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Arsenico nell’acqua, Legambiente: situazione grave a Viterbo, si faccia chiarezza sullo stato dei lavori

Arsenico nell’acqua, Legambiente: situazione grave a Viterbo, si faccia chiarezza sullo stato dei lavori

Legambiente chiede che si faccia chiarezza sullo stato dei lavori rispetto alla realizzazione dei potabilizzatori e a tutte le iniziative messe in campo per risolvere il problema delle alte percentuali di arsenico nell’acqua. La situazione è grave e potrebbe portare la chiusura dei rubinetti già da lunedì prossimo per 82 mila persone nel viterbese.

“L’accesso ad un bene così fondamentale è un diritto di tutti i cittadini e deve essere garantito a tutti i costi – ha dichiarato Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio-. Più di due anni fa avevamo chiesto alla Regione Lazio un tavolo di confronto anche con le associazioni ambientaliste e dei consumatori per essere informati sulla strada che si intendeva intraprendere, ma dopo un primo incontro non s’è saputo più nulla. La situazione ora è grave e serve capire tempi e modi degli interventi per tutelare la salute dei cittadini.  Risolvere l’emergenza per poi programmare i necessari investimenti per migliorare la rete fognaria e aggiornare il piano per la tutela delle acque.”

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Sicuro in Bici è Meglio, seconda tappa del progetto per sicurezza in bici e nuovi itinerari ciclabili a Viterbo

Sicuro in Bici è Meglio, seconda tappa del progetto per sicurezza in bici e nuovi itinerari ciclabili a Viterbo

Si è tenuto a Viterbo il secondo appuntamento del progetto “Sicuro in bici è meglio” che Legambiente Lazio insieme al Centro Interuniversitario di Ricerca per gli Studi sulla Sicurezza Stradale – Università Roma Tre (CRISS) sta realizzando col contributo della Regione Lazio per favorire la diffusione di comportamenti responsabili tra gli utenti della strada e diffondere una nuova cultura della sicurezza stradale per la tutela e promozione della mobilità ciclabile. Questo incontro, patrocinato dalla Fondazione CARIVIT, ha coinvolto docenti ed esperti.

“I dati in nostro possesso mostrano che la presenza di piste ciclabili è una rarità. Poche sono le iniziative politiche favorevoli ad una mobilità ciclabile. Durante questo incontro abbiamo ricevuto molti suggerimenti e proposte da parte di associazioni ed utenti -hanno affermato Roberto Scacchi, responsabile Scuola di Legambiente Lazio, e Pieranna Falasca coordinatrice provinciale Legambiente Viterbo-. La viabilità di Viterbo e provincia non favorisce l’uso della bicicletta, per questo vanno realizzati itinerari sicuri, incentivato l’uso delle due ruote come mezzo di spostamento ecologico e sostenibile in zone di grande bellezza e dal grande valore turistico.” Il prodotto principale del progetto “Sicuro in bici è meglio” è un Manuale di 140 pagine, per l’individuazione di itinerari ciclabili sicuri ai fini degli spostamenti sistematici e occasionali, destinato a livelli diversi, sia agli studenti delle scuole partecipanti al programma, che ad eventuali professionalità tecnico-amministrative interessate alla tematica. Nell’ambito delle attività inerenti il progetto di ciclabilità sicura, il manuale sarà affiancato da strumenti interattivi, quali software ed applicazioni per smartphone.

“Questo progetto non prevede alcun intervento strutturale, ma procedure ed approcci per individuare sulla rete esistente percorsi ciclabili sicuri, indicando soluzioni dai costi ridotti o suggerendo interventi concreti agli enti competenti -ha affermato Alessandro Calvi, del Centro Interuniversitario di Ricerca per gli Studi sulla Sicurezza Stradale – Università Roma Tre (CRISS)-. L’obiettivo principale è quello di utilizzare e recuperare spazi comuni o residuali per creare itinerari fruibili durante spostamenti sistematici, una strategia possibile e potenzialmente molto efficace soprattutto in contesti urbani come quello di Viterbo.”

Gli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado possono aderire al progetto e ricevere così il Manuale “Sicuro in bici è meglio”, per progettare poi con le loro classi iniziative per favorire l’uso della bici e partecipare al Concorso a Premi creativo tematico SCUOLA CICLABILE, nell’ambito del quale verranno raccolti i prodotti dei ragazzi (idee progettuali, studi di itinerari ciclabili sicuri casa-scuola e di eventuali interventi low-cost necessari al completamento; stimoli artistici, disegni, cortometraggi, foto; prodotti culturali, documentari, dossier, audiovisivi; prodotti didattici; strumenti promozionali volti a sensibilizzare i cittadini e favorire l’utilizzo sicuro della bicicletta).

