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Pendolari: nel Lazio tagli dal Governo per 71,6 milioni di euro nel 2011 mentre nel 2010 dalla Regione solo 33,86 milioni di risorse aggiuntive, lo 0,15% del bilancio

Stop tagli e aumenti delle tariffe
No a ulteriori tagli dei fondi strutturali POR per la mobilità
Regione destini almeno l’1% del bilancio ai pendolari

Mancano all’appello 71,6 milioni di Euro, con il taglio da 163 a 91,4 milioni dei trasferimenti dallo Stato per i contratti di servizio del trasporto pubblico su ferro e gomma (ossia meno 43,9%), e il 2011 rischia di essere l’anno nero del trasporto nel Lazio come in Italia, tra l’incudine dei tagli al servizio e le ipotesi di aumento alle tariffe. Un contesto nel quale gli stanziamenti di risorse aggiuntive nel 2010 sono già rimasti molto bassi, pur salendo a 33,86 milioni di euro, passando così dallo 0,13% allo 0,15% del bilancio regionale. E’ un grido di allarme quello che Legambiente lancia anche nel Lazio con il “Rapporto Pendolaria 2010”, l’analisi che da cinque anni fotografa la situazione e gli scenari del trasporto ferroviario e metropolitano nel nostro Paese. Nel dettaglio nell’ultimo anno nemmeno un Euro è stato investito per acquistare nuovi treni, mentre 31,87 milioni di Euro sono stati destinati alle ferrovie regionali (ATAC, ex Met.Ro.) e 1,99 milioni sono andati a Trenitalia.Numeri assolutamente insufficienti – in una panorama nazionale alquanto desolante, con la sola Provincia Autonoma di Bolzano che è riuscita ad investire più dell’1% del bilancio per i pendolari e il Veneto tra i peggiori con il solo 0,04%-, tanto più se si considera che il Lazio è al secondo posto della classifica nazionale per numero di pendolari, anche questi in crescita, subito dopo la Lombardia: sono 540mila (+35% rispetto ai 400mila del 2008) i viaggiatori che ogni giorno transitano sui 1.150 km delle ferrovie laziali. Nel 2010 i contratti di servizio avevano visto una crescita della spesa: 215 milioni di Euro per Trenitalia per 17,1 milioni di treni per chilometro (contro i 163,87 del 2009) e 91,8 milioni per Metro (contro i 55,9 del 2009) per 4,2 milioni di treni per chilometro, portando nel complesso la somma erogata per il servizio a 306,8 milioni. Le penali applicate per carenze rispetto a quanto previsto nel contratto di servizio hanno raggiunto i 14,1 milioni nel periodo 2001/2010, tutti reinvestiti in servizi aggiuntivi, superando in modo paradossale gli stanziamenti aggiuntivi nello stesso periodo che sono stati di soli 7,93 milioni. Nello stesso periodo sono stati investiti solo 174,49 milioni di Euro per materiale rotabile, dei quali 85,34 per Trenitalia e 89,15 per Metro. “Non ci stiamo, servono più treni e bus con un servizio migliore per i pendolari e invece ci vogliono propinare tagli e aumenti delle tariffe. Alla Regione chiediamo di mantenere le promesse e destinare almeno l’1% del bilancio regionale ai pendolari – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Nel nuovo orario ferroviario non c’è un treno in più, Cotral e Atac sono al collasso per i debiti, e la Regione sta rinnovando i contratti di servizio senza che gli utenti ne sappiano nulla, nonostante i tavoli di lavoro in corso, e senza sapere come si copriranno le spese. Con questo servizio non accetteremo nessun taglio né aumento delle tariffe, i 540mila pendolari del Lazio vivono una situazione di emergenza, servono treni più frequenti e puntuali, investimenti su nuovo materiale rotabile e carrozze più pulite e meno affollate, biglietterie, informazioni. Nella Regione c’è una vera grande priorità di intervento, che è il nodo di Roma, dove va finalmente completato l’anello ferroviario a nord tra la stazione Nomentana e Tor di Quinto, creando tre linee di attraversamento della città, aumentando la possibilità di interscambio nell’area urbana. Va data una risposta alla domanda di trasporto pubblico sempre maggiore nelle aree metropolitane, le ferrovie regionali sono la nuova grande utile opera pubblica del secolo, contro traffico, congestione e inquinamento, tanto più in questo momento in cui è fondamentale ridurre le emissioni di CO2 per battere il riscaldamento globale”. D’altronde nel Lazio i pendolari hanno da sempre un nemico: la strada. Nel periodo 2003-2010, ben 665,87 milioni di Euro sono stati destinati alle strade (il 75,3%), mentre 169 milioni sono andati alle metropolitane (19,1%) e solo spicci alle ferrovie con 50 milioni destinati (5,6%). Preoccupa enormemente, in questo contesto, la proposta di riprogrammazione dei fondi strutturali POR FESR 2007-2013 presentata in queste ore al tavolo di partenariato regionale, che vede la completa cancellazione dei soldi per le ferrovie e le stazioni. Nella vecchia programmazione erano previsti ben 590 milioni per il “miglioramento della qualità e dell’efficienza del TPL, potenziamento della rete infrastrutturale e dei nodi di scambio”, dei quali 241 milioni di fondi FESR, 279 milioni di fondi FAS e 70 milioni di fondi regionali. Ora, non solo i fondi FAS verranno tutti destinati al piano di rientro sanitario, ma anche i fondi FESR sarebbero spostati su altri assi e attività, lasciando solo 41,6 milioni in sostanza per iniziative già fatte (tra le quali il sistema di bigliettazione elettronica e il piano di infomobilità) e senza avere certezze sui fondi regionali sostitutivi. “Siamo molto preoccupati, ai tagli del Governo si aggiungeranno i tagli dei fondi strutturali per la mobilità, chiediamo alla Presidente Polverini di rivedere la riprogrammazione presentata -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Nel POR erano previsti investimenti fondamentali per la mobilità tra i quali il raddoppio della ferrovia Campoleone-Aprilia per oltre 30 milioni, il piano di sicurezza per le stazioni per 55 milioni, l’acquisto di nuovi treni per 35 milioni e di nuovi bus per 49 milioni, un programma di nodi di scambio per 33,6 milioni e il parziale raddoppio della Roma-Viterbo per ben 326 milioni. Si può certamente discutere di come rimodulare la spesa, concordiamo ad esempio che se è vero che la Roma-Viterbo ha certamente bisogno di investimenti infrastrutturali non può però assorbire oltre la metà dei fondi disponibili e vanno trovate strade che coinvolgano i privati, ma i pendolari non possono perdere nemmeno un Euro di questi fondi per la mobilità, che vanno destinati al nodo di Roma in particolare, per avere ricadute positive in tutta la Regione”.

