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Roma per ambiente è al 65° posto della classifica del Sole 24 ore che usa indice di Ecosistema Urbano di Legambiente

Sarebbe bello se fosse vero, purtroppo Roma per l’ambiente nel 2011 si piazza al 65° posto dell’autorevole classifica del Sole 24 ore, che per il parametro strettamente ecologico utilizza l’indice di Ecosistema Urbano di Legambiente -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Senza alcun intento polemico o iettatore, visto che non c’è nulla da gioire come cittadini se il capoluogo arranca su questi fronti, è giusto riconfermare che su immondizia, traffico e smog, ma anche cattiva depurazione Roma continua a frenare. Affianco a questi parametri ambientali, ce ne sono molti altri, e in particolare infrastrutture, cultura e tenore di vita, che vengono considerati a livello provinciale e portano il territorio della Provincia di Roma a crescere fino al 23° posto.”

Roma con i suoi 661,3 kg di rifiuti pro-capite prodotti all’anno è tra le peggiori grandi città italiane, e di tutto ciò ben poco è raccolto in modo differenziato, in quanto a traffico non ci batte quasi nessuno tra le grandi città italiane peggio di Roma, con 69 auto ogni 100 abitanti, fa solo Catania. Nessun passo in avanti per le isole pedonali, Roma ha 14 centimetri quadrati pedonalizzati per abitante, mentre per le ZTL la Capitale rimane tra le più grandi e importanti, con 1,83 mq per abitante, ma viene superata da Firenze, Bologna e Padova tra le grandi città; e non va meglio ai ciclisti con solo 1,68 metri eq./100 abitanti per le piste ciclabili che addirittura diminuiscono con i nuovi criteri più restrittivi di quest’anno. La Capitale supera decisamente la soglia di 40 microgrammi per metro cubo (media annua) considerata pericolosa per la salute umana per la concentrazione di biossido di azoto (NO2) con 54,1 microgrammi, mentre calano le polveri sottili PM10. Sul fronte idrico, Roma va piuttosto male Roma, con consumi molto superiori alla media italiana, scivolando all’ultimo posto tra le città grandi, con ben 234,3 litri di acqua consumati ogni giorno da ciascun cittadino romano, e assurde perdite d’acqua nella rete del 27% e l’efficienza del sistema di depurazione che passa dal 97% al 90%. Roma registra la peggior performance tra i 15 grandi capoluoghi con ben 1.375 kWh/abitante al giorno per i consumi elettrici domestici.

“Roma deve vincere immobilismo e scelte sbagliate -afferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Per vincere sulla crescita della produzione di rifiuti servono politiche per la riduzione e il riuso e una differenziata che punti ovunque sul porta a porta piuttosto che nuove discariche, bisogna scegliere la via della limitazione del traffico privato e del potenziamento di quello pubblico per battere traffico e smog con nuove pedonalizzazioni e ZTL, puntare per l’acqua dopo i referendum su gestioni pubbliche e partecipate colpendo mancata depurazione e perdite  Di rete.”
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Pedonalizzazioni a Roma: parole, parole, parole

BASTA CON LE CHIACCHIERE E LE PRESENTAZIONI, LA PEDONALIZZAZIONE DEL COLOSSEO E DEL TRIDENTE PUÒ ESSERE AVVIATA SUBITO. ALLA CITTÀ SERVONO CONCRETEZZA, RIGORE E SERIETÀ PER CENTRARE SUBITO OBIETTIVI IMPORTANTI CHE IL SINDACO ALEMANNO NON PUÒ CONTINUARE A RINVIARE

30 dicembre 1980 – 30 dicembre 2010 – Dossier di Legambiente Lazio a trent’anni dalla prima pedonalizzazione al Colosseo

