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Sana e giusta, l’agricoltura di qualità laziale in viaggio verso Expo |FOTO|

“Ripartire dalla qualità dei territori. La Regione Lazio promuova ancora la Banca della Terra e istituisca finalmente il Parco dei Monti Lepini per rilanciare con forza una nuova idea di economia”

Sono prodotti sani, per l’ambiente e per il consumatore. Gustosi e soprattutto giusti che ora rappresenteranno la regione Lazio nel viaggio verso Expo Milano del Treno Verde. Dalla lenticchia di Rescino al carciofo romanesco, dal latte di qualità, dal vino all’olio, ma anche frutta e ortaggi: tutto coltivato e prodotto con metodi biologici e da aziende che hanno scelto di innovare il loro processo di produzione e trasformazione rispettando la biodiversità dei luoghi, l’ambiente, la qualità delle materie prime e fare della legalità il punto di forza della produzione. Per valorizzare queste e altre esperienze presenti sul territorio, tutelare della biodiversità e promuovere il presidio e il lavoro delle imprese agricole di qualità Legambiente chiede alla Regione Lazio di procedere all’istituzione del Parco dei Monti Lepini e rilanciare con forza una nuova idea di economia verde che possa offrire non solo garanzie ai consumatori, ma anche importanti opportunità per lo sviluppo economico delle aree interne.

Le eccellenze dell’agricoltura di qualità laziali sono state consegnate al Treno Verde dagli Ambasciatori del Territorio che questa mattina hanno inaugurato la tappa di Latina del convoglio ambientalista (in sosta oggi e domani al binario 1 tronco della stazione di Latina Scalo). Prodotti ed esperienze che accompagneranno il viaggio2015 dellastorica campagna nazionale di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato dedicato quest’anno all’agricoltura e all’alimentazione in vista di Expo Milano, l’esposizione universale su alimentazione e nutrizione in programma dal primo maggio nel capoluogo lombardo.

L’iniziativa “Ambasciatori del Territorio”, promossa da Legambiente e Alce Nero, ha avuto per protagonisti i primi agricoltori e realtà agricole che producono nel rispetto del patrimonio ambientale, sociale e culturale dei loro territori. Insieme a loro Legambiente ha presentato il suo Manifesto della Nuova Agricoltura, sottoscritto a bordo del Treno anche da Sonia Ricci, assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Lazio; Rosa Giancola, Enrico Forte e Cristiana Avenali consiglieri regionali; Maurizio Gubbiotti commissario Roma Natura e coordinatore regionale Federparchi. All’incontro erano presenti tra gli altri rappresentanti delle amministrazioni provinciali della provincia. Con loro Legambiente ha, inoltre, lanciato il “Progetto Conversione”, una sfida che si pone come obiettivo quello di aumentare le produzioni biologiche in Italia nei prossimi 6 anni, estendendole dal dieci al venti per cento della superficie agricola entro il 2020.

“Gli Ambasciatori del Territorio che questa mattina abbiamo voluto a bordo del Treno Verde rappresentano quella nuova agricoltura in grado di produrre cibo sano e concepito nel pieno rispetto del lavoro e della legalità – dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente –. Una rivoluzione rispetto al modello che ha dominato nel Novecento che è già all’opera e praticata da molti agricoltori; un’agricoltura che richiede professionalità e cultura adeguata all’altezza delle sfide: qualità che si possono sviluppare solo là dove c’è rispetto delle regole, dei diritti del lavoro, capacità di accogliere la presenza sul nostro territorio di lavoratori stranieri come un’opportunità di civiltà e di crescita, rigettando qualunque infiltrazione dell’illegalità e delle forme di sfruttamento schiavistico. Una nuova agricoltura che può destare impegno professionale e passione nei giovani, riportandoli a questo antico mestiere. È su questo fronte che la Regione Lazio deve attivarsi rilanciando con forza la Banca dati della Terra, per l’affidamento del terreno demaniale e incoraggiare così l’accesso alla terra ai giovani imprenditori agricoli”.

