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Villa Ada, strage di pini. Legambiente: “Valore ecologico fondamentale, gli alberi vengano ripiantumati”

Dieci grandi pini sono stati tagliati a Monte Antenne per “motivi di sicurezza”, lungo il sentiero che da via di Ponte Salario sale accanto ai campi del Tennis Club Parioli nell’area di Villa Ada. Legambiente chiede che si provveda immediatamente alla ripiantumazione degli alberi per il fondamentale valore ecologico che essi rivestono .

“Una sana gestione forestale non può permettere una strage come questa, se c’era un problema di sicurezza con quegli alberi, altrettanti ne devono essere ripiantumati – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. È con nuovo verde e non con gli abbattimenti che possiamo combattere i cambiamenti climatici in atto. Gli episodi di alluvioni, frane e fenomeni piovosi  violenti sempre più frequenti ce lo ricordano e noi dobbiamo agire per tempo. In più stiamo parlando di un’area, quella di Villa Ada e di Monte Antenne, che è stata dichiarata ‘di notevole interesse paesaggistico’. Non abbassiamo la guardia sulla tutela di una delle ville storiche di Roma e sulla sua meravigliosa vegetazione arborea.”

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TERZO CENSIMENTO DELLE DISCARICHE E DEI PUNTI DI DEGRADO

TERZO CENSIMENTO DELLE DISCARICHE E DEI PUNTI DI DEGRADO
Sempre meno rifiuti nel Parco di Villa Ada grazie alle pulizie dei volontari Legambiente
MA MOLTO RESTA DA FARE PER ACCUMULI “STORICI” E RESTI SPARSI
Nei boschi di Villa Ada ci sono 8 discariche (per una superficie complessiva di circa 6.000 metri quadrati), 8 resti di accampamenti e 6 punti di degrado. È quanto emerge dal terzo censimento effettuato dal Circolo Legambiente “Sherwood” nel parco sulla via Salaria. La
situazione appare in lento ma progressivo miglioramento (nel 2012 erano state rilevate 10 discariche). Il risultato, però, è frutto unicamente delle campagne di volontariato messe in campo da Legambiente per la pulizia di questa preziosa villa storica sulla via Salaria.

Lo scorso anno sono state effettuate 2 bonifiche durante la campagna “Puliamo il Mondo 2012”: è stato parzialmente risanato il ripido versante Nord di Monte Antenne (lato Olimpica-viale della Moschea) dove erano stati gettati nel dirupo grandi elettrodomestici e sono stati rimossi grazie all’intervento di speleologi che si sono calati con le corde alcuni dei rifiuti speciali e nocivi (pneumatici e batterie di auto) accumulati nel fossato di Forte Antenne.
Permangono però delle grandi discariche cronicizzate: su tutte la distesa di calcinacci che ricopre il versante Ovest del Colle delle Cavalle Madri. Restano gravi – nonostante le bonifiche – la situazione di Monte Antenne e quella del muro di confine su via di San Filippo Martire; mentre attende di essere rimosso l’amianto della casetta accanto al Casale della Finanziera. Si segnala, infine, il perdurare di un inquinamento diffuso, con resti di accampamenti nelle cavità sotterranee e si aggiunge il punto di degrado della fontana storica all’esterno di Villa Polissena.

“Villa Ada è un po’ più pulita, ma c’è tanto da fare – spiega Lorenzo Grassi, coordinatore del Circolo Sherwood – il Campidoglio ha attuato solo uno degli interventi di prevenzione del degrado e degli sversamenti abusivi che avevamo suggerito negli scorsi censimenti: la staccionata a protezione dei Bambù accanto al pratone del lago superiore. Non è stato poi avviato alcun intervento di riqualificazione dei tanti punti di degrado. Solo l’ex Rifugio antiaereo Savoia, su nostro sollecito, ha visto l’installazione di una cancellata ma resta in attesa di recupero”.

“Le Ville storiche e i parchi di Roma hanno bisogno di più attenzione, siamo pronti a portare proposte concrete per il coinvolgimento dei cittadini al Sindaco Marino -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Villa Ada, in particolare, è un gioiello  naturalistico e un polmone insostituibile per i romani, bisogna concludere l’opera di pulizia ed eliminare tutte le discariche, Legambiente continuerà in tal senso a sollecitare l’Amministrazione oltre che a rimboccarsi le maniche in prima persona con i volontari. Sul verde e sui parchi servono nuovi investimenti, sia nel bilancio dove la spesa è da tempo in costante diminuzione, sia nelle politiche,
smettendo anche di utilizzare le nostre aree più pregiate come scenografia per impropri eventi commerciali lucrativi, che snaturano queste rare oasi ricreative urbane con un impatto insostenibile”.

