. Nuovo anno, vecchi disagi sui treni, ma Legambiente non ci sta e apre il 2013 assegnando il “Trofeo Caronte” alle tre ferrovie metropolitane Roma-Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti (le cosiddette ex concesse), le peggiori tratte ferroviarie per i pendolari, secondo la nuova analisi con la quale Legambiente rilancia nel Lazio “Pendolaria”, la campagna dell’associazione al fianco di chi viaggia ogni giorno. Tra le undici linee monitorate per l’assegnazione del premio, sulle quali viaggiano nel complesso ogni giorno 540 mila persone, compaiono tutte le 8 linee ferroviarie regionali da FL1 a FL8 e le 3 linee ex concesse.

“Treni sovraffollati all’inverosimile, frequenze di passaggio ridicole in aree altamente popolose, informazioni zero, bagni inagibili, problemi al condizionamento: è infernale il viaggio quotidiano delle centinaia di migliaia di pendolari del Lazio che devono raggiungere Roma per motivi di lavoro o di studio -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ passato un altro anno, ma sembra non importare a nessuno della moltitudine di 540 mila pendolari che viaggiano ogni giorno in treno, chiediamo a chi si candida a governare la Regione Lazio una precisa strategia regionale per il trasporto ferroviario locale, una legge regionale e un fondo pari all’un per cento del bilancio della Regione per più binari e più treni, una riorganizzazione della rete su gomma e servizi di qualità.”

Sono quattro i parametri che Legambiente ha utilizzato per valutare il viaggio dei pendolari, con un monitoraggio compiuto a metà dicembre per verificare lo stato delle ferrovie a Roma e nel Lazio: sotto la lente di ingrandimento sono finiti lo stato delle vetture, le indicazioni e l’assistenza ai viaggiatori, l’accesso e la discesa dalle carrozze, i minuti di ritardo accumulati. I pendolari volontari di Legambiente coinvolti nella gara sono partiti da Monterotondo (Rm), Roviano (Rm), Anguillara (Rm), Velletri (Rm), Marina di Cerveteri (Rm), Frosinone, Monte San Biagio (Lt), Nettuno (Rm), Castelnuovo di Porto (Rm) e nella Capitale da Acilia e Giardinetti, con l’obiettivo di raggiungere il centro di Roma entro le ore 8.30. Per la categoria “stato delle vetture”, la situazione peggiore è stata riscontrata sulla linea FL2 Tivoli – Roma Tiburtina per le condizioni esterne e interne delle carrozze, arredi, servizi igienici e condizionamento ai quali corrisponde una valutazione insufficiente per ogni voce del questionario. Per il parametro “indicazioni e assistenza” è la tratta FL3 Viterbo – Roma Ostiense a guadagnare il podio, per indicazioni vocali ed display spesso del tutto assenti oppure sbagliate perché non corrispondono alle fermate, tabelloni elettronici non funzionanti e soppressione di corse non segnalata, nella totale assenza del personale ferroviario. Per il parametro “accesso e discesa dai treni”, importante per la sicurezza dei passeggeri, la linea peggiore è la FL4 Velletri – Roma Termini dove diverse porte che dovrebbero assicurare l’uscita dei passeggeri non funzionano e il sovraffollamento rende estremamente difficile entrare e uscire dalle carrozze. Per il parametro “ritardi” è la linea FL2 Velletri – Roma Termini a distinguersi con ben 47 minuti di ritardo accumulati sull’orario previsto di arrivo.