Non solo Via dei Fori Imperiali e il Colosseo soccombono alle automobili. Piazza delle Cinque Scole al Ghetto, piazza in Piscinula e piazza De Renzi a Trastevere, oppure piazza Cairoli, piazza S. Paolo alla Regola, piazza Trinità dei Pellegrini, piazza Monte di Pietà in zona Campo de’ Fiori. Sono tutte strapiene di automobili. Per non guardare a Via dei Cerchi o all’Appia Antica o a piazze e strade nei quartieri meno centrali e della periferia. Di pedonalizzazioni a Roma si parla tanto, ma si fa proprio poco. E il Sindaco Alemanno, ha superato la metà del mandato senza sottrarsi alle chiacchiere. Era il 30 dicembre 1980 quando, a due anni dall’avvertimento del Sindaco Argan («O i monumenti o le automobili»), il Colosseo svelò la prima pedonalizzazione italiana, tra il monumento e l’Arco di Costantino, seguita l’anno dopo da Piazza Navona e Piazza di Spagna. Trent’anni dopo Legambiente festeggia a modo suo, con un ricco dossier fotografico, la parziale quanto fondamentale liberazione dalle auto dello spazio, evidenziando tutti gli interventi promessi, approvati… e mai realizzati sulle pedonalizzazioni nella Capitale. Oggi nella Capitale sono pedonali 396.195 metri quadri tra strade e piazze, e possono sembrare tanti ma in realtà sono solo lo 0,03% della superficie comunale. Roma con 14 metri quadri per abitante di aree pedonalizzate si piazza al 62° posto in Italia, nella parte bassa della classifica nazionale che vede una media nelle diverse realtà urbane di 34 metri quadrati di zone interdette al traffico motorizzato ogni 100 abitanti. Eppure tutte le pedonalizzazioni realizzate dalle giunte Rutelli e Veltroni hanno rivelato luoghi magnifici della città, facendoli riscoprire ai romani e ai turisti. Tra i migliori esempi piazza del Popolo, piazza Capranica dietro al Pantheon e la meraviglia del Portico d’Ottavia al Ghetto, piuttosto che piazza dell’Orologio dietro corso Vittorio o piazza di Santa Cecilia e la nuova sistemazione di piazza San Cosimato (per la parte centrale) a Trastevere. Ma resta decisamente molto da fare.

“Le più belle piazze del centro storico di Roma sono disgustosamente assediate dalle automobili, il Colosseo si sta sbriciolando per le polveri sottili del traffico, il Tridente pedonale è rinviato al 2013, nelle aree semi-centrali e periferiche non ci sono interventi di moderazione del traffico, mentre dei grandi sogni di collegamento pedonale lungo la Via Appia Antica non c’è più traccia
-afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dal 1980 è passato molto tempo, ma Roma è cambiata troppo poco sul fronte degli spazi pedonali, le scelte promesse e approvate nel  Piano Generale del Traffico del 1999 sono rimaste spesso sulla carta, dall’insediamento della Giunta Alemanno, molto prodiga nel parlare di ipotesi e progetti, di interventi di pedonalizzazione non se ne sono più visti. L’isola pedonale che circonda il Colosseo è rimasta un’incompiuta, nonostante la Domenica sia una meravigliosa passeggiata a piedi proprio grazie all’insistenza di Legambiente. I pullman turistici scorrazzano tranquilli grazie ad un nuovo e più permissivo regolamento, la ZTL notturna ha perso due ore restituendo al caos il centro mentre quella diurna non si è né allargata di spazio né allungata di periodo come era invece previsto e la sosta tariffata scontata ha riaperto le maglie alle automobili anche nelle aree più pregiate della città. Mentre del pomposo Piano Strategico della Mobilità non c’è più traccia, il progetto per il Tridente è di là da venire, con una pedonalizzazione parziale spostata al 2013 e legata a nuovi assurdi parcheggi soprattutto a rotazione, e per l’area archeologica centrale il ragionamento è appena avviato. Alla città servono concretezza, rigore e serietà per centrare subito obiettivi così importanti che il Sindaco Alemanno non può continuare a rinviare”.