Il terzo censimento delle discariche e dei punti di degrado di Villa Ada può essere scaricato in forma integrale e consultato con mappa interattiva sul sito del Circolo “Sherwood” (www.circolosherwood.it/discariche.html), dove sono disponibili anche delle fotografie.Per semplificare il censimento, il parco è stato suddiviso in quattro settori (Nord, Ovest, Centrale e Sud) con la compilazione di 20 schede di dettaglio. Questi i riassunti dei diversi settori.

Settore Nord

La zona di Monte Antenne ha visto la parziale bonifica della discarica sul versante verso la via Olimpica e viale della Moschea. Ripulito superficialmente anche il fossato del Forte, dove però la situazione resta allarmante; mentre nelle antiche strutture sono in attesa di essere rimossi i resti degli accampamenti. Situazioni di degrado permangono in prossimità del vivaio su viale della Moschea e lungo il confine della stessa strada (sanitari, pneumatici, motorini).

Settore Ovest
Versano nel degrado sia la Torre che il Casaletto; mentre nulla è stato fatto per la rimozione dei resti di accampamenti sparsi tra grotte e cave. Queste ultime presentano situazioni di rischio. Permane lo “sfregio” della discarica lungo il muro di via di San Filippo Martire (solo parzialmente bonificata durante “Puliamo il Mondo” 2010) e si aggiunge il nuovo allarme per la fontana storica all’esterno di Villa Polissena (che era stata pulita nel 2011).

Settore Centrale
Nel settore centrale restano i punti di degrado delle ex Serre e dell’ex Maneggio. La situazione più preoccupante è quella dell’ampia discarica “storica” di calcinacci – con parti di amianto – che ricopre un versante del Colle delle Cavalle Madri. Ribadiamo la necessità di un piano di bonifica che consideri il delicato luogo di intervento e la gran mole di detriti da rimuovere. Restano rifiuti sparsi a ridosso delle ex Scuderie Reali e delle ex Serre.

Settore Sud
Nel settore Sud si segnalano ancora resti di accampamenti lungo il muro su via Panama (Parco Rabin). In questa zona – molto delicata dal punto di vista della sicurezza – permangono resti di frequentazione, con presenza di refurtiva e spargimento di rifiuti. Preoccupa lo stato di crescente degrado del Tempio di Flora, abbandonato ai vandalismi dopo il restauro del 1999.

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Villa Ada, Legambiente Lazio: Ministero interrompa la procedura di rettifica del perimetro.

Villa Ada, Legambiente Lazio: Ministero interrompa la procedura di rettifica del perimetro.Doppia interrogazione Avenali in Regione e Realacci in Parlamento.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali interrompa la procedura di rettifica del perimetro di Villa Ada in senso restrittivo e ristabilisca che i confini sono quelli previsti nel decreto ministeriale vigente. Legambiente Lazio torna a puntare il dito sul vincolo
paesaggistico per i 5 ettari di Villa Ada che il Ministero vuole ridefinire escludendo così Parco Rabin dalla tutela.

Restringere il vincolo è illegittimo e cederebbe l’area di Parco Rabin nelle mani dei costruttori da tempo interessati a quella zona per la creazione del casale in Via del Canneto e del Pup di Via Panama. Le direttive in proposito parlano chiaro: l’area di Villa Ada e di Monte Antenne è stata dichiarata “di notevole interesse pubblico” dalla legge del 1939 e la discrepanza dei confini tra il decreto ministeriale e le cartografie va subito risolta facendo prevalere la norma di maggiore tutela, come l’applicazione vincolistica vuole, seguendo fedelmente il decreto originario.

Intanto sulla vicenda sono state presentate due interrogazioni, da parte di Cristiana Avenali (Per il Lazio) alla Regione Lazio e di Ermete Realacci (PD) in Parlamento. Al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e agli Assessori all’Ambiente e alle Politiche del Territorio della Regione Lazio si chiede di intervenire per ridefinire i confini del parco come la Regione aveva già fatto nel 1954 stabilendo la totale legalità del vincolo e di verificare presso le Soprintendenze di Roma e del Lazio lo stato degli uffici e le procedure autorizzative fin qui adottate. Nel testo delle due interrogazioni si ribadisce la presenza del vincolo sul comprensorio di Villa Ada e Monte Antenne e l’inclusione di Parco Rabin nei confini del Parco secondo il decreto ministeriale.