Se le linee ferroviarie regionali gestite da Trenitalia presentano un’infinità di criticità, carrozze e servizi offerti dalle tre ferrovie metropolitane gestite da Atac sono più che vetusti: Roma-Lido, Roma Flaminio – Viterbo e Roma – Giardinetti sono le tre “cenerentole” del trasporto su ferro, vista la totale mancanza di informazioni, l’antichità della maggior parte delle carrozze e dei treni, i servizi igienici assenti o inutilizzabili sia in stazione che a bordo treno, il condizionamento inesistente, il sovraffollamento e la mancanza di indicazioni. La situazione è indecente sulla Roma – Giardinetti, la linea ferroviaria con 35.000 passeggeri trasportati ogni giorno con 256 corse, assolutamente insufficienti, vetture reperti museali freddi d’inverno e caldi d’estate, attese interminabili senza pensiline per ripararsi e nemmeno avvisi: Gravi carenze che non si affrontano, forse pensando in modo sbagliato che la linea possa essere dismessa quando arriverà la metro C, o rinviando all’ipotesi al momento futuribile della trasformazione in tranvia, come pure Legambiente da tempo sostiene. Situazione insostenibile sulla linea da Ostia, 90.000 passeggeri trasportati quotidianamente con 150 corse su treni stracolmi che a volte addirittura non riescono a chiudere le porte e senza la fortuna di ascoltare una qualche comunicazione di avviso ai viaggiatori. Sulla Roma Nord, 75.000 passeggeri trasportati ogni giorno con 188 corse urbane e 43 extraurbane, si accumulano ritardi incredibili di decine e decine di minuti, vetture antiche e sporche, parcheggi del tutto inadeguati alle stazioni.

Situazioni che si scontrano con gli enormi aumenti dei numeri degli utenti del trasporto pubblico su ferro, cresciuti moltissimo negli ultimi dieci anni: i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187mila a quasi 360mila, ai quali si aggiungono gli oltre 180mila degli altri servizi ferroviari metropolitani, portando il numero delle persone che usano il ferro ogni giorno all’immensità di 540 mila. E secondo le stime di Legambiente, continueranno a crescere: attestandosi ad un incremento del 35%, nel 2015 si arriverà a oltre 472mila passeggeri trasportati ogni giorno, solo sulle ferrovie regionali.

“Il Comune di Roma la smetta di gridare ai sabotaggi e dia risposte concrete ai pendolari del trasporto pubblico in città. La situazione di stallo del trasporto su ferro deve terminare e le prossime elezioni saranno un appuntamento importante per poter rispondere alle richieste di chi viaggia – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Sporcizia, disservizi, condizionamento inefficiente e mancanza del personale in stazione e sulle carrozze non è accettabile in un paese che deve confrontarsi con le altre grandi capitali europee nell’offerta di
servizi ai cittadini ma anche agli altri utenti che visitano Roma ed il Lazio. Sulle linee ferroviarie verso Ostia, verso Roma Nord e sull’asse della Casilina si viaggia in condizioni inaccettabili,
bisogna smetterla di discutere e lavorare per la qualità del servizio. Serve un lavoro congiunto tra le diverse aziende del trasporto, Trenitalia, Atac e Cotral, sotto la regia della Regione Lazio.”

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LEGAMBIENTE PRESENTA PROPOSTA DI LEGGE: ALMENO 1% DEL BILANCIO PER CHI VIAGGIA

PENDOLARI: NEL 2011 DA REGIONE LAZIO LA MISERIA DI 35,1 MILIONI DI EURO, LO 0,13% DEL BILANCIO REGIONALE, PER 560MILA VIAGGIATORI AL GIORNO. LEGAMBIENTE  PRESENTA PROPOSTA DI LEGGE: ALMENO 1% DEL BILANCIO PER CHI VIAGGIA, 1 MILIARDO DI EURO IN CINQUE ANNI

Ridicolo e immobile: lo stanziamento di risorse aggiuntive della Regione Lazio per le ferrovie per il 2011 è stato una miseria di 35,1 milioni di euro, lo 0,13 del bilancio regionale come per l’anno precedente, una delle peggiori situazioni nazionali. Il 2012 è stato un ennesimo anno difficile per la vita dei pendolari nella nostra regione, con un taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti e degli abbonamenti. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono per Roma e il Lazio dalla nuova edizione del “Rapporto Pendolaria” di Legambiente. Tutti i numeri del trasporto pubblico, con la situazione e gli scenari, sono stati presentati stamattina a Roma con un blitz di fronte all’ingresso della Roma – Lido, una delle ferrovie più antiche e abbandonate della Capitale sulla quale viaggiano 90mila cittadini al giorno, il numero più alto del Lazio dell’intero Paese.