“Il biologico, la filiera corta, la sostenibilità ambientale dei territori, la riscoperta dei prodotti tipici vanno sempre più affermandosi come elementi di una spinta propulsiva di una nuova economia verde – afferma Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio -. La crescente domanda dei consumatori verso prodotti di qualità, sani, tracciabili, biologici deve trovare risposta innanzitutto nelle istituzioni, affinché questa richiesta diventi appetibile per le stesse aziende che già lavorano o vogliono investire nella terra, trasformandosi in motore propulsivo per la crescita dei nostri territori. Un primo passo è rappresentato dalla proposta di legge sulla filiera corta, recentemente passata al vaglio della commissione agricoltura della Regione Lazio, che promuoviamo in pieno. Ora però è necessario procedere finalmente, e con la stessa solerzia, alla realizzazione del Parco Regionale dei Monti Lepini. Il ruolo dei parchi nel Lazio deve essere rilanciato anche proprio con l’istituzione di nuove aree protette che siano capaci di coniugare la protezione della biodiversità con il corretto sviluppo del territorio”.

 

 

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2014/03/05 – Trofeo Tartaruga, slalom nel traffico ma la bici è il mezzo più veloce

Legambiente: “Servono scelte e risorse per rendere sicuro l’uso di questo
mezzo. L’obiettivo del PGTU di arrivare al 4% di mobilità ciclabile è troppo
arretrato, spostarsi in bici è ancora impresa per pochi in città, chiediamo nuovi
percorsi e piste ciclabili lungo le arterie più importanti”.

Nel caotico e pericoloso traffico romano chi sceglie di spostarsi in bicicletta lo fa a suo rischio e pericolo, vista le pochissime piste ciclabili a disposizione. Nonostante ciò la bici è riuscita comunque a tagliare per prima il traguardo del “Trofeo Tartaruga”, aggiudicandosi così la medaglia d’oro del premio ideato da Legambiente che mette in competizione i vari mezzi di trasporto per scoprire il modo più veloce, economico e meno inquinante per muoversi in città. Un trofeo che è in realtà l’occasione per rinnovare l’appello di Legambiente agli amministratori locali affinché venga messa in atto una seria strategia sul tema della mobilità sostenibile in città con più servizi e maggiore offerta di trasporto pubblico per cittadini e pendolari. Questo anche alla luce dei dati elaborati dall’associazione ambientalista che vedono Roma ancora indietro nella classifica dell’offerta di trasporto pubblico, di isole pedonali, piste ciclabili e sicurezza stradale. Il Trofeo Tartaruga si è tenuto questa mattina in occasione della tappa a Roma del Treno Verde, la campagna itinerante di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane per il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e acustico delle maggiori città italiane, in sosta al binario 1 della stazione Termini fino a venerdì 7 marzo. Il percorso prevedeva la partenza (avvenuta alle ore 10.55) da Viale Marconi, all’incrocio Piazza Fermi con arrivo al binario 1 della stazione Termini dov’è in sosta in convoglio ambientalista. Un percorso di circa 10 km, intervallato da due tappe: la prima all’edicola della stazione Roma Trastevere, dove i partecipanti hanno dovuto acquistare un giornale, e la seconda all’ufficio postale di Largo Argentina per ritirare un conto corrente. Matteo Nardi, giornalista di “Eco delle città” è riuscito
a tagliare per il primo il traguardo in sella alla sua bici, impiegando 40 minuti per raggiungere il binario 1 della stazione Termini; a seguire Alan Terraciano, volontario di Legambiente Lazio, che si è spostato in scooter impiegando 46 minuti. Ultimi, con un tempo di 49 minuti Guido Improta, assessore ai Trasporti e Mobilità del comune di Roma e Danilo Broggi amministratore delegato di Atac S.p.A, che hanno viaggiato
con i mezzi pubblici. Squalificata l’auto con a bordo Nazario Basili, giornalista del Tgr Lazio, che non si è fermato – causa mancanza di parcheggio libero -alla tappa prevista all’ufficio postale di Largo Argentina.