La fotografia scattata dai volontari di Legambiente è chiara: dei due splendidi itinerari pedonali previsti a Trastevere e tra il Portico d’Ottavia e Campo de’ Fiori non c’è traccia, percorrerli è un vero   proprio slalom tra le automobili parcheggiate ovunque. Le piazza sono parcheggi: piazza in Piscinula straborda di automobili con tanto di doppia fila e parcheggiatore abusivo. La mitica via della Lungaretta è anch’essa affogata tra macchine e scooter come anche piazza del Drago, mentre piazza piazza Giuditta Tavani Arquati, l’ingresso al cuore di Trastevere è oppresso da decine e decine di inutili automobili parcheggiate. A piazza De’ Renzi le bellissime magnolie sono accerchiate dalla ferraglia delle vetture private. Tre vasi ricolmi di rifiuti contendono alle auto un minuscolo pezzo  di piazza S. Giovanni Malva. La stessa Piazza di S. Cecilia, l’unica pedonalizzata, è comunque assediata dalle macchine e dal carico e scarico delle merci. Anche dall’altra parte del Tevere, la  ituazione è sempre la stessa: la pedonalizzazione di piazza Costaguti, piazza Cairoli, V. S. Maria in Ponticelli, piazza S. Paolo alla Regola, piazza Trinità dei Pellegrini, piazza Monte di Pietà non è mai stata avviata e anche qui le macchine occupano completamente lo spazio delle piazze. L’unico intervento effettuato in questa ultima zona ha riguardato la riqualificazione dell’area di Via del Portico d’Ottavia, lasciando ancora in balia delle macchine una parte significativa della bellissima Piazza delle Cinque Scole, al Ghetto, nel cuore antico della città. Mentre la pedonalizzazione parziale del Tridente è rinviata al 2013, a piazza del Parlamento continua il parcheggio selvaggio e di controlli non ce ne sono. Lo stesso destino di mancata pedonalizzazione è toccato a Via dei Cerchi, mentre nessuno dell’Amministrazione si ricorda più del previsto ampliamento di perimetro e di orario della ZTL, per non parlare di aree pedonalizzate e zone a traffico limitato anche nella
periferia.

“A trent’anni dalla prima pedonalizzazione dell’area dell’Arco di Costantino, il Colosseo rimane uno spartitraffico, pur con le auto un po’ più lontane, e la magnifica Via dei Fori Imperiali una sorta  di autostrada urbana con punte fino a 3.400 veicoli all’ora -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Via dei Fori Imperiali doveva essere liberata dalle auto private già dal primo luglio 2001, invece ancora oggi, la chiusura al traffico è limitata alla domenica e l’Amministrazione sta ancora decidendo cosa fare. Nel frattempo il Colosseo si sbriciola a causa dell’aggressione delle polveri prodotte dal traffico e il restauro diventa sempre più urgente, cacciando via allo stesso tempo l’inquinamento dal monumento. Anche il piano per la pedonalizzazione del Tridente in sostanza dipende da ben sette parcheggi, tutti interni alle Mura Aureliane, con oltre 2.600 nuovi posti auto, più posti per pullman e per motorini, non riservati ai residenti o agli operatori commerciali e ai loro dipendenti, ma regalati in ampia misura alla sosta a rotazione, con l’idea errata che debba essere possibile arrivare dalla periferia o da chissà dove con la propria auto per fare shopping o altro, nel pieno centro storico di Roma. Una scelta diametralmente opposta a quella di tutte le altre città europee che puntano tutte a edifici e quartieri completamente pedonali, serviti da mezzi pubblici e mobilità alternativa in bici. Basta con le chiacchiere e le presentazioni che il Sindaco Alemanno sta facendo da troppo tempo, dietro alle quali nascondersi per rimanere immobili, spostare più in avanti gli obiettivi e non fare scelte. Non si può perdere altro tempo, la pedonalizzazione del Colosseo può essere avviata realisticamente in 60 giorni, secondo quanto proposto da Legambiente, e si può chiudere subito al traffico anche l’area principale del Tridente senza aspettare futuribili parcheggi”.

Legambiente Lazio, a seguito di una attenta analisi, ha recentemente presentato un piano in tre mosse per pedonalizzare il Colosseo. Per liberare il Colosseo dalle auto, prevede tappe precise da avviare in 60/90 giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base di un attento monitoraggio dei flussi di traffico nell’area. Il piano, che Legambiente ha inviato al Comune e al MIBAC, prevede di pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia a largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica. Un piano concreto e praticabile, da attuare subito.

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Tre mosse per liberare il Colosseo dalle auto

IL PIANO DI LEGAMBIENTE DA AVVIARE IN 60/90 GIORNI E CONCLUDERE IN 12/24 MESI BASATO SU UN ATTENTO STUDIO DI TRAFFICO: NEL NODO DI VIA DEI FORI IMPERIALI FINO A 3.400 VEICOLI OGNI ORA, POLVERI SOTTILI FUORILEGGE ANCHE DENTRO L’ANFITEATRO FLAVIO.

