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Traporto pubblico, dal Treno Verde una nuova alleanza tra sindaci, amministratori e pendolari

Legambiente: “Il rinnovo del contratto tra Regione e Trenitalia sia l’occasione per un
rilancio del servizio che abbia al centro l’attenzione ai pendolari e un sistema davvero
integrato di trasporti. Più investimenti e subito un’agenzia pubblica per la mobilità”

I numeri, le criticità e le proposte del trasporto pubblico nel Lazio nel dossier “Siamo tutti sullo
stesso treno”

Una nuova politica regionale per i pendolari, una nuova attenzione al nodo di Roma e un rilancio del servizio che abbia al centro l’attenzione ai pendolari e l’integrazione con le altre reti su ferro, con la metro e il trasporto su gomma. Interventi da attuare con un “fondo regionale per il trasporto locale”, nel quale confluisca subito almeno l’1% del bilancio regionale (e in prospettiva il 5%), 200 milioni all’anno vincolati a obiettivi  precisi (per migliorare quantità e qualità del servizio, incrementare l’offerta dei servizi), un miliardo di euro nei cinque anni di governo, per l’acquisto di nuovo materiale rotabile e il potenziamento strutturale della rete.

È quello che chiede Legambiente che dal Treno Verde rilancia una nuova alleanza tra comitati, Sindaci e Amministratori, in vista soprattutto in questo momento nel quale si stanno redigendo i nuovi strumenti di pianificazione della mobilità e del trasporto ed è in scadenza il contratto di servizio con Trenitalia. Alla Regione nei prossimi mesi spetta il compito più delicato, definire scelte, priorità, garantire la qualità del servizio, distribuire le risorse rispetto agli obiettivi fissati. Legambiente ha promosso per oggi alle 17, presso la Sala conferenze del Binario I di Roma Termini, l’incontro “Siamo tutti sullo stesso treno – Conferenza Regionale sul trasporto pendolare nel Lazio” alla quale prenderanno parte: Lorenzo Parlati, presidente Legambiente Lazio; Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente; Cristiana Avenali consigliere Regione Lazio; Roberto Scacchi, direttore Legambiente Lazio; Aniello Semplice, direttore Regionale di Trenitalia Lazio; Daniele Moretti, RFI Lazio; i sindaci “pendolari” della regione, rappresentanti dei comitati di pendolari e Nicola Passanisi dell’assessorato regionale alle Politiche del Territorio, Mobilità, Rifiuti.

Una “nuova alleanza” che parte dai numeri dei pendolari nella capitale e nel Lazio che Legambiente presenta nel dossier “Siamo tutti sullo stesso treno”. A Roma il numero di spostamenti pendolari giornalieri sono cresciuti dal 2004 del 50%, passando da 550mila a oltre 820mila nel 2013. Nel Lazio viaggia un quinto dei pendolari d’Italia: 560mila cittadini sui 2,9 milioni (19,3%) che si muovono nel Paese ogni giorno transitano sui 1.379 km delle ferrovie laziali, un numero che è quasi raddoppiato rispetto al 2008, quando erano 400mila (+40%), e che fanno piazzare la regione al secondo posto della classifica per numero di pendolari subito dopo la Lombardia. Una cifra che nel 2015, se non prima vista la crisi, stimiamo diventerà di quasi 700mila persone al giorno, ai quali si aggiungono già oggi 104 milioni di viaggiatori annui dei mezzi regionali su gomma per 9.000 corse al giorno.

“A Roma, e in generale nel Lazio, c’è in questo momento una grande occasione che non bisogna lasciarsi sfuggire: il rinnovo del contratto di servizio della Regione con Trenitalia – dichiara Edoardo Zanchini, vice presidente nazionale di Legambiente –. Per scriverlo proponiamo un percorso di condivisione e partecipazione di sindaci e pendolari, a partire dai bacini delle linee principali verso Roma, per capire esigenze da fissare anche in una carta dei “diritti dei pendolari. Dal Treno Verde rilanciamo la necessità di istituire un’agenzia per la mobilità in ogni regione: bisogna superare l’attuale situazione di confusione di ruoli e responsabilità riguardo ai treni in circolazione. Come negli altri paesi europei deve essere una struttura pubblica, un’agenzia regionale o metropolitana, l’interlocutore di chi viaggia in treno. E’ evidente che ci troviamo di fronte a una questione nazionale e a una battaglia di civiltà nell’interesse dei cittadini”.