È possibile scaricare il regolamento del concorso nonché tutte le informazioni sul progetto dal sito www.sicuroinbici.legambientelazio.it o su Facebook www.facebook.com/sicuro.inbici Per qualsiasi ulteriore informazione, chiarimento o comunicazione fate riferimento a Legambiente Lazio (0685358051 – 0685358077 – posta@legambientelazio.it).

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Processo Rifiuti Viterbo, Legambiente: prescrizione chiude processo, ma danno rimane, subito bonifica.

Processo Rifiuti Viterbo, Legambiente: prescrizione chiude processo, ma danno rimane, subito bonifica.

Prescrizione dei reati, dopo sette anni, la sentenza è di “non doversi procedere”. Così si chiude il Processo sul traffico illecito di 250 mila tonnellate di rifiuti speciali nei centri di ripristino ambientale di Vetralla, Castel Sant’Elia e Capranica, in cui Legambiente Lazio ed il coordinamento Provinciale di Legambiente Viterbo, assistiti dall’avvocato Pierdomenico Giuseppe, sono costituiti parte civile. Una notizia che arriva proprio mentre nelle stesse ore, è stato effettuato dalle Forze dell’ordine un nuovo sequestro di 12mila mq. di discariche abusive, ancora una volta nei territori di Sutri e Castel Sant’Elia.

“La prescrizione è una brutta notizia che in parte ci aspettavamo, abbiamo tenuta altissima l’attenzione sul processo proprio per tentare di evitarla, tutto si è svolto secondo le regole, ma è triste e difficile accettare che le schermaglie giudiziarie abbiano battuto il buon senso – afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Prescrizione non è né assoluzione né condanna, per capire però meglio il merito dei fatti occorrerà attendere le motivazioni della sentenza. Ora è comunque fondamentale ed urgente intervenire affinché i territori che sono stati teatro dello scempio ambientale siano definitivamente risanati”.

“Rimane il fatto che i rifiuti in quelle cave ci sono finiti, quello che ci interessa è capire e vigilare su che cosa succederà ora in quelle aree che sono state dissequestrate -afferma Pieranna Falasca, coordinatrice Provinciale di Legambiente Viterbo-. Il territorio del viterbese è sempre più in preda ad una serie inarrestabile di discariche di rifiuti incontrollate, come testimonia purtroppo anche il sequestro di oggi in quegli stessi territori. E’ ora che l’obiettivo della bonifica delle aree e della sorveglianza del territorio diventi davvero prioritario”.

Legambiente ricorda i numeri del ciclo illegale dello smaltimento di rifiuti nel Lazio: secondo il Rapporto Ecomafie 2012, il Lazio è al 1° posto fra le Regioni dell’Italia centrale per questo tipo di
reati, con 326 infrazioni accertate, 1 arresto, 162 sequestri e 354 persone denunciate.

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Traffico di rifiuti: nuova seduta del processo a Viterbo contro le ecomafie laziali

Nuova udienza oggi presso la Procura viterbese del più grande processo che sia stato mai celebrato nella nostra regione in materia di traffico illecito di rifiuti. Il dibattimento, che vede coinvolti come imputati 15 soggetti di varie organizzazioni, continua ad essere seguito da cittadini, istituzioni e associazioni che si sono presentate come parti civili, tra le quali Legambiente.

Nel corso delle indagini, condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e coordinate dai sostituti procuratori Franco Pacifici e Stefano D’Arma, gli inquirenti hanno scoperto e sgominato un traffico di 250mila tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non, provenienti da ogni parte d’Italia e aventi come destinazione finale Viterbo, per un giro d’affari pari a 2,5 milioni di euro. Coinvolta un’organizzazione criminale che procedeva a manipolazione e miscelazione dei rifiuti prodotti da
numerose aziende. I rifiuti, costituiti da fanghi di cartiera, terre inquinate da Pcb, ceneri di acciaieria, rifiuti farmaceutici e contenenti alte concentrazioni di zinco, piombo e nichel, viaggiavano accompagnati da certificazioni false, fornite da un compiacente laboratorio d’analisi, e venivano poi smaltiti in tre ex cave in ripristino ambientale.

“Il processo di Viterbo procede grazie al lavoro del Tribunale e della Procura dopo le accurate indagini dalle forze dell’ordine, pur se tra mille cavilli che vorrebbero forse portare verso la prescrizione dei reati -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Servono pene esemplari per questi criminali, per dare segnali forti contro le ecomafie, vanno colpiti i patrimoni utilizzando i beni sequestrati anche per le necessarie bonifiche.”