Numeri da brivido, tanto più se si considera che nel Lazio viaggiano un quinto dei pendolari in Italia: 560mila cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 km delle ferrovie laziali, un numero che è quasi raddoppiato rispetto al 2008, quando erano 400mila (+40%), e che fanno piazzare la nostra regione al secondo posto della classifica per numero di pendolari subito dopo la Lombardia. Una cifra che nel 2015, se non prima vista la crisi, stimiamo diventerà di quasi 700mila persone al giorno, ai quali si aggiungono già oggi 104 milioni di viaggiatori annui dei mezzi regionali su gomma per 9.000 corse al giorno. “Le istituzioni raccolgano il grido d’allarme dei pendolari che Legambiente rilancia, stop ai tagli al servizio, a chi si candida a governare il Lazio chiediamo di approvare subito una legge regionale per i pendolari che destini l’1% del bilancio della Regione ai 560mila cittadini che viaggiano ogni giorno a Roma e nel Lazio -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di
Legambiente Lazio-. Nel Lazio come in tutto il Paese si continuano a favorire le strade, nonostante sia chiaro che quelle opere non si realizzeranno mai e mentre è chiaro che il trasporto pubblico su ferro è una nuova grande utile opera pubblica del secolo, contro traffico ed inquinamento e per ridurre le emissioni di CO2 e battere il riscaldamento globale. I pendolari vivono ogni giorno in emergenza, treni stracolmi, carrozze abbandonate, biglietterie scomparse nelle fermate mai presidiate, informazioni inesistenti. Bisogna subito mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, i trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati.”

Legambiente presenta il testo di una “legge per i pendolari” e chiede che sia uno dei primi atti del nuovo governo regionale, per migliorare quantità e qualità del servizio, incrementare l’offerta dei servizi: un unico articolo, tre commi, con al centro la creazione di un “Fondo regionale per il trasporto locale”, nel quale confluisca almeno l’1% del bilancio regionale, 200 milioni all’anno vincolati a questi obiettivi, un miliardo dii euro nei cinque anni di governo, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e il potenziamento strutturale della rete.

“Fateci uscire dalla preistoria” è lo slogan dei volontari di Legambiente che hanno manifestato stamattina a Roma e in altri appuntamenti di fronte alle stazioni d’Italia, dal Veneto alla Sicilia, con un mega poster degli “Antenati” per rimarcare l’abbandono di molte stazioni, la vetustà dei treni, la soppressione delle corse, il sovraffollamento e i ritardi, l’incertezza dei finanziamenti e del futuro di un settore che interessa quasi tre milioni di cittadini nel Paese. Delle 20 linee pendolari più frequentate d’Italia le prime quattro sono “laziali”, sette su venti nel complesso, tutte tra i primissimi posti nazionali. La più affollata linea pendolare italiana è la Roma–Lido che trasporta ben 90mila pendolari ogni giorno dai comuni del litorale e da Ostia verso Roma, con 28,791 km di lunghezza, 13 fermate e 150 corse al giorno. Segue nella classifica delle linee più frequentate la Roma nord – Viterbo con 75.000 passeggeri al giorno e poi, ancora, la FL1 Fiumicino Aeroporto-Orte, con le sue 65mila persone al giorno nonostante la capienza di 50mila, unica linea in Italia con i parametri considerati per essere classificata come di “serie A” anche se il servizio effettuato è spesso in ritardo e la linea soffre l’eccessivo affollamento, aggravato anche dalla scarsa attenzione a servizi e pulizia sia dei treni sia delle stazioni; ancora a seguire, la FL3 Roma Ostiense-Viterbo con 65.300 passeggeri al giorno, classificata di “serie B” per il materiale rotabile dedicato al servizio pendolare e la frequenza di 15-30 minuti.