E’ fatto di tre mosse il piano di Legambiente Lazio per liberare il Colosseo dalle auto, con tappe precise da avviare in 60/90 giorni e concludere in 12/24 mesi, pensate sulla base di un attento monitoraggio dei flussi di traffico nell’area che ha evidenziato l’incredibile circolazione di ben 3.400 mezzi all’ora nel nodo. Il piano, che Legambiente invierà oggi stesso al Comune e al MIBAC, prevede di pedonalizzare subito i Fori anche il sabato, nelle mattine dei giorni feriali tra piazza Venezia a largo Corrado Ricci, ampliando la ZTL sino a Santa Maria Maggiore lungo via Cavour; entro 8/12 mesi chiudere l’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci al traffico privato per l’intera settimana; entro 12/24 mesi attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali per dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica.

Il caos del traffico circonda le millenarie mura del Colosseo ma l’aria inquinata entra persino all’interno del monumento, dove i visitatori respirano punte di 90,2 microgrammi per metro cubo di polveri sottili PM10, un forte inquinamento ben al di sopra del limite di legge. Lo rivelano alcune misure effettuate da Legambiente Lazio, durante la cerimonia ufficiale per l’inaugurazione dei  nuovi spazi del monumento aperti al pubblico: sulla pedana in legno al livello base nel cuore dell’Anfiteatro le polveri sottili Pm10 erano 58,6 microgrammi per metro cubo (contro il limite di 50), mentre in un secondo caso sulla terrazza del terzo anello hanno raggiunto livelli da incrocio stradale, con 90,2 microgrammi per metro cubo.

“Raccogliamo la sfida per la pedonalizzazione del Tridente e dell’area archeologica lanciata dal Sindaco Alemanno e dal sottosegretario Giro e la rilanciamo proponendo una soluzione concreta e praticabile per eliminare lo scempio delle automobili dal Colosseo e Via dei Fori imperiali -dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio-. Dopo la bella riuscita della pedonalizzazione domenicale fortemente voluta da Legambiente, quando i Fori Imperiali vengono invasi da centinaia di migliaia di romani e turisti, ora bisogna cogliere l’occasione dell’avvio dei cantieri del restauro del Colosseo e della Metro C per fare dei passi definitivi per liberare il Colosseo dal traffico e dallo smog. Il Colosseo soffre, le polveri sottili delle automobili stanno lentamente divorando i marmi, è venuto il momento di mettere la parola fine a una situazione disastrosa che perdura da troppi anni”. Per elaborare una analisi di fattibilità della pedonalizzazione con solide basi scientifiche si è proceduto ad un articolato monitoraggio dei flussi di traffico su via dei Fori Imperiali che è stato effettuato in tre giornate feriali (29 novembre, 1 e 3 dicembre 2010) nel periodo antimeridiano dalle 8.30 alle 11.30 e in quello pomeridiano dalle 16.30 alle 19.30. I flussi sono stati rilevati simultaneamente in modo manuale dai volontari di Legambiente Lazio in alcune sezioni strategiche (largo Corrado Ricci, via Cavour e piazza Venezia), contando i veicoli transitati ogni 5 minuti suddivisi in sette tipologie: auto, taxi, camion/furgoni, moto/scooter, autobus, pullman turistici e biciclette.

“Da una prima analisi dei flussi è stato possibile fare una stima sull’equilibrio del nodo di largo Corrado Ricci che, per quanto riguarda le ore mattutine, mette in evidenza un flusso in ingresso molto elevato fino a 3.400 veicoli/ora -afferma Andrea Benedetto, presidente del Comitato scientifico di Legambiente Lazio-. Un flusso che si ripartisce in quota significativa nella tratta più carica da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con 1.770 veicoli/ora, e in minor misura verso piazza Venezia, con 1.200 veicoli/ora. Nelle ore del pomeriggio, invece, il nodo è caricato in misura diversa: cresce il flusso di provenienza da piazza Venezia e si riduce quello da via Cavour, fino a 1.890 veicoli/ora. La tratta più carica resta in assoluto quella da largo Corrado Ricci verso il Colosseo, con un flusso superiore ai 2.220 veicoli/ora”.