“La bici vince ancora una volta, sugli spostamenti brevi è la migliore soluzione, servono allora scelte e risorse per rendere sicuro l’uso di questo mezzo – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio–. L’obiettivo del PGTU di arrivare al 4% di mobilità ciclabile è troppo arretrato, spostarsi in bici è ancora impresa per pochi in città, servono subito nuovi percorsi e piste ciclabili lungo le arterie più importanti. Abbiamo deciso di partire da viale Marconi per affrontare il tema dell’inquinamento atmosferico del traffico nell’area, va rilanciato il progetto di moderna linea tramviaria del quale si parlava diversi anni fa, che potrebbe cambiare volto a quella parte di città. Servono anche investimenti certi sui mezzi pubblici, Comune e Regione definiscano in modo chiaro le risorse per il TPL per i prossimi anni”. Al suono della sveglia, per spostarsi e raggiungere il luogo di lavoro o la scuola, la maggior parte delle persone sceglie di muoversi con la propria auto privata, con evidenti disagi sia in termini di aumento del traffico che di inquinamento. Auto che invadono, così come testimoniato dagli stessi partecipanti alla gara, anche le corsie preferenziali. Chi si sposta in bici, invece, lo fa a suo rischio: praticamente assenti lungo i circa dieci chilometri di percorso piste ciclabili e segnaletica adeguata. Stando ai dati di Ecosistema Urbano di Legambiente a Roma ci sono soltanto 1,08 metri equivalenti di pista ciclabile per cento abitanti, rispetto ad una media delle grandi città di 4,23 m_eq/100. Bassi anche i dati sull’estensione pro capite della superfice stradale pedonalizzata in città: 0,18 metri quadrati per abitante rispetto ad una media italiana di 0,68 mq/ab. Per l’Agenzia della Mobilità di Roma, almeno il 60% degli spostamenti dall’Area metropolitana al centro della città oggi avviene ancora con il mezzo privato: 2,8 milioni di veicoli potenzialmente circolanti, inclusi moto e motorini, con un tasso di motorizzazione che nel 2011 era di 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi.

La necessità di un drastico cambio di rotta nella politica della mobilità urbana nella città di Roma è evidenziata anche dagli altri dati raccolti da Legambiente nella ventesima edizione del rapporto “Ecosistema Urbano”. La capitale spicca nella classifica relativa al tasso di motorizzazione auto posizionandosi tra le peggiori della penisola: con 67 auto circolanti ogni 100 abitanti Roma è penultima in Italia; migliore soltanto di Catania con 73 auto. Anche sul tasso di motorizzazione moto la situazione non è delle migliori con 15 motocicli ogni 100 abitanti. Vita non facile per i pedoni, se si valuta anche il tasso di incidentalità stradale che vede a Roma 0,7 vittime ogni 10mila abitanti rispetto alla media tra le grandi città di 0,5 (dati Istat 2011).

Proprio per i ciclisti urbani oggi, alle 18.00, il Treno Verde in collaborazione con ZioBici organizza un aperi-bici a bordo delle carrozze del convoglio ambientalista.

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Partner: Ecolamp, Renovo, Weber – Saint Gobain Media Partner: La Nuova Ecologia, MiniMega Pubblicità, Rinnovabili.it Si ringraziano il Museo A come Ambiente di Torino per le installazioni interattive e l’ Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma (Corso di Interior and Industrial Design / AAnt Factory) per aver progettato la mostra del Treno Verde 2014.
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Il Treno Verde arriva a Roma

La storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato nella capitale per monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico e promuovere la sostenibilità ambientale “Siamo tutti sullo stesso treno”: domani, alle ore 16, la conferenza regionale sul trasporto pendolare nel Lazio in vista della stesura del nuovo contratto di servizi Regione Lazio / Trenitalia

 Ecco il programma della tappa al binario I della stazione Termini da domani, martedì 4, a venerdì 7 marzo

Promuovere una città più smart, sostenibile, a misura di cittadino, ma soprattutto libera dallo smog. A lanciare la sfida è il Treno Verde 2014 di Legambiente e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha ripreso il suo viaggio lungo l’Italia per informare, sensibilizzare e promuovere tra i cittadini le buone pratiche per una mobilità sostenibile e per l’abbattimento delle polveri inquinanti. Il convoglio ambientalista, storica campagna dedicata al rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico, sosterà da domani, martedì 4 marzo, a venerdì 7 al binario I della stazione Termini.

Visite guidate per le scuole, focus e dibattiti per ripensare la mobilità urbana, per una rigenerazione e riqualificazione urbana, dove il trasporto urbano non sia più incentrato sull’utilizzo del mezzo privato ma sulla mobilità pubblica sostenibile con mezzi a basso impatto ambientale.

