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Unesco all’italiana: nel Lazio emergenza per Colosseo e centro storico di Roma e Villa Adriana a Tivoli. Luci e ombre per le necropoli di Cerveteri e Tarquinia. Preoccupa cemento alla Basilica di San Paolo fuori le mura.

Emergenza per i Fori e il Colosseo e il centro storico di Roma oltre che per Villa Adriana a Tivoli, luci e ombre alle necropoli di Cerveteri e Tarquinia, passano l’esame Città del Vaticano e Villa d’Este, preoccupa il cemento alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura: nella settimana dedicata alla cultura, questa è la situazione che emerge dal dossier ‘Unesco all’italiana’ nel quale Legambiente richiama l’attenzione sulle emergenze dei siti italiani patrimonio dell’Umanità. Dei quarantacinque siti Unesco italiani, infatti, oltre la metà (23) è afflitta da situazioni critiche più o meno gravi che ne mettono a repentaglio il futuro.

Emblema della situazione in cui versano i beni iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO sono i Fori Imperiali e il Colosseo: il più famoso monumento al mondo è ancora oggi uno ‘spartitraffico per le automobili, e Via dei Fori Imperiali ha i flussi di traffico di una superstrada con più di 2.000 veicoli all’ora, con un rumore assordante fino a 95,2 decibel e con gas di scarico e polveri sottili che stanno sbriciolando i preziosi monumenti. Beni importantissimi del centro storico di Roma, che è stato dichiarato sin dal 1980 sito Unesco per oltre 1400 ettari all’interno delle mura di Urbano VIII, e include alcuni altri dei più importanti monumenti come il Mausoleo di Augusto, il Mausoleo di Adriano, il Pantheon, la Colonna Traiana e la Colonna di Marco Aurelio.

“E’ scandaloso che il Colosseo, i Fori Imperiali e nel complesso il centro storico della Capitale rimangano sotto l’assedio delle automobili, le pedonalizzazioni annunciate devono divenire subito realtà – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Il pericolo per i nostri beni più importanti è davvero grave e anche iniziative importanti come il restauro dell’Anfiteatro Flavio o la nuova sistemazione della Domus Aurea rischiano di scontrarsi contro il muro di smog che attanaglia la città. Si tratta di una vera e propria emergenza, in queste ore scriveremo alla sezione italiana dell’importante organismo delle Nazioni Unite, per chiedere anche a loro di sollecitare azioni concrete alle istituzioni.”

Nel dossier emerge una seria preoccupazione per il cemento presso il sito Unesco della Basilica di San Paolo fuori le mura, dove è in costruzione un ospedale di proprietà del Vaticano, con garage sotterraneo e sei piani in superficie per oltre 23.000 metri cubi, secondo quanto riportato da notizie stampa, nonostante il terreno da 2000 anni copra un vasto cimitero di epoca romana. Se a passare l’esame sono la Città del Vaticano e Villa d’Este a Tivoli, rimane da approfondire la situazione di altre proprietà iscritte nel sito del centro storico della Capitale, quali i complessi di San
Giovanni in Laterano, della Scala Santa e di Santa Maria Maggiore ad esempio, ma anche Palazzo di San Callisto a Trastevere e gli edifici su via Sant’Egidio.

Allargando lo sguardo al resto del Lazio, si evidenzia che degrado ed abbandono rischiano di compromettere anche altri tesori della civiltà etrusca e romana. La Villa di Adriano a Tivoli presenta angoli e passaggi sbarrati e ponteggi di sostegno ormai arrugginiti recanti la scritta “pericolo di crollo”, dove non figura però nessuno al lavoro. Luci e ombre alle Necropoli di Cerveteri e Tarquinia: la prima ripulita finalmente poche settimane fa da diverse discariche con calcinacci, amianto, televisori e frigoriferi; la seconda dove recentemente sono stati fatti lavori di miglioramento, con una bizzarra esposizione di vasi etruschi finti.

“I riconoscimenti attribuiti dall’Unesco non possono rimanere solo sulla carta come troppo spesso avviene, servono cure adeguate alla conservazione dei tesori che custodiamo – afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Non ci sono solo i gravi crolli al Colosseo o alla Domus Aurea come a Pompei, purtroppo sono molti i beni culturali a rischio a Roma e nel Lazio, un patrimonio unico e invidiato in tutto il mondo che troppo spesso è abbandonato all’incuria, visti i continui e pesantissimi tagli ai fondi per la cultura. Bisogna fermare il degrado, l’investimento per la salvaguardia dei beni museali e archeologici è una priorità alla quale non si può rinunciare, è questa la ricetta da mettere in campo per uscire dalla crisi economica e sociale e dare un futuro al nostro paese”.

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