“Chiediamo al Ministero per le Attività Culturali l’interruzione immediata della procedura di rettifica del perimetro a discapito del verde pubblico e protetto di Villa Ada – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Non si può abbassare la guardia sulla tutela di una delle ville storiche di Roma e sulla meravigliosa vegetazione arborea di Parco Rabin universalmente riconosciuta.”

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I parchi non sono uno sfondo da spot

Ben 152 impianti pubblicitari illegittimi lungo le vie attorno a Villa Ada: ecco i clamorosi numeri conclusivi del censimento di Legambiente.

Con nuovo blitz Legambiente oscura cartelloni irregolari: dossier in Procura e diffida all’Assessore Bordoni per rimuovere questi impianti fuorilegge.

Sul sito www.circolosherwood.it tutte le foto e i materiali

Sono ben 152 gli impianti pubblicitari collocati in modo illegittimo lungo le vie perimetrali del parco di Villa Ada, una moltitudine di scritte, faccioni, fotografie che deturpano il decoro della meravigliosa villa storica, un’infinità di puntini sulla mappa che la circonda. E’ questa la clamorosa denuncia di Legambiente, che emerge dal censimento realizzato dal Circolo Legambiente Sherwood, e che stamattina ha visto i volontari ambientalisti impegnati in un nuovo blitz di oscuramento dei cartelloni illegittimi.

Cinquanta degli impianti irregolari sono collocati delle vie perimetrali di Villa Ada nel tratto di Via Salaria tra il bivio di via di Ponte Salario sino all’incrocio di via Panama, ben nove sono all’incrocio tra via Salaria-via Chiana-via Panama, trenta sono su Via Panama nel tratto da via Salaria sino a piazza Ungheria, altri dieci sono a piazza Ungheria fino all’inizio di viale Romania
e altrettanti sono su viale della Moschea nel tratto da via Anna Magnani a via del Foro Italico. Venticinque poi sono sulla Via Olimpica tra via del Foro Italico sino a incrocio con via Salaria e
gli ultimi diciotto, per chiudere l’anello attorno al parco, sono su Via Salaria dall’incrocio di viale Somalia fino al bivio di via di Ponte Salario. E sono tutti posizionati dove non dovrebbero
essere: l’articolo 18, primo comma, del Regolamento sulle affissioni pubblicitarie, approvato dal Consiglio comunale di Roma con deliberazione n. 37 del 30/3/2009, afferma in modo cristallino che “è vietata la collocazione di impianti e mezzi pubblicitari nei (…) parchi pubblici e ville storiche nonché le vie che delimitano il perimetro di queste”, ad eccezione “degli impianti e altri mezzi di informazione turistica e di indicazione stradale di proprietà del Comune”.

“Lo scempio delle pubblicità attorno a parchi e ville deve finire, gli impianti per usi pubblicitari sono vietati sui due lati delle vie che fanno da confine alle decine di meravigliose aree verdi della città, di cartelloni non ce ne devono essere, che aspetta l’Assessore Bordoni, deve muoversi e rimuoverli subito -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. In queste ore Legambiente invierà un corposo dossier alla Procura di Roma che sta già indagando sui cartelloni abusivi e anche all’Assessore competente e alla Polizia locale di Roma diffidandoli a provvedere alla immediata rimozione dei cartelloni indicati, posizionati in violazione delle norme comunali in materia. Dopo l’abbattimento del maxi cartellone a piazzale del Lavoro, la parziale riduzione delle plance nella Riserva dell’Aniene e gli altri blitz, Legambiente rilancia la battaglia contro le affissioni abusive, in vista delle scelte finali sul piano regolatore degli impianti pubblicitari, che va approvato senza indugi dall’Assemblea Capitolina, con un decisa riduzione del dimensionamento ed eliminando le collocazioni in deroga al codice della strada.”

E proprio sul Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari Legambiente è tornata a porre l’attenzione: resta troppo elevata la superficie complessiva per pubblicità di 162.500 metri quadri a confronto con i 213.000 metri quadri censiti nella banca dati al giugno 2010, che vede decine di migliaia di situazioni tra irregolari e molto dubbie. Così come non convince affatto la densità di esposizione media fissata a 37,3 mq/km, quando l’Agenzia per il Controllo dei Servizi Pubblici Locali propone una diminuzione del 50% rispetto al censito (oggi 48,5 mq/km), che prevedrebbe una densità di 24,3mq/km. Lascia molto perplessi poi l’eccessivo indice di affollamento fissato per il territorio non urbanizzato, fino a 24/28/32 mq ogni 100 metri per senso di marcia.