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Piano centro storico Natale: prolungamento ZTL, più bus e convenzione con parcheggi scambio

“Ormai il piano di Natale per il centro storico è divenuto una bella consuetudine, con la ZTL prolungata tutti i giorni ed estesa al sabato e alla domenica, un’offerta aggiuntiva di trasporto pubblico, convenzioni con i parcheggi di scambio. E’ una scelta nella direzione della pedonalizzazione definitiva del centro storico, quello che i cittadini vorrebbero tutti i giorni per muoversi e respirare meglio e che anche molti esercenti hanno capito al di là di miopi richieste di alcuni ai quali l’amministrazione capitolina non deve dare spago -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Già oltre dieci anni fa, uno studio sul commercio e la qualità urbana realizzato dal Cresme per Confcommercio e Legambiente in quattro grandi città italiane compresa Roma, aveva rivelato infatti che il 55% dei negozianti intervistati affermava di aver tratto ‘notevoli benefici economici’ grazie a misure di limitazione del traffico. Del resto, chi vorrebbe andare a fare lo shopping in strade ridotte a camere a gas dallo smog e costipate di auto incolonnate? Per far godere la meraviglia del nostro centro storico l’unica soluzione davvero utile è quella di eliminare le automobili, prolungando da 4 al 24 dicembre come di consueto l’orario della ZTL fino alle 20 tutti i giorni feriali e prevedere la chiusura almeno dalle 14 alle 18 nei festivi, mantenendo la ZTL notturna, incrementando il servizio per autobus, treni, metropolitane e taxi, prevedendo le convenzioni con parcheggi i scambio, con la massima severità contro lo scarico merci e la sosta selvaggia. Sotto Natale le centinaia di migliaia di romani che invaderanno le strade del centro a piedi, per passeggiare e per fare le compere, si aspettano questo dall’amministrazione capitolina, una bella sperimentazione che si ripete da anni e che sarebbe proprio ora di estendere a tutto l’anno, nella direzione della pedonalizzazione del centro storico che il Sindaco Alemanno ha scelto tra gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione.”