L’arrivo del Treno Verde a Roma sarà, inoltre, l’occasione per discutere della stesura del nuovo contratto di servizio Regione Lazio-Trenitalia. Domani, alle ore 16, presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini, Legambiente ha promosso l’incontro “Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio” alla quale prenderanno parte: Interverranno: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Robero Scacchi, direttore Legambiente Lazio, Aniello Semplice, direttore Regionale di Trenitalia Lazio; Daniele Moretti RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione, rappresentanti dei comitati di pendolari. È stato invitato a partecipare Michele Civita, assessore Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti. Durante la tappa di Roma, quinta del tour 2014 che terminerà il 28 marzo a Torino, il Treno Verde, grazie alla mostra interattiva ospitata a bordo delle sue quattro carrozze, incontrerà studenti, cittadini e amministrazioni per promuovere la qualità dei territori, l’innovazione nei centri urbani e l’attenzione negli stili di vita. Compagno di viaggio del Treno Verde, come nelle precedenti edizioni, sarà il Laboratorio mobile Qualità dell’Aria di Italcertifer, che sosterà per 72 ore in Corso Sempione per rilevare i dati relativi all’inquinamento acustico e alla qualità dell’aria della città di Roma. Oltre ai valori del PM10, saranno raccolte informazioni sulle concentrazioni nell’aria di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono. E quest’anno verrà monitorato anche il PM 2,5 con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione anche sulla frazione di polveri più dannose per la salute e di pretendere che a livello europeo e nazionale siano adottati valori limite più stringenti e maggiormente, idonei a tutelare la salute dei cittadini, fissando valori giornalieri o più a breve termine oltre il valore obiettivo come media annua attualmente vigente. Cuore centrale del convoglio ambientalista sarà la mostra didattica e interattiva allestita all’interno delle quattro carrozze, dove è stata realizzata una smart city. La mostra, dedicata alla mobilità, alla vita urbana e al vivere in maniera sostenibile, sarà aperta martedì, mercoledì e giovedì, dalle 10 alle 15 per le classi prenotate e dalle 16,00 alle 19,00 per il pubblico.

La prima carrozza è dedicata al tema della “mobilità sostenibile”: dal trasporto su ferro alla mobilità elettrica, dall’urbanistica all’intermodalità, passando per le zone a traffico limitato, le piste ciclabili e le zone 30 il visitatore farà un percorso che gli permetterà di capire quali scelte devono essere prese dalle città e dai cittadini per dire no allo smog, per aprire le porte alla libertà di muoversi in maniera veloce e a basse emissioni. Alla “città” è dedicata la seconda carrozza all’interno della quale l’allestimento è stato pensato per raccontare un’urbanistica che risponde alle esigenze dei cittadini e dell’ambiente. Energia pulita e integrata, analisi del ciclo di vita, difesa del suolo e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico, edifici sicuri ed efficienti. Tema centrale della terza carrozza sono gli “stili di vita”: in questo vagone saranno dati tanti piccoli accorgimenti per essere cittadini attenti e più smart. Ad esempio verrà spiegato come isolare l’abitazione per renderla efficiente, come fare una spesa sostenibile, come tenere sotto controllo i consumi domestici e, soprattutto, come differenziare, riciclare i rifiuti. Infine la quarta carrozza del Treno Verde è un vero e proprio “parco urbano”, perché la città secondo Legambiente è più verde e con spazi pubblici attrezzati che consentono di passare il tempo libero e non solo, respirando aria pulita o coltivando orti, riappropriandosi di tutti quegli spazi verdi spesso lasciati all’incuria e all’abbandono.

Il programma completo della tappa a Roma del Treno Verde 2014
In sosta al binario I della stazione Termini
Martedì 4 marzo
Dalle 10 alle 15: visite guidate per le classi prenotate
Dalle 16 alle 19: apertura al pubblico
Ore 16.00 presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini
Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio

Incontro in vista della stesura del nuovo contratto di servizi Regione Lazio / Trenitalia
Interverranno: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini,
vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Roberto
Scacchi, direttore Legambiente Lazio, Aniello Semplice, direttore Regionale di
Trenitalia Lazio; Daniele Moretti RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione,
rappresentanti dei comitati di pendolari. È stato invitato a partecipare Michele Civita,
assessore Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti.

