TMB Salario, chiusura definitiva, Regione revoca autorizzazione

TMB Salario, chiusura definitiva, Regione revoca autorizzazione

TMB Salario, la Regione revoca definitivamente l’autorizzazione, plauso di Legambiente


“Soddisfatti della fine definitiva di un incubo per i cittadini di un intero quadrante, Ama ora gestisca bene dismissione e bonifica”

La Regione Lazio, nella giornata di ieri (10 settembre) ha pubblicato la revoca dell’AIA, Autorizzazione Integrata Ambientale, per il TMB (Trattamento Meccanico Biologico) dell’impianto Salario Ama a Villa Spada. Il documento regionale sancisce definitivamente la parola fine sul TMB, sempre contrastato dai residenti fin dalla nascita, perché letteralmente dentro il quartiere.

“Questa è la fine definitiva di un incubo per i cittadini dell’intero quartiere salario – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – attanagliati per quasi un decennio dalla puzza e dalla malagestione dei rifiuti di Roma. Ora Ama gestisca bene la dismissione, la bonifica e la rigenerazione dell’area, in modo da restituire in primo luogo, vivibilità, salute e sostenibilità ambientale al territorio; per farlo sarà necessario un percorso di condivisione con i cittadini, le istituzioni locali e le associazioni che chiediamo venga istituito. Questo sacrosanto atto finale per il TMB, però, mette ancor di più il Campidoglio davanti a una responsabilità che continua colpevolmente a eludere, quella di pianificare la costruzione di tutti gli impianti necessari alla gestione dei rifiuti romani che continuano ad andare tutti altrove. L’impiantistica, a partire da quella anaerobica per la gestione dell’umido, è uno dei cardini dell’economia circolare insieme alla riduzione e all’aumento della differenziata; nella capitale non ci sono impianti in costruzione e non aumenta in maniera seria da tre anni la percentuale di differenziata, ed è per questo che ci troviamo in un’emergenza costante che nei picchi di produzione diventa un disastro vergognoso su tutte le strade”.

 

 

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