Secondo l’ultimo Rapporto Ecomafie redatto da Legambiente in collaborazione con le Forze dell’Ordine, nella provincia di Viterbo nel corso del 2010 sono state commesse 154 infrazioni ambientali, numeri che la collocano al 66esimo posto nazionale fra i capoluoghi di provincia per questi illeciti. 20 di queste sono infrazioni nel ciclo dei rifiuti, che hanno portato alla denuncia di 23 persone e 10 sequestri, mentre per quanto riguarda il cemento sono state 59 le infrazioni, con 56 denunce e 18 sequestri effettuati.

“Questa inchiesta deve essere da esempio per chi umilia il nostro territorio – il commento di Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale Legambiente Viterbo–, per questo seguiamo da vicino il processo, per coinvolgere cittadini e associazioni locali verso un futuro diverso. Purtroppo non è stata contestata l’associazione a delinquere, il che sarebbe stato importante, rispetto ai tempi di prescrizione. Ciò che è necessario ora è portare a termine la bonifica dei terreni colpiti, non si può attendere.”

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Goletta dei Laghi di Legambiente fa tappa a Bolsena

“Lago di Bolsena: conservare, promuovere, valorizzare”

Legambiente: “Rilanciare buone pratiche ambientali con protocollo d’intesa con istituzioni e strutture ricettive per affrontare criticità inquinamento”

Tutelare, promuovere e valorizzare il più grande lago vulcanico d’Europa: è questo l’obiettivo della tappa a Bolsena della Goletta dei Laghi, la campagna nazionale di Legambiente per il monitoraggio scientifico delle bacini lacustri, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per le tappe laziali dell’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma.
Il Lago di Bolsena è una immensa Zona di Protezione Speciale (ZPS) del Lazio, con un paesaggio prezioso e importanti specie vegetali e animali da tutelare. Habitat palustri ed acquatici con estesi canneti a cannuccia di palude e ristretti popolamenti del raro giunco fiorito, accolgono specie di interesse comunitario come ad esempio la strolaga mezzana e il cormorano, insieme a specie ittiche come la rovella, il barbo e il ghiozzo di ruscello, e tra gli anfibi il tritone crestato italiano che frequenta fossi e pozze.
Un territorio ricco di valori ambientali di enorme pregio sui quali puntare, affrontando e risolvendo al tempo stesso le criticità evidenziate in questi anni. Per questo, Legambiente ha voluto inserire nella prestigiosa Guida Blu redatta con il Touring Club Italiano una nuova località sul Lago di Bolsena: si conferma a “3 vele” Montefiascone (Vt) (il massimo è 5), mentre entra per la prima volta in classifica Capodimonte (Vt) con “2 vele”, che si affianca a Bolsena (Vt) che rimane stabile a “2 vele”.

“Il Lago di Bolsena custodisce un immenso patrimonio ambientale che va conservato affrontando le criticità che lo minacciano, puntando su di esso per valorizzare il territorio – afferma Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale di Legambiente Viterbo -. Va in questa direzione la scelta di Legambiente di  dare vita alla prima edizione del BolsenaLago MusicAmbiente Festival, che è l’occasione per rilanciare la proposta di un protocollo d’intesa con le amministrazioni e le strutture ricettive per la tutela e la promozione del lago, con l’adesione all’Ecolabel di Legambiente Turismo, che punta ad applicare pratiche di risparmio idrico, energetico, diffusione della raccolta differenziata, ecc. Una scelta che oltre ad essere utile per l’ambiente fa bene anche al turismo perché permette di entrare in quel circuito sempre più ampio che privilegia la qualità insieme alle bellezze naturalistiche. Bisogna puntare su un turismo a basso impatto, prevenendo l’abuso delle barche a motore, proteggendo la vegetazione ripariale e garantendo la continuità dei rilasci idrici per tutelare il Marta ed i torrenti locali.”

L’attività turistica certamente rappresenta uno dei settori di maggiore sviluppo, facendo già oggi del
comprensorio uno dei più frequentati nel Lazio dai turisti e visitatori occasionali, ma grande attenzione -secondo Legambiente- va posta anche all’attività agricola già piuttosto interessante tra Montefiascone e Bolsena, dove esistono diverse produzioni tipiche, che in questi giorni saranno al centro della mostra mercato Di Tuscia un po’, organizzata dall’associazione Vivi Bolsena, con menù a filiera corta proposto da Legambiente, contrassegnati con un bollino verde. Anche la pesca professionale deve continuare a rappresentare un’attività caratteristica e compatibile del Lago di Bolsena.