“A Roma e nel Lazio si muovono un quinto dei pendolari italiani, eppure per treni e bus le risorse sono sempre ridicolmente poche e sempre più incapaci  di soddisfare i bisogni dell’utenza, eppure i soldi per le strade ci sono sempre -attacca Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nell’ultimo anno il servizio ha subito tagli programmati e di fatto per continui guasti dovuti alla scarsa manutenzione e al mancato rinnovo del materiale rotabile, con aumenti delle tariffe dei biglietti e degli abbonamenti ai quali non è corrisposto un bel nulla in termini di miglioramento del servizio, anzi. Vanno trovati i fondi, eliminando le infrastutture inutili e devastanti, a partire da quelle stradali come il GRA bis o l’autostrada Pontina, spostando poi gli investimenti anche privati sui binari, le fermate e le stazioni, sul servizio su gomma del Cotral che va salvaguardato, con nodi intermodali di scambio tra bus e treni, corsie protette e riservate. Vanno allora subito ridefinite le priorita,̀ trovando soluzioni per il trasporto pubblico, ascoltando e dialogando con comitati pendolari e associazioni.”

La guerra tra ferrovie e strade è in pieno svolgimento: solo nel periodo 2003-2012, nel Lazio contro i 50 milioni destinati alle ferrovie, sono stati destinati alle strade quasi 700 milioni (e 237 alle metropolitane), in percentuale si tratta di un risicato 5% contro il 71% delle risorse per le strade. E anche sul fronte delle penali nei confronti dei gestori del servizio si potrebbe fare di piu:̀ nel Lazio, nel 2011 sono oltre 11 milioni, cifra tra le più alte in Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna), soldi che sono stati reimpiegati per lo più nei servizi aggiuntivi. Nella crisi di risorse pubbliche che attraversiamo, va fatto un ragionamento approfondito sulle infrastrutture, scegliendo ciò che va fatto e ciò che è inutile. Per cambiare volto alla regione non servono, un GRA bis da un miliardo e 700milioni di euro, l’autostrada Pontina da 2,4 miliardi con un finanziamento pubblico del 40%, il nuovo porto di Fiumicino o il raddoppio a nord dell’aeroporto Da Vinci garantito dalle tariffe dei cittadini, quanto piuttosto infrastrutture su ferro, treni, metropolitane e tramvie sulle quali indirizzare anche i soldi privati. Sul fronte delle infrastrutture nel Lazio sono diverse le priorità di intervento sulle quali concentrare l’attenzione e gli investimenti, dal completamento dell’anello ferroviario, al raddoppio della Cesano-Viterbo fino almeno al Bracciano, al raddoppio della Campoleone-Nettuno. Opere di cui si parla da vent’anni, ma che essendo fuori dalla Legge Obiettivo e dagli interventi prioritari, continuano ad essere rinviate e senza prospettive vere di realizzazione. Occorre inoltre ricordare che ben 386 km (il 39% del totale) delle ferrovie laziali ancora oggi risulta essere a binario unico, e poche sono le linee dedicate per i treni metropolitani e regionali. Non va meglio sul fronte delle stazioni, che spesso invece di essere presidi sul territorio, sono cattedrali nel deserto, anche su linee frequentatissime e situate in aree densamente abitate della città, dove spesso non ci sono né la  biglietteria né l’erogatrice, non ci sono servizi di ristoro, il personale ferroviario è assente e mancano i servizi igienici.