“I parchi non sono uno sfondo da spot, eppure c’è un po’ di tutto intorno alle meraviglie di Villa Ada, impianti illuminati, con ponteggio, parapedonali, un orologio e poi monopali, doppi pali e pure tripali -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Il Regolamento per le affissioni vieta questi impianti, dal Sindaco Alemanno pretendiamo subito nuove ordinanze per abbatterli, mentre si discute per modificare in senso più stringente il piano regolatore degli impianti pubblicitari, troppo sovradimensionato col rischio di sanare così tutti gli abusi esistenti, nel quale deve essere inserito anche un chiaro elenco delle aree e dei beni interdetti alla pubblicità come ville e parchi, sul modello del piano approvato di recente a Parigi. La nostra lotta contro i cartelloni abusivi andrà avanti con nuovi blitz di oscuramento per restituire decoro alla Capitale, vigilando anche sull’attuazione della moratoria per i nuovi impianti, soprattutto nelle periferie e nei quartieri nuovi, come il Torrino Mezzacammino, potenziali nuove terre di conquista.”

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Domani tutti a Villa Ada per “Villadamose da fa”

Dalle 14 volontari per il ripristino dei viali principali dopo i danni causati dalla nevicata

Al via domani, Sabato 18 Febbraio, “Villadamose da fa”, l’iniziativa di volontariato a Villa Ada aperta a tutti, promossa da Legambiente Lazio con il Circolo Legambiente Sherwood, gli
Amici di Villa Ada e i Leprotti di Villa Ada, in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente del Comune Roma e con la media partnership del free press Metro.

Con guanti e buona volontà, tutti i cittadini potranno collaborare al ripristino del parco dopo i gravi danni alle alberature provocati dalle nevicate, dando un contributo importante anche per riaprire in tempi rapidi la villa. La giornata prevede la pulizia dei viali principali con la raccolta di rami e di piccoli arbusti, insieme agli operatori del Servizio Giardini di Roma Capitale. In particolare, saranno liberati dai tronchi caduti i viali nel bosco della originaria Villa Pallavicini intorno al Tempio di Flora, dove l’intervento a terra permetterà poi ai giardinieri di intervenire con mezzi adeguati per la messa in sicurezza dei rami alti. Appuntamento dalle 14 all’ingresso di Villa Ada in via Salaria, 267 (Ambasciata d’Egitto). Importante ricordarsi di portare i guanti da lavoro. Per partecipare ci si può iscrivere gratuitamente (a fini assicurativi) presentandosi direttamente all’appuntamento, mentre per informazioni si può contattare Legambiente Lazio ai numeri 0685358051/77 o scrivere a circolosherwood@gmail.com

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Legambiente partecipa a sopralluogo a Villa Ada: danni ingenti, prevenire ulteriori conseguenze

PROPOSTO UTILIZZO AUTOMEZZI CON ARIA COMPRESSA PER SALVARE ALBERI

Il presidente di Legambiente Lazio ha partecipato stamattina ad un sopralluogo a Villa Ada con l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma, il Servizio giardini e gli Amici di Villa Ada, per
valutare le criticità dopo il monitoraggio dei danni alle alberature avviato nei giorni scorsi dal Circolo Legambiente Sherwood e la lettera che l’associazione aveva inviato all’Amministrazione.
“I danni alle alberature dopo la nevicata sono ingenti, purtroppo molti allori, lecci e diversi pini sono caduti e andranno rimossi per liberare i viali pedonali e riaprire in tempi rapidi la
villa, rendendo possibile l’accesso ai frequentatori -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Abbiamo chiesto la massima attenzione alle alberature, senza agire
frettolosamente, valutando bene le diverse situazioni per eliminare solo i pericoli causati da rami rotti e alberi caduti, facendo un monitoraggio puntuale della situazione. Successivamente andrà
valutato il piano di riforestazione che dovrà essere condiviso con associazioni e comitati.” In vista della probabile nevicata di domani, Legambiente ha proposto che si utilizzino gli automezzi normalmente in servizio per la disinfestazione per pompare aria compressa sulle chiome e liberarle dalla neve diminuendone il peso prima delle ghiacciate, per limitare ulteriori danni.
Dopo la nuova perturbazione, il Circolo Legambiente Sherwood e gli Amici di Villa Ada organizzeranno con il supporto del Comune una giornata di coinvolgimento dei cittadini per compiere una grande azione di volontariato per ripristinare i viali Villa Ada.

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