Per dare risposta ai temi della mobilità urbana occorre porsi obiettivi ambiziosi, nell’interesse dei cittadini e del paese e coerenti con gli impegni imposti dall’Unione Europea al 2020 anche in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Le nostre città sono attanagliate dallo smog: anche nel 2013, nonostante pioggia e vento, l’aria a Roma e nel Lazio è stata per molti giorni irrespirabile,
fuorilegge per la concentrazione media delle polveri sottili PM10, con 350 sforamenti registrati nel complesso nella Capitale, 112 a Frosinone, ma anche 97 a Ceccano (Fr)e 84 a Colleferro (Rm).

Secondo i più recenti dati dell’Agenzia della Mobilità di Roma, almeno il 60% degli spostamenti dall’Area metropolitana al centro della città oggi avviene ancora con il mezzo privato: 2,8 milioni di veicoli potenzialmente circolanti, inclusi moto e motorini, con un tasso di motorizzazione che nel 2011 era di 978 veicoli ogni mille abitanti, contro i 398 di Londra e i 415 di Parigi.
“Il trasporto pubblico su ferro è una nuova grande utile opera pubblica del secolo, contro traffico ed inquinamento e per ridurre le emissioni di CO2 e battere il riscaldamento globale, basta soldi alle strade e autostrade – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Per attuare questi obiettivi Legambiente chiede un progetto di mobilità unitario e condiviso all’interno del Piano Regionale dei Trasporti e una politica pluriennale di distribuzione delle risorse finanziarie disponibili, sia con fondi regionali, che attraverso l’utilizzo di risorse europee della programmazione 2014-2020. È fondamentale l’istituzione di un “Fondo regionale per il trasporto locale”. La situazione è ormai sempre più difficile, il sistema è saturo, servono risposte ai treni stracolmi, alle carrozze vecchie, alle biglietterie scomparse nelle fermate mai presidiate”.

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Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia.

Trasporto pubblico, riparte Pendolaria di Legambiente: la Roma Viterbo tra le peggiori linee d’Italia. Nel 2012 taglio del 3,7% del servizio e aumenti del 15% dei biglietti. Legambiente lancia settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre.

Fare il pendolare tra Roma e Viterbo rappresenta ormai un’avventura sia che si scelga la linea ATAC Roma Nord, sia che si prenda la ferrovia regionale FR3 di Trenitalia. La situazione peggiore la vivono i passeggeri sulla linea ATAC, 75.000 ogni giorno, che si ritrovano con treni sovraffollati, vecchi e in ritardo. E’ la Roma Viterbo a rappresentare il Lazio tra le peggiori tratte ferroviarie d’Italia, con la Circumvesuviana, la Padova-Venezia, la Palermo-Messina, tra riduzioni delle corse, lentezza, disservizi e sovraffollamento. Una triste classifica presentata da Legambiente, che lancia una settimana di mobilitazione fino al 18 dicembre per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori.
“La vita dei pendolari non migliora, anzi si fa sempre più incerta, tra tagli del servizio, aumenti dei biglietti e disattenzione -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Nel Lazio i pendolari si trovano troppo spesso a piedi, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti, con disagi che aumentano di giorno in giorno. Da tempo diciamo che bisogna mettere mano alla qualità dei binari, delle stazioni, dei treni, dei mezzi, ora è venuto il momento di scegliere di investire in questa direzione. La Regione ha un ruolo fondamentale, chiediamo a gran voce che gli investimenti per i pendolari siano al centro dei programmi di governo di chi si candida a governare.”

Nel 2012 nel Lazio abbiamo registrato un tagli al servizio del 3,7%, mentre nel frattempo il prezzo del biglietto, invece, è cresciuto del 15%. Aumenti che in Toscana sono stati del 20% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti e che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato. Complici i mancati trasferimenti da parte del Governo, il Lazio ha accumulato un debito di 220-230 milioni nei confronti delle Ferrovie.

“Torniamo a lanciare un grido dall’allarme per i trasporti pubblici nel Lazio, le risorse diminuiscono per treni e bus, si tratta di scegliere in favore dei pendolari e spostare gli investimenti -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. La Regione deve mettere in atto un programma per aumentare i servizi, con risorse aggiuntive, ridefinendo le priorità e trovando le soluzioni. Bisogna ripensare la mobilità in favore del mezzo pubblico, puntare sui nodi intermodali di scambio tra autobus extraurbani e treni, creare subito corsie protette e riservate per separare i bus dal traffico privato. Per la Regione, ormai definita la data delle elezioni, è ora che si incominci a parlare delle cose da fare, questi temi devono essere la priorità dei programmi di chi si candida a governare.”

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