Il monitoraggio ha evidenziato anche che in media il 53% dei veicoli totali in transito nella tratta da largo Corrado Ricci verso il Colosseo -quella che, attualmente senza alcuna limitazione di traffico, porta smog e rumore a pochi metri dall’Anfiteatro Flavio- sono auto private, il 31% è costituito da moto e motorini, circa il 10% da mezzi adibiti al trasporto merci, il 4% sono taxi, circa il 2% autobus del trasporto pubblico, mentre biciclette e pullman turistici sono inferiori all’unità percentuale.

Questa analisi ha permesso di ipotizzare una strategia d’azione in tre fasi temporali, tre mosse per pedonalizzare definitivamente il Colosseo e i Fori Imperiali. Entro 60/90 giorni (a breve termine) è possibile attuare: la pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali il sabato, la domenica e nei giorni festivi; la chiusura al traffico privato, dalle 10 alle 14 in entrambe le direzioni, della tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci; l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour (da largo Corrado Ricci sino a Santa Maria Maggiore). Entro 8/12 mesi (medio termine) si potrà attuare: la chiusura al traffico privato per l’intera settimana e senza limitazione di orario dell’intero tratto piazza Venezia-largo Corrado Ricci. Entro 12/24 mesi (lungo termine) si potrà attuare la totale pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali, nell’ambito di un più ampio programma di pedonalizzazione che, in accordo con le linee programmatiche già definite in sede di Piano Strategico della Mobilità Sostenibile, consenta di dare continuità ad un’area che a partire dal “Tridente” raggiunga il Parco dell’Appia Antica. Ciò peraltro consentirebbe di rendere contestuali a tale intervento importanti programmi in ordine alla riqualificazione e restauro del Colosseo, come anche in riferimento ai programmi di realizzazione ed esercizio della nuova linea metropolitana C.

“Per salvare il Colosseo e migliorare la qualità della vita dei cittadini è urgente mettere fine all’improprio ruolo di spartitraffico del monumento simbolo della Città Eterna nel mondo -ha dichiarato Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. L’area di Via dei Fori Imperiali è usata dalle auto quasi esclusivamente per l’attraversamento, mentre i flussi pedonali sono ovviamente elevatissimi, in sostanza si va a passeggiare in macchina lungo l’area archeologica più bella del mondo, un fatto inconcepibile. Questo nuovo studio che abbiamo effettuato non è idealistico ma molto concreto, evidenzia che si può partire subito basta volerlo, sin dai prossimi 60/90 giorni con la pedonalizzazione totale di via dei Fori Imperiali sia il sabato che la domenica e nei giorni festivi, la chiusura al traffico privato la tratta da piazza Venezia a largo Corrado Ricci nelle mattine dei giorni feriali e l’ampliamento della Zona a Traffico Limitato lungo via Cavour sino a Santa Maria Maggiore”.

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Natale, 26 ore aggiuntive di ZTL e il 26% in più di trasporto pubblico bel regalo per i romani e i turisti

“Per Natale 26 ore aggiuntive di ZTL e il 26% in più di trasporto pubblico sono un bel regalo per i romani e i turisti, ora l’appello è rivolto ai cittadini che devono sfruttare bus e metro messe in campo lasciando l’automobile ferma a casa, per andare a passeggiare nel nostro centro storico ma anche in tutti gli altri quartieri -afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio- Anche quest’anno il piano di Natale per il centro storico torna come una bella consuetudine, con la ZTL prolungata, una consistente offerta aggiuntiva di trasporto pubblico, convenzioni con i parcheggi di scambio. Chiediamo anche ai Vigili urbani la massima severità contro lo scarico merci e la sosta selvaggia. La città ha bisogno di meno macchine e più treni, tram e bus, per questo al Sindaco Alemanno chiediamo di mantenere la stessa positiva determinazione per il nuovo anno, estendendo a tutti i giorni la sperimentazione che si ripete da anni, mantenendo la navetta elettrica nel Tridente nella direzione della pedonalizzazione del centro storico, perseguendo gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione”.

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