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Dossier MAL’ARIA 2012

Riparte “Mal’aria di città”, l’ormai storica campagna di Legambiente contro l’inquinamento atmosferico e a favore del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile ed anche quest’anno abbiamo fatto un bilancio per le polveri sottili PM10 e il biossido d’azoto.
Analizzando i dati dell’Arpa Lazio del 2011 per polveri sottili e anche per il biossido di azoto la situazione risulta assai preoccupante. Le concentrazioni di PM10 nell’aria sono andate aumentando nella Capitale e non solo, complici anche le condizioni meteo che in mancanza di pioggia hanno favorito il ristagno dei gas inquinanti; risultati inquietanti che giungono al termine di un anno terribile per il traffico di Roma. Nel 2011 il livello di polveri sottili in atmosfera ha superato per moltissimi giorni il limite di legge (50 microgrammi per metro cubo μg/mc per la concentrazione media nelle 24 ore), così come è molto elevato il numero di ore fuorilegge per il biossido di azoto (200 microgrammi per metro cubo μg/mc per la concentrazione massima oraria), come si evidenzia in tabella…

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Per i treni Legambiente con i pendolari si rivolge a Babbo Natale contro tagli del servizio e aumenti delle tariffe.

“Trofeo Caronte” vince la FR3 Viterbo -Roma per il peggior viaggio
su ferro, per la gomma sul podio la Rieti – Roma.
“Rapporto Pendolaria”: 2011 “annus horribilis” per i treni anche nel
Lazio con tagli e probabili aumenti dei biglietti del 15%.
Fondi insufficienti e convogli che invecchiano.
E intanto in tempi di crisi i pendolari aumentano.

Va alla FR3 Viterbo – Roma il “Trofeo Caronte” di Legambiente, il poco ambito premio assegnato alla tratta delle ferrovie regionali (FR) per i pendolari, distintasi per le peggiori performance di viaggio. Sul podio, per questa sesta edizione, al secondo posto la FR2 Tivoli- Roma e al terzo la Nettuno-Roma (FR8). Per l’edizione del Trofeo riservata alle linee Cotral, il peggiore viaggio è quello sulla linea Rieti – Roma. Con questo nuovo monitoraggio Legambiente rilancia “Pendolaria”, la campagna dell’associazione al fianco dei pendolari, e lo fa anche con spirito, rivolgendosi a Babbo Natale, con cartoline e letterine dei pendolari consegnate direttamente a Santa Claus alla Stazione Termini.

La situazione sembra, infatti, destinata a peggiorare, visto che nell’ultima finanziaria regionale i minori trasferimenti da parte del Governo portano la Regione Lazio a una riduzione netta delle risorse destinate ai trasporti. Per Cotral è previsto un taglio dell’11%, da 233 milioni a 208, per l’Atac da 305 milioni a 188, per le ferrovie ex concesse, da 94 a 84 milioni, mentre si salva per
ora il trasporto pubblico locale nei piccoli Comuni, dove non per quest’anno non verranno effettuati i previsti tagli di 70 milioni. Tutto ancora da valutare l’impatto sui treni, invece, dove è praticamente certo un aumento delle tariffe, ma si rischia anche un taglio dei servizi. La copertura di una parte dei mancati trasferimenti governativi, in questo caso, dovrebbe arrivare dall’aumento di poco più di due centesimi e mezzo per litro previsto da una nuova imposta regionale sulla benzina per autotrazione, al quale si aggiunge un bollo auto più caro del 10% per i cittadini del Lazio, ma non è certa la destinazione di queste entrate, come non è certo che siano sufficienti a coprire i costi.

“E’ provocatorio chiedere aiuto a Babbo Natale, speriamo che Regione Lazio e Comune di Roma raccolgano il grido d’aiuto dei pendolari per sventare aumenti delle tariffe e tagli dei servizi -ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Negli ultimi mesi nel Lazio i pendolari si sono trovati sempre più di frequente a piedi, tanto da occupare binari e manifestare per i pullman, ora nel bel mezzo della crisi, proprio quando cresce chi si serve dei mezzi pubblici, tagli e aumenti sono impensabili, bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi. I trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati e non è questo il settore dove andare a tagliare nella finanziaria regionale, sarebbe una beffa far pagare la crisi alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si affidano ai mezzi pubblici per gli spostamenti.”