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PENDOLARI: PER IL TERZO ANNO ALLA NETTUNO-ROMA (FR8) IL “TROFEO CARONTE” DI LEGAMBIENTE, PER IL PEGGIOR VIAGGIO MONITORATO. “TROFEO CARONTE COTRAL” ALLA SUBIACO-ROMA.

Va per il terzo anno consecutivo alla Nettuno-Roma (FR8) il “Trofeo Caronte” di Legambiente, il poco ambito premio assegnato alla tratta delle ferrovie regionali (FR) per i pendolari distintasi per le peggiori performance di viaggio. Sul podio, per questa quinta edizione, al secondo posto la FR2 Tivoli-Roma Tiburtina e al terzo la FR3 Viterbo Porta Fiorentina – Roma Ostiense. Per l’edizione del Trofeo riservata alle linee Cotral, il podio va al peggiore viaggio sulla linea Subiaco – Roma, seguito dalla Rieti – Roma e dalla Velletri – Roma, con una menzione “Fuori Roma” alla linea Sgurgola-Anagni. Novità 2010 uno speciale “Servizi ferroviari metropolitani” che vede in pessimo stato le linee Roma-Lido (da piazzale Ostiense a Ostia) e Roma Nord (da piazzale Flaminio a Viterbo). Con questa nuova analisi Legambiente rilancia “Pendolaria”, la campagna dell’associazione al fianco dei pendolari.

I viaggi infernali sono stati portati a termine nella mattinata di lunedì 22 Novembre sulle otto linee frequentate ogni giorno dai 360 mila pendolari che si muovono sui 1.239 km di ferrovie laziali. I pendolari volontari di Legambiente coinvolti nella gara sono partiti da Monterotondo (Rm), Roviano (Rm), Anguillara (Rm), Velletri (Rm), Ladispoli – Cerveteri (Rm), Cassino (Fr), Monte San Biagio (Lt) e Padiglione (Rm), con l’obiettivo di raggiungere Roma entro le ore 8.30. La linea FR8 Nettuno-Roma Termini è risultata la peggiore tra le tratte ferroviarie non solo per il ritardo accumulato, di “soli” 15 minuti, ma soprattutto per le pessime condizioni in cui versano le carrozze dei convogli, la squallida qualità dei servizi con bagni inagibili e controllori fantasma, l’affollamento estremo su tutta la linea, nonché le fermate abbandonate. Sul podio anche la FR2 Tivoli-Roma, per la bassa frequenza di passaggio che crea enormi problemi a pendolari di breve e lunga percorrenza, e la FR3 Viterbo Porta Fiorentina – Roma Ostiense, dove nella tratta più prossima alla Capitale si viaggia spesso in piedi e senza informazioni.

“Treni sovraffollati all’inverosimile, frequenze di passaggio ridicole in aree altamente popolose, fermate sempre più desolate, parcheggi insufficienti, informazioni zero, bagni inagibili, problemi al condizionamento: è infernale il viaggio quotidiano delle centinaia di migliaia di pendolari del Lazio che devono raggiungere Roma per motivi di lavoro o di studio -ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. E’ passato un altro anno e la strategia regionale per il trasporto ferroviario locale stenta, servono più binari e più treni, una riorganizzazione della rete su gomma e servizi di qualità, ma sui pendolari sta invece per abbattersi un enorme taglio di risorse, che impedirà qualsiasi potenziamento e metterà a rischio investimenti e lo stesso servizio di trasporto pubblico. Da diversi mesi con le associazioni dell’Osservatorio trasporti abbiamo aperto un utile confronto con la Regione Lazio ed i gestori del servizio, ma ora è il momento di fare le scelte e con queste condizioni di servizio è impensabile anche solo ipotizzare aumenti delle tariffe per coprire i tagli del Governo”.