“Ai laghi bisogna porre grande attenzione sono ecosistemi chiusi, molto delicati, dove le criticità vanno risolte con celerità altrimenti si rischia che si amplifichino in poco tempo –dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. L’immenso patrimonio ambientale del Lago di Bolsena è messo a rischio dal lento ricambio delle sue acque, vanno risolte le situazioni puntiformi di inquinamento, chiudendo la condotta circumlacuale e realizzando le necessarie infrastrutture fognarie e di depurazione nell’area nord del lago, con il coinvolgimento della Regione Lazio che sostenga l’impegno dei Comuni che da soli non possono farlo. Chiediamo l’avvio di un percorso per incentivare l’agricoltura a basso impatto come quella biologica, evitando allo stesso tempo l’introduzione di specie ittiche esotiche. Continuiamo a rimanere convinti della necessità di individuare una forma unitaria per la gestione del Lago di Bolsena, senza togliere potere alle comunità locali, ma mettendo in atto un piano di gestione unitario. Bisogna dunque puntare sulle opportunità di sviluppo economico offerte dal comprensorio, conservandone i valori naturalistici e culturali e quindi l’identità.”

Tutti invitati ai concerti della prima edizione del BolsenaLago MusicAmbiente Festival in programma per la prossima settimana. La bella e importante iniziativa intende dare un contributo alla conoscenza e alla valorizzazione del lago di Bolsena, veicolando l’attenzione ai temi ambientali attraverso il linguaggio della musica, ma anche con laboratori di educazione ambientale e altre iniziative (per info bolsenalagomusicambiente@gmail.com)
Alla conferenza hanno partecipato: Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Pieranna Falasca, coordinatrice provinciale di Legambiente Viterbo; George Wallner, Associazione la Porticella –  ssociazione Lago di Bolsena e Nicoletta Ripa, Università di la Tuscia; Piero Bruni, Associazione Lago di Bolsena; Enrico Calvario, Links Natura Ambiente e Gianna Le Donne, responsabile Goletta dei Laghi.
I risultati del monitoraggio scientifico dei laghi laziali e il bilancio dell’edizione 2011 della campagna, saranno presentati in conferenza stampa martedì 26 luglio, alle ore 11.30, presso la sede della Provincia di Roma, Palazzo Valentini, via IV Novembre 119/a – Sala della Pace.
I partner della Goletta dei laghi

Main partner
COOU Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati
Partner tecnico: Consorzio Ecogas, Novamont, Stamperia Romana
Media partner: Radio Kiss Kiss e La Nuova Ecologia
Lo staff di Goletta Verde sceglie i veicoli Peugeot ® con filtro antiparticolato FAP® .
Per i nostri veicoli utilizziamo Revivoil, l’olio rigenerato di Viscolube
Per le tappe laziali la campagna è sostenuta
dall’Assessorato alla Tutela Ambientale della Provincia di Roma
Ufficio stampa Goletta dei laghi
Francesca Pulcini 347 9894525 – stampa.golettadeilaghi@legambiente.it

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Piano Aeroporti: si ascoltino le organizzazioni sociali

Domani all’ENAC consultazione interistituzionale sullo Studio del Sistema Aeroportuale del Lazio e del Centro Italia “Le consultazioni territoriali sul Piano degli Aeroporti si devono fare allargando anche alle organizzazioni della società civile e ai tanti comitati cittadini che quotidianamente e con fatica si occupano della questione aeroporti nel Lazio – con queste parole Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, commenta l’incontro che si terrà domani presso l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile a Roma per discutere su “Studio del sistema aeroportuale italiano, scenari e strategie di sviluppo” – Qualsiasi progetto sugli scali di Ciampino, Fiumicino, Viterbo o Frosinone va discusso e condiviso con i cittadini e le associazioni”.

A ricevere la lettera di convocazione sono stati solo i governi delle regioni del Centro Italia e i gestori aeroportuali del territorio; restano fuori invece le associazioni ambientaliste e i comitati territoriali che quotidianamente si occupano dei temi al centro dello studio. “Lo stesso Ministro dei Trasporti ha invitato l’ENAC ad ascoltare le organizzazioni sociali in merito alle linee del piano, ma quelle parole sono rimaste lettera morta – continua Parlati – Da tempo abbiamo manifestato l’esigenza di una pianificazione del sistema aeroportuale laziale, ma non vorremmo che questa riunione a porte chiuse serva solo a santificare interventi quali il raddoppio dell’aeroporto di Fiumicino o chissà quale altro megaprogetto. Chiediamo dunque all’ENAC di inviare copia del Piano anche alle associazioni e ai comitati, per esprimere un parere ed evitare soluzioni che fanno comodo solo a pochi” .

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