E’ pieno di numeri il Rapporto Pendolaria di Legambiente, presentato questa mattina presso la Stazione Termini. Nel Lazio per le ferrovie sono 290 i milioni di euro stanziati negli ultimi dieci anni dalla Regione per servizi aggiuntivi, ma in realtà la stagrande parte sono destinati a km aggiuntivi delle due linee metropolitane della città di Roma. Gli stanziamenti aggiuntivi per servizio su ferro nel 2011 sono di soli 33,6 milioni di Euro, che sommati ai 14,8 milioni di investimenti per il materiale rotabile, arrivano a una piccola percentuale dello 0,19% del bilancio regionale, ben lontani da quell’1% richiesto da Legambiente Lazio e propagandato dalla Polverini durante la campagna elettorale, che ora rischia un serio decremento. Un dato del tutto insufficiente per una regione come il Lazio, seconda solo alla Lombardia per numero di viaggiatori al giorno sulle ferrovie, pari a 540.000 (solo ferrovie Trenitalia ed ex concesse).

“Torniamo a lanciare un grido dall’allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, sempre più incapaci di soddisfare i bisogni dell’utenza, ma i soldi per le strade ci sono sempre -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nelle prossime settimane saremo costretti a vivere inaccettabili tagli e aumenti delle tariffe, vanno piuttosto ridefinite le priorità, trovando soluzioni per il trasporto pubblico, ascoltando e dialogando con comitati pendolari e associazioni. Per le ferrovie è assurda anche la situazione delle fermate e delle stazioni, quasi tutte prese in carico dalla Regione Lazio, che poi ha cancellato i fondi europei per riqualificarle. Il Cotral, con oltre 100 milioni di viaggiatori all’anno, è fondamentale e va salvaguardato rimettendo mano in modo complessivo al servizio, con nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creando subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato.”

La guerra tra ferrovie e strade è in pieno svolgimento: solo nel periodo 2003-2011, nel Lazio contro i 50 milioni destinati alle ferrovie, sono stati destinati alle strade quasi 700 milioni (e 219 alle metropolitane), in percentuale si tratta di un risicato 5,2% contro il 72% delle risorse per le strade. E anche sul fronte delle penali nei confronti dei gestori del servizio si potrebbe fare di più: nel Lazio, nel 2011 sono oltre 14 milioni, cifra tra le più alte in Italia (dopo Lombardia ed Emilia Romagna), soldi che sono stati reimpiegati per lo più nei servizi aggiuntivi.

Una situazione ben evidenziata dal Trofeo Caronte di Legambiente Lazio. In base ai racconti dei viaggiatori, la FR1 è risultata sovraffollata e spesso in ritardo, anche se è la linea FR3 (Viterbo-Roma Ostiense) la tratta infernale 2011, sovraffollata e con corse in continua soppressione senza annunci o indicazioni. A seguire la FR2 (Tivoli-Roma Termini) con corse rare e intralciate dai lavori alla Stazione Tiburtina e la FR8 (Nettuno-Roma Termini), con pochi convogli e in più sporchi e attese interminabili in stazioni abbandonate, dove trovare un cartellone con gli orari è impresa titanica e una volta saliti, l’aria condizionata fa piovere addosso ai passeggeri. Ma ci sono anche i treni che, per insufficienza di binari, vengono “attestati ad altri materiali”, costringendo a lunghi tratti a piedi i pendolari della FR4 (Velletri-Roma Termini), i convogli con vetture scadenti e maleodoranti della FR5 (Civitavecchia-Roma Terimini), le porte rotte a causa delle carrozze gelate e addirittura allagate sulla FR6 (Cassino-Roma Termini), e poi l’arredo arrangiato dei treni della FR7 (Formia-Roma Termini), con carrozze in costante diminuzione, sovraffollamento e condizioni igieniche scarse. E se a bordo la situazione è indecente, non va meglio “a terra”: risultano infatti in pessimo stato molte delle stazioni o delle banchine di attesa dei mezzi; le grandi stazioni, seppur più efficienti, risultano sporche e degradate, le piccole, invece, sembrano spazi dimenticati senza personale, e ascensori guasti. Va forse peggio per le tratte del Cotral monitorate: il podio del Trofeo Caronte è assegnato alla tratta Rieti – Roma, con pensiline al freddo e ricolme di rifiuti, orari di passaggio tramandati per tradizione orale, mezzi “impantanati” nel traffico urbano, fermate a centinaia di metri da stazioni FS e mancanza di sicurezza per le persone che attraversano sulle strisce alle fermate. Ha partecipato, alla presentazione del Rapporto: Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente.
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Trasporto Pubblico Locale: allarme tagli per mancanza fondi Legambiente Lazio: no a tagli e aumenti tariffe