Mercoledì 5 marzo
Dalle 10 alle 15: visite guidate per le classi prenotate
Ore 10.30 TROFEO TARTARUGA, la gara di mobilità urbana per scoprire il modo più
veloce, economico e sostenibile per muoversi in città. Si sfideranno diversi mezzi di
trasporto che partiranno alle ore 10,30 da viale Marconi, incrocio Piazza Fermi, con
l’arrivo al Treno Verde.
Ore 11.30 a bordo del Treno Verde
Presentazione del Rapporto TUTTI IN CLASSE A – Radiografia energetica del
patrimonio edilizio italiano
Intervengono: Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente; Leopoldo Freyrie,
presidente CNAPPC, Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e
Conservatori; Ermete Realacci, presidente Commissione Ambiente Camera dei
Deputati; Antonio Scala – ENEL, Responsabile Energy Service Mass Market.
Dalle 16 alle 19: apertura al pubblico
Ore 18.00 In collaborazione con ZioBici aperi-bici a bordo del Treno Verde per tutti i
ciclisti urbani

Giovedì 6 marzo
Dalle 10 alle 15: visite guidate per le classi prenotate
Dalle 16 alle 19: apertura al pubblico

Venerdì 7 marzo
Ore 11.00 a bordo del Treno Verde
Conferenza stampa sui dati del monitoraggio atmosferico e acustico in città e bilancio
della tappa.

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane,
con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Partner: Ecolamp, Renovo, Weber – Saint Gobain
Media Partner: La Nuova Ecologia, MiniMega Pubblicità, Rinnovabili.it
Si ringraziano il Museo A come Ambiente di Torino per le installazioni interattive e l’ Accademia
delle Arti e Nuove Tecnologie di Roma (Corso di Interior and Industrial Design / AAnt Factory) per
aver progettato la mostra del Treno Verde 2014.

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Smog, a Roma e nel Lazio nel 2013 aria irrespirabile nonostante la pioggia

Nella Capitale le PM10 hanno superato i limiti 350 volte nelle 13 centraline. Maglia nera a Frosinone con 112 giorni fuorilegge. Male anche Ceccano con 97, Alatri con 65, Cassino con 63, Colleferro con 56 e Ferentino con 53. 

Al via il Treno Verde 2014, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane che monitora la qualità dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città

Anche nel 2013 nonostante pioggia e vento l’aria a Roma e nel Lazio è stata per molti giorni irrespirabile, fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10. Nelle tredici centraline della rete di monitoraggio dell’Arpa Lazio posizionate nella Capitale sono stati registrati nel complesso ben 350 sforamenti, con Francia e Tiburtina che si spartiscono il primato romano, entrambe con 41 giorni di superamento. Tristemente sul podio delle 91 città monitorate in Italia da Legambiente finisce Frosinone, al terzo posto con ben 112 giorni di superamento dei limiti, appena sotto Torino (126) e Napoli (120). Questi i dati di “PM10 ti tengo d’occhio” resi noti stamattina in occasione della partenza del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che monitora la qualità dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane. Città più smart, sostenibili, a misura di cittadino, ma soprattutto libere dallo smog, le tematiche al centro della 26a edizione del Treno Verde, che sosterà alla stazione di Roma Termini dal 4 al 6 marzo, per incontrare studenti cittadini e amministratori e diffondere le buone pratiche a favore dell’ambiente.

“Nonostante pioggia e vento le micidiali polveri sottili anche nel 2013 sono state per troppi giorni fuorilegge, con seri rischi per la salute dei cittadini –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Il traffico impazzito è il principale responsabile di questa situazione di grave allarme e da molti anni la ricetta è stranota, servono politiche concrete per tenere ferme le automobili e potenziare il trasporto pubblico. In tal senso gli obiettivi del nuovo PGTU di Roma so o davvero poco ambiziosi, il 6% di spostamenti in più sul mezzo pubblico sono un’inezia così  come 40 chilometri di nuove preferenziali, mentre il 2% in più sulla ciclabilità è davvero ridicolo. Servono scelte più serie e le conseguenti risorse per realizzarle, non si può perdere questa occasione.”
A Roma, le centraline Francia e Tiburtina hanno raggiunto nel 2013, ben 41 giorni di superamento del limite medio giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo per le polveri sottili PM10. A Tiburtina pesa anche il dato sul biossido di azoto, per il quale è stato superato con 21 ore il limite di legge delle 18. Poco sotto, con 40 superamenti si piazzano Cinecittà e Preneste, con 39. La situazione nel resto del Lazio è altrettanto allarmante. La provincia di Frosinone è la più inquinata e somma ben 463 sforamenti nel complesso: le due centraline nel capoluogo ciociaro segnano 112 giorni di superamento dei limiti di legge allo Scalo e 47 a viale Mazzini; segue Ceccano con 97, Alatri con 65, Cassino con 63 e Ferentino con 53. Nella provincia di Roma, la situazione più preoccupante è Colleferro che ne registra ben 84. Rientrano entro i 35 superamenti i dati delle centraline delle altre province. In provincia di Latina la centralina di Via Torquato Tasso a Latina sfora per 18 giorni in un anno e Latina Scalo per 13. Sono 22 i superamenti a Rieti e 20 a Civita Castellana in provincia di Viterbo.