Nel Lazio, senza considerare i trasferimenti per Cotral e Atac, il solo contratto di servizio con Trenitalia ha visto nel 2010 un intervento statale per 163 milioni di Euro, mentre nel 2011 secondo i tagli decisi dal Governo, in discussione in questi giorni al Senato, saranno messi a  disposizione della Regione solo 91,4 milioni di Euro, con un taglio del 43,9% (i tagli sono calcolati secondo i parametri di proporzionalità stabiliti con la Legge di trasferimento dei poteri in materia di trasporto ferroviario alle Regioni, la cosiddetta Legge Bassanini, Legge 59 del 1997. Eppure negli ultimi dieci anni i numeri del trasporto ferroviario sono cresciuti moltissimo, raddoppiando i pendolari che viaggiano ogni giorno sulle ferrovie nel Lazio, che sono passati da 187mila a quasi 360mila, ai quali si aggiungono i 200mila degli altri servizi ferroviari metropolitani. E secondo le stime di Legambiente, continueranno a crescere: attestandosi ad un incremento del 35%, nel 2015 si arriverà a oltre 472mila passeggeri trasportati ogni giorno.

Rimane drammatica la condizione di viaggio per le linee Cotral monitorate, con autobus bloccati in mezzo a traffico, con un’andatura medioevale e senza alcuna certezza sui tempi. Un vero inferno per i 60 km da Subiaco a Ponte Mammolo, più di 2 ore di percorrenza, il più delle quali trascorse anche in piedi negli ingorghi della A24; da Rieti si aspetta sotto fredde pensiline e si sale in bus che portano dritti dritti sulla Salaria bloccata; da Velletri si arriva a Roma Laurentina a una media di 20 km/h, quella di un carretto trainato da cavalli. Menzione “Fuori Roma” al percorso  Sgurgola- Anagni in provincia di Frosinone, uno di quei centinaia di piccoli tratti dimenticati, dove si sale in 100 sullo stesso bus. Il più delle volte, si viaggia in piedi per ore, su mezzi sporchi in  cui  addirittura piove e manca l’impianto di climatizzazione, senza considerare le informazioni inesistenti sulle banchine come sul sito ufficiale, passando per gli orari totalmente variabili, fino ai
luoghi di attesa completamente spogli e riconoscibili solo per tradizione orale. Una situazione incredibile per un servizio che vanta numeri enormi: 4.554 collegamenti/linee (raggruppabili in 220
linee complesse), 11.700 km lunghezza della rete, 81,5 milioni di vetture/km all’anno, 9.000 corse giornaliere, 104 milioni di viaggiatori all’anno, 376 su 378 Comuni serviti nel Lazio, nove capolinea romani (Anagnina, Laurentina, Cornelia, Magliana, Ponte Mammolo, Saxa Rubra, Termini, Tiburtina, Cornelia).

Novità 2010 il Trofeo Caronte apre uno “Speciale Servizi ferroviari metropolitani”, con un monitoraggio sulla Roma-Lido (da piazzale Ostiense a Ostia) e sulla Roma Nord (da piazzale Flaminio a Viterbo), linee di proprietà della Regione Lazio gestite da ATAC. Situazione insostenibile sulla linea da Ostia, 28 km di lunghezza, 150 corse al giorno, 90.000 passeggeri trasportati quotidianamente con treni stracolmi che a volte addirittura non riescono a chiudere le porte e senza la fortuna di ascoltare una qualche comunicazione di avviso ai viaggiatori. Sulla Roma Nord, 101 km di lunghezza, 188 corse urbane e 43 extraurbane, 75.000 passeggeri trasportati ogni giorno tra ritardi incredibili fino a 35 minuti, vetture antiche e sporche, parcheggi del tutto inadeguati. “Sulle linee Cotral e nelle linee ferroviarie verso Ostia e verso Roma Nord si viaggia in condizioni inaccettabili, bisogna smetterla di discutere e lavorare per la qualità del servizio -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Il Cotral, con oltre 100 milioni di viaggiatori all’anno, è fondamentale e va salvaguardato rimettendo mano in modo complessivo al servizio, con nodi intermodali di scambio tra autobus extra urbani e treni, per portare i pendolari nelle stazioni ovunque possibile, e negli altri casi creando subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato, con banchine di attesa dignitose con orari e informazioni. Stesso lavoro che va fatto sulle ferrovie Roma Lido e Roma Nord, risolvendo il tema proprietà-gestione e ammodernando le linee, le vetture e le fermate, per consentire frequenze idonee. Dopo la recente messa in discussione dei finanziamenti dell’Unione Europea, chiediamo alla Regione Lazio di riaprire nel complesso la discussione sui soldi per i trasporti del POR 2007-2013, ridefinendo le priorità e trovando soluzioni per la Roma Nord e le altre linee ferroviarie”.

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