“Stop a tagli e aumenti per treni e bus, sono impensabili, la situazione è di serio allarme chiamiamo a raccolta i pendolari per il 19 dicembre, bisogna far sentire la loro voce – ha detto Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. I trasporti regionali soffrono da troppo tempo la mancanza di investimenti adeguati, ora la notizia che nonostante l’aumento dei carburanti i soldi non si troveranno comunque è un’ennesima batosta per i pendolari. In tempi di crisi economica e ambientale sarebbe una beffa tagliare il servizio e aumentare biglietti e abbonamenti. Non si può far pagare la crisi alle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno si affidano ai mezzi pubblici per gli spostamenti.”

Legambiente rilancia l’allarme per i tagli ai fondi per il trasporto pubblico locale: nonostante gli 1,2 miliardi di euro della manovra sulle accise, nelle casse della Regione Lazio mancheranno comunque almeno 190 milioni di euro, con il serio rischio di ingenti tagli al servizio. Allo stesso tempo, proprio in queste ore la Giunta della Regione Lazio dovrebbe approvare nel bilancio aumenti del 15% per i biglietti del Cotral e dei treni regionali. 

Tagli e aumenti ancora più assurdi, se si pensa che negli ultimi dieci anni l’utilizzo del trasporto ferroviario è cresciuto moltissimo, i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio sono raddoppiati, passando da 187mila a oltre 350mila, ai quali si aggiungono i 200mila delle ferrovie concesse. Numeri destinati a crescere ancora, secondo le stime di Legambiente, fino a 472mila passeggeri trasportati ogni giorno nel vicino 2015 sulle sole ferrovie regionali (con un incremento del 35%), che richiederanno almeno 40 nuovi treni, oltre a consistenti interventi di manutenzione sui 115 che circolano oggi ogni giorno. Per il Cotral i numeri sono ugualmente importanti, con 104 milioni di viaggiatori annui, e una forte esigenza di miglioramento del parco mezzi, delle fermate, delle informazioni, delle 9.000 corse giornaliere, dei 4.554 collegamenti/linee, con 81,5 milioni di vetture/km all’anno.

“Mancano pochi giorni al 12 dicembre, quando entrerà in vigore il nuovo orario ferroviario, cosa succederà allora? – si chiede la direttrice di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali-. La stangata per i pendolari è insopportabile e assurda, gli utenti sono in costante aumento da anni e viaggiano in condizioni troppo spesso indecenti, con risorse sempre più scarse. Le parole d’ordine devono essere potenziamento e non taglio al servizio, più treni e bus e non meno. Non può essere il servizio di trasporto pubblico a pagare l’austerity, gli aumenti delle tariffe in queste condizioni sono altrettanto assurdi perché il servizio è ben al di sotto degli standard minimi.”

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