Non è partito col piede giusto nemmeno l’anno appena iniziato, nonostante la pioggia continua le polveri sottili già registrano diversi superamenti –dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Targhe alterne o sporadiche chiusure al traffico non riescono da sole a risolvere il problema, a Roma e nel resto del Lazio occorrono misure strutturali. Serve una nuova politica con pedonalizzazioni estese in tutta la città, a partire dall’area del Colosseo, dove la definitiva chiusura al traffico è gravemente ferma al palo. Chiediamo un nuovo piano per i pullman turistici con aree sosta fuori dal centro, un immediato stop alle tariffe agevolate per la sosta tariffata e subito una vera rete di corsie preferenziali per il mezzo pubblico, bike sharing, car sharing, car pooling per una mobilità nuova.”

Nel 2014 i superamenti nelle centraline della Capitale per le PM10 sono arrivati già a 12 a Tiburtina e 11 a Preneste e Cinecittà. In poco più di un mese e nonostante la pioggia continua, a Frosinone scalo si registrano già 25 superamenti dei limiti, mentre a Ceccano arrivano a 26 e a Ferentino, Alatri e Cassino a 17. Colleferro a 12 superamenti. “Le politiche messe in campo a Frosinone e nel territorio provinciale su traffico e mobilità urbana non bastano, quelle adottate finora risultano deboli e spesso inefficaci – dichiara Francesco Raffa, coordinatore provinciale Legambiente Frosinone-. È indispensabile attivare immediatamente una diffusa rete di pianificazione dei controlli e del monitoraggio delle emissioni industriali nonché di quelle dovute agli impianti di riscaldamento e realizzare l’inventario delle emissioni a livello territoriale.” I dati registrati per le PM10 sono molto preoccupanti sul fronte sanitario. Secondo i recenti dati dello studio MEDparticles, a Roma c’è un 35% di possibilità in più di contrarre il tumore al polmone per ogni incremento di 10 microgrammi di polveri sottili PM10 per metro cubo d’aria. Un valore decisamente peggiore rispetto alla media europea che si attesta al 22%. Nella Capitale, peraltro, possono essere attribuiti al forte inquinamento l’11% dei casi di aggravamento di asma nei bambini, il 18% di problemi acuti negli anziani malati di malattie coronariche.

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Il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane Sit-in “su due ruote” di Legambiente:

Sit-in “su due ruote” di Legambiente:
dopo otto mesi, riapre finalmente la ciclabile sotto al Ponte della Musica

Legambiente: “La riapertura della ciclabile è una vittoria delle associazioni e dei
cittadini, occorre ora impegnarsi nella manutenzione e sulla sicurezza, perché una città
più ciclabile è una città più vivibile per tutti”

Dopo otto mesi di battaglie, proprio durante il sit-in su due ruote che ha visto protagonisti ciclisti e volontari di Legambiente, è arrivata in diretta la tanto agognata riapertura della pista ciclabile che da viale Angelico arriva fino a Castel Giubileo, interrotta fino a stamattina dal cantiere del Ponte della musica, a Via di Capoprati. L’equipaggio del Treno Verde, la celebre campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power, in sosta a Roma fino al 19 marzo, ha partecipato all’iniziativa e salutato con entusiasmo l’evento.

“La tanto attesa riapertura odierna della pista ciclabile nel tratto del Lungotevere Capoprati rappresenta la vittoria di tanti cittadini ed associazioni che si sono impegnati in questa vertenza – esordisce Massimo Di Stefano, presidente del circolo cittadino di Legambiente Roma Nord-. Non possiamo quindi che essere contenti del risultato ottenuto, ora continueremo a batterci per la manutenzione di tutto il percorso, la rimozione di detriti e scarti di materiali, ed il libero accesso alla banchina di magra del Tevere, tutti elementi decisivi per garantire la sicurezza dei ciclisti. E’ scandaloso, inoltre, che ancora non sia stato rimosso l’ultimo sfasciacarrozze della zona proprio sotto al Ponte del Parco della Musica. Chiediamo, ora, al Comune e alla Regione Lazio- conclude Di Stefano-, di aiutarci anche a fare i necessari interventi di manutenzione nel parco pubblico sul Tevere gestito da Legambiente, l’unico sul fiume aperto liberamente a tutti i cittadini, che ha sofferto molto un lungo cantiere che ha impedito molte attività.”

Fino ad oggi, politiche prive di lungimiranza hanno condannato i cittadini all’ingorgo, alle code, a perdere tempo nella ricerca di un parcheggio. Attualmente, secondo lo studio di Legambiente “Città in bici”, Roma è ultima tra le grandi città italiane per l’indicatore del modal split (spostamenti modali), con un totale del solo 34 per cento di “spostamenti sostenibili”, ossia realizzati in bici (0,4 per cento), a piedi (6,1 per cento) o con il mezzo pubblico (27,7 per cento), e ben il 66 per cento di “spostamenti insostenibili”, ossia realizzati in auto o moto. Secondo i dati presentati nell’edizione 2011 del Dossier di Legambiente “Ecosistema Urbano”, in una classifica che contempla 15 grandi città italiane, Roma si piazza al nono posto con solo 1,68 metri equivalenti di piste ciclabili presenti per ogni cento abitanti, rispetto ad una media di 4,42 km_eq. (Questo dato si riferisce nell’insieme i km di piste ciclabili in sede propria, i km di piste ciclabili in corsia riservata, i km di piste su marciapiede, i km di piste promiscue bici/pedoni e le zone con moderazione di velocità a 20 e 30 Km/h.).
L’assenza di piste ciclabili non favorisce di certo l’uso della bicicletta, per questo Legambiente è
tornata a sollecitare l’approvazione del Piano per la mobilità ciclabile, della segnaletica
direzionale dedicata ai ciclisti, di ciclo-parcheggi di interscambio e di bici stazioni, dell’istituzione
di strumenti per il contrasto dei furti e di servizi di bike sharing.
“Riapre finalmente la ciclabile sotto al Ponte della Musica, dopo una incredibile battaglia con il
Comune di Roma che Legambiente e i ciclisti hanno dovuto sostenere per otto mesi dalla fine del
cantiere -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Serve più attenzione per le bici,
sono una reale soluzione di trasporto ma per ora da Alemanno abbiamo sentito solo chiacchiere: il
Biciplan romano, il piano quadro cittadino va approvato subito, per raggiungere gli obiettivi che si pone.
Servono soprattutto gli investimenti per passare da 225 chilometri a 1.200 chilometri di rete ciclabile
(oggi 115 chilometri sono nel verde e solo 110 su strada), da 26 a 350 stazioni per il bike sharing, con
tanti nuovi parcheggi nei nodi di scambio. Ad oggi, questi ambiziosi progetti rimangono ancora sulla
carta, visto che risultano già finanziati solo 65 chilometri di nuovi itinerari. Assieme alla ciclabilità
serve un nuovo slancio al trasporto pubblico, nuove corsie preferenziali protette, su tutte le consolari
della citta, con un progetto, realizzabile a costo zero, per proteggere mille chilometri di vie preferenziali,
corridoi della mobilita e strade riservate al mezzo pubblico, per moltiplicare il numero delle corse dei
bus, fino al 30%, rendendo il servizio migliore e garantendo puntualità e tempi certi agli utenti, con
corridoi protetti anche extra urbani per il COTRAL. Oltre ad un potenziamento dei servizi e delle
infrastrutture a sostegno della mobilità ciclabile, chiediamo-, conclude Avenali-, uno stop ai tagli al
trasporto pubblico, ma anche uno stop agli aumenti delle tariffe.”
Il Treno Verde tiene sott’occhio l’inquinamento atmosferico e acustico della città di Roma, con le
analisi del Laboratorio Mobile di Rete Ferroviaria Italiana, Struttura Operativa Laboratori di
Prove e Misure, la società dell’infrastruttura del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane che
analizzerà i livelli di rumore e smog sostando per 72 ore consecutive in via Cavour in prossimità
del civico n. 258.

La mostra a bordo del Treno Verde, che sosterà al binario 1 della stazione S. Pietro di Roma è
aperta dal 15 al 19 marzo, dalle 8:30 alle 14:00 per le classi prenotate e dalle 16 alle 19, domenica
esclusa, per tutti i cittadini. L’ingresso è gratuito.

Il Treno Verde è una campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane
Con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Main Partner: Enel Green Power
Partner tecnici: Enel, Fineco, Indesit Company, Kube Design, Novi, Renovo
Partner scientifico: Con.Tec
Media Partner: La Nuova Ecologia
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Qualità dell’aria: Frosinone quarta città più inquinata d’Italia, 48 giorni di superamento dei limiti del PM10 nel 2011. Colleferro già a 37 giorni, Roma Corso Francia a 29 come Ciampino.

Legambiente: dati smog PM10 chiari, problema sanitario da affrontare con nuove limitazioni del traffico privato a Roma e nelle aree urbane e nuovi controlli agli impianti nella Valle del Sacco.

Frosinone in soli due mesi ha superato per 48 giorni i limiti di legge per il PM10, piazzandosi al quarto posto tra i capoluoghi più inquinati nel panorama nazionale, maglia nera del Lazio seguita a breve distanza da Colleferro (Rm) con 37 giorni di superamento, da Roma Corso Francia con 29 come Ciampino (Rm), ma persino Roma Villa Ada che misura il cosiddetto “fondo urbano” all’interno di un parco ha già rilevato ben 11 giorni di superamento dei limiti. Ecco i dati più significativi sull’inquinamento nel Lazio, rielaborati sulla base dei dati delle centraline ARPA, ed emersi nell’ambito della presentazione del Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato, la più grande campagna di rilevamento dell’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane e di informazione e sensibilizzazione sul risparmio energetico, realizzato quest’anno con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la collaborazione di ANCI. Ma nel resto della regione non si respira un’aria migliore. Sono diverse le città prossime ai fatidici 35 giorni di superamento della concentrazione media nelle 24 ore di 50 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10, che la normativa europea ha fissato come margine per rientrare nei parametri di legge: in via Tasso a Latina il limite è già stato superato per 23 giorni dall’inizio dell’anno, a Civita Castellana in provincia di Viterbo per 19 volte. Nella Capitale Tiburtina ha già superato i limiti per 27 giorni, Preneste per 26, Cinecittà per 21. C’è poi un “caso Ceccano”, visto che è la piccola cittadina a sud di Frosinone, in fondo alla nota Valle del Sacco, a guadagnare la peggiore performance, con ben 56 giorni fuori dai limiti di legge dall’inizio dell’anno.

“I dati sullo smog da PM10 sono chiari, l’aria che respiriamo è fuorilegge ogni due tre giorni in molti casi, c’è un serio problema sanitario che va affrontato con nuove limitazioni del traffico privato a Roma e nelle aree urbane e con nuovi controlli alle emissioni degli impianti nella Valle del Sacco – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio. È un quadro davvero preoccupante, soprattutto alla luce degli ultimi studi che hanno evidenziato che a Roma ogni anno potrebbero essere evitate 1278 morti, se solo i valori di polveri PM2.5 venissero limitati a 10 microgrammi per metro cubo, come indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, permettendo alla popolazione di 30 anni di guadagnare un anno di vita. A Roma non si può fare la danza della pioggia sperando di risolvere così il problema, servono blocchi e targhe alterne, il nuovo piano di interventi operativo al quale l’Assessore all’Ambiente sta lavorando va approvato subito, aprendo un confronto con le associazioni. Nel Lazio la Regione deve verificare l’attuazione degli interventi previsti dal piano di risanamento della qualità dell’aria, sono troppi i casi di asma nei bambini e i problemi acuti negli anziani affetti da bronco pneumopatia cronico ostruttiva e di malattie